Sab11252017

Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Italiani nel Mondo

Iniziato il processo a Massimo Romagnoli

E' iniziato a New York il processo ai presunti trafficanti d'armi accusati di avere tentato di vendere grandi quantità di armamenti ad agenti USA che credendoli terroristi delle FARC.
Si tratta di due romeni e di Massimo Romagnoli, ex deputato di Forza Italia eletto all'estero (Europa), che furono arrestati in Montenegro nel 2014.
A quanto pare Massimo Romagnoli è caduto in una trappola ben architettata assieme a due rumeni, Cristian Vintila, un personaggio di spicco del Spd, il partito rumeno di sinistra nel quale si sono riciclati molti appartenenti al partito comunista di Ceausescu, e Virgil Flaviu Georgescu.
Sarebbe stato proprio quest’ultimo, un broker di armi, ad avere messo in contatto il trafficante d’armi Vintila e Romagnoli con tre persone che si presentavano come rappresentanti delle FARC, ma in realtà erano agenti della DEA sotto copertura.
Da Marzo ad Agosto 2014 tutti i contatti telefonici e di persona di Romagnoli, Vintila e Geurgesco con questi agenti sono stati registrati audio-video.
In particolare c’è una registrazione audio-video dell’8 ottobre di una riunione a Tivat in Montenegro durante la quale Romagnoli spiega di essere in grado di procurare falsi documenti europei per il trasporto delle armi e mostra un esempio.
E poi arriva la parte più terribile: c’è scritto nel documento che, dopo che gli agenti sotto copertura hanno dichiarato che le armi destinate sono destinate a colpire mezzi e cittadini americani in Columbia, Romagnoli tranquillamente tira fuori un catalogo di armi (nel documento americano chiamato “catalogo Romagnoli”) con foto e quantità di diversi sistemi d’armamento.  E, dopo che gli è stato puntualizzato che  i suoi interlocutori lavorano per le FARC e vogliono armi per abbattere elicotteri americani, Romagnoli si mette a discutere come ricevere il pagamento delle armi.
Il processo durerà alcuni giorni. Romagnoli e gli altri due rischiano da 16 anni di reclusione all'ergastolo per i reati per i quali sono accusati.
Massimo Romagnoli si è sempre dichiarato innocente.

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Brexit? Intanto è meglio che gli italiani si iscrivano al più presto all'AIRE

Cosa succede agli italiani se il Regno Unito esce dall'UE? Questa domanda Londra Italia, il giornale di Londra fondato e diretto da Francesco Ragni, l'ha fatta ad un’esperto inglese sulle leggi che riguardano l’UE: Adrian Berry,  alla Garden Court Chambers di Londra e chairman della ILPA (Immigration Law Practitioners’ Association) che conta mille membri, tra aziende e privati, e coinvolge mille avvocati e consulenti. Uno dei suoi ambiti specifici è proprio la libera circolazione delle persone in Europa.
Berry ha risposto che non ci sono ancora regole precise, ma che con tutta probabilità per vivere in UK un cittadino italiano avrà bisogno di un residence permit oppure di un BRP (Biometric Residence Permit).
Per chi vive già nel Regno Unito sarà un vantaggio potere dimostrare di essere iscritti all'AIRE. “Gli italiani che vivono già nel Regno Unito – spiega l’esperto – potrebbero essere suddivisi tra coloro che hanno scelto di registrare la propria residenza in un paese EU e coloro che non lo hanno fatto. Al momento entrambi hanno il diritto di vivere nel Regno Unito ma solo chi si è registrato può provarlo legalmente. In caso di Brexit questi documenti saranno utili a dimostrare che si era residenti già prima dell’ uscita dell’UK dall’Unione Europea. Tutti gli italiani, sia coloro che vivono nel Regno Unito da decenni sia chi è appena arrivato, saranno soggetti ai controlli sull’immigrazione. La legge su questo argomento sarà applicata a tutti coloro i quali non sono cittadini Britannici e si trovano sul suolo UK, sia registrati all’AIRE oppure no”
Per chi vive nel Regno Unito ma perde il lavoro: “Adesso un italiano in UK può entrare ed uscire liberamente dal mercato del lavoro. Se il Regno Unito uscisse dall’Unione Europea la situazione potrebbe essere simile a quella che vivono adesso i cittadini australiani: quindi, in caso di Brexit, se un un italiano con il permesso di lavoro perdesse la propria occupazione, avrebbe 60 giorni di tempo per trovarne un’altra o sarebbe costretto a lasciare il Regno Unito”, spiega l’esperto.
Insomma, sarà bene che chi vive e lavora già in UK si iscriva al più presto all'AIRE. Oggi, mentre il nostro Consolato a Londra, stima che gli italiani presenti in Inghilterra e Galles siano circa 600mila, gli iscritti all'AIRE sono solo 261.585,

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Tullio Zembo, direttore de L'ITALIANO, invitato ad una Conferenza della scuola di giornalismo a Buenos Aires

Tullio Zembo, Direttore de L'ITALIANO, è stato invitato da Tea & Deportea, la prestigiosa scuola di giornalismo di Buenos Aires, quale relatore ad una conferenza nel Teatro Metropolitan della capitale argentina sul tema "I fondi avvoltoi e le loro conseguenze.

Foto: Mattia Baglietto

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Voto all’estero, presentata da Gianni Farina (Pd) proposta di riforma della legge Tremaglia

“Dodici collegi uninominali e scrutinio nei Consolati”
“E’ arrivato il momento di mettere mano alla legge del 27 dicembre 2001, n. 459. Nel dibattito sul processo riformatore in atto che vede importanti modifiche costituzionali, le quali saranno oggetto della votazione popolare nel prossimo autunno, un’attenzione particolare va posto al voto degli italiani all’estero, che nell’ultima tornata elettorale ha segnato un significativo calo”.
Così Gianni Farina , deputato del Pd  eletto nella circoscrizione Estero-ripartizione Europa, che il 5 aprile scorso  ha depositato alla Camera una proposta che contiene modifiche alla normativa in materia di esercizio del  diritto di voto da parte dei cittadini italiani residenti all'estero.
“Passare dalle Ripartizioni (4) ai collegi (12), l’invio dei plichi elettorali direttamente dal ministero dell’Interno e scrutinio nei Consolati di Prima categoria sono i punti chiave contenuti nella mia proposta” spiega l’on. Farina.
 “Alle prime elezioni politiche del 2006 - ricorda il parlamentare - gli elettori e le elettrici censiti dal Ministero dell’Interno furono per la Camera dei Deputati 2.707.382. Di essi votarono 1.053.864, il 38, 93 per cento. Leggermente superiore la percentuale dei votanti per il Senato: il 39,55 per cento. Una risposta politica eccezionale che confermò la validità della decisione di istituire il voto all’estero in quelle modalità. Il dato percentuale più elevato si registrò in America meridionale con il 47,01 per cento. In Europa, dove votarono 569.319 del 1.579.543 di aventi diritto, si registrò il 36,04 per cento. In America settentrionale il 34,70 per cento e in Africa-Asia-Oceania e Antartide il 39,85 per cento. Dati piuttosto uniformi che – osserva il deputato - rivelarono il senso di attaccamento degli emigrati al sistema politico e alla democrazia italiana. Il dato più eclatante in Europa fu quello svizzero, con il 48,16 per cento. Quasi un emigrato su due votò. In Argentina votò il 50,59 percento. Meno marcata fu la risposta italiana negli Stati Uniti, con il 30,71 per cento, a differenza di quella in Canada, con il 40,46 per cento. Mentre nella ripartizione Africa-Asia-Oceania e Antartide si distinse l’Australia con il 36,82 per cento.
Nel 2008 - aumentò il numero degli aventi diritto: 2.924.178. Più di 200 mila. Crebbe anche la partecipazione al voto: il 39,51 per cento la media percentuale di tutta la Circoscrizione Estero”,  rammenta ancora Farina . Percentuali non certo raggiunte nelle ultime elezioni politiche . “Il dato sul quale sollecito una riflessione è quello ultimo, del 2013”, rimarca infatti Farina facendo notare che “a fronte di un grande aumento di aventi diritto, 3.494.687 (in Sud America quasi 500 mila elettori in più, dovuti alla riacquisizione della cittadinanza), ha votato appena il 31,59 per cento, 1.103.989. Infatti il calo più consistente si registra proprio in quell’area, dove l’aumento di “nuovi italiani” non è stato accompagnato dall’aumento di votanti. Anche l’’Europa, pur registrando un aumento di votanti, segna un importante calo in percentuale: dal 36 al 30 per cento”.
Un “fenomeno di disaffezione” sul quale “ha influito sicuramente la crisi della politica e la disillusione” . Ma , soggiunge Farina, “a me non bastano queste argomentazioni politologiche”. “Io credo che sia il momento di intervenire legislativamente per adeguare la Circoscrizione Estero alle conformità territoriali dei nostri connazionali all’estero”, afferma Farina.
Che motiva e illustra la sua proposta: “Quattro ripartizioni che suddividono l’intero pianeta sono troppo grandi. Tanto grandi che non permettono ai parlamentari di svolgere adeguatamente il loro lavoro nel rapporto con i propri elettori. Dalla Grecia alla Norvegia, dal Portogallo alla Russia per la sola Europa. Oppure pensiamo ad Africa, Asia, Oceania oppure al Canada e agli Stati Uniti o a tutto il Sud America.
Occorre intervenire per ridimensionare le Ripartizioni e permettere agli eletti di esercitare il loro mandato adeguatamente. Il rapporto territorio e rappresentante è vitale anche per la partecipazione democratica degli italiani residenti all’estero. Essi non sono una massa indistinta. Presentano caratteristiche diverse. Anche gli eletti non possono più, con il giusto contenimento dei costi della politica, girare come trottole per aree continentali e intercontinentali. E’ ora di istituire collegi più piccoli attraverso una legge che preveda nella Circoscrizione Estero l’istituzione di 12 collegi uninominali.
In questo modo si permetterà anche alle aree di minore presenza italiana, di concorrere all’elezione del loro parlamentare. Nella prima elezione del 2006 e in quella successiva del 2008, in Europa dei parlamentari eletti (6 deputati e 2 senatori) 4 erano residenti in Svizzera. Nel 2013 sono prevalsi i candidati residenti in Svizzera (3) e in Germania (2). La massa critica di votanti in queste aree prevarrà sempre sulle altre. Così è successo in Sud America con l’Argentina (4) e il Brasile (2) che eleggono tutti e 6 i rappresentanti. Soprattutto in queste due ripartizioni l’attuale legge penalizza le comunità, pur numerose, che vivono in altri Paesi. Occorre rimediare per estendere l’opportunità di accesso alla rappresentanza parlamentare anche alle comunità di minore entità che potrebbero concorrere in un collegio uninominale!
5 o 6 collegi in Europa (dipenderà dagli iscritti Aire) significa ripartire equamente le rappresentanze politiche e permettere a tutte le comunità di concorrere alla conquista di un seggio. Si rafforzerà il rapporto tra eletti e territorio. Si eviterà di accrescere la sfiducia e il calo di votanti. Si ridurrà il costo delle campagne elettorali.
Il sistema più adatto per andare incontro a queste esigenze politiche e quello maggioritario. Penso al “Collegio uninominale”. Cioè la presenza di un solo candidato per partito (o per coalizione) in ogni collegio e l’elezione di un solo rappresentante. Una nuova legge elettorale che disciplina il voto all’estero incoraggia l’aggregazione dei partiti minori e semplifica il sistema politico evitando una proliferazione di liste tese a concorrere in vastissime aree come le attuali ripartizioni continentali e intercontinentali. Con la nuova legge che propongo l’elettore sceglie direttamente il suo candidato in un’area più ristretta e favorisce il contatto ravvicinato tra eletto/a ed elettore/trice.
Penso all’articolo 6, nel quale vengono definite le Ripartizioni. Nella proposta di legge si istituisce i collegi uninominali. L’articolo 8, nel quale si stabilisce la modalità della presentazione delle liste e dei candidati/e, che dovranno essere residenti nel collegio da almeno 3 anni. L’articolo 11, in particolar modo al comma 1, l’assegnazione dei seggi non sarà effettuata più in ragione proporzionale, ma secondo il sistema uninominale maggioritario. All’articolo 12, comma 7, si stabilisce che le buste elettorali con le schede votate, una volta tornate in Consolato non dovranno più essere spedite in Italia, all’Ufficio centrale per la circoscrizione Estero, ma scrutinate in loco nelle modalità stabilite dal successivo articolo 14. Si chiede inoltre l’istituzione di un 1 seggio ogni 2,5 mila elettori, rispetto all’attuale legge che stabilisce 1 seggio ogni 5 mila, causando lungaggini e stanchezze nello scrutinio delle schede.
Cambia anche l’articolo 13 che definisce la costituzione dei seggi elettorali presso i Consolati. Modifiche anche all’articolo 15, che stabilisce le modalità di assegnazione dei seggi”.
Sottolinea l’on. Farina che “con questa proposta di riforma della legge del 2001, n. 459 ‘Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero’ si aggiorna un meccanismo elettorale e di rappresentanza politica sulla base di 10 anni di esperienza che ci permettono di intervenire in qualità di legislatori per stabilizzare la partecipazione democratica degli italiani all’estero al riparo dai rischi di manipolazioni e inquinamenti e dai “paperoni” che nelle grandi ripartizioni possono mettere in campo ingenti risorse. Procedure trasparenti, contenimento di costi della politica ed equilibrio tra aree geografiche e tra candidati e candidate sono i principi – conclude il deputato Pd -  ai quali si ispira la mia proposta di legge”.

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Gian Luigi Ferretti, fondatore ed opinionista de L'ITALIANO, invitato in Romania dal mondo imprenditoriale

Gian Luigi Ferretti, fondatore ed opinionista de L'ITALIANO, sarà in Romania il 15 e 16 Aprile invitato dal Dott. Gaetano Vernarelli, presidente dell'ACIIR (l'associazione degli imprenditori italiani in Romania) per una serie di incontri.
In particolare a Vălenii de Munte, città ubicata nel distretto di Prahova, sarà accolto dal Prefetto, dal Presidente della Camera di Commercio, da una delegazione della Confindustria Romania e visiterà la fabbrica Pietta Glass.
Poi, in un'assemblea di Sindaci ed operatori economici, terrà una conferenza sull'impego dei fondi europei in agricoltura ed in turismo.

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La struttura MAIE della Romania è pronta per il Congresso Europeo dell’11 Giugno a Bucarest

Lo hanno constatato Anna Mastrogiacomo e Gian Luigi Ferretti nel corso della loro missione. Si attende di celebrare la vittoria del primo cittadino italiano a ricoprire una carica politica elettiva in Romania, l’imprenditore e Coordinatore del MAIE Alessandro Petta
di FRANCESCA BOGARIN
- Una missione di due giorni in Romania di Anna Mastrogiacomo, Coordinatrice del MAIE Europa, e Gian Luigi Ferretti per due scopi: preparare il Congresso europeo dell’11 Giugno a Bucarest e appoggiare la candidatura del Coordinatore del Movimento a Prahova, Alessandro Pietta al Consiglio comunale di Vălenii de Munte.


SENATO
Il Coordinatore nazionale del MAIE Romania, Gaetano Vernarelli e dal Coordinatore di Ilfov, Giovanni Baldantoni, il Coordinatore di Bucarest, Simone Lentini, il Coordiunatore di Olt e Dolj, Vincenzo Gaudino ed il Coordinatore di Prahova, Alessandro Pietta hanno accompagnato i dirigenti del Movimento al Senato nel Palazzo del Parlamento, l’imponente edificio che, con una superficie di 350.000 m², il secondo edificio più grande del mondo dopo il Pentagono.

PALAZZO ITALIA
E’ seguita una visita a Palazzo Italia, la struttura  creata da Giovanni Baldantoni sul lago Fundeni a 15 minuti dall’aeroporto internazionale di Bucarest che, con una superficie di circa 2.000 mq, si sviluppa su 4 piani e mansarda. Si tratta di un importante punto di incontro nelle relazioni commerciali fra Italia e Romania con i suoi saloni per eventi, spazi espositivi, uffici, sale conferenze.  Qui c’è il miglior ristorante italiano in Romania, che si chiama ORIGINI LUCANE (quelle sia di Baldantoni che del cuoco Rocco).

PIETTA GLASS WORKING
A Vălenii de Munte, a circa un’ora e mezza da Bucarest, Alessandro Pietta, ora quarantenne, ha crato un’azienda leader nella produzione di vetrate isolanti ed in particolare facciate strutturali, oltre che di vetri speciali per arredamenti, per il settore navale ecc.
La Pietta Glass Working, nel corso dei suoi 15 anni di attività,  ha conosciuto uno sviluppo costante ed oggi sta completando il suo quinto impianto produttivo. L’investimento totale è stato di 18 milioni di euro e vi lavorano 600 persone.
Pietta ha mostrato ai visitatori i vetri attualmente in lavorazione e destinati alla London Hall ed alla nuova sede di Gucci a Milano, ma ha anche spiegato che l’esportazione dei suoi prodotti avviene in molti Paesi di tutti i continenti.
Pietta sta italianizzando Vălenii de Munte. Ha cominciato con la creazione di Caffè Italia, un ristorante straordinariamente elegante e spazioso e in costruzione c’è un albergo sempre in stile italiano.

IMPEGNO POLITICO
Il padrone della più importante azienda della città, dove lavorano 600 persone, potrebbe isolarsi nella sua bella casa sulla collina. Ma Alessando è culturalmente figlio della tradizione rinascimentale italiana e gli piace impegnarsi, “metterci la faccia” come fece in occasione dell’elezione del Presidente della Romania quando fece affiggere dei mega striscioni con la scritta in romeno “Alessandro  diPietta appoggia Klaus Iohannis” ; Johannis era il candidato del Partito Nazionale Liberale dato per grande sfavorito nei confronti del candidato socialista, appoggiato anche da Renzi, al quale i sondaggi arrivavano ad attribuire il 70% dei consensi. Finì che vinse il candidato di Pietta e perse quello di Renzi.
E rieccolo in battaglia il nostro Pietta. Il 5 di giugno si vota per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Vălenii de Munte e Alessandro ritiene, per una serie di motivi, che ci voglia un cambiamento. Questa volta non si limita a scegliere le persone che ritiene più adatte ma si mette in gioco in prima persona candidandosi al Consiglio comunale. Potrebbe essere il primo cittadino italiano a ricoprire una carica elettiva in Romania.

APPOGGIO DEL MAIE
Il MAIE è corso con entusiasmo a dargli una mano. Sul palco di un grande evento elettorale, oltre a senatori e deputati del Partito Nazionale Liberale, al fianco di Alessandro Pietta c’erano anche Anna Mastrogiacomo e Gian Luigi Ferretti, che ha parlato al pubblico chiedendogli di dividere con lui l’orgoglio per un connazionale che ha portato in quella zona investimenti, ricchezza e lavoro. Poi, come gli era stato richiesto, è passato ad illustrate il tema dell’impiego dei fondi strutturali europei in campo agricolo e turistico in Romania.

CONGRESSO DEL MAIE EUROPA
Ora tutto il MAIE spera di potere celebrare la vittoria di Alessandro una settimana dopo le elezioni, l’11 Giugno quando si celebrerà proprio a Bucarest il Congresso del MAIE Europa, al quale finora hanno assicurato la loro presenza un centinaio di dirigenti del Movimento di bel 23 Paesi.

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Stefano Pelaggi, Vicedirettore de L'ITALIANO, invitato ad una prestigiosa Conferenza in Polonia

Stefano Pelaggi, Vicedirettore de L'ITALIANO, è stato invitato a rappresentare Sapienza Università come unico relatore italiano alla conferenza presso l'università polacca Uniwersytet Rzeszowski dal titolo "Teoria e pratica postcoloniale nel secolo ventunesimo", che avrà luogo giovedi 7 Aprile.
Gli altri relatori provengono da Polonia - Regno Unito - Portogallo - Arabia Saudita - India - Belgio - Ucraina - Turchia - Germania e Giappone.

Abstract della ricerca presentata da Pelaggi "Colonialismo popolare in America Latina" ovvero "Il tentativo italiano di impiegare i flussi migratori in America Latina in una visione coloniale e espansionista":
La ricerca è focalizzata sull'analisi di "colonialismo popolare"  in Italia durante la seconda metà del XIX secolo, un modello che mira a combinare i flussi migratori, l'aspirazione italiana in materia di politica estera e l'ambizione coloniale di Roma.
L'idea di una espansione in America Latina attraverso la comunità migrante è il presagio di forze che porteranno il paese qualche decennio più tardi in Eritrea e Libia.
Gli agenti che sosterrà l'espansione italiana in Africa, società di esplorazione e, in particolare, un gruppo di studiosi raccolti intorno alla Società Geografica Italiana, sono stati i primi promotori di una "nuova Italia sulla riva del Plata".
Colonialismo popolare era soprattutto un osservatorio piuttosto che un disegno politico preciso, ma alcune azioni svolte dalla Marina Militare Italiana in Colombia, Venezuela e Uruguay alla fine del XIX secolo, con particolare attenzione alla tutela delle comunità italiane in loco, sono la diretta conseguenza del fenomeno. Una serie di testi e romanzi creò le condizioni per un discorso che delineava i flussi migratori verso l' America Latina in una visione pseudo coloniale, tutta concentrati nella costruzione di un collegamento tra i migranti e i mercanti delle Repubbliche Marinare nel Medioevo.
Il "colonialismo popolare" era in grado di catturare l'immaginario collettivo di molti italiani ed è stato uno stimolo importante nella scelta per l'emigrazione transoceanica in America Latina e ha ispirato un rapporto particolare tra le comunità all'estero e la loro terra d'origine, si è concentrata sulla necessità di mantenere la lingua e la cultura nazionale per generazioni.
Le ambizioni per collegare la migrazione ad una politica di espansione sono stati ridimensionate dai promotori stessi non appena ebbe inizio la politica coloniale del Regno d'Italia, a dimostrazione del valore meramente simbolico e ideologico del "colonialismo popolare".

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Patronati: Habemus Frittatas

L' ex responsabile dell'Inca-Cgil in Argentina ed ex Consigliere CGIE parla senza peli sulla lingua
ANTONIO BRUZZESE - Il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, ha concluso l’indagine conoscitiva riguardo all’attività dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale. Tale indagine venne autorizzata dal Presidente del Senato in data 10 ottobre 2014.
Il documento conclusivo approvato all’unanimità, rappresenta uno spaccato esauriente dei seri e gravi problemi che il rapporto evidenzia.
Occorre dare atto che il lavoro svolto ha visto il contributo di senatori di diverse forze politiche- PD- NCD- M5s con una sostanziale correttezza nella conduzione dell' indagine. Un ringraziamento particolare va al Presidente della Commissione, Sen. Claudio Micheloni.
Un lavoro a volte complicato da spinte e controspinte non semplici da gestire. L’indagine ha attraversato Finanziaria e Legge di stabilità, con riduzioni assai ridotte delle risorse a disposizione dei Patronati.
I soggetti interessati, anziché pensare agli illeciti rilevati producendo proposte, hanno scelto la resistenza, la difesa ad oltranza, in spregio alla evidenza dei fatti.
Interviste a ripetizione, hanno annunciato catastrofi, hanno gettato artatamente milioni di italiani nella disperazione, facendo finta di non sapere che l’Italia è l’unico paese al mondo ad avere la formula "Patronato" con gratuità per tutti. La Spagna, che ha più emigrati dell’Italia, assiste i propri connazionali in 35 paesi attraverso la propria Rete consolare.
Abbiamo assistito a campagne con raccolta di firme e ad annunci di una mobilitazione mondiale. BUMM !
Gran parte dei parlamentari eletti all’estero e qualche frenatore più realista del re, hanno lanciato patemi, confondendo i diritti degli italiani all’estero con gli abusi, sprechi e con i vizi dei palazzi romani. Nel coro non sono mancate le difese delle Associazioni e del CGIE. Una nutrita schiera di Cavalieri di alto mare e soffiatrici di minestrine, si sono dimostrati piu' preoccupati di perdere benefici per il sopraggiungere della fine della lotteria della vita, comunque vinta dai Parlamentari eletti all’estero, che altro.
Penosi i tentativi di coloro i quali hanno presentato la Camera dei deputati come “ i buoni “ contro il Senato, ovvero la "malvagità". A costoro suggerirei di occuparsi dei diritti delle persone, a cominciare dalle maggiorazioni sociali, che in parte non si pagano. Avanza un programma che tende ad eliminare l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali, l'invalidità, gli assegni familiari e, in ultimo, la reversibilità.  Bocconiani di grande livello pensano di fare i Robin Hood alla rovescia. Togliere a chi non ce la fa per darlo al fondo per la povertà. 

L’attività di Patronato - Da avvocato dei poveri a crisi profonda -
Alla fine della seconda guerra mondiale, in un contesto di distruzione, fame e disoccupazione vennero riconosciuti il 29 dic. del 1947 i Patronati Inca e Acli. Il decreto istitutivo è del 29 luglio dello stesso anno.
L’evoluzione legislativa registra varie tappe. Nel 1947 decreto 804, il 13 dic. del 1994 viene emanata la 764 fino al 30 -3 – del 200, infine la legge 152 in vigore.
La storia del Patronato è segnata da un ruolo insostituibile di grande portata. La massiccia emigrazione potè contare sull’aiuto del Patronato come nessun altro avrebbe potuto. Memorabili le battaglie per il riconoscimento di malattie professionali quali la silicosi. L’azione in settori minerari come Marcinelle fu straordinaria.
Nel corso del tempo - 10, 15 anni fa - per l’estero si constata un venir meno del “lavoro”, mentre per i residenti in Italia si avvertono modifiche nel pensionamento: età e condizioni fino alla scomparsa delle pensioni di anzianità . Con la legge 152 non si opera nessun cambiamento vero. Le risorse passano dai 400 miliardi di lire a oltre 400 milioni di Euro all’anno. Esattamente il doppio. 

COSA EVIDENZIA IL RAPPORTO
Modalità di svolgimento dell'attività all’estero
- Malgrado  le condizioni delle associazioni, sul piano giuridico, siano quelle di associazioni libere locali, le sedi nazionali dei patronati utilizzano una gestione diretta sia sul piano operativo che organizzativo .
Nelle audizioni, ma non solo, si e' mentito apertamente. Le convenzioni tra patronato nazionale e associazioni estere sono una finzione. Sono contratti-capestro dove si hanno solo doveri, senza nessuna garanzia per il personale e gli assistiti. Vergognoso il caso Inca Svizzera. Potere enorme, responsabilità zero. Scandaloso ciò che scrive il Ministro del  Lavoro al Comitato. “L’inca segue nell’attività in Svizzera con il relativo finanziamento". Non esiste decisione che non venga presa senza il consenso della “casa madre”.

Finanziamento ispezioni 
Il Ministero del Lavoro provvede a effettuare le ispezioni necessarie per la verifica della organizzazione e dell’attività svolta, con proprio personale dipendente che abbia particolare competenza in materia, utilizzando, nella percentuale dello 0,10%, il prelevamento, di cui all’articolo 13 della succitata legge n. 152/2001.
Nei 3 anni, nei quali non sono state effettuate ispezioni, dove sono finiti  i fondi? Si tratta di circa un milione e duecentomila Euro. Come si può affermare che non ci sono state risorse?
E’ evidente la collusione con un sistema fortemente lottizzato,  che ha perso  nel tempo molte professionalità.   

Doppia statisticazione e circolari interpretative (3.6)
Il regolamento ministeriale ha dato origine a molte errate interpretazioni, in particolare sui criteri di finanziamento e sulle modalità di registrazione dell’attività svolta dalle associazioni di patronato all’estero, come rivelavano le numerose circolari emanate sull’argomento dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Vale la pena di sottolineare che la disciplina vigente non dispone la procedura di duplice statisticazione per nessuna  tipologia di pratica.
Il fenomeno ha alterato la corretta certificazione del lavoro effettivamente svolto, la sua statisticazione e relativo finanziamento.
Esso non può essere imputato alla volontà degli operatori, su cui si scaricano le responsabilità, ma esclusivