Mer11212018

Last updateSab, 22 Set 2018 11am

Italiani nel Mondo

Petta chiede al CGIE di prendere posizione sull'ineleggibilità dei dipendenti dei Patronati

Gerardo Petta, Consigliere del Comites di Zurigo, ha scritto ai Consiglieri del CGIE per portare alla loro attenzione la risposta scritta del Viceministro Mario Giro, all’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Franco Cardiello (FI), sull’ineleggibilità di molti, attuali, membri dei Comites per incompatibilità all’incarico, come previsto dalla normativa vigente, L. 23 ottobre 2003, n. 286.
Petta si riferisce ai dipendenti dei patronati ed ai corrispondenti che, afferma: "dovrebbero immediatamente dimettersi dall’incarico ed essere sostituiti da chi abbia  i requisiti per rappresentare l’emigrazione negli organismi di rappresentanza (Comites e CGIE NdR)".
Informa che è stato inoltrato, nello scorso mese di giugno,  un ricorso al Tribunale di Roma,  per l’inosservanza della L. 23 ottobre 2003 n. 286 sui  Comites e si augura che venga affrontato questo argomento in Assemplea Plenaria. "Sarebbe un bel segnale se il CGIE prendesse posizione su tale questione - afferma Petta - e si adoperasse, immediatamente, affinché  venisse ripristinata  la legalità all’interno  di questi due organismi della collettività italiana all’estero".

Ecco la risposta scritta del Viceministro Mario Giro a cui fa cenno Petta:

"In merito alla questione se possa essere eletto a membro del Comites chi riveste una posizione nell'articolazione organizzativa dei Patronati, il Ministero degli affari esteri ha di recente reso noto un parere che conferma quanto già espresso in occasione delle elezioni del 2004, ovvero che si tratta di un caso di ineleggibilità. Infatti, l'attività para-amministrativa svolta dai Patronati, nonché gli altri loro elementi costitutivi (finanziamento pubblico, carattere tendenzialmente gratuito e generalizzato delle prestazioni offerte, esenzioni fiscali, penetrante controllo esercitato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali) conferiscono a tali enti natura istituzionale e pubblicistica, nonostante essi siano qualificati dalla legge n. 152 del 2001 come "persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità". Tale impostazione è peraltro in linea con la giurisprudenza della Corte costituzionale, che si è espressa in materia con la sentenza n. 42 del 7 febbraio 2000.
Con riferimento, invece, all'incompatibilità fra la carica di membro del Comites e quella di corrispondente consolare, si fa presente che, ai sensi dell'art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, tale incarico è ufficialmente conferito dal capo dell'ufficio consolare per lo svolgimento di funzioni attinenti ai servizi consolari, che riguardano essenzialmente attività sussidiarie di assistenza ai connazionali e altri compiti, che di volta in volta, vengono loro affidati. Inoltre, l'incarico deve essere comunicato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e alla Missione diplomatica. Risulta evidente, pertanto, il carattere istituzionale del ruolo e delle funzioni che il corrispondente consolare è chiamato a svolgere e la conseguente incompatibilità con la carica di membro del Comites, ai sensi della legge 23 ottobre 2003, n. 286.
In questo quadro va tenuto presente che la responsabilità e la competenza a deliberare in materia di cause di ineleggibilità o incompatibilità appartiene, in via esclusiva, ai Comites stessi, come prescritto dall'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2003, n. 395. Non è quindi dato agli uffici consolari adottare decisioni in tale ambito. L'unico rimedio verso determinazioni non conformi, adottate da parte dei singoli Comites, resta dunque il ricorso al tribunale ordinario di Roma, come previsto dal citato articolo 7.
Per quanto concerne la durata dell'incarico di membro del Comites, la legge del 2003 prevede che "i componenti del Comitato restano in carica cinque anni e sono rieleggibili solo per un periodo massimo di due mandati consecutivi". Il disposto normativo non fa riferimento ad un limite di dieci anni per il mantenimento della carica elettiva, bensì ad un limite di due mandati consecutivi. La causa di ineleggibilità è riferita ai mandati successivi all'entrata in vigore della legge stessa, cioè l'11 novembre 2003. Considerato che successivamente a tale data le elezioni per il rinnovo dei Comites si sono tenute nel 2004 e nel 2015, è possibile concludere che, sotto questo profilo, non possano essersi verificati casi di candidature illegittime nelle ultime elezioni, dato che tutti i membri dei Comites all'epoca in carica avevano svolto un unico mandato, pur prolungato per dieci anni a causa del rinvio delle elezioni".
comments

