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Acque Veronesi ricorda i 100 anni della Grande Guerra

Centenario della prima guerra mondiale. Acque Veronesi ricorda i militari italiani caduti in missioni militari all’estero. Intitolati gli impianti e gli uffici della società anche ai veronesi Enrico Frassanito e Manuel Fiorito. Mariotti: «Un atto doveroso, un onore per la nostra città». 
«L'acqua è simbolo della vita che inizia e per questo Acque Veronesi ha voluto accomunare due momenti importanti dell'esistenza, come la nascita e la morte, per ricordare gesti eroici compiuti da valorosi uomini  che hanno sacrificato la loro vita. Un’occasione importante per ricordare il loro impegno e per manifestare vicinanza e affetto alle loro famiglie». Così Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi, ha voluto commentare la cerimonia di intitolazione degli impianti della società consortile ai militari italiani caduti nelle missioni di pace all’estero. Il Consiglio di Amministrazione di Acque Veronesi, in occasione del centenario della prima guerra mondiale, ha infatti deciso di commemorare tutte le vittime delle Forze Armate vittime di attentati. All’evento, svoltosi lunedì 25 maggio, oltre a Mariotti, erano presenti il vicepresidente Marco Olivati, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il presidente di Assoarma, il  Generale Edgardo Pisani e i familiari delle vittime. E’ stata intitolata la "Centrale Acquedotto di Borgo Trento", sita in via Cavalcaselle 15, alla memoria del Sottotenente dei Carabinieri Enrico Frassanito, croce d'Onore alle vittime per atti di terrorismo. Il militare nato nel padovano, ma residente a Sommacampagna, figlio dell'ex comandante della stazione dei carabinieri di Verona era deceduto all’età di 41 anni a nel capoluogo scaligero, dopo il tragico attentato del 27 aprile del 2006 a Nassiriya. Nei prossimi giorni, Acque Veronesi intitolerà anche gli uffici di presidenza, le sale riunioni della sede centrale e delle sedi periferiche e i suoi impianti, sia in città che in provincia,  alla memoria di tutti i caduti italiani all'estero in missioni di pace (solamente in Iraq, nella missione “Antica Babilonia”, oltre a Frassanito, morirono oltre 30 militari italiani). Giovani che hanno dato la vita in nome di un'ideale di giustizia e a favore delle popolazioni civili, mantenendo alto l'onore delle Forze Armate e dello Stato Italiano. Complessivamente saranno affisse 102 targhe, tra uffici e strutture dell’azienda, per ogni caduto dal 1946 ad oggi. Dopo la struttura di via Cavalcaselle, che porterà quindi il nome di Enrico Frassanito, verrà intitolato alla memoria di Manuel Fiorito l'impianto centrale dell’acquedotto di Porta Palio. Il Capitano di Reggimento degli Alpini era deceduto il 5 maggio 2006, mentre era impegnato in pattuglia nella valle di Musahi. Uno dei tanti luoghi poveri e remoti della regione di Kabul, dove il veronese, arrivato da appena una settimana in Afghanistan, era impegnato a favore della pace e della stabilità del paese, cercando di garantire un futuro migliore alla popolazione locale. Flavio Tosi ha commentato: «Esprimo la mia ammirazione per un’iniziativa di uno spessore così alto. Le due targhe capeggeranno nei pressi degli acquedotti e terranno così viva per sempre la memoria dei due ragazzi e del loro sacrificio».

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