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Last updateVen, 04 Mag 2018 4pm

Italiani nel Mondo

Toh, è ricomparso Fantetti

CONTENTO EUGENIO MARINO, MOLTO MENO GLI ITALIANI ALL'ESTERO
MARCO TROVATO
- Da quando fu trombato nel 2013, Raffaele Fantetti scomparve. Di lui si persero le tracce. Gli italiani all’estero non ebbero più sue notizie, me se ne fecero una ragione. Chi invece aveva continuato a cercarlo insistentemente era l’allora responsabile del PD per gli italiani all’estero, Eugenio Marino, che doveva fargli notificare una sentenza di condanna. Il Marino era stato querelato per diffamazione dal Fantetti. L’allora senatore gli chiedeva 240.000 euro di risarcimento per presunte calunnie, ma il giudice aveva ribaltato le sue pretese condannandolo ad un risarcimento di 15.000 euro nei confronti di Marino più spese processuali per denuncia avventata. La sentenza era del luglio 2016 ma per mesi e mesi fu impossibile rintracciare il Fantetti per consegnargli la notifica.
Ma ecco che in questi ultimi tempi hanno avuto sue notizie gli italiani nel mondo, che aveva rappresentato Forza Italia in Parlamento per uno scorcio di legislatura (dal 2010 al 2013). Di quell’esperienza l’unico ricordo rimasto è il suo voto, da senatore eletto all’estero, a favore dell’abolizione dei senatori eletti all’estero.
A quanto pare il cuore di Fantetti si gonfia d’amore per gli emigrati alla vigilia di ogni elezione e anche questa volta  gli è riuscito il colpaccio: grazie alle astute manovre del suo antico sodale on. Picchi (ex FI, ora Lega) è stato indicato come capolista, in quota Forza Italia, nella lista del centrodestra unito per il Senato nella ripartizione Europa; dietro di lui tre perfetti sconosciuti, due in quota Lega e uno in quota FI, che prenderanno si e no i voti dei parenti.
Prima ancora era stato rintracciato anche dai legali di Eugenio Marino, che gli avevano finalmente notificato la sentenza. Anche se il Fantetti ha continuato finora a fare orecchio da mercante guardandosi bene dallo sborsare il dovuto. Ora, scaduti i termini, si sta provvedendo al pignoramento dello stipendio sul suo luogo di lavoro, il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma.A meno che nel frattempo non riesca a farsi eleggere Senatore dai tanto amati italiani all'estero

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MARINO (EX RESPONSABILE ITALIANI ALL'ESTERO DEL PD): NON SONO CANDIDATO, MA GRAZIE A CHI MI HA SOSTENUTO E INCORAGGIATO

EUGENIO MARINO - Intanto grazie. Si, devo ringraziare tante persone.
In queste ultime settimane il mio nome era stato proposto come possibile candidato al Parlamento.
A sostegno della mia persona avevano sottoscritto un incoraggiante appello imprenditori (piccoli, medi e grandi), intellettuali, scrittori, giornalisti, rappresentanti di molte associazioni di volontariato (laico e cattolico), sindacalisti, rappresentanti del mondo delle cooperative, amministratori, segretari di circoli, dirigenti dei giovani democratici.
Si era creata, intorno a un progetto politico sulla Calabria, una rete di persone che andava ben oltre il Partito Democratico e che ha vissuto in queste ultime settimane un entusiasmo che mi ha molto incoraggiato e persino emozionato.
Ecco perché, dunque, devo dire grazie, un grazie sincero, a Gianni Cuperlo che ha proposto il mio nome e alle tante persone che lo hanno sostenuto, che hanno lavorato, che mi hanno incoraggiato con entusiasmo crescente in Calabria e non solo. Grazie!
Alla fine, poi, il mio nome non è stato messo in lista. Capita, è la politica, che fa le sue scelte.
E le scelte del gruppo dirigente nazionale, che ha deciso insieme al segretario regionale e ai parlamentari calabresi uscenti, sono state quelle di riconfermare tutti i parlamentari uscenti del PD Calabria (compresi quelli diventati del PD in corso di legislatura).
Si è deciso che i parlamentari uscenti del PD (Coviello, Magorno, Bruno Bossio, Oliverio, Aiello, Censore) dovevano essere tutti ricandidati e, diversi di loro, sia al maggioritario che al plurinominale.
Insieme a loro, si è deciso di candidare anche chi ha già importanti ruoli istituzionali in seno al Consiglio regionale, nel Governo del Paese (come Marianna Madia), o inediti alleati come Nino D’Ascola (senatore eletto nel 2013 con il Popolo delle Libertà di Berlusconi e poi passato al Nuovo Centrodestra).
Quindi, in questo contesto, gli spazi per candidature nuove, di personalità ancora al di fuori delle istituzioni, con profili politici diversi e dell’area politica della minoranza del Partito erano strettissimi.
Dunque la proposta della mia candidatura non è stata accolta e la Segreteria nazionale ha fatto altre valutazioni, palesatesi solo nella controversa Direzione di questa notte, dove è stato impossibile discuterle.
Insieme a me sono state escluse personalità che meritavano anche più di me una candidatura: cosa che mi spiace molto.
Come ho detto da subito a chi mi ha proposto e sostenuto e ai dirigenti con i quali ho potuto parlare (in questo periodo mi è stato molto difficile parlare con i dirigenti del mio Partito) continuerò a impegnarmi con la serietà e passione di sempre per far vincere il PD alle prossime elezioni. E ciò perché, pur non condividendo il tipo di gestione del gruppo dirigente del mio Partito, considero più pericoloso per il mio Paese il rischio di una vittoria della nuova Destra politica che avanza. E l’interesse per il mio Paese viene prima di quello per il mio Partito e delle mie pur legittime ambizioni.
Ma ci saranno tempi e luoghi per riparlarne, ne sono certo. Adesso mettiamo al sicuro il Paese.
Grazie a tutti.o

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Personaggi italiani in Europa: Anna Mastrogiacomo

MASSIMO MASTROLONARDO - Puntualmente, all’ avvicinarsi delle elezioni, si parla di Italiani all’ estero. Quanti sono, cosa fanno, se ritornano in Italia.
Negli ultimi anni c’è una nuova emigrazione di “cervelli in fuga”, di giovani in cerca di una nuova patria e di una nuova fortuna. Ma gli italiani all’ estero sono tantissimi e ben inseriti nel tessuto sociale dei vari Paesi che li hanno adottati.
Oggi parleremo con il Cavaliere Anna Mastrogiacomo, in Germania da circa 25 anni. Andata via da Napoli, sua terra natale, per inseguire un amore prima un sogno poi.
Anna Mastrogiacomo si è dedicata da sempre anima e corpo all’ Italia che emigra e soprattutto all’ Italia che risiede in Germania
Moltissime sono state le attività e i progetti da lei promossi attraverso le Missioni, le diverse associazione e enti locali.
In prima linea negli ambienti che contano, per difendere il Made in Italy, spesso contraffatto, valorizzando gli italiani oltre confine, promozionando  lingua , cultura , arte e tradizioni e promuovendo il dialogo tra le istituzioni italiane e quelle locali nell’ambito dell’integrazione.
Anna Mastrogiacomo è stata insignita a gennaio 2017 del titolo onorifico di Cavaliere  “Al Merito della Repubblica Italiana”  conferita dal Presidente della Repubblica  avendo avuto il privilegio di farsi conoscere a livello Nazionale(Italia) ed  Internazionale.
Impegnata da sempre anche politicamente, viene eletta come consigliere nel direttivo locale  del partito tedesco  CDU ,  nel 2013  il presidente del MAIE on. Ricardo Merlo la nomina Coordinatrice della Germania;  prima Vicecoordinatrice  e poi Coordinatrice del MAIE Europa.  Anna Mastrogiacomo come detto, vive a Stoccarda  ideatrice di eventi culturali che coinvolgono la comunità italiana e realtà ed autorità in Europa  che  favoriscono  una maggiore vicinanza degli usi e costumi delle Nazioni “ospitanti” nel reciproco rispetto.

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Ecco la prima lista candidata in Sud America

L'Avv. Fabio Cantarelli, imprenditore nel settore dell'allevamento residente in Paraguay, ha annunciato oggi che presenterà  la lista UNITAL, alle prossime elezioni politiche nella ripartizione  America Meridionale.

Il Presidente di UNITAL (Unione Tricolore America Latina) correrà, quindi, con una lista, come lui stesso ha annunciato: "fatta di persone che provengono dall’associazionismo di volontariato  radicato in Sudamerica, esponenti delle istituzioni italiane - come il Comites e personalità legate al territorio. Noi in UNITAL non crediamo più nella partitocrazia romana e lotteremo per entrare in Parlamento per difendere davvero gli interessi della comunità italiana residente in Sudamerica. Abbiamo già visto come in tre legislature, tranne qualche eccezione, la maggioranza degli eletti all’ estero si sono occupati di lotte intestine dei partiti Italiani votando ogni provvedimento in accordo con le indicazioni dei gruppi parlamentari. I risultati sono stati scarsi o nulli:noi vogliamo cambiare questa storia. Solo l’autonomia delle nostre decisioni ci farà pesare in Italia per far capire ai governi che gli italiani all’ estero esistono. Noi siamo una opportunità per l’Italia e dobbiamo essere  trattati come cittadini di serie   A"    ha dichiarato Cantarelli.

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Un viaggio alla scoperta del mondo della nuova emigrazione

9Colonne sta realizzando una  web serie che porta alla scoperta del mondo dei cittadini italiani in Gran Bretagna nel dopo Brexit. “Cartoline dall’altra Italia - Italiani Brexit”, questo il nome della serie, gode del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie.
Si tratta di un viaggio alla scoperta del mondo della nuova emigrazione: riallaccia i contatti con i giovani connazionali che hanno deciso di provare un’esperienza all'estero, per voglia o per necessità, mantenendo con le loro testimonianze quel filo indivisibile che li lega all'Italia. Propone con cadenza bisettimanale una nuova videointervista, visibile sul sito 9colonne.it o sul canale Youtube di Nove Colonne e su tutto il circuito del MAECI.
Questa la prima puntata. E questa la seconda

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Sconfitti i quattro dell'apocalisse

Nella scia della volontà di privilegiare l'accesso alla cittadinanza italiana da parte degli immigrati con lo ius soli a scapito dei richiedenti iure sanguinis, quattro senatori della maggioranza governativa si erano inventati la "cittadinanza ad ostacoli" per i discendenti degli emigrati italiani: aumentatre da 300 a 400 euro l'odiosa tassa sulle domande di cittadinanza e porre un limite per il riconoscimento di questo diritto per i discendenti di italiani alla seconda generazione.
I quattro dell'apocalisse sono:
Sen. Claudio Micheloni, PD
Sen. Renato Turano, PD
Sen. Francesco Giacobbe, PD
Sen. Aldo Di Biagio, Nuovo Centro Destra di Alfano.
Da subito si dichiaravano assolutamente contrari:
Il Sen. Fausto Longo, socialista eletto nella lista del PD
e soprattutto il Sen. Claudio Zin (MAIE), che si è immediatamente attivato ed ha portato al Presidente della Commissione Bilancio, Sen. Giorgio Tonini, le 6.000 firme raccolte in poche ore fra gli italiani all'estero. Si innescava così un'opera di dissuasione che, dopo tutta una nottata di trattative, verso le 5 meno un quarto del mattino, portava il capo dei quattro dell'apocalisse, il Sen. Micheloni, ad arrendersi e ritirare i suoi due emendamenti alla legge di bilancio 2018.
Al Sen. Zin sarà venuto in mente il Bollettino della Vittoria del generale Diaz: "I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza".  In effetti i quattro nemici degli italiani nel mondo si ritrovano con una davvero brutta figura alla vigilia delle elezioni. Faremo in modo che gli elettori non dimentichino e castighino.

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OMAGGIO AI NOSTRI EMIGRATI IN ARGENTINA

A Corvara in Val di Vara l’Ambasciatore dell’Argentina ha scoperto una targa in ricordo di tutti coloro che partirono per l’Argentina
TULLIO ZEMBO - Tutto cominciò con un’intervista per L’ITALIANO di Gian Luigi Ferretti, fondatore ed editore del quotidiano, all’Ambasciatore a Roma della Repubblica Argentina, Tomas Ferrarri. In quell’occasione il diplomatico disse che suo bisnonno Domenico  Ferrari era di Corvara, un paese della Val di Vara in provincia de La Spezia.
E Ferretti raccontò di essere rimasto senza fiato per la sorpresa perchè: “si dà il caso che Corvara sia ad un paio di chilometri da Pignone, da cui proviene il direttore di questo giornale, Tullio Zembo, e ad una ventina di chilometri da Carrodano, dove sono nato io”.
Sorpreso anch’io, da Buenos Aires inviai l’articolo al mio amico Mauro Figoli, che contattò la vicesindaco Brunella Corradi e il Sindaco Massimo Rossi del Comune di Beverino, di cui Corvara oggi è frazione.  Con grande entusiasmo gli amministratori comunali decisero di conferire all’Ambasciatore la cittadinanza onoraria e misero in moto la procedura.

Fu così che a marzo di quest’anno l’Ambasciatore Ferrari arrivò da Roma con la moglie Nhu Anh Nguyen per diventare ufficialmente cittadino onorario di Beverino alla presenza di tutte le autorità della zona, dal Prefetto al Vescovo, al Questore, ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza al Consiglio Comunale straordinario.
L’alto diplomatico fu onorato e raccontò commosso di quando, bambino, era seduto col nonno sui gradini davanti alla casa di Jaregui, il paesino vicino a Lujan circondato dalla sterminata pampa argentina e il nonno Domenico gli raccontava di suo padre, che si chiamava anch’egli Domenico, arrivato in Argentina da un paese ancora più piccolo di Jaregui che si chiamava Corvara ed era lontano lontano, in Italia. Ah, l’Italia – sospirava il nonno e guardava l’orizzonte dove terra e cielo si confondevano.

Ed ecco  l’Ambasciatore ha voluto donare alla città una targa che recita: “L’Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia Tomas Ferrari, oriundo di Corvara, in omaggio a tutti gli emigrati italiani in Argentina”.
E ha voluto ritornare di persona, portando con sè la moglie ed  anche il fratello che vive in Argentina per scoprirla ufficialmente.
Naturalmente il Sindaco Rossi ne è stato felicissimo ed ha organizzato una bella cerimonia con bandiere italiane ed argentine, inni nazionali, autorità, bambini della scuola, reduci alpini. Corvara si è vestita da festa per accogliere il
concittadino illustre, nipote di Domenico Ferrari.

Insieme, Ambasciatore e sindaco, hanno piantato un albero d’ulivo per simboleggiare la continuità valoriale tra il passato ed un futuro di pace e fratellanza.
Ma il clou della manifestazione è stato lo scoprimento della targa con i discorsi di Ferrari e di Rossi. Entrambi visibilmente commossi, hanno sottolineato l’importanza delle radici, dei valori trasmessi dei legami profondi tra le generazioni, le famiglie, i popoli, le culture.
    

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SMEMORANDA

ANTONIO BRUZZESE* - La campagna elettorale incalza. Si ripetono liturgie, bugie , promesse che non potranno essere mantenute.
Centinaia gli emendamenti “mance” alla Legge di Stabilità.
Nel voto all’ estero è quasi certo il ripetersi di azioni truffaldine arcinote e documentate. Acquisto di schede da votare, stampa di migliaia di buste in “privato”, anche con colori leggermente diversi, così come la grammatura difforme dall’ originale. Avvenne esattamente così nel 2006, 2008 e 2013.
Votarono in ogni tornata non più di un milione e duecentomila residenti all’estero. Le schede “libere” ammontano a 3 milioni e mezzo. Esse vengono pagate, raccolte e in molti casi votate per conto di elettori che non ricevono la scheda.
Spero che tali fenomeni delinquenziali siano corretti. E’ una delle condizioni della nostra inaffidabilità, ragione per cui nei rapporti internazionali non contiamo nulla. L’inaffidabilità riguarda anche gli italiani all’estero Essi dovrebbero opporsi ad assecondare le pratiche svolte dai vari faccendieri, salvo non lamentarsi di non avere credibilità e considerazione.
Spero che si corra ai ripari altrimenti il diritto del voto all’estero non ha molto senso.
Si finge di non sapere, visto che i 18 parlamentari della circoscrizione estero, rappresentano un buon bottino per il potere politico. Conquistare e usare. Il  merito non interessa. Gli stessi parlamentari, elettti già dal 2006 sono i maggiori responsabili dello scadimento del valore del voto. Hanno votato di tutto con un arretramento costante riguardo a diritti conquistati già dalla fine degli anni 90. Nel merito, il bilancio dopo 11 anni è assai deludente. Non si avverte nessun segno di difesa per gli italiani all’estero. Nel tempo si sono persi vari pezzi: cultura, lingua , diritti sociali, un susseguirsi di tagli con dei veri e propri paradossi.
Se un italiano vuole rientrare in Patria ed è in una condizione di povertà, deve soggiornare almeno 10 anni prima  di accedere all’assegno sociale. Egoismi, errori si notano ogni giorno. Segnalo il caso dell’ ex ambasciatore del Messico con un guadagno - si dice - di 19 mila euro al mese, un milione di euro all’anno per le lussuose sedi dell’Ambasciata, ma che ha lasciato morire di stenti un connazionale anziano e malato che aveva chiesto 350 euro di prestito per rientrare in Italia.
Gli immigrati sono trattati meglio anche senza lavorare. I parlamentari non hanno fatto un fiato rispetto alla discussione sulla revisione della reversibilità. Sarebbe un colpo durissimo in particolare alle donne e un impulso ad un aumento della povertà.
OGGI, in Italia  i poveri sono 9 milioni di cui 5 in povertà totale. Nulla sui conti silenti - almeno 20 anni di contributi-un mese in meno e non hai diritto a nulla, i contributi versati totalmente persi. I parlamentari all’estero hanno sempre votato tutti i peggioramenti compreso l’allungamento dell ‘età pensionabile.
Tanti ordini del giorno, interrogazioni, chiacchiere- fatti nessuno. Oggi promettono l’aumento delle pensioni all’estero. Una pagliacciata che prevede anche il ponte sullo stretto di Messina che compare ad ogni tornata elettorale.     
Il voto dovrebbe essere espresso solo nei Consolati, Ambasciate, Istituti di Cultura, Comites , scuole e Istituzioni locali. Basta con questa truffa .
A mio parere dovrebbe essere negata la terza candidatura. I risultati sono estremamente negativi. La possibilità di candidare residenti in Italia è un errore ma nel contesto generale è una “pagliuzza” .
In queste settimane ritorna la discussione su un ipotetico accordo tra Maeci e Patronari.
Sia i Patronati che il Min. Esteri ( Maeci  sotto segretario Mario Giro) e autorevoli parlamentari sostengono un ampliamento dei servizi da parte del Patronato.
Ricordo che con l’On. Tremaglia – anno 2000 - elaborammo un documento dopo che l’ufficio giuridico del Min. Esteri fornì il suo parere. Nessuna illusione di poter svolgere  servizi consolari che la legge non permette. Meno male ! Immagino documenti e servizi delicati in mano a faccendieri o ai Patronati non all’altezza sul piano professionale. Non è il loro mestiere. Il Maeci vedo che non ha memoria. Il documento in questione recita:
Legge 30 marzo 2001 n. 152 art. 11. Enti di Patronato. Attività di supporto alle Autorità diplomatico Consolari.
Il documento venne protocollato il  2 ottobre 2002 è firmato dal vice Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie Stefano Ronca.
La prima parte si occupa di come non creare confusione e illusioni, ruoli e prerogative
La seconda, elenca i possibili ambiti di collaborazione con i Patronati, segnalati dagli uffici Consolari all’estero, e i prevede 15 punti oggetto della possibile collaborazione.
Dall’assistenza giudiziaria a quella carceraria fino alla materia passaporti dove si potrà solo aiutare gli utenti in una forma limitata per il reperimento della documentazione comunque concordata con gli uffici consolari.
In allegato il documento in questione.
Il problema vero è che i Consolati  sono stati ridotti all’osso. Solo grazie alla volontà e capacità dei dipendenti si riesce comunque ad avere un buon livello di servizi.
L’idea illusoria di surrogare i Consolati con i Patronati è una pura provocazione
Per gli smemorati ricordo che il Senato ha condotto una indagine sui patronati all’estero- circa 3 anni, costi elevati- le conclusioni sono da codice penale.
L’on. Micheloni disse di avere delle “bombe” nel cassetto , forse si trattava di quelle fritte con lo zucchero.
Il dubbio fu : tutto alla procura o commissione di inchiesta ? Naturalmente ne l’una ne l’altra.
Come se non bastasse osservo nelle legge finanziaria un emendamento che dovrebbe dare più soldi ai Patronati.
Un colpo di testa. Dalle bombe al premio. Si pensa alle candidature da riproporre. Io ti do e tu mi dai. In questo contesto è stato ritirato l’emendamento per 50 assunzioni al Min. Esteri. E’ solo per migliorare la capacità del Maeci ma non porta voti.                
Prego prendere nota  che nell’attività all’estero si ruba più di prima, sedi e funzionari inesistenti, punteggi gonfiati, clonazione delle pratiche, le stesse  in italia e all’estero. Delittuoso è il compito del Min. del Lavoro. I controlli non si fanno più e l’uccellino ci dice che l’attività ispettiva viene in parte appaltata a az. Privata che non fa i controlli, visto che costano. Anche se si incassa poco- meglio non spendere.
Scomparsa la questione dei pensionati truffati a Zurigo nell’ufficio Inca. Perche’ non si è approfondita la ragione per cui chi materialmente ha truffato i pensionati aveva accesso agli armadi e ai  timbri del Consolato di Zurigo ? Quando saranno risarciti i pensionati ? La conduzione dell’Inca non all’altezza di un sindacato come la Cgil.                  
Ricordo di essere firmatario di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Preciso che più volte ho  presentato proposte di riforma del Patronato, con l’intento di salvaguardare l’Istituzione Patronato ma non la sua immoralità dilagante.
Il Maeci dovrebbe fare i conti con le conclusioni della Commissione di indagine del Senato senza farsi confondere con operazioni equivo dentro una campagna elettorale tra le peggiori della nostra storia
*Pres. Insieme Argentina - Pres. Onorario Circolo Pertini Rosario

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Il PD è contro il voto all’estero e a favore del voto agli immigrati

Forse potranno stupirsi coloro che non erano fra i combattenti (non molti a onore del vero) per il voto agli italiani all’estero guidati da Mirco Tremaglia.
Sì, potranno stupirsi coloro che non sanno, o non ricordano (in effetti se ne parla poco), che per oltre mezzo secolo ci fu la feroce opposizione delle due maggiori forze politiche: la Democrazia Cristiana e soprattutto il Partito Comunista Italiano.
Io non mi stupisco affatto nell’ascoltare oggi il senatore Nicola Latorre, esponente di primo piano del PD, che di quel PCI è l’erede, lasciarsi scappare di bocca quello che il suo partito pensa veramente del voto agli italiani all’estero.
Il sen. Latorre ha detto testualmente:
“Io sono contrario al voto degli italiani all’estero. Ritengo sia un errore. Avrebbero molto più diritto di voto quelli che non sono italiani ma vivono in Italia da molti anni e pagano le tasse in Italia e contribuiscono ai fondi pensione”.
Forse non a caso questa affermazione viene fatta lo stesso giorno in cui alla Camera viene votata una legge elettorale che introduce la regola per cui anche un residente in Italia si può candidare nella circoscrizione Estero.
L’impressione forte è che si sia ufficialmente aperta la caccia al voto degli italiani nel mondo e che molto rapidamente il PD, che su questa linea non avrà difficoltà a trovare l’assistenza di altre forze, prima fra tutti quella dei 5 stelle, riuscirà finalmente a:
a)   annullare il voto agli italiani all’estero, che non pagano le tasse ecc.;
b)   dare il dritto di voto agli immigrati.
E a quel punto non servirà nulla protestare. A chi proverà a farlo verrà risposto: “D’altronde noi lo avevamo detto chiaramente. Non avete sentito le dichiarazioni del Sen. Latorre?”

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