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Last updateVen, 04 Mag 2018 4pm

Paola Briani, membro del Cda di Acque Veronesi, è il nuovo Consigliere di Amministrazione di APE

APE (Aqua Publica Europea) è il network dei più importanti gestori del servizio idrico a livello europeo 
Paola Briani, attuale membro del Cda di Acque Veronesi, è stata nominata Consigliere di Amministrazione di APE (Aqua Publica Europea), l’associazione nata nel 2008 con l’obiettivo di promuovere la gestione dell’acqua a livello internazionale. Nello scorso mese di luglio, la Briani era stata indicata dall’Assemblea dei Soci di Acque Veronesi come nuovo consigliere della società consortile che gestisce il servizio idrico integrato in quasi tutta la provincia scaligera. La recente nomina in APE, avvenuta lo scorso 15 ottobre a Parigi in occasione dell’Assemblea Generale dell’associazione, da un lato rispetta le nuove indicazioni legislative finalizzate a garantire il rispetto delle quote rosa negli organi di amministrazione delle aziende pubbliche, dall'altro, rappresenta motivo di orgoglio e prestigio per Acque Veronesi, andando a premiare i meriti, le competenze e l'esperienza di un professionista dalle nostra città. Briani è stata designata in rappresentanza di Viveracqua, la società che riunisce i più importanti e rappresentativi gestori del Veneto e che aderisce al network europeo. La mission di Ape, che serve oltre 50 milioni di abitanti e racchiude le più importanti aziende dell’idrico del Continente, è quella di dimostrare che le public utilities possono competere con le grandi multinazionali private in termini di qualità del servizio, efficienza gestionale e avanguardia tecnologica. Il principio fondamentale a cui si ispira l’associazione è quello dell’“acqua, bene comune” e proprio da questo principio nasce l’approccio alla sua gestione, come risorsa fondamentale per l’uomo, ma anche per le coltivazioni e le attività produttive in genere. Avvocato veronese, la Briani è autrice di uno studio relativo alle problematiche di impatto ambientale e degli strumenti giuridici di tutela dell’ambiente, alla luce dell’ordinamento italiano, tedesco e anglosassone. E’ stata inoltre collaboratrice presso l’Istituto di Diritto Privato della Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università agli Studi di Verona. Oltre a Viveracqua, fanno parte di APE, le italiane: Acquedotto Pugliese, Cap Holding e SMAT Torino. «Il trend nazionale dimostra una presenza in crescita delle donne in ruoli di responsabilità ed una particolare sintonia tra le aziende di pubblici servizi e la managerialità al femminile – ha commentato la Briani – Un tendenza che va sostenuta in tutti i modi, visto che le donne dimostrano capacità e professionalità anche in ambiti in cui non si erano precedentemente cimentate». 

I membri italiani del nuovo cda di APE sono:
Alessandro Russo (Cap Holding), Paola Briani (Viveracqua),Nicola Costantino (Acquedotto Pugliese) e Paolo Romano (SMAT TORINO)
 
Nei prossimi mesi i componenti dell'associazione saranno al lavoro con l’obiettivo di condividere le migliori pratiche in materia di gestione e servizi agli utenti, individuare collaborazioni comuni, valutare le prestazione degli operatori, promuovere un migliore accesso alle reti idriche nei paesi meno sviluppati e migliorare la comunicazione, finalizzata ad un uso maggiore dell’acqua del rubinetto, promuovendone un suo utilizzo corretto e responsabile. «Un network che combina un deciso impegno sui temi della performance e la qualità dei servizi – ha commentato il presidente di Acque Veronesi Niko Cordioli -  Nel corso della riunione del 15 ottobre è emersa la forte esigenza di operare affinché l’agenda del Parlamento Europeo si trasformi in un piano specifico e concreto con alcuni obiettivi fondamentali quali, ad esempio, l’equiparazione dei costi delle bollette a livello europeo. Per fare ciò servono però, strategie comuni che permetteranno di prepararsi al meglio alle opportunità e alle difficili sfide che i gestori europei dovranno affrontare nei prossimi mesi».

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PORTI A RISCHIO CONGESTIONE SENZA LA SINERGIA CON GLI INTERPORTI

Allarme lanciato dal presidente degli Interporti italiani, Matteo Gasparato in un incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio
“Senza interporti le banchine dei porti italiani non potranno sostenere i flussi crescenti delle grandi navi. L’attuale dimensionamento dei terminal portuali italiani, infatti, non basterà a garantire l’efficienza del sistema per la gestione delle nuove grandi navi portacontainer,  che prevedono una movimentazione fino a 4.000 TEU per toccata”.
E’ l’allarme lanciato da Matteo Gasparato, Presidente  Unione degli Interporti Italiani, nel corso di  un incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.
Durante l’incontro, che si è svolto in piena sintonia di intenti e condivisione, è stato sottolineato che secondo una recente indagine di Ernst e Young “il sistema portuale italiano non è pronto a gestire i flussi crescenti di merce e si registrano problemi di congestione persino i grandi porti del nord Europa”.
“Solo con una sinergia dei porti con il sistema interportuale si potrà sostenere  in tempi rapidi ciò che la banchine affronteranno nei prossimi anni. Nel rapporto porto/interporto, la retroportualità però non è un concetto esclusivamente geografico ma funzionale, legato alla presenza di flussi che necessitano di andare all’imbarco utilizzando il treno”.
Al Governo, gli interporti italiani chiedono di “concentrare le risorse disponibili  sul cofinanzimento di opere inserite nel contesto europeo e sui cd. “colli di bottiglia” nel sistema infrastrutturale  e questo per non perdere le opportunità legate alla ripresa economica ed alla crescita sostenibile”.

