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Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Italiani nel Mondo

Giacchetta condannato a 9 anni di carcere

Per la maxi truffa ai pensionati italiani dell'ex direttore del patronato INCA
Antonio Giacchetta, ex direttore del patronato "INCA-CGIL Svizzera, è stato condannato oggi a nove anni di detenzione per una mega-truffa ai danni di pensionati italiani dal Tribunale distrettuale di Zurigo. Due agenti in borghese lo hanno preso subito in consegna subito dopo la lettura della sentenza e lo hanno accompagnato in carcere.
Giacchetta è stato riconosciuto colpevole di aver sottratto a 76 connazionali 12 milioni di franchi. In veste di direttore del patronato che dipende dalla CGIL, il condannato ha gestito fra il 2001 e il 2009 le prestazioni previdenziali affidategli da 250 suoi connazionali, per una somma complessiva di 34 milioni di franchi.
Il tribunale zurighese ha seguito fino in fondo le richieste della pubblica accusa malgrado la difesa si fosse invano battuta per una riduzione della pena a 4 anni e mezzo.
In base alla sentenza, Giacchetta dovrà rimborsare i soldi sottratti ai suoi connazionali e una volta scontata la pena dovrà lasciare la Svizzera.
Il Giacchetta ha dichiarato che le somme truffate sono state da lui usate per acquistare orologi di lusso, pagare prostitute e - come ha sostenuto l'imputato in aula - mantenere cinque amanti avute contemporaneamente mentre viveva separato dalla moglie.  Eppure guadagnava circa 8.000 franchi al mese e nel 1997 aveva vinto 750.000 franchi al Lotto svizzero. Il presidente della corte ha calcolato che per un periodo di nove anni, Giacchetta ha speso in media 45'000 franchi al mese. Ha agito con grande egoismo e senza il minimo scrupolo", ha affermato il giudice leggendo la sentenza.
Rivolgendosi ai 64 connazionali che hanno preso parte al dibattimento in qualità di vittime, Antonio Giacchetta aveva detto: “Trovo ripugnante quello che ho fatto”. Gli aveva replicato uno di loro: “vogliamo indietro i nostri soldi, non le tue scuse”.
Ora, perchè giustizia venisse fatta al 100%, bisognerebbe che venissero celebrati altri due processi.
Uno a quelli ignobili individui che in questi anni hanno fatto girare la voce che molti pensionati fossero d'accordo a consegnare i loro soldi al Giacchetta perchè li facesse fruttare.
Ed uno all'INCA/CGIL di Roma per responsabilità oggettiva. L'INCA Svizzera è già stata condannata da tempo ma si è dichiarata fallita ed ha chiuso la sua rete per non rifondere i danni.
Commentando la vicenda il Corriere del Ticino scrive: "Il patronato INCA opera su incarico del Ministero italiano del lavoro e sul suo sito internet si presenta con lo slogan: "Previdenza, cittadinanza lavoro: ovunque ti trovi, INCA difende i tuoi diritti". Facile quindi immaginare la reazione delle persone rimaste vittime del raggiro, molte quali si erano rivolte all'organizzazione che dipende dal sindacato perché avevano difficoltà con il tedesco".

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Putin ha subito eseguito le promesse agli italiani in Crimea

All'Associazione Italiana a Kerch non è piaciuto che qualcuno abbia messo in dubbio che il decreto di riabilitazione sia stato realmente firmato e che quindi i giornalisti abbiano montato un caso su una promessa e nulla più.
Ma la Russia non è l'Italia e Putin non è Renzi. Chi si è assuefatto alle promesse renziane che restano normalmente lettera morta, ha difficoltà a capire che la promessa di un vero statista è sicura come un assegno circolare.
L'indomani stesso dell'incontro di Putin, accompagnato da Berlusconi, ad Yalta con i rappresentanti della comunità italiana, sul sito del Cremlino è  stato pubblicato il documento ufficiale (VEDI) con il testo emendato (comprendente anche gli italiani di Crimea). La nostra comunità è associata a quelle di origine tartara, tedesca, greca, bulgara e armena e beneficerà di tutta una serie di misure, anche di carattere economico, volte a tuterarne l'identità.

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Il ministro Gentiloni profana il ricordo di Marcinelle

Il ministro degli esteri Gentiloni ha profanato la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” dell’8 agosto con un messaggio ufficiale nel quale mette sullo stesso piano i clandestini che sbarcano sulle nostre coste con i nostri emigranti.
Scrive infatti Gentiloni: “Il ricordo di Marcinelle, tragedia del lavoro, ci fa inevitabilmente pensare al grande dramma dei nostri giorni, quello dei migranti nel Mediterraneo, spinti come i nostri emigranti dalla ricerca di un futuro migliore lontano dalle proprie radici, dalla propria casa, dai propri affetti.”
Intanto è interessante notare l’ammissione che chi sta arrivando dall’Africa lo fa spinto “dalla ricerca di un futuro migliore”. Se non altro per una volta è accantonata la finzione della fuga da guerre, che ormai è comprovato essere vera per un’estrema minoranza.
Così i poveri minatori di Marcinelle, che rispondevano a bandi degli uffici di collocamento, subivano accurate visite mediche prima di partire e poi all’arrivo, che avevano contratti di lavoro fin troppo particolareggiati, vengono assimilati ai profughi che arrivano e spesso si dileguano senza venire identificati.

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Putin riconosce agli italiani lo status di minoranza deportata

Dopo avere incontrato i discendenti degli Italiani in Crimea, oggi il presidente Vladimir Putin ha mantenuto subito la promessa fatta loro e oggi ha firmato il decreto che riconosce alla comunità italiana lo status di minoranza deportata.
L’incontro con Putin è stato possibile grazie a Silvio Berlusconi. E’ grazie a lui se ora  è stato ufficialmente riconosciuto che gli italiani furono perseguitati e deportati per la sola "colpa" di essere italiani.
Questo potrebbe fra l’altro permetterebbe ai loro discendenti di riavere le loro proprietà allora confiscate oppure un giusto indennizzo.
VEDI ANCHE: Berlusconi porta Putin dagli italiani in Crimea

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Grandiosa accoglienza al MAIE in Romania

Grandiosa accoglienza al MAIE, ospite d’onore ai festeggiamenti per i 150 anni dalla fondazione della Camera di Commercio ed Industria di Pahova in Romania.
Nel teatro e nei saloni del sontuoso Casinò Sinai, hanno portato il loro saluto delVice Coordinatrice del MAIE Europa, Anna Mastrogiacomo ed il Coordinatore Nazionale MAIE in Romania, Dott. Gaetano Vernarelli, di fronte alle televisioni locali ed alla stampa.
Presenti le massime autorità rumene e molto ben rappresentate le innumerevoli aziende internazionali che operano nella zona.
Il MAIE ha così ufficialmente riaffermato la sua volontà di creare e potenziare una sua Delegazione in Romania in grado di fungere da collegamento fra gli emigrati italiani e le istituzioni,  nonché di essere di supporto alla rete di aziende italiane sparse su tutto il territorio.
Naturalmente a questa prima presa di contatto seguiranno visite del Presidente On. Ricardo Merlo e dei suoi collaboratori per mettere bene a punto un protocollo d’intesa.

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Berlusconi porta Putin dagli italiani in Crimea

