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Perché Natalia Potenza ha “mollato” Valter Lavitola: l’altra donna, il ristorante e Ranucci

Natalia Potenza ha conosciuto Valter Lavitola nell’autunno del 2011 a Buenos Aires. L’imprenditore all’epoca era latitante, ricercato dalla giustizia italiana. Al suo ritorno in Italia il 16 aprile 2012 Natalia era con lui. Per lui ha venduto due case in Argentina e ha avuto due figli. Ma della bomba a Campo Ascolano dice di non sapere nulla. Così come non sapeva della relazione di Lavitola con Adriana Linhares, iniziata a febbraio 2026. Per questo il 26 agosto si è presentata dai carabinieri per revocare la disponibilità ad accogliere Valter in casa a Monteverde. E ha deciso di prendere in mano la gestione del Cefalù Bistrò.

Natalia Potenza e Valter Lavitola

La Repubblica oggi ricorda che Potenza è stata amministratrice della cooperativa che gestiva il ristorante di via dei Quattro Venti fin dalla nascita. Nel 2023, dicono gli atti della camera di commercio, ha costituito la Baires, che oggi gestisce il bistrot e che nel 2025 ha avuto 757 mila euro di ricavi. A convincerla a cambiare lato non sono stati processi, condanne e nemmeno la bomba di cui dice di non aver saputo nulla. È stata un’altra donna. Adesso nel suo memoriale consegnato alla procura gli investigatori potrebbero trovare ulteriori prove del quadro accusatorio. E pare che lei abbia scritto che Ranucci aiutava Lavitola nelle faccende private «utilizzando Report come strumento».

Otto telefonate al giorno

Intanto Il Giornale parla di un’informativa dei carabinieri dello scorso agosto in cui tra Ranucci e Lavitola si descrive un’interlocuzione strutturata e fondata su scambi di informazioni e utilità. Fatta anche di sette-otto telefonate al giorno.

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