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Acque Veronesi all’opera per garantire un servizio adeguato alle nuove esigenze urbanistiche di Verona

Al via i lavori di potenziamento delle reti idriche e fognarie di Verona sud, via Fenilon e via Faccio. Investimenti per circa 2.5 milioni di euro
Inizieranno nei prossimi giorni gli interventi di Acque Veronesi a Verona sud. L’investimento complessivo, di 1.782.244 euro, ha l’obiettivo di potenziare ed adeguare le reti idriche e fognarie della zona. Un piano di investimenti, progettato in stretta sinergia con il Comune di Verona, con il quale sono stati definite le priorità degli interventi di riqualificazione urbana nell’ATO 4. In particolare della ZAI, in considerazione delle nuove e numerose esigenze residenziali e commerciali dell’area.
In collaborazione con il settore Strade, la 5° circoscrizione, il comando di Polizia Municipale, ATV e la società Autostrade, è stato predisposto un cronoprogramma dei lavori, con lo scopo di ridurre al minimo gli inevitabili disagi per i cittadini.
Questi i principali interventi della zona:
· giovedì 8 ottobre, per la realizzazione di un nuovo tratto fognario in via Fermi, per 60 giorni verrà instituito il divieto di sosta e senso unico alternato
· giovedì 8 ottobre, inizieranno i lavori di estensione della rete acquedottistica in Viale delle Nazioni, per la durata di 40 giorni, con il conseguente restringimento della carreggiata.
· sabato 10 e domenica 11 ottobre, inizieranno i lavori di scavo in via del Perlar e largo Perlar e verranno vietate la sosta ed il transito alle autovetture. Nel tratto che conduce da largo Perlar a via Righi, negli stessi giorni, verrà invertito il senso unico di marcia in via Silvestrini.
· a metà ottobre inizieranno gli interventi di potenziamento della rete fognaria in via Fleming,  per 120 giorni , con relativi provvedimenti di divieto di sosta e senso unico alternato;
· nel mese di novembre, verrà ampliata la rete acquedottistica nella Strada della Genovesa. I lavori, che prevedono il senso unico alternato nella via in oggetto, dureranno 120 giorni; 
· nel mese di novembre, in via Torricelli saranno effettuati interventi di ampliamento negli impianti fognari, con il conseguente provvedimento di divieto di sosta e senso unico alternato per 30 giorni.
Il piano delle opere, che è stato presentato in una conferenza stampa, alla presenza dei componenti del Cda dell’azienda consortile, il presidente Niko Cordioli, il consigliere Paola Briani e il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, continuerà nel 2016. Verranno infatti realizzati nuovi collegamenti acquedottistici in viale dell’Industria (i lavori verranno interrotti durante le fiere Motorbike e FierAgricola, tra il 20 gennaio e il 3 febbraio); in viale delle Nazioni, all’incrocio con via Flavio Gioia (previsti 60 giorni di chiusura al traffico dopo l’evento Motorbike); in via San Giacomo, via Vigasio, via Guerrieri (le date saranno concordate con il settore Traffico del Comune di Verona).
L’estensione fognaria di via Legnago, verrà programmata in estate per consentire la fine dei lavori nel ponte sul canale sulla strada Rodigina e gestire così al meglio il problema del traffico nella zona.
Le attività di Acque Veronesi procederanno senza sosta, interventi sono infatti previsti nei prossimi mesi in altre zone della città:
· l’estensione della fognatura e dell’acquedotto nella via Fenilon e via Sommacampagna per un importo di oltre € 300.000 che andrà a servire una zona della città attualmente priva di fognatura e nel contempo si potenzierà la rete acquedottistica;
· verrà eseguito un importante intervento di ristrutturazione di un tratto del collettore fognario di via Faccio (nel tratto sotto l’incrocio con via basso Acquar e via del Fante) la peculiarità di questo lavoro è che sarà eseguito il risanamento dall’interno del collettore stesso (che ha dimensioni considerevoli 4mx3m) per un importo complessivo di circa € 450.000 ».
Soddisfazione per l’avvio dei lavori è stata espressa da Cordioli: «Un investimento importante e atteso da anni, del quale beneficeranno imprese del territorio. L’obiettivo generale è quello di fornire alla città nuove infrastrutture, capaci di soddisfare le esigenze dei futuri insediamenti, garantendo così, un adeguato livello di servizi. Compatibilmente con le caratteristiche tecniche dei numerosi cantieri, Acque Veronesi organizzerà nei giorni di sabato e domenica, o negli orari notturni, gli interventi che avranno maggior impatto con la viabilità cittadina. Tutti i lavori saranno costantemente monitorati dai tecnici della società, relazionati in apposite riunioni con gli uffici comunali e verranno preventivamente segnalati con adeguate comunicazioni alla cittadinanza. Informazioni che saranno disponibili, già nei prossimi giorni, anche in un’area specifica del sito della società . Le utenze, di tipo commerciale, abitativo e industriale che beneficeranno delle opere saranno circa 1.500. La dimostrazione che, lavorando in stretta sinergia con l’amministrazione comunale, è possibile ottenere risultati concreti ed utili alla popolazione».