È morto d'infarto il Console di Mendoza

Era stato nella Segreteria del CGIE
Lunedì è deceduto a 60 anni Pasquale Pede, il Console italiano di Mendoza.
Pasquale Pede, nato a Montenero Valcocchiara (Isernia) e laureato in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, aveva prestato servizio in Spagna, Etiopia, Lussemburgo e Svizzera. Era molto conosciuto dagli italiani all'estero per essere stato Capo Sezione della Direzione Generale per gli Italiani all' Estero e le Politiche Migratorie e poi nella Segreteria della stessa Direzione, ma soprattutto per il suo lavoro nella Segreteria Esecutiva del CGIE.
Pasquale Pede, che era Console a Mendoza dal 2011, ha avuto un infarto i mentre pedalava sulla mountain bike nella zona di Villavicencio assieme ad amici imprenditori; caduto al suolo, è stata subito chiamata l'ambulanza, ma non si è riusciti a salvargli la vita.

comments

A Ginevra pessima figura degli onorevoli Garavini e Tacconi

GERARDO PRETTA (Comites di Zurigo) - A Vernier, nei pressi di Ginevra, lo scorso 29 gennaio si è svolto un incontro tra i parlamentari della ripartizione Europa e la comunità italiana, come è stato abbondantemente documentato dalla stampa dell’emigrazione.
Erano stati invitati  i  sette parlamentari  eletti nella suddetta ripartizione, nessuno escluso,  ma  all’evento erano presenti solo in  tre , tra cui  la “saputella” on. Garavini e  il suo “delfino”,  l’on. Tacconi, tutte e due del PD.
Solo questo dato è un particolare molto grave per gli assenti, che non hanno aderito a uno dei pochi inviti organizzati dagli italiani che vivono in Svizzera e in questo caso dal Signor Vaccaro che si era dato tanto da fare per portarli nella sua Ginevra.
Infatti,  il sen. Micheloni (PD), il sen. Di Biagio (Area Popolare), l’on. Picchi (Forza Italia) e l’on. Caruso (ex Area Popolare, ora si è  creato   un nuovo partito tutto per sé, di cui non ricordo  nemmeno il nome), se    ne sono infischiati, declinando l’invito.
La collettività italiana che  avrebbe voluto essere informata  sulla legge di stabilità 2016, da poco approvata in Parlamento, e porre alcune  domande riguardanti le problematiche dell’emigrazione agli eletti del centrodestra e del centrosinistra,  è rimasta delusa.
Eppure, durante la campagna elettorale in cui dovevano chiedere il voto, andavano e si intrufolavano dappertutto, ce  li trovavamo, addirittura,  davanti alla porta di casa, ma a questo evento, la maggioranza,  non c’era.
Assente non giustificata!
Analizzando i loro interventi,  in particolar modo quelli dell’on. Garavini che ha difeso in tutto e per tutto l’operato del premier Renzi, insieme all’on.Tacconi, c’è solo da mettersi le mani nei capelli per le baggianate uscite dalla loro bocca.
Aver considerato soddisfacenti se non addirittura ottimi i risultati raggiunti dal governo e dal PD  per gli italiani che vivono all’estero, in base  all’attuale legge di stabilità, come dover continuare a pagare la tassa sull’IMU, tranne per i pensionati che erano già stati esentati  dalla legge di stabilita del 2015, con l’unica nuova  variante di non dover pagare anche   la TASI (la tassa comunale sulla manutenzione delle strade e l’illuminazione del comune), è una vergogna.