IL COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA A KERCH

Lodevolissima iniziativa di Silvio Berlusconi che ha portato il premier russo Vladimir Putin ad incontrare rappresentanti dell’Associazione Italiana a Kerch, che raggruppa i discendenti dei connazionali sterminati da Stalin.
Una numerosa e laboriosa colonia di italiani, arrivati nell' Ottocento perchè chiamati a coltivare la terra, ormai perfettamente integrati subirono una tremenda deportazione nel 1942 per ordine del dittatore comunista. Migliaia morirono di stenti e di freddo durante il viaggio su carri bestiame in quello che è conosciuto come l'olocausto sconosciuto degli italiani in Crimea. (Guarda video)
I sopravvissuti finirono nella steppa del Kazakistan a - 20/30 gradi senza vestiti pesanti, senza case per ripararsi, senza legna da ardere, alla mercè dei lupi. Pochissimi, dopo la morte di Stalin, poterono ritornare a Kerch.
Putin ha promesso ai circa 300  discendenti lo status di perseguitati politici, che  permetterebbe loro di riavere le loro proprietà allora confiscate oppure un giusto indennizzo.
Molti di loro vorrebbero gli venisse riconosciuta la cittadinanza italiana, ma lo Stato italiano è sempre stato sordo alle loro richieste perchè non accompagnate dalla documentazione necessaria, inutile continuare a spiegare che quando i nonno e padri furono prelevati dalle loro case non ebbero certo il tempo di mettersi in tasca i documenti.
Lo hanno fatto presente anche in questa occasione a Berlusconi che ha promesso il suo interessamento.

LEGGI ANCHE: L'emigrazione italiana in Russia

Ecco il comunicato dell'Associazione:

Una nostra delegazione guidata dalla presidente Giulia Giacchetti Boico e composta dal deportato Natale De Martino e da Vova Fedosov (famiglie Fabiano e Binetto) e Igor Fedorov (famiglia Ferri) ha avuto il grande onore di poter parlare con il presidente Vladimir Putin e con il presidente Silvio Berlusconi. Un incontro informale, in un caffè di Yalta, durante il quale abbiamo potuto parlare di noi e raccontare la nostra storia a due interlocutori così importanti che hanno mostrato una grande attenzione.
Sapete tutti che uno dei nostri principali problemi è quello del mancato riconoscimento dello status di minoranza deportata, che ci consentirebbe sia una riabilitazione davanti alla Storia – perché siamo stati vittime innocenti di una persecuzione – sia di poter beneficiare di alcuni piccoli vantaggi di carattere economico che per i nostri anziani sarebbero di grande aiuto.
Un obiettivo che abbiamo inutilmente inseguito per tanti anni, non trovando mai l’interlocutore giusto, e che ora, per impegno personale del presidente Putin, sarà presto raggiunto. Il presidente Putin ci ha infatti promesso che il decreto sulle minoranze perseguitate del 21 aprile 2014 sarà riscritto includendo anche quella italiana, che quindi verrà ufficialmente e pienamente riabilitata!
Il presidente Berlusconi ha parlato a lungo con Natale De Martino, facendosi raccontare la storia della sua deportazione e informandosi poi sulle attività dell’associazione Cerkio e sulla conoscenza della lingua italiana tra di noi.
Ai nostri illustri ospiti abbiamo regalato copia dei libri e dei cataloghi della mostra, in russo e in italiano.
Quello che ci ha colpito è stata l’atmosfera assolutamente distesa e amichevole di questo incontro, organizzato su iniziativa del presidente della Crimea Serhgiei Aksionov e del suo vice Ruslan Balbek, che ringraziamo di cuore per questa opportunità unica che ci è stata offerta e per l’amicizia e la collaborazione concreta che abbiamo sviluppato in questi ultimi giorni.

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L’On. Borghese (MAIE) porta avanti la mozione Reale – Iacuzio (ItalUk)

Luigi Reale e Maria Iacuzio della lista ItalUk hanno presentato una mozione al Comites di Londra per concedere ai Consoli e Viceconsoli onorari il potere di autenticare le firme previo incarico del Console di riferimento. Nel darne notizia hanno espresso l’auspicio che la mozione venisse condivisa e fatta propria da qualche parlamentare che la ponesse all’attenzione del Governo.
Subito si è messo a disposizione l’On. Mario Borghese (MAIE) che nei prossimi giorni fomalizzerà il suo intervento per portare la questione all’attenzione del Parlamento e del Governo.

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Italiano all’estero vuole donare 2 milioni di euro alla sua città di provenienza ma lo trattano male

CRONACHE DAL PAESE DEI CACHI
Giuseppe Giuffrè, detto Pippo è nato a Ragusa ma è residente dal 1958 a Brooklyn, dove ha fatto fortuna con un'attività nel settore delle concessionarie automobilistiche.
Nel suo cuore c’è sempre stata la sua città di provenienze e recentemente ha deciso di donare 2 milioni di dollari all'Azienda sanitaria di Ragusa per comprare apparecchiature mediche e migliorare i servizi del nuovo ospedale Giovanni Paolo II. Qualche mese fa c’è stato un primo incontro fra il legale di Pippo  Giuffré, l'avvocato Michele Sbezzi, e il manager dell'Asp, Maurizio Aricò.
Nei primi giorni di agosto avrebbe dovuto esserci il secondo incontro (questa volta presente Mr. Giuffrè) per definire la donazione. Sicuramente gli avranno organizzato un'accoglienza trionfale con tappeto rosso e banda musicale - direte voi. Ma quando mai: gli hanno detto: "Si sieda lì e aspetti". Racconta l’Avv. Sbezzi : “Siamo stati fatti accomodare in una sala d'attesa rovente e abbiamo atteso per molto tempo, finché il signor Giuffrè non si è seccato e ha deciso di andare via”.
Resosi conto della frittata, il potentissimo direttore generale dell'Asp, Maurizio Aricò, che conferma la vicenda, cerca di giustificarsi:  "Li ho accolti e fatti accomodare nella sala d'attesa, aspettando che arrivasse il legale dell'Asp che si trovava in Tribunale, circa 700 metri di distanza. Il tempo di arrivare e loro erano spariti. Non sono riuscito a rintracciarli. Sono davvero rammaricato per quanto successo”.
Già qualche anno fa la famiglia Giuffré  aveva manifestato l'intenzione di finanziare un centro polivalente nel quartiere Carmine a Ragusa, una zona disagiata, ma il progetto si arenò per difficoltà burocratiche.

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Reale e Iacuzio (ItalUk): mozione al Comites di Londra per l’autentica delle firma ai Consoli Onorari

Concedere ai consoli e ai vice-consoli onorari il potere di autenticare le firme. Questo, in sintesi, il dispositivo della mozione presentata dalla vice presidente del Comites di Londra Maria Iacuzio insieme al consigliere Luigi Reale, entrambi eletti nella lista ItalUk. L’auspicio di entrambi è che la mozione sia ora condivisa e fatta propria da qualche parlamentare che la ponga all’attenzione del Governo.
Il testo della mozione.
“PREMESSO CHE
* l'articolo 1 della Costituzione Italiana recita che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”;
* l'articolo 3 della Costituzione Italiana recita che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
* l'articolo 48 della Costituzione Italiana recita che “La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge”
* l'articolo 71 della Costituzione Italiana recita che “Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”; -
* l'articolo 75 della Costituzione Italiana recita che “E` indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.”;
CONSIDERATO CHE
Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
* Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall'articolo 1, comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000, n. 340;
* Visto il punto 4) dell'allegato 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50;
* Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa;
* Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
* Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle riunioni del 25 agosto 2000 e del 6 ottobre 2000;
* Visto il parere della Conferenza Stato-citta', ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella riunione del 14 settembre 2000;
* Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli alti normativi nell'adunanza del 18 settembre 2000;
* Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
* Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 15 dicembre 2000;
* Considerato l’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 che nello specifico, sull’autentificazione delle sottoscrizioni, stabilisce:
> L'autenticità della sottoscrizione di qualsiasi istanza o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione, nonché ai gestori di servizi pubblici è garantita con le modalita' di cui all'art. 38, comma 2 e comma 3.
> Se l'istanza o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è presentata a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 o a questi ultimi al fine della riscossione da parte di terzi di benefici economici, l'autenticazione redatta da un notaio, cancelliere, segretario comunale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro dipendente incaricato dal Sindaco; in tale ultimo caso, l'autenticazione è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale, che autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità del dichiarante, indicando le modalita' di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria firma e il timbro dell'ufficio.
CHIEDE
che il Governo Italiano renda effettivi i diritti costituzionali succitati dei cittadini italiani residenti all'esteo concedendo con decreto-legge il potere di autentica delle firme ai consoli e vice-consoli onorari previo incarico del Console Generale di riferimento ai sensi all’art. 21 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445”.

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