«C’è solo un capitano»: l’ultimo saluto a Franco Baresi. Le polemiche per l’assenza della squadra
Centinaia di persone sono già radunate davanti alla basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, per l’ultimo saluto a Franco Baresi. La bandiera rossonera con il 6, che ha sempre capeggiato in Curva Sud, sventola a due ore dall’inizio dei funerali, accompagnata dall’applauso dei tifosi e dai cori “c’è solo un capitano”. Tante le maglie rossonere storiche, come quelle con Mediolanum come sponsor, tutte con il 6 sulla schiena.
Lo striscione
La Curva Sud del Milan, dal balcone di un palazzo vicino, ha srotolato uno striscione dedicato allo storico capitano rossonero. «Franco Baresi, leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao capitano», c’è scritto a caratteri maiuscoli coi colori del Diavolo. Intanto, tra i primi ad arrivare, alcuni ex compagni di squadra tra cui Filippo Galli e Mauro Tassotti. Un’ovazione dei numerosi tifosi presenti ha accolto Paolo Maldini. Con lui la moglie e Marco Van Basten oltre a Pietro Paolo Virdis. L’attuale tecnico dei rossoneri Ruben Amorim, parlando delle polemiche sull’assenza della squadra, impegnata nella tournée australiana, ai funerali, dice: «Io non so cosa succederà in futuro dal punto di vista dei risultati. Non posso controllarlo né promettere niente. Ma porteremo avanti l’eredità di Franco Baresi».
Amorim e le polemiche sull’assenza della squadra
«Oggi non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club è lì e ci sono le persone del Milan. E se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club», aggiunge. Amorim poi fa le «condoglianze alla famiglia, ai suoi amici e anche a tutti i compagni di squadra che ha avuto durante la sua carriera. Penso di essere l’ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po’ la sensazione che c’è all’interno del nostro staff», sostiene il tecnico da Perth nelle parole riportate dalla Gazzetta.
Amorim e Franco
«Prima di tutto, nessuno chiama Baresi “Baresi”: lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi. Quando andiamo a cena, il nostro chef, continua a mostrarmi fotografie e a raccontarmi tante storie. Ho parlato con tante persone e nessuno parla delle Champions League e degli scudetti che ha vinto. Tutti dicono una cosa: ‘Quando siamo andati in Serie B, lui non ci ha lasciati’. E questo è speciale. Adesso che non è più con noi, ci sta insegnando che i successi sono davvero una bella cosa, ma che sono importanti per il nostro ego. La cosa fondamentale, alla fine, è il carattere e chi sei, non quello che hai raggiunto. Franco era tutto per la squadra. È questa la sua eredità», conclude.
L’articolo «C’è solo un capitano»: l’ultimo saluto a Franco Baresi. Le polemiche per l’assenza della squadra proviene da Open.