Si sono create in questo modo  due categorie di italiani residenti oltreconfine, i pensionati, equiparati agli italiani che vivono nella nostra penisola, e tutti gli altri che invece devono farsi carico di questa incostituzionale e discriminante  tassa sulla prima casa.
Inoltre, per quanto riguarda il canone RAI che dovremmo pagare dal prossimo luglio nella bolletta della luce, a parte che si dichiari con un apposito modello che  non si abbia un televisore nell’abitazione in Italia, oppure  si è ultra 75 enni, anche su questa ingiusta tassa i nostri “lodevoli” parlamentari non hanno ottenuto ancora niente di concreto per far rettificare questo ulteriore assurdo tributo.
D’accordo che viviamo in Svizzera, ma considerare la collettività italiana solo delle mucche da mungere per le casse dello Stato è insopportabile e inaccettabile.
Quello che dà fastidio è che chi ci ha confezionato questo costoso pacchetto di tasse è un certo Signor Renzi, insieme al suo  Partito (anti) Democratico, e tutte le altre forze politiche  che appoggiano un  premier  non eletto dal popolo.
Comunque, non posso non escludere da forti critiche i partiti  di opposizione  che, divisi da profonde e interne guerre intestine, hanno permesso a Renzi di impadronirsi dell’Italia, senza il consenso popolare.
Oggi, il nostro “abusivo” premier, ha perso molti consensi iniziali che l’avevano osannato   come il  nuovo “deus ex machina” che avrebbe risolto  tutti i nostri problemi.
A dir la verità, i problemi li ha risolti, ma quelli personali di suo padre e del padre del suo braccio destro, la ministro Boschi.
Con Renzi la situazione economica italiana non è per niente  migliorata e i  giovani sono costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro, mentre Renzi sta sistemando tutti i suoi amici nei posti nevralgici dell’amministrazione Italia.
D’altra parte è difficile far cambiare opinione a qualcuno che si mostra cocciuto  come un asino, nell’andare avanti per la sua strada senza tener conto di tutte le forze politiche del  Parlamento italiano, che  quando  s'impunta, scalcia  ed  elimina chi lo critica, perché  non vuole ascoltare che se stesso e i suoi sponsor, considerandosi  il più bravo,  il più bello e il più capace.
La realtà, però, è che l’Italia è allo sbando!
Ritornando ai nostri due  parlamentari  e non volendo spendere altre parole superflue su di loro, dico solo che se a governarci è un asino, figuriamoci chi lo esalta e si compiace con lui per gli ottimi risultati raggiunti.
Di conseguenza,  anche voi, illustri onorevoli  Garavini e Tacconi, con le vostre irritanti  risposte alla comunità italiana presente all’evento, avete confermato di essere degni membri della fattoria  dei “somarelli” di Renzi.  A Ginevra avete  solo ragliato in modo sgradevole.
Non ci resta, a questo punto,  per il nostro bene che eliminare la Circoscrizione estero come possibilità di scelta dei  nostri rappresentanti, senza però toglierci il diritto  di poter votare, invece, per il nostro collegio di appartenenza  in Italia, nelle cui liste elettorali siamo iscritti.
È l’unica via d’uscita, ma dovremmo  abbandonare gli “asini” e affidarci a qualche cavallo di razza per ritornare  una Nazione  vincente  e  rispettata  in Europa.

comments

Un senatore del PD sta dando il colpo di grazia ai patronati

Rischia di essere scavalcato (ma non credo che gli dispiacerebbe) Gerardo Petta, Consigliere del Comites di Zurigo, che sta portando avanti la sua battaglia per l'ineleggibilità nei Comites degli esponenti di patronato. La campagna intrapresa da un senatore del PD, residente in Svizzera anche lui, potrebbe risultare nell'eliminazione addirittura dei patronati. Il Sen. Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, ha perso la pazienza. Il Ministro del Lavoro Poletti dovrà presentarsi in audizione a fornire spiegazioni e chiarimenti sulle tante irregolarità (mandati inesatti o incompleti, documentazione carente o addirittura assente, pratiche non finanziabili, duplicate, o rimaste senza esito) del sistema patronati all'estero oppure i risultati dell'indagine del Comitato finiranno alla Procura della Repubblica.
Poletti dovrà spiegare come mai non ci sono stati, o sono stati carenti, i controlli che il suo ministero per legge avrebbe dovuto fare per legge e non ha fatto o ha fatto in maniera del tutto insoddisfacente.
Il grosso della torta (circa il 60%) se lo pappano Inca-Cgil, Ital-Uil, Inas-Cisl e Acli.
Tantissime sono le irregolarità emerse dall'indagine del Comitato che vuole vederci chiaro su come vengono impiegati le cospicue somme devolute dallo Stato ai patronati ell'estero (circa 35 milioni, ovvero il 12% degli oltre 300 milioni destinati alle centrali di patronato). La spartizione tra i vari patronati avviene in base al numero di uffici aperti all’estero e al numero di pratiche effettuate a beneficio dei nostri emigranti. Ogni pratica, un punteggio molto più alto di quello in Italia per cui il business viene alimentato anche facendo passare migliaia di pratiche provenienti dagli uffici italiani come lavorate oltreconfine.
Il caso più eclatante è stato il famigerato "caso Giacchetta" dal nome del direttore dell'INCA-CGIL di Zurigo che, tra il 2001 ed il 2009, si intascò l'intero importo pensionistico complementare dei pensionati che avevano dato mandato al patronato per il disbrigo delle pratiche di pensione. Ironia della sorte il Giacchetta era Consigliere del Comites di Zurigo proprio come Gerardo Petta.
Noi, e solo noi, per molto tempo fummo gli unici in Italia a raccontare la vicenda, ora finalmente sono molti ad avere aperto gli occhi e ad avere il coraggio di denunciare. Chiedemmo invano pubblicamente alla CGIL di sanare la situazione venendo incontro ai danneggiati, ma la potente centrale sindacale ci rispose indirettamente con arroganza: "Non sono fatti nostri, noi non c'entriamo, se la prendano col sig. Giacchetta".
E, quando i tribunali svizzeri hanno sancito il diritto al risarcimento per i pensionati, l'INCA-CGIL svizzera ha dichiarato fallimento e la la sede nazionale dell’INCA-CGIL ha chiuso le sedi in Svizzera. Anche i tribunali italiani si stanno occupando del caso, putroppo con la solita lentezza.
Il Ministro farebbe bene a convocare subito i patronati e insieme stabilire un'accurata pulizia per il passato (compresi i risarcimenti per casi come il "caso Giacchetta") e un ferreo sistema di controlli per il futuro. Altrimenti potrebbe essere la Giustizia a decretare la fine del sistema dei patronali.

comments

Il CGIE appena nominato sarà bloccato per molti mesi?

Espletata la pratica della firma del Presidente del Consiglio sui decreti di nomina dei Consiglieri di nomina governativa, sarebbe finalmente tutto pronto per la convocazione della prima Assemblea Plenaria. Però potrebbe verificarsi una situazione simile a quella del 2004 quando, l’Epasa (ente di patronato promosso dalla Cna),  presentò ricorso al Tar del Lazio, ritenendo che erano stati lesi i principi del pluralismo di rappresentanza e la rappresentatività stessa del ricorrente.
Il fatto è che, con la nomina dei 6 consiglieri di nomina governativa del CGIE designati dalla Confederazioni sindacali e i Patronati, sono stati accontentati tutti: CGIL, CISL, UIL, ACLI e MCL. Quasi tutti perché è stata esclusa l’UGL, che nella scorsa consiliatura era rappresentata da Nazzareno Mollicone. E naturalmente l’UGL non ci sta e sta facendo ricorso al TAR per essere stata sostituita dalla Confsal  ritenendo di essere “maggiormente rappresentativa sul piano nazionale”(così recita la legge istitutiva del CGIE).
Quindi se il TAR concederà la sospensiva,  proprio come nel 2004 il CGIE rimarrà bloccato per molti mesi.
Come finì allora? Che il 26 ottobre 2005 il TAR annullò il decreto di nomina dei Consiglieri di nomina governativa del 17 luglio 2004. Il CGIE rimase ibernato per quasi un anno e mezzo e il Presidente del Consiglio dovette rifare il decreto includendo la ricorrente Epasa.

comments

Un italiano all'estero fra i 12 fondatori di una banca etica in Grecia

In una Grecia martoriata da una austerità sociale e economica senza precedenti i greci non mollano!
E nasce una Banca Umana,anzi La mia Banca Umana!(My Human Bank)
L'idea innovativa e pioneristica per gli annali bancari in Grecia nasce proprio a seguito di un sentimento di ingiustizia sociale alla quale sono giornalmente sottomessi i cittadini greci.
Ma invece di continuare a disperarsi decidono di dare vita ad una nuova banca che ritorni ai veri significati e valori bancari di una volta nei quali i cittadini riponevano i loro risparmi, e la banca poi li utilizzava per finanziare e aiutare piccole e medie imprese a svilupparsi con riflessi positivi verso la società intera e le economie locali e nazionali.
My human bank è un'idea innovativa che capovolge i significati su ciò che ormai sono diventate le banche attuali.
Il suo epicentro è l'uomo e si prefigge di riportare sviluppo, redditività a medio e lungo termine e combattere una povertà sempre più diffusa negli ultimi anni e si vuole dimostrare che gli strumenti economici sono neutri e da un uso corretto di essi possono derivare progetti, iniziative e proposte in grado di garantire reale benessere a tutta la comunità; dall’altro lato, l’intento è quello di fornire indicazioni pratiche con assistenza gratuita su tutte le modalità e procedure tecnico burocratiche per la costituzione di una attività produttiva e commerciale sul territorio, in modo che chiunque possa essere facilmente messo in condizione di praticare realmente l’alternativa.
L’obiettivo è quello di rendere un settore spesso accessibile solo a pochi privilegiati – grandi investitori, gruppi finanziari, enti e fondazioni o comunque soggetti con ampie disponibilità di denaro – alla portata di tutti.
La nuova banca da persone che si ispirano a principi morali giusti e condivisibili, fornisce servizi analoghi a quelli degli istituti di credito tradizionali ma eliminando tutte le storture che conosciamo e che hanno portato la stragrande maggioranza di noi a diffidare di banche e bancari.
Le linee guida riguardano in particolare finanziamenti e prestiti agevolati nel settore primario agroalimentare ma anche nel terziario relativo a nuove imprese, start up e informatica.
Non si applicheranno ipoteche e altri gravami sui mutui erogati.
Il tasso complessivo in linea di massima per i mutui sarà stabile al 4% netto senza alcun altro onere.
La Banca assumerà con precedenza persone disabili e cittadini alla ricerca del primo impiego, e verranno assunti con contratti nazionali ma con bonus sulla redditività della banca stessa.
Inoltre la Banca gestirà nelle 13 regioni della Grecia 13 supermercati con prodotti prevalentemente agroalimentari locali venduti a prezzi nettamente inferiori della concorrenza.
In simbiosi con le 13 agenzie bancarie locali i supermercati saranno autogestiti dalla banca stessa.

comments

CGIE pronto a partire

Dai Palazzi giunge voce che il Primo Ministro Renzi abbia finalmente firmato i decreti di nomina dei Consiglieri del CGIE, che quindi sarebbe in grado di
riunirsi a breve.
Sarà la prima Assemblea Generale ad eleggere il Segretario generale, i Vicesegretari e gli incarichi nelle commissioni.

comments

Pasqua in aeroporto

C'è qualcuno che glielo spiega a quelli della Farnesina che è una follia convocare la prima Assemblea Plenaria del nuovo CGIE nella settimana di Pasqua?
Specialmente chi viene da oltreoceano dovrà passare Pasqua in aereoporto. Si pensi che il Comitato di Presidenza dovrebbe riunirsi addirittura Giovedi Santo e Venerdì Santo.

comments

Sen. Micheloni (PD): Sono contro la riforma del Senato e vi racconto una bufala

La mia contrarietà alla riforma e il mio impegno per il NO al referendum rimangono intatti, dichiara il Senatore Claudio Micheloni. Oggi, dopo una riflessione travagliata e non priva di dubbi, ritengo opportuno esprimere un voto favorevole per mantenere l'autonomia della maggioranza e per non assumermi la responsabilità di mettere il Governo nelle braccia di Verdini.
Nello scenario politico attuale c'è sicuramente chi, forse anche nel PD, lavora in questa direzione: che se ne assuma la responsabilità, senza alibi forniti da me o altri senatori del PD scettici sulla riforma. Il popolo deciderà, e la mia fiducia nel popolo non è mai venuta meno, conclude il Senatore, che parla di qualcosa che lui stesso definisce "una bufala": Dicono che sia in discussione un accordo tra il MAIE - Movimento associativo italiani all'estero (che ha qui un senatore e due o tre deputati alla Camera) ed il collega Verdini per ottenere una modifica della legge elettorale sull'obbligo di residenza all'estero, prevedendo candidature all'estero, in Europa, tramite il MAIE, di alcune persone. Ripeto: mi auguro che sia una bufala, comunque lo capiremo se ci verrà proposto di modificare quella legge.

Ecco l'intervento integrale del Sen. Micheloni:
Signora Presidente, questo non è un intervento facile per me, quindi vi chiedo un po' di pazienza. Per quanto riguarda il merito di questa riforma, vi prego di rifarvi al mio intervento in Aula del 15 luglio 2014, in quanto non cambio nulla di ciò che ho detto circa la mia contrarietà a questa riforma.

Ho seguito il dibattito generale fino alla chiusura dei lavori dell'Aula di questa mattina e vorrei - se le opposizioni me lo consentono - dire due parole per ricordare alle amiche e agli amici dell'opposizione che in democrazia si può anche incorrere nella sfortuna di trovarsi un giorno nella maggioranza. E allora tutti gli eccessi verbali, tutti gli attacchi lontani dal buon senso e dalla logica del dibattito parlamentare torneranno come boomerang. Dunque, credo farebbe bene a tutti moderare un po' i toni. I discorsi di oggi riferiti alle dittature, ai politici attaccati alle poltrone e altre cose del genere un giorno potrebbero tornare indietro. Come ho già detto una volta (ma voglio ripeterlo perché sono convinto che sia il vero problema del nostro Paese) l'antipolitica è un problema che si sta affrontando in tutti i Paesi d'Europa. In Italia presenta, tuttavia, una differenze sostanziale, drammatica (che dovrebbe far riflettere tutti), che consiste nel fatto che l'anti politica ha raggiunto una tale violenza da trasformarsi in anti-istituzione: il nostro popolo oggi ha un rigetto delle istituzioni.
Gli attacchi al senatore Micheloni (parlo di me per evitare riferimenti ad altri, ma vale per tutti i parlamentari e in generale per tutti i politici) sono attacchi giustificati, fanno parte delle regole della democrazia. Quando però questi attacchi, questa antipolitica ricade sulle istituzioni, vuol dire che non si controlla più niente in questo un Paese e allora si possono aprire scenari pericolosi e sconosciuti. Vorrei dunque (è un desiderio quello che esprimo) che tutti abbassassero i toni quando si parla di questo tema. C'è poi una cosa che mi preoccupa molto. Da diversi mesi siamo bombardati di mail sulla questione delle unioni civili. Per carità, un problema serio che riguarda alcune decine di milioni di nostri cittadini. Ma sulla riforma costituzionale ciò non è avvenuto. Non ho subito attacchi di questa portata e questo mi preoccupa perché dimostra qual è la sensibilità del nostro popolo nei confronti delle istituzioni. Ma ovviamente questo fatto incide sul mio essere contrario a questa riforma della Costituzione.

Annuncio in questa sede che farò campagna referendaria contro questa legge, aderirò ai comitati referendari per il no e posso anche anticipare che all'estero, in Europa, dove vivo, si stanno preparando comitati per il no. Ma ora vediamo perché sono contrario? Come ho dichiarato pocanzi, nel merito mi sono espresso già nel 2014, e le cose dette restano valide. Sono contrario perché penso che il sistema che ci viene proposto oggi non funzioni per il nostro Paese, che addirittura sia pericoloso per il nostro Paese e che non possa garantire la coesione della Nazione. Abbiamo a tale proposito un altro problema in Italia: non c'è il senso dello Stato, il senso di appartenenza ad una comunità nazionale. Per questo, il sistema proposto non fa che aggravare questo problema, così come questa riforma non dà risposte alla distanza che si è creata tra il cittadino e le istituzioni, anzi, credo che aggravi tale aspetto. Per questo motivo sono contrario alla riforma.

Dunque, una riforma è necessaria? Sì, una riforma è necessaria. Diversi colleghi si sono impegnati molto meglio di me nel proporre interventi per riformare questa nostra Costituzione, modernizzarla, per rendere più governabile il Paese attraverso il superamento del bicameralismo. Si sono avanzate numerose proposte ma non sono state accolte.
Quando si dice che qualcosa non funziona, mi torna però sempre in mente un proverbio francese, che recita così: «I cattivi operai hanno sempre cattivi attrezzi» (non so se si dica così anche in italiano). Forse allora, se il sistema non funziona è perché non siamo buoni operai? Non sappiamo far funzionare questo sistema? Dovremmo fare anche una riflessione su noi stessi.
Voglio, inoltre, toccare un aspetto che mette in evidenzia i limiti e i problemi del sistema proposto da questa riforma. Mi è stata comunicata un'informazione a cui non voglio credere (la considero una bufala monumentale), tuttavia (sperando che sia una bufala), il solo fatto che qualcuno ci abbia pensato dovrebbe farci preoccupare su che tipo di sistema potrà un giorno essere utilizzato.
Da eletto nel collegio estero, avevo proposto di togliere i deputati dalla Camera che ha la facoltà di dare la fiducia al Governo, perché ritenevo un passo avanti, per la comunità che qui rappresento, essere svincolata dal rapporto di fiducia con il Governo e quindi essere presente solo nella Camera che non dà la fiducia ma che esprime bisogni, direttive e proposte di azione. Neanche questa proposta è stata accolta.
Ebbene, tornando alla bufala che circolando in queste ore. Dicono che sia in discussione un accordo tra il MAIE - Movimento associativo italiani all'estero (che ha qui un senatore e due o tre deputati alla Camera) ed il collega Verdini per ottenere una modifica della legge elettorale sull'obbligo di residenza all'estero, prevedendo candidature all'estero, in Europa, tramite il MAIE, di alcune persone. Ripeto: mi auguro che sia una bufala, comunque lo capiremo se ci verrà proposto di modificare quella legge. Questo è preoccupante per il pensiero che sottende.
Concludo dicendo che il mio voto lo determinerò oggi, senza però nascondere il motivo per il quale non lo annuncio adesso: per rispetto della mia storia, per rispetto (e mi rivolgo alla collega Nugnes, che dice che noi abbiamo avuto solo rigurgiti o che siamo legati a queste poltrone) di mia moglie e dei miei figli, che hanno vissuto senza di me perché ho trascorso la mia vita per la politica.
Ho vissuto per la politica e non della politica. La mia famiglia ha vissuto del mio lavoro di costruttore in Svizzera e non di quello che ho guadagnato facendo politica. Oggi, come me diversi altri colleghi, siamo qui a perdere soldi perché ce lo possiamo permettere, avendo lavorato prima. Dunque, per rispetto di queste persone, non posso prendere il rischio di essere io questa sera a far sì che questa riforma passi con i voto di un'altra forza politica e non del partito al quale ancora appartengo. Questo è il dubbio che ho.
Per quanto riguarda la riforma in sé, il mio parere resta quello annunciato, anche la mia intenzione di fare campagna contro di essa, ma questo nulla ha a che vedere con il rapporto di fiducia con il Governo.
Voglio anche chiarire con i colleghi, con i quali ho fatto battaglia durante le prime letture, che se devo rimproverare qualcosa a questo Governo rimprovero l'insufficienza di alcune decisioni e delle azioni compiute. Il job act non mi ha convinto perché non ci ha portato ancora in un sistema nordeuropeo della gestione del lavoro, e non per i motivi descritti dalla stampa italiana. Non mi sta bene perché non ha modernizzato le regole del lavoro, come avviene in tutto il Nord-Europa, area in cui dobbiamo essere competitivi. Questo Governo, che sostengo, non mi sta bene, perché nella pubblica amministrazione non ha fatto abbastanza. Proponiamo da tempo la riforma del Ministero degli esteri e non ce n'è ombra. Questi sono i motivi per i quali ho dei problemi con l'attuale Governo, non è per il gusto di fare opposizione o per mancanza di fiducia. Pertanto, questa sera mi assumerò le mie responsabilità, come ho sempre fatto nella mia vita. Poi, all'interno del mio partito, chi di competenza deciderà quali saranno i rapporti futuri.

comments

Sottocategorie