Mer02212018

Last updateVen, 16 Feb 2018 11am

Italiani nel Mondo

Daniele Bosio è finalmente libero

E' libero Daniele Bosio, l'Ambasciatore italiano in Turkmenistan arrestato con accuse infamanti il 5 aprile 2014 a Binan, vicino Manila, dalla polizia filippina che aveva ricevuto una soffiata dall'attivista australiana di una ONG.
La Farnesina lo abbandonò a se stesso, anzi, a meno di 24 ore dall'arresto, si affrettò a sospenderlo da ogni incarico e dallo stipendio alla faccia della presunzione d'innocenza. Innocenza finalmente riconosciuta dal giudice filippino che ha deciso di chiudere quella che era diventata oramai una farsa e chiuso il caso prima ancora di ascoltare le arringhe della difesa. "L'accusa non è riuscita a dimostrare nulla. Il processo finisce qui".
Daniele Bosio è già ritornato in Italia ed è in attesa di essere reintegrato dal Ministero degli esteri.

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Il Sen. Zin (MAIE) l'unico eletto all'estero a votare contro la Legge di Stabilità di Renzi

"Nonostante il grande impegno di alcuni eletti all'estero in Commissione Bilancio Senato sul DDL stabilità, per aumentare i fondi destinati ai capitoli di spesa relativi agli italiani all estero, dobbiamo constatare che il Governo continua a non capire cosa significhi fare una vera politica per gli italiani nel mondo. Abbiamo per questo votato decisamente contro il maxiemendamento del Governo"  così ha dichiarato il sen. Claudio Zin, vice presidente del MAIE Argentina.
E' qualcosa di assai deprimente dover verificare che dal 2008 ad oggi i Governi che si sono succeduti non hanno avuto una visione politica per ciò che riguarda il mondo degli italiani all'estero -  ha continuato amaraggiato il sen. Zin " Che pena notare che oggi, in un mondo sempre più globalizzato, collegato e connesso, dove più un paese è presente sulla scena internazionale più ha chances sia economicamente che politicamente che culturalmente,  proprio l'Italia, che ha costituzionalmente riconosciuto la propria comunità residente all'estero, non riesca ad andare avanti e a cogliere l'opportunità che essa rappresenta".
"Il MAIE è per un cambio totale di prospetiva politica" - ha aggiunto l'on. Merlo - "Continuiamo a essere residuali per il governo Renzi, cosí come lo siamo stati per il Governo Berlusconi. Malgrado tutto, continua quella politica. Se confrontiamo  i fondi che avevamo prima del 2008 con quelli degli anni successivi fino ad oggi, la diminuizione di fondi nei capitoli di bilancio dedicati agli italiani nel mondo è inaccettabile. Il Presidente Renzi dice che l'Italia sta crescendo. E allora perchè non crescono i fondi per gli italiani nel mondo?"
Anche l'on. Mario Borghese ha commentato la situazione: "Mi pare incredibile che rappresentanti degli italiani all'estero sostengano questa legge di stabilità e ancor peggio, votino la fiducia a questo governo. I fondi per il funzionamento dei Comites e CGIE, il taglio ai fondi dei Patronati ecc. sono cose che ci fanno veramente indignare...senza parlare dei fondi dedicati alla Lingua e Cultura Italiana che equivalgono a quanto in un solo mese percepiscono i partiti di maggio ranza come gruppi parlamentari....una vergogna."

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Bruzzese punta il dito contro i patronati

L'ex dirigente dell'INCA/CGIL scrive a Grasso: "Necessità di una forte e urgente moralizzazione del sistema Patronati. Quindi regole,controlli e sanzioni. Il sistema è fuori controllo, in particolare dopo il voto all’estero del 2006". E poi fa un chiaro riferimento al caso Giacchetta/INCA

Al Presidente del Senato Pietro Grasso
e p.c.
AL COMITATO PER LE QUESTIONI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO
PRESSO IL SENATO

Caro Presidente,
con piena fiducia in un Suo intervento a sostegno del lavoro del Comitato per le questioni degli Italiani all'estero, presieduto dal Senatore Claudio Micheloni, e in favore della legalità e della trasparenza, mi rivolgo a Lei per segnalarLe la mia preoccupazione relativamente allo stato dell’indagine in corso sull’operato dei Patronati all’estero. E’ un’indagine a cui io stesso, avendo lavorato per i Patronati tutta la vita, sono stato chiamato a collaborare in diverse occasioni, e nel corso della quale stanno emergendo alcune ipotesi di reato la cui gravità desta molto e comprensibile sconcerto nel mondo sindacale.
E’ mia convinzione, e non solo mia, che solo un approccio di grande trasparenza e nel più scrupoloso rispetto della legalità possa permettere a tutti noi di affrontare in modo costruttivo i problemi e le carenze che le audizioni stanno rivelando. E sono certo che Lei, da ex magistrato di cui sono note l’alta statura morale e la lunga storia professionale, saprà capire la delicatezza della vicenda e la necessità di supportare l’opera dei senatori impegnati nell’inchiesta.
Ai fini di una corretta valutazione della vicenda da parte sua, caro Presidente, e con piena fiducia nel suo sostegno, mi permetto perciò di segnalarLe quanto segue.
È trascorso più di un anno dalla costituzione della Commissione  da Lei autorevolmente sostenuta e presieduta dal Senatore Micheloni.
Diverse le missioni compiute, numerose le audizioni promosse, confronti e documenti acquisiti che rappresentano un quadro significativo del problema, in particolare dei Patronati all’estero.
Osservo da qualche tempo un silenzio preoccupante, accanto  ad azioni del Min. Lavoro che oscillano tra silenzi e atti del tutto inutili quando non dannosi.  Gli altri soggetti, con le dovute eccezioni, in particolare Sindacati e Patronati,  raccontano storielle che,  come si dice al mio paese,  “ la sanno lunga ma non la sanno raccontare.”
La politica non si è mai occupata di Sindacati, Patronati e Associazioni, salvo poi operare con azioni da carota e bastone a soli fini di scambio per il consenso, a volte necessario.
Personalmente, il 23 febbraio u. s. sono stato ascoltato presso l’Ambasciata d'Italia a Buenos Aires  per oltre un' ora,  accettando la registrazione del colloquio con i membri della Commissione in indirizzo e la presenza  della Signora Castaldo, Ambasciatore d'Italia. Subito dopo ho partecipato all’incontro con tutti gli altri patronati,  intervenendo nuovamente.
In termini generali ne è scaturito un quadro molto preoccupante. A domande precise del Presidente On.le Micheloni ho risposto puntualmente.
Successivamente, su richiesta della Commissione, ho fornito,  per iscritto,  ulteriori chiarimenti.
Qui di seguito alcune annotazioni riassuntive.
Due sono le grandi questioni:
- la prima richiama la necessità di una forte e urgente moralizzazione del sistema Patronati. Quindi regole, controlli e sanzioni. Il sistema è fuori controllo, in particolare dopo il voto all’estero del 2006;
- la seconda questione deve fare i conti con le trasformazioni epocali in fatto di Immigrazione e Emigrazione Italiana.

QUESTIONE DELLA MORALIZZAZIONE
Non capisco come si possa giustificare un' emigrazione italiana che richiede sempre  meno servizi di Patronato – liquidazione di pensioni in convenzione internazionale- e la crescita continua di sedi di patronato che presentano un punteggio scandaloso che va ormai oltre i 700.000 punti solo per l’estero.
E’ evidente che, in particolare in paesi quali Argentina, Svizzera, Germania, Canada ci sono sedi e punti inventati sui quali si conteggia il finanziamento. I conti non tornano.
In questo contesto è grave che ci siano solleciti alle sedi estere da alcune sedi “romane “ a riempire cartelle  vuote o a statisticare due volte la stessa pratica, una volta in Italia ed una all’estero.
Le pratiche locali non dovrebbero essere più statisticabili. Ricordo che in Argentina il 92 % degli italiani non è nato in Italia. Finanziare il servizio di patronato per una pensione locale è un errore che alimenta vari abusi. Il contribuente italiano non può farsi  carico di questo servizio e di questa spesa.
Peggio che mai per le pratiche di pensioni integrative private - Canada, Usa, Australia, Germania, Svizzera, Belgio, Francia…………..perché  non far pagare questo servizio ?
L’attività di patronato all’estero viene svolta da associazioni  di diritto locale in convenzione con le Centrali romane. Quando tutto va bene i meriti sono del Centro, diversamente - vedi il caso della Svizzera – si chiude bottega all'estero,  non si paga nessuno e si riapre la stessa identica  attività, tuttavia con un altro nome, esattamente come fanno alcuni commercianti.
La proliferazione di sedi di patronato è inversamente proporzionale al numero di potenziali utenti, mentre il MAECI  prosegue nella chiusura di strutture consolari, riferimento per  migliaia di connazionali emigrati. L’ idea avanzata in ambiti sindacali di far svolgere l’attività consolare ai Patronati è a dir poco stravagante. Il personale  dei Patronati non ha la competenza per farlo. Il controllo è impossibile.
A Cordoba, nonostante vi  siano solo 800 pensionati, abbiamo 10 patronati, in Germania nella sola area di Francoforte ben 17 uffici di Patronato e uno consolare, mentre a Friburgo  ve  ne sono 13 e ancora uno consolare.
La gestione indiretta equivale a una licenza che autorizza i propri comodi. Ma chi prende i soldi ?   In generale trattasi di un "robo" (furto in spagnolo),  voce del verbo rubare. Sarebbe utile sapere quante pensioni l’Inps liquida in Convenzione Internazionale, e incrociare i dati con il Min. Lavoro. Purtroppo anche l’Inps contribuisce a questa situazione facendo la parte del distratto.
Noto un contenzioso in aumento con il personale dei Patronati  in vari Paesi. I casi di mobbing, nel Patronato e nel sindacato, superano probabilmente quelli delle imprese.
È' tuttora in essere un forte contenzioso legale contro l’Inps, promosso all'infuori dei Patronati, con  procura a studi legali italiani che danno avvio a cause anche per poco. E l'Inps cosa fa? Perché soccombe nella maggior parte dei casi a questo enorme contenzioso ? Ci sono responsabilità da parte dell'Istituto? Si tratta di ex ? Se è vero che il 75% del contenzioso estero non passa tramite i Patronati…….
In tutto questo,  il grande assente è il controllore, ovvero il Ministero del Lavoro. Le ispezioni  sono passeggiate all'estero con tanto di accompagnamento da parte di carabinieri. Vi sono sempre annunci preventivi. Il sottosegretario Bobba ha annunciato con grande anticipo un'ispezione nella delicata situazione della Germania. Un grave errore. Le ispezioni sono state effettuate per l’anno 2013 e cosi’ la doppia statisticazione, effettuata nel 2014, non ha potuto essere  rilevata
La direttiva è chiara: carica punti. Se viene l’ispezione,  li cancelli, se non viene è andata bene e mantieni il malloppo.
Infine un riferimento a quanto ascoltato in alcune audizioni. Colpisce, in particolare, l’affermazione secondo cui gli Enti promotori  impiegherebbero proprie risorse economiche per l’attività di patronato all’estero. Un coraggio da leoni !
A quando un controllo dei bilanci nazionali ? A chi il compito ? Alla Guardia di Finanza, alla Corte dei Conti ??????
Potere tanto, ma responsabilità zero. 
          
SECONDA QUESTIONE
Si tratta ora di riformare la legge 152 o superarla e pensare a soluzioni innovative ? L’ idea di cancellare il patronato  è sbagliata.  Esso ha rappresentato un pezzo di Welfare importante per gli Italiani in Patria e all’estero. Da anni  il quadro è cambiato.  L’emigrazione di massa, subito dopo la seconda guerra  mondiale, trasmette i suoi effetti in maniera residuale.
Tuttavia già nel 2001, presso l’Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires, fui relatore di  un convegno " IL FUTURO DEL PATRONATO - IL PATRONATO DEL FUTURO".
Già allora si avvertiva la necessità di un cambiamento. La mission del Patronato  è venuta meno con i forti cambiamenti sociali.
Oggi registriamo 5 milioni di immigrati, 6 milioni tra disoccupati e precari, 5 milioni di poveri, 7 milioni di pensionati con meno di 700 Euro al mese. In questo contesto osserviamo un' intera generazione perduta, senza futuro e tutele.
L’emigrazione Italiana tradizionale non esiste. Assistiamo a una mobilità di migliaia di giovani – si recano in più paesi e per periodi brevi - accanto a migliaia di lavoratori al seguito di imprese, ricercatori, professionisti, studenti.
Chi segue i loro problemi, chi li aiuta per lavoro, casa, chi tutela i loro diritti. Occorrono strumenti e presenze nuove. Una sorta di segretariato sociale nel territorio: ciò vale per la nuova e complessa emigrazione cosi’ come per l'enorme presenza degli immigrati in Italia.
Penso che sia utile immaginare servizi gratuiti solo per determinate fasce di reddito. Oltre detti limiti, i servizi vanno pagati. Un mix di pubblico e privato. Occorre sostituire un patronato glorioso ma vecchio.
Tutto gratis, mi ricorda un' affermazione di Bruno Trentin in un comitato direttivo della CGIL, “ Il Patronato è l’ultimo residuo del socialismo reale “.
Caro Presidente, penso che sia opportuno avere una conclusione della questione trattata dal Comitato o,  quanto meno,  sapere come procedere in futuro.
In attesa di un Sua cortese  risposta in ordine ai problemi da me elencati nella presente missiva,  La ringrazio anticipatamente.

Cordialmente,
Antonio Bruzzese<

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Rapanà in arrivo al MAIE?

Qualche giorno fa Giovanni Rapanà, figura di spicco del mondo dell'emigrazione di Montral, è uscito dal PD sbattendo la porta. Oggi ci arrivano le foto di una improvvisa visita dell'On. Marlo, presidente del MAIE, proprio alla comunità italiana di Montral e soprattutto la foto di una stretta di mano fra Rapanà e Merlo, sorridenti e soddisfatti.
E allora vogliamo fare 2 + 2?

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Incontro Berlusconi - Merlo per gli italiani all'estero

Si è tenuto a Palazzo Grazioli, oggi, venerdì 9 ottobre, un importante incontro tra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il Presidente del MAIE, on. Ricardo Merlo, e il sen. Vittorio Pessina, Responsabile degli Italiani nel Mondo di Forza Italia.
L'On. Merlo non è stato tenero ed ha chiaramente espresso le sue critiche tutti i governi che si sono succeduti dal 2006 ad oggi, per quanto riguarda l’impegno a favore dei nostri connazionali e di tutto il Sistema Italia all’estero, quindi anche al governo Berlusconi.
Il lleader di Forza Italia ha accettato le critiche di Merlo promettendo di fare con il sen. Pessina un’ analisi delle seguenti proproste MAIE per dare inizio ad una stretta collaborazione Forza Italia-Maie:

PROGRAMMA MAIE PER L’IMPLEMENTAZIONE DI UNA POLITICA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

SERVIZI

  • Riapertura delle Ambasciate e dei Consolati chiusi, laddove esista una comunità consistente di italiani;
  • ripristinare in Finanziaria le risorse sottratte ai capitoli di spesa relativi agli italiani all’estero, riportandole ai livelli dei primi anni del 2000;
  • potenziare i servizi consolari;
  • NO IMU per tutti gli italiani all’estero: l’abitazione in Italia di un espatriato deve essere considerata – a tutti gli effetti – prima casa;
  • valorizzare l'autenticità della cultura culinaria italiana attraverso la creazione di un board che tuteli e promuova il lavoro dei ristoratori che usano prodotti italiani originali .
  • promuovere il Made in Italy e istituire il marchio Prodotto Italiano a tutela dei prodotti italiani realizzati all’estero.

 CITTADINANZA

  • Eliminare tassa di 300 euro (governo Renzi) per le pratiche di cittadinanza dei discendenti di italiani;
  • riacquisto della cittadinanza per chi l’ha persa per motivi di lavoro; per le donne che l’hanno perduta  a seguito del matrimonio con uno straniero e loro discendenti (anche se nati prima del 1948); riconoscimento della cittadinanza a chi è nato ed era residente nei territori dell’impero austroungarico e ai loro discendenti (in riferimento alla legge 379/2000).

PENSIONI E ASSISTENZA

  • Evitare che le pensioni italiane pagate in Euro in alcuni Paesi (Argentina e Venezuela) vengano erose da cambi di valuta fortemente penalizzanti.
  • ripristino dei programmi di assistenza sanitaria ed economica diretta ed indiretta per i connazionali residenti all’estero in stato di necessità.

 INFORMAZIONE

  • Potenziamento di Rai Internazionale per metterla alla pari con emittenti similari dei grandi paesi europei;
  • impegno della RAI all'informazione di ritorno;
  • coordinamento e agevolazione per le centinaia di giornali, cartacei e on-line, stazioni radio e televisive in lingua italiana esistenti all’estero, ai quali si chiede sia commissionata la pubblicità istituzionale

LINGUA E CULTURA

  • Agevolare la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, attraverso:
  • rafforzamento della Società Dante Alighieri e degli istituti e associazioni similari con stessi obiettivi, e ristrutturazione degli Istituti di Cultura per renderli
  • strumenti più efficaci;
  • aiuti concreti alle  scuole italiane all'estero esistenti.

 POLITICA ECONOMICA

  • Aggregare in una "rete" gli imprenditori italiani e di origine italiana nel mondo;
  • coordinare le Camere di Commercio e le Associazioni di italiani e oriundi per agevolare i nostri operatori nei commerci; 

NUOVE EMIGRAZIONI

  • Maggiore attenzione alla nuova emigrazione, a partire da una adeguata politica di censimento del fenomeno;
  • rinnovata visione degli strumenti di assistenza e supporto delle nuove ondate emigratorie.
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Volano gli stracci nel PD

Il Sen. Micheloni rivendica il suo lavoro fatto per recuperare fondi nella Legge di Stabilità per gli italiani nel mondo ed è seccato con l’On. Garavini che cerca di fare credere che in realtà sia tutto merito suo.
Sbotta Micheloni, secondo il quale la Garavini “sta in Parlamento per occuparsi della propria immagine, pensando che Facebook, Twitter, Newsletter e comunicati bastino per prendere in giro gli elettori”.
Parole forti, fortissime.
Da parte sua, la Garavini risponde sprezzantemente che quanto detto da Micheloni le “ha regalato un grande momento di ilarità”.  E ironicamente manda a dire al suo compagno di partito di stare “sereno”.

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I deputati PD eletti all'estero si augurano che i pensionati emigrati non vengano ulteriormente penalizzati

I deputati del PD Estero (Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi) sono intervenuti a proposito delle dichiarazioni del Presidente dell'INPS, Tito Boeri, che ha chiesto "Perché non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?" (VEDI).
Scrivono in un comunicato:
"Non nascondiamo una qualche sorpresa sul fatto che l’incontro voluto dall’INPS sulle pensioni all’estero, pur ricco di dati e di riferimenti, si sia concentrato nelle versioni date dalla stampa nazionale sul fatto che l’Italia, concedendo l’integrazione al minimo e le maggiorazioni sociali a stranieri o italiani che risiedono o si spostano all’estero, si permetta un lusso inopportuno.
Non vogliamo credere che l’INPS voglia revocare le pensioni al minimo attualmente cristallizzate nei Paesi extra-UE scippando così dei diritti acquisiti. Diversa potrebbe essere una riflessione sull’esportabilità delle maggiorazioni sociali che tuttavia, non dimentichiamolo, rappresentano spesso l’unico mezzo di sostentamento per migliaia di nostri connazionali che vivono in Paesi devastati dalla crisi economica e sociale.
Ci auguriamo, dunque, che le questioni reali del nostro sistema previdenziale e assistenziale tornino al centro della discussione e non si mettano in discussione diritti legittimamente acquisiti."

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Il PD all'estero perde pezzi: Rapanà se ne va

Si è conclusa l’esperienza di Giovanni Rapanà in seno al Partito Democratico
Se ne va dal PD non uno qualunque, ma un pezzo da 90 in Canada. Giovanni Rapanà è una figura di spicco soprattutto a Montreal, dove ha sempre avuto ottimi risultati elettorali. E' uno dei tanti che non se la sentono più di mettere la faccia alle politiche distruttive per gli italiani all'estero del governo Renzi nè al comportamento degli eletti all'estero del PD che votano qualunque cosa, anche la più orrenda, decisa dal governo. Ormai nessuno crede più alla favoletta degli ordini del giorno.
Già segretario del Circolo PD di Montreal, eletto l’8 dicembre 2013 in seno all’Assemblea Nazionale del PD con la Lista Renzi per la ripartizione America Centrale e Settentrionale, l'ex Consigliere del CGIE ha deciso di lasciare il Partito Democratico. “Ringrazio quanti in seno al PD hanno contribuito ad arricchire la mia esperienza politica e di vita e tutti coloro, uomini e donne, che in tutti questi anni mi hanno seguito sul terreno ed hanno avuto fiducia nel mio impegno politico a favore della comunità italiana, volto a migliorare i rapporti tra l’Italia e gli italiani del Canada”.

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Mollicone (UGL): “Boeri offensivo verso emigrati italiani”

Fuga pensionati all’estero? Dimostra che tassazione è eccessiva
“Sono senza mezzi termini offensive le considerazioni odierne del presidente dell’Inps nei confronti degli emigranti italiani, soprattutto quando Boeri si domanda perché l’Italia non smette di pagare le prestazioni non contributive”.
Lo sostiene Nazzareno Mollicone, dirigente confederale Ugl e vicepresidente della Commissione Tutela Sociale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Per il sindacalista “una simile penalizzazione non è solo illegale, ma inaudita. È sulla base di leggi vigenti, e non per arbitrio, che l’Inps eroga ‘integrazioni al minimo’ e ‘maggiorazioni sociali’ per gli emigrati all’estero, i quali, peraltro, hanno il diritto di partecipare alle elezioni in Italia e lo fanno nonostante la comunità degli italiani all’estero sia stata completamente abbandonata dai governi italiani”.
“Questa pervicace e rozza volontà di fare cassa sulle spalle dei pensionati – aggiunge il sindacalista – è anche la spiegazione della cosiddetta ‘fuga all’estero’ degli italiani in pensione, così come l’ha definita lo stesso Boeri: è davvero eccessivo il peso della tassazione sulla rendita pensionistica da parte del fisco italiano, il quale invece dovrebbe provvedere ad incrementare le detrazioni sulle pensioni per far fronte ai maggiori costi e disagi derivanti dall’età anziana”.
Per il sindacalista “piuttosto l’Inps dovrebbe preoccuparsi che l’importo in euro delle pensioni sia effettivamente corrisposto al pensionato, cosa che spesso non avviene, a causa delle condizioni penalizzanti del cambio applicate dalle banche locali e dalle esose commissioni richieste. Infine non bisogna dimenticare – conclude Mollicone – che tra i pensionati residenti all’estero vi sono anche persone che hanno lavorato per imprese italiane ivi operanti e che hanno quindi tutto il diritto di percepire quanto maturato”.

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