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Matteo Gasparato, Presidente del Consorzio Zai, è stato nominato VicePresidente di FEDERTRASPORTO

Costituita nel 1993, FEDERTRASPORTO raccoglie le associazioni di operatori e gestori di infrastruttura del settore trasporti, logistica e turismo aderenti a Confindustria. FEDERTRASPORTO è nata dall’esigenza di superare la tradizionale separazione su base modale della regolazione e dei mercati del trasporto, a favore di una concezione di sistema, multimodale e integrato, coerente con gli indirizzi nazionali ed europei.
La missione primaria della Federazione è infatti “favorire e promuovere processi di crescita e sviluppo del settore rappresentato - con particolare attenzione all’impiego delle nuove tecnologie ed all’integrazione dei diversi sistemi modali - quale fattore di interesse primario per la competitività complessiva del sistema economico-produttivo nazionale”.
La Federazione inoltre promuove iniziative relative alle problematiche delle relazioni industriali nel settore dei trasporti; d’intesa con le organizzazioni aderenti, stipula accordi di carattere generale e coordina la politica sindacale e del lavoro di comune interesse; può stipulare, su delega degli interessati, contratti collettivi nazionali di lavoro riguardanti una o più categorie, in conformità con gli indirizzi generali di Confindustria in materia.
Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente Alberto Brandani, i Vice Presidenti , Fabrizio Palenzona (Aiscat e Assaeroporti),  Matteo Gasparato (Uir), Umbro Bernardini (Anita) e da Stefano Savino (Agens) e dai consiglieri Emanuele Grimaldi (Confitarma), Renzo Iorio (Federturismo), Luigi D'Alessio (Fise), Giuseppe Mazzeo (Assaereo) e Federico Lovadina (Agens).

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Governo incapace di proteggere il made in Italy

GEGE' DE PALMA - Il disagio è palpabile in ogni angolo del mondo, dove imprenditori capaci si trovano a dover competere con un mondo non solo globalizzato senza criterio ma sopratutto imitato senza successo a tutto svantaggio dei consumatori più esigenti.
Il made in Italy, frutto del sacrificio dei nostri predecessori dall'immediato dopo guerra in poi, è giunto sin alle soglie del terzo millennio con adeguato prestigio.
Con il Governo Renzi non è più nelle mani dei soli italiani, infatti, in tutto il mondo ci sono stranieri che ci imitano, che utilizzano il nostro prestigio come spot per attrarre a se consumatori sprovveduti che mai potranno giudicare con equità prodotti e servizi di matrice realmente italiana.
Accade nei ristoranti italiani che non hanno personale italiano a Londra come  a New York, , nelle aziende che riportano il marchio made in Italy ma che di italiano non hanno nulla nel loro processo produttivo se non , e solo grazie al non intervento dei governi di sinistra da Monti a Renzi, piccoli lavoretti di rifinitura, accade nelle aziende  tessili  come pure per ogni azienda con sede all'estero predisposta all'imitazione fedele dei nostri prodotti migliori, prosciutto di Parma, parmiggiano reggiano, olio d'oliva extra vergine e tanti altri.
Questo atteggiamento non è però stato capace di frenare la domanda di prodotti artigianali di alta qualità, perchè artigiani fedeli al lavoro fatto a regola d'arte esportano prodotti che sono impossibili da imitare, accade in Svizzera per i panettoni prodotti artigianalmente da Pietro Cappelli nel Canton San Gallo, per i taralli pugliesi prodotti dalla Delizie Italia di Molfetta entrati di diritto nella grande distribuzione del Canton Ticino esempio di artigianato di alta qualità con solo ingredienti prodotti in Italia, come pure per tanti prodotti del sud Italia, veri gioielli per il mercato estero che non vuole l'imitazione a basso costo ma crede nell'importazione diretta dell'italianità di qualità.
Proteggere il made in Italy dovrebbe essere il prossimo obiettivo da raggiungere con celerità perchè in un mondo, come quello odierno, veloce e sempre più veloce, una maggiore politica protezionista non potrebbe che giovare sia per le esportazioni che per lo sviluppo aziendale italiano nei paesi esteri.

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