Spunta un secondo ristorante nella vicenda di Sigfrido Ranucci. È dell’amica del cuore, Laura Cianfoni, ma se la passa meno bene del Cefalù
C’è un secondo ristorante nell’incredibile feuilleton che per protagonista l’ex conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Noto a tutti il primo – Cefalù – il ristorante romano con la pasta alle vongole sgusciate in cui Ranucci si incontrava con l’amico del cuore, Valter Lavitola. Il secondo ristorante si chiama invece “La Taverna dei Doria” e i piatti forti sono quelli della cucina contadina: dalla carbonara di tartufo scozzone agli gnocchetti alla fregandò, dalle cicche della nonna alle varie tagliate di carne fino all’abbacchio fritto o scottadito.
L’amica del cuore Laura ex sindacalista e ristoratrice in provincia di Latina
L’altro ristorante è all’inizio del centro storico di Rocca Massima, provincia di Latina, paese d’origine della famiglia Ranucci. Ed è di proprietà dell’amica del cuore di Sigfrido, l’ex sindacalista della Cisl, Laura Cianfoni e della sua famiglia (lo gestisce il padre Augusto, anche lui storico dirigente sindacale della Cisl). La Cianfoni è quella signora bionda che viene fotografata per la prima volta da Il Riformista a fianco di Ranucci a un tavolo del Cefalù con Lavitola e altri commensali. E compare più volte nelle carte dell’inchiesta, facendo da tramite fra Lavitola e Ranucci anche nei momenti più delicati della vicenda giudiziaria. È lei, ad esempio, a inviare alla compagna di Lavitola, Natalia Potenza, l’ordinanza dei magistrati romani la notte della perquisizione al titolare del Cefalù. La Potenza nei giorni scorsi ha messo a disposizione della procura di Roma quella chat con la Cianfoni, che aveva registrato fra i contatti del suo telefonino come «Laura fidanzata Ranucci».
Il ferragosto di Sigfrido a Rocca Massima, di cui è diventato cittadino onorario
A Rocca Massima, sui monti Lepini, anche questa estate nel cuore di agosto Ranucci si è rifugiato nella casa familiare di nonno (Sigfrido come lui) per allontanarsi dai riflettori della inchiesta romana e dal clamore mediatico che ne derivava. Ranucci da un anno è diventato cittadino onorario di Rocca Massima e il sindaco e tutta la comunità lo proteggono. Non c’erano quindipaparazzi in quei giorni di riposo, e quindi non è noto se a pranzo o a cena si fosse concesso quegli gnocchetti alla fregandò, con «tartufo, porcini, guanciale e pecorino». A questo punto però con l’amico del cuore che faceva il ristoratore e l’amica del cuore che era del mestiere, chissà che ricette avranno avuto al centro le frequenti tavolate comuni.
Il ristorante dell’amica del cuore se la passa peggio di Cefalù, e da anni perde soldi
La Taverna dei Doria che gestisce l’omonimo ristorante è una srl amministrata da Augusto Cianfoni, il papà di Laura, e se la passa assai peggio del Cefalù di Lavitola. Nel 2025 ha ricavato 162.396 euro (in calo rispetto ai 174.660 dell’anno precedente) e ha chiuso il bilancio con una perdita di 35.983 euro, lievemente superiore a quella del 2024 (34.098 euro). Scrive papà Cianfoni: «La perdita dell’esercizio, sommata alle perdite pregresse, determina l’integrale erosione del capitale sociale e l’emersione di un patrimonio netto negativo. Tale situazione configura una perdita rilevante in quanto il capitale sociale risulta integralmente assorbito dalle perdite. L’amministratore provvederà ad adottare le opportune misure a seguito delle perdite». Per non chiudere la società ha avuto quindi bisogno di una nuova iniezione di capitale dei soci.
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