Il Nicaragua vuole rompere con l’Italia dopo le parole di Tajani: «Ridateci l’ex Br che uccise Moro». Chi è Alessio Casimirri
Il governo del Nicaragua ha annunciato l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia. Una reazione, quella di Managua, che arriva dopo le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ieri al summit del Partito Popolare Europeo (Ppe) a Madrid aveva affermato che l’Italia «non condivide nulla con la visione di governi estremisti come quello del Nicaragua, Paese che ancora dà protezione a pericolosi terroristi delle Brigate Rosse, come Alessio Casimirri».
La lettera di Managua
La decisione del governo guidato da Daniel Ortega, anticipata dal Corriere della Sera, è stata confermata all’Ansa da fonti qualificate. Nella notte, l’ambasciata italiana a Managua ha ricevuto una lettera ufficiale di protesta da parte delle autorità nicaraguensi, successivamente trasmessa alla Farnesina.
Chi è Alessio Casimirri: dalle Brigate Rosse al Nicaragua
Alessio Casimirri è uno degli ex appartenenti alle Brigate Rosse coinvolti nel sequestro di Aldo Moro nel 1978. Il suo ruolo fu quello di bloccare con una Fiat 128 la via di fuga delle auto del presidente della Democrazia cristiana, contribuendo alla riuscita dell’azione.
Nato a Roma nel 1951, Casimirri proviene da una famiglia molto lontana dall’immaginario della lotta armata. Il padre, Luciano, è stato responsabile della sala stampa vaticana sotto tre pontefici, da Pio XII a Paolo VI. Dopo gli studi al liceo classico, si avvicina ai movimenti dell’estrema sinistra, milita in Potere Operaio e nel 1977 entra nelle Brigate Rosse, assumendo il nome di battaglia «Camillo».
Condannato in via definitiva all’ergastolo dalla magistratura italiana per il caso Moro, Casimirri vive da oltre quarant’anni in Nicaragua, dove ha ottenuto la cittadinanza e gestisce alcune attività di ristorazione.
Le richieste di estradizione respinte
Negli anni l’Italia ha presentato più richieste di estradizione, tutte respinte. Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla Costituzione nicaraguense, che vieta l’estradizione dei propri cittadini. Per Roma il caso rappresenta da anni uno dei principali motivi di attrito con il Nicaragua.
Foto copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI | Antonio Tajani al vertice del Ppe a Madrid, 16 luglio 2026
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