Mer05232018

Last updateVen, 04 Mag 2018 4pm

Italiani nel Mondo

Un italiano all'estero fra i 12 fondatori di una banca etica in Grecia

In una Grecia martoriata da una austerità sociale e economica senza precedenti i greci non mollano!
E nasce una Banca Umana,anzi La mia Banca Umana!(My Human Bank)
L'idea innovativa e pioneristica per gli annali bancari in Grecia nasce proprio a seguito di un sentimento di ingiustizia sociale alla quale sono giornalmente sottomessi i cittadini greci.
Ma invece di continuare a disperarsi decidono di dare vita ad una nuova banca che ritorni ai veri significati e valori bancari di una volta nei quali i cittadini riponevano i loro risparmi, e la banca poi li utilizzava per finanziare e aiutare piccole e medie imprese a svilupparsi con riflessi positivi verso la società intera e le economie locali e nazionali.
My human bank è un'idea innovativa che capovolge i significati su ciò che ormai sono diventate le banche attuali.
Il suo epicentro è l'uomo e si prefigge di riportare sviluppo, redditività a medio e lungo termine e combattere una povertà sempre più diffusa negli ultimi anni e si vuole dimostrare che gli strumenti economici sono neutri e da un uso corretto di essi possono derivare progetti, iniziative e proposte in grado di garantire reale benessere a tutta la comunità; dall’altro lato, l’intento è quello di fornire indicazioni pratiche con assistenza gratuita su tutte le modalità e procedure tecnico burocratiche per la costituzione di una attività produttiva e commerciale sul territorio, in modo che chiunque possa essere facilmente messo in condizione di praticare realmente l’alternativa.
L’obiettivo è quello di rendere un settore spesso accessibile solo a pochi privilegiati – grandi investitori, gruppi finanziari, enti e fondazioni o comunque soggetti con ampie disponibilità di denaro – alla portata di tutti.
La nuova banca da persone che si ispirano a principi morali giusti e condivisibili, fornisce servizi analoghi a quelli degli istituti di credito tradizionali ma eliminando tutte le storture che conosciamo e che hanno portato la stragrande maggioranza di noi a diffidare di banche e bancari.
Le linee guida riguardano in particolare finanziamenti e prestiti agevolati nel settore primario agroalimentare ma anche nel terziario relativo a nuove imprese, start up e informatica.
Non si applicheranno ipoteche e altri gravami sui mutui erogati.
Il tasso complessivo in linea di massima per i mutui sarà stabile al 4% netto senza alcun altro onere.
La Banca assumerà con precedenza persone disabili e cittadini alla ricerca del primo impiego, e verranno assunti con contratti nazionali ma con bonus sulla redditività della banca stessa.
Inoltre la Banca gestirà nelle 13 regioni della Grecia 13 supermercati con prodotti prevalentemente agroalimentari locali venduti a prezzi nettamente inferiori della concorrenza.
In simbiosi con le 13 agenzie bancarie locali i supermercati saranno autogestiti dalla banca stessa.

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Pasqua in aeroporto

C'è qualcuno che glielo spiega a quelli della Farnesina che è una follia convocare la prima Assemblea Plenaria del nuovo CGIE nella settimana di Pasqua?
Specialmente chi viene da oltreoceano dovrà passare Pasqua in aereoporto. Si pensi che il Comitato di Presidenza dovrebbe riunirsi addirittura Giovedi Santo e Venerdì Santo.

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Sen. Micheloni (PD): Sono contro la riforma del Senato e vi racconto una bufala

La mia contrarietà alla riforma e il mio impegno per il NO al referendum rimangono intatti, dichiara il Senatore Claudio Micheloni. Oggi, dopo una riflessione travagliata e non priva di dubbi, ritengo opportuno esprimere un voto favorevole per mantenere l'autonomia della maggioranza e per non assumermi la responsabilità di mettere il Governo nelle braccia di Verdini.
Nello scenario politico attuale c'è sicuramente chi, forse anche nel PD, lavora in questa direzione: che se ne assuma la responsabilità, senza alibi forniti da me o altri senatori del PD scettici sulla riforma. Il popolo deciderà, e la mia fiducia nel popolo non è mai venuta meno, conclude il Senatore, che parla di qualcosa che lui stesso definisce "una bufala": Dicono che sia in discussione un accordo tra il MAIE - Movimento associativo italiani all'estero (che ha qui un senatore e due o tre deputati alla Camera) ed il collega Verdini per ottenere una modifica della legge elettorale sull'obbligo di residenza all'estero, prevedendo candidature all'estero, in Europa, tramite il MAIE, di alcune persone. Ripeto: mi auguro che sia una bufala, comunque lo capiremo se ci verrà proposto di modificare quella legge.

Ecco l'intervento integrale del Sen. Micheloni:
Signora Presidente, questo non è un intervento facile per me, quindi vi chiedo un po' di pazienza. Per quanto riguarda il merito di questa riforma, vi prego di rifarvi al mio intervento in Aula del 15 luglio 2014, in quanto non cambio nulla di ciò che ho detto circa la mia contrarietà a questa riforma.

Ho seguito il dibattito generale fino alla chiusura dei lavori dell'Aula di questa mattina e vorrei - se le opposizioni me lo consentono - dire due parole per ricordare alle amiche e agli amici dell'opposizione che in democrazia si può anche incorrere nella sfortuna di trovarsi un giorno nella maggioranza. E allora tutti gli eccessi verbali, tutti gli attacchi lontani dal buon senso e dalla logica del dibattito parlamentare torneranno come boomerang. Dunque, credo farebbe bene a tutti moderare un po' i toni. I discorsi di oggi riferiti alle dittature, ai politici attaccati alle poltrone e altre cose del genere un giorno potrebbero tornare indietro. Come ho già detto una volta (ma voglio ripeterlo perché sono convinto che sia il vero problema del nostro Paese) l'antipolitica è un problema che si sta affrontando in tutti i Paesi d'Europa. In Italia presenta, tuttavia, una differenze sostanziale, drammatica (che dovrebbe far riflettere tutti), che consiste nel fatto che l'anti politica ha raggiunto una tale violenza da trasformarsi in anti-istituzione: il nostro popolo oggi ha un rigetto delle istituzioni.
Gli attacchi al senatore Micheloni (parlo di me per evitare riferimenti ad altri, ma vale per tutti i parlamentari e in generale per tutti i politici) sono attacchi giustificati, fanno parte delle regole della democrazia. Quando però questi attacchi, questa antipolitica ricade sulle istituzioni, vuol dire che non si controlla più niente in questo un Paese e allora si possono aprire scenari pericolosi e sconosciuti. Vorrei dunque (è un desiderio quello che esprimo) che tutti abbassassero i toni quando si parla di questo tema. C'è poi una cosa che mi preoccupa molto. Da diversi mesi siamo bombardati di mail sulla questione delle unioni civili. Per carità, un problema serio che riguarda alcune decine di milioni di nostri cittadini. Ma sulla riforma costituzionale ciò non è avvenuto. Non ho subito attacchi di questa portata e questo mi preoccupa perché dimostra qual è la sensibilità del nostro popolo nei confronti delle istituzioni. Ma ovviamente questo fatto incide sul mio essere contrario a questa riforma della Costituzione.

Annuncio in questa sede che farò campagna referendaria contro questa legge, aderirò ai comitati referendari per il no e posso anche anticipare che all'estero, in Europa, dove vivo, si stanno preparando comitati per il no. Ma ora vediamo perché sono contrario? Come ho dichiarato pocanzi, nel merito mi sono espresso già nel 2014, e le cose dette restano valide. Sono contrario perché penso che il sistema che ci viene proposto oggi non funzioni per il nostro Paese, che addirittura sia pericoloso per il nostro Paese e che non possa garantire la coesione della Nazione. Abbiamo a tale proposito un altro problema in Italia: non c'è il senso dello Stato, il senso di appartenenza ad una comunità nazionale. Per questo, il sistema proposto non fa che aggravare questo problema, così come questa riforma non dà risposte alla distanza che si è creata tra il cittadino e le istituzioni, anzi, credo che aggravi tale aspetto. Per questo motivo sono contrario alla riforma.

Dunque, una riforma è necessaria? Sì, una riforma è necessaria. Diversi colleghi si sono impegnati molto meglio di me nel proporre interventi per riformare questa nostra Costituzione, modernizzarla, per rendere più governabile il Paese attraverso il superamento del bicameralismo. Si sono avanzate numerose proposte ma non sono state accolte.
Quando si dice che qualcosa non funziona, mi torna però sempre in mente un proverbio francese, che recita così: «I cattivi operai hanno sempre cattivi attrezzi» (non so se si dica così anche in italiano). Forse allora, se il sistema non funziona è perché non siamo buoni operai? Non sappiamo far funzionare questo sistema? Dovremmo fare anche una riflessione su noi stessi.
Voglio, inoltre, toccare un aspetto che mette in evidenzia i limiti e i problemi del sistema proposto da questa riforma. Mi è stata comunicata un'informazione a cui non voglio credere (la considero una bufala monumentale), tuttavia (sperando che sia una bufala), il solo fatto che qualcuno ci abbia pensato dovrebbe farci preoccupare su che tipo di sistema potrà un giorno essere utilizzato.
Da eletto nel collegio estero, avevo proposto di togliere i deputati dalla Camera che ha la facoltà di dare la fiducia al Governo, perché ritenevo un passo avanti, per la comunità che qui rappresento, essere svincolata dal rapporto di fiducia con il Governo e quindi essere presente solo nella Camera che non dà la fiducia ma che esprime bisogni, direttive e proposte di azione. Neanche questa proposta è stata accolta.
Ebbene, tornando alla bufala che circolando in queste ore. Dicono che sia in discussione un accordo tra il MAIE - Movimento associativo italiani all'estero (che ha qui un senatore e due o tre deputati alla Camera) ed il collega Verdini per ottenere una modifica della legge elettorale sull'obbligo di residenza all'estero, prevedendo candidature all'estero, in Europa, tramite il MAIE, di alcune persone. Ripeto: mi auguro che sia una bufala, comunque lo capiremo se ci verrà proposto di modificare quella legge. Questo è preoccupante per il pensiero che sottende.
Concludo dicendo che il mio voto lo determinerò oggi, senza però nascondere il motivo per il quale non lo annuncio adesso: per rispetto della mia storia, per rispetto (e mi rivolgo alla collega Nugnes, che dice che noi abbiamo avuto solo rigurgiti o che siamo legati a queste poltrone) di mia moglie e dei miei figli, che hanno vissuto senza di me perché ho trascorso la mia vita per la politica.
Ho vissuto per la politica e non della politica. La mia famiglia ha vissuto del mio lavoro di costruttore in Svizzera e non di quello che ho guadagnato facendo politica. Oggi, come me diversi altri colleghi, siamo qui a perdere soldi perché ce lo possiamo permettere, avendo lavorato prima. Dunque, per rispetto di queste persone, non posso prendere il rischio di essere io questa sera a far sì che questa riforma passi con i voto di un'altra forza politica e non del partito al quale ancora appartengo. Questo è il dubbio che ho.
Per quanto riguarda la riforma in sé, il mio parere resta quello annunciato, anche la mia intenzione di fare campagna contro di essa, ma questo nulla ha a che vedere con il rapporto di fiducia con il Governo.
Voglio anche chiarire con i colleghi, con i quali ho fatto battaglia durante le prime letture, che se devo rimproverare qualcosa a questo Governo rimprovero l'insufficienza di alcune decisioni e delle azioni compiute. Il job act non mi ha convinto perché non ci ha portato ancora in un sistema nordeuropeo della gestione del lavoro, e non per i motivi descritti dalla stampa italiana. Non mi sta bene perché non ha modernizzato le regole del lavoro, come avviene in tutto il Nord-Europa, area in cui dobbiamo essere competitivi. Questo Governo, che sostengo, non mi sta bene, perché nella pubblica amministrazione non ha fatto abbastanza. Proponiamo da tempo la riforma del Ministero degli esteri e non ce n'è ombra. Questi sono i motivi per i quali ho dei problemi con l'attuale Governo, non è per il gusto di fare opposizione o per mancanza di fiducia. Pertanto, questa sera mi assumerò le mie responsabilità, come ho sempre fatto nella mia vita. Poi, all'interno del mio partito, chi di competenza deciderà quali saranno i rapporti futuri.

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A Ginevra pessima figura degli onorevoli Garavini e Tacconi

GERARDO PRETTA (Comites di Zurigo) - A Vernier, nei pressi di Ginevra, lo scorso 29 gennaio si è svolto un incontro tra i parlamentari della ripartizione Europa e la comunità italiana, come è stato abbondantemente documentato dalla stampa dell’emigrazione.
Erano stati invitati  i  sette parlamentari  eletti nella suddetta ripartizione, nessuno escluso,  ma  all’evento erano presenti solo in  tre , tra cui  la “saputella” on. Garavini e  il suo “delfino”,  l’on. Tacconi, tutte e due del PD.
Solo questo dato è un particolare molto grave per gli assenti, che non hanno aderito a uno dei pochi inviti organizzati dagli italiani che vivono in Svizzera e in questo caso dal Signor Vaccaro che si era dato tanto da fare per portarli nella sua Ginevra.
Infatti,  il sen. Micheloni (PD), il sen. Di Biagio (Area Popolare), l’on. Picchi (Forza Italia) e l’on. Caruso (ex Area Popolare, ora si è  creato   un nuovo partito tutto per sé, di cui non ricordo  nemmeno il nome), se    ne sono infischiati, declinando l’invito.
La collettività italiana che  avrebbe voluto essere informata  sulla legge di stabilità 2016, da poco approvata in Parlamento, e porre alcune  domande riguardanti le problematiche dell’emigrazione agli eletti del centrodestra e del centrosinistra,  è rimasta delusa.
Eppure, durante la campagna elettorale in cui dovevano chiedere il voto, andavano e si intrufolavano dappertutto, ce  li trovavamo, addirittura,  davanti alla porta di casa, ma a questo evento, la maggioranza,  non c’era.
Assente non giustificata!
Analizzando i loro interventi,  in particolar modo quelli dell’on. Garavini che ha difeso in tutto e per tutto l’operato del premier Renzi, insieme all’on.Tacconi, c’è solo da mettersi le mani nei capelli per le baggianate uscite dalla loro bocca.
Aver considerato soddisfacenti se non addirittura ottimi i risultati raggiunti dal governo e dal PD  per gli italiani che vivono all’estero, in base  all’attuale legge di stabilità, come dover continuare a pagare la tassa sull’IMU, tranne per i pensionati che erano già stati esentati  dalla legge di stabilita del 2015, con l’unica nuova  variante di non dover pagare anche   la TASI (la tassa comunale sulla manutenzione delle strade e l’illuminazione del comune), è una vergogna.
Si sono create in questo modo  due categorie di italiani residenti oltreconfine, i pensionati, equiparati agli italiani che vivono nella nostra penisola, e tutti gli altri che invece devono farsi carico di questa incostituzionale e discriminante  tassa sulla prima casa.
Inoltre, per quanto riguarda il canone RAI che dovremmo pagare dal prossimo luglio nella bolletta della luce, a parte che si dichiari con un apposito modello che  non si abbia un televisore nell’abitazione in Italia, oppure  si è ultra 75 enni, anche su questa ingiusta tassa i nostri “lodevoli” parlamentari non hanno ottenuto ancora niente di concreto per far rettificare questo ulteriore assurdo tributo.
D’accordo che viviamo in Svizzera, ma considerare la collettività italiana solo delle mucche da mungere per le casse dello Stato è insopportabile e inaccettabile.
Quello che dà fastidio è che chi ci ha confezionato questo costoso pacchetto di tasse è un certo Signor Renzi, insieme al suo  Partito (anti) Democratico, e tutte le altre forze politiche  che appoggiano un  premier  non eletto dal popolo.
Comunque, non posso non escludere da forti critiche i partiti  di opposizione  che, divisi da profonde e interne guerre intestine, hanno permesso a Renzi di impadronirsi dell’Italia, senza il consenso popolare.
Oggi, il nostro “abusivo” premier, ha perso molti consensi iniziali che l’avevano osannato   come il  nuovo “deus ex machina” che avrebbe risolto  tutti i nostri problemi.
A dir la verità, i problemi li ha risolti, ma quelli personali di suo padre e del padre del suo braccio destro, la ministro Boschi.
Con Renzi la situazione economica italiana non è per niente  migliorata e i  giovani sono costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro, mentre Renzi sta sistemando tutti i suoi amici nei posti nevralgici dell’amministrazione Italia.
D’altra parte è difficile far cambiare opinione a qualcuno che si mostra cocciuto  come un asino, nell’andare avanti per la sua strada senza tener conto di tutte le forze politiche del  Parlamento italiano, che  quando  s'impunta, scalcia  ed  elimina chi lo critica, perché  non vuole ascoltare che se stesso e i suoi sponsor, considerandosi  il più bravo,  il più bello e il più capace.
La realtà, però, è che l’Italia è allo sbando!
Ritornando ai nostri due  parlamentari  e non volendo spendere altre parole superflue su di loro, dico solo che se a governarci è un asino, figuriamoci chi lo esalta e si compiace con lui per gli ottimi risultati raggiunti.
Di conseguenza,  anche voi, illustri onorevoli  Garavini e Tacconi, con le vostre irritanti  risposte alla comunità italiana presente all’evento, avete confermato di essere degni membri della fattoria  dei “somarelli” di Renzi.  A Ginevra avete  solo ragliato in modo sgradevole.
Non ci resta, a questo punto,  per il nostro bene che eliminare la Circoscrizione estero come possibilità di scelta dei  nostri rappresentanti, senza però toglierci il diritto  di poter votare, invece, per il nostro collegio di appartenenza  in Italia, nelle cui liste elettorali siamo iscritti.
È l’unica via d’uscita, ma dovremmo  abbandonare gli “asini” e affidarci a qualche cavallo di razza per ritornare  una Nazione  vincente  e  rispettata  in Europa.

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Daniele Bosio è finalmente libero

E' libero Daniele Bosio, l'Ambasciatore italiano in Turkmenistan arrestato con accuse infamanti il 5 aprile 2014 a Binan, vicino Manila, dalla polizia filippina che aveva ricevuto una soffiata dall'attivista australiana di una ONG.
La Farnesina lo abbandonò a se stesso, anzi, a meno di 24 ore dall'arresto, si affrettò a sospenderlo da ogni incarico e dallo stipendio alla faccia della presunzione d'innocenza. Innocenza finalmente riconosciuta dal giudice filippino che ha deciso di chiudere quella che era diventata oramai una farsa e chiuso il caso prima ancora di ascoltare le arringhe della difesa. "L'accusa non è riuscita a dimostrare nulla. Il processo finisce qui".
Daniele Bosio è già ritornato in Italia ed è in attesa di essere reintegrato dal Ministero degli esteri.

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Il CGIE appena nominato sarà bloccato per molti mesi?

Espletata la pratica della firma del Presidente del Consiglio sui decreti di nomina dei Consiglieri di nomina governativa, sarebbe finalmente tutto pronto per la convocazione della prima Assemblea Plenaria. Però potrebbe verificarsi una situazione simile a quella del 2004 quando, l’Epasa (ente di patronato promosso dalla Cna),  presentò ricorso al Tar del Lazio, ritenendo che erano stati lesi i principi del pluralismo di rappresentanza e la rappresentatività stessa del ricorrente.
Il fatto è che, con la nomina dei 6 consiglieri di nomina governativa del CGIE designati dalla Confederazioni sindacali e i Patronati, sono stati accontentati tutti: CGIL, CISL, UIL, ACLI e MCL. Quasi tutti perché è stata esclusa l’UGL, che nella scorsa consiliatura era rappresentata da Nazzareno Mollicone. E naturalmente l’UGL non ci sta e sta facendo ricorso al TAR per essere stata sostituita dalla Confsal  ritenendo di essere “maggiormente rappresentativa sul piano nazionale”(così recita la legge istitutiva del CGIE).
Quindi se il TAR concederà la sospensiva,  proprio come nel 2004 il CGIE rimarrà bloccato per molti mesi.
Come finì allora? Che il 26 ottobre 2005 il TAR annullò il decreto di nomina dei Consiglieri di nomina governativa del 17 luglio 2004. Il CGIE rimase ibernato per quasi un anno e mezzo e il Presidente del Consiglio dovette rifare il decreto includendo la ricorrente Epasa.

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Il Sen. Zin (MAIE) l'unico eletto all'estero a votare contro la Legge di Stabilità di Renzi

"Nonostante il grande impegno di alcuni eletti all'estero in Commissione Bilancio Senato sul DDL stabilità, per aumentare i fondi destinati ai capitoli di spesa relativi agli italiani all estero, dobbiamo constatare che il Governo continua a non capire cosa significhi fare una vera politica per gli italiani nel mondo. Abbiamo per questo votato decisamente contro il maxiemendamento del Governo"  così ha dichiarato il sen. Claudio Zin, vice presidente del MAIE Argentina.
E' qualcosa di assai deprimente dover verificare che dal 2008 ad oggi i Governi che si sono succeduti non hanno avuto una visione politica per ciò che riguarda il mondo degli italiani all'estero -  ha continuato amaraggiato il sen. Zin " Che pena notare che oggi, in un mondo sempre più globalizzato, collegato e connesso, dove più un paese è presente sulla scena internazionale più ha chances sia economicamente che politicamente che culturalmente,  proprio l'Italia, che ha costituzionalmente riconosciuto la propria comunità residente all'estero, non riesca ad andare avanti e a cogliere l'opportunità che essa rappresenta".
"Il MAIE è per un cambio totale di prospetiva politica" - ha aggiunto l'on. Merlo - "Continuiamo a essere residuali per il governo Renzi, cosí come lo siamo stati per il Governo Berlusconi. Malgrado tutto, continua quella politica. Se confrontiamo  i fondi che avevamo prima del 2008 con quelli degli anni successivi fino ad oggi, la diminuizione di fondi nei capitoli di bilancio dedicati agli italiani nel mondo è inaccettabile. Il Presidente Renzi dice che l'Italia sta crescendo. E allora perchè non crescono i fondi per gli italiani nel mondo?"
Anche l'on. Mario Borghese ha commentato la situazione: "Mi pare incredibile che rappresentanti degli italiani all'estero sostengano questa legge di stabilità e ancor peggio, votino la fiducia a questo governo. I fondi per il funzionamento dei Comites e CGIE, il taglio ai fondi dei Patronati ecc. sono cose che ci fanno veramente indignare...senza parlare dei fondi dedicati alla Lingua e Cultura Italiana che equivalgono a quanto in un solo mese percepiscono i partiti di maggio ranza come gruppi parlamentari....una vergogna."

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CGIE pronto a partire

Dai Palazzi giunge voce che il Primo Ministro Renzi abbia finalmente firmato i decreti di nomina dei Consiglieri del CGIE, che quindi sarebbe in grado di
riunirsi a breve.
Sarà la prima Assemblea Generale ad eleggere il Segretario generale, i Vicesegretari e gli incarichi nelle commissioni.

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Rapanà in arrivo al MAIE?

Qualche giorno fa Giovanni Rapanà, figura di spicco del mondo dell'emigrazione di Montral, è uscito dal PD sbattendo la porta. Oggi ci arrivano le foto di una improvvisa visita dell'On. Marlo, presidente del MAIE, proprio alla comunità italiana di Montral e soprattutto la foto di una stretta di mano fra Rapanà e Merlo, sorridenti e soddisfatti.
E allora vogliamo fare 2 + 2?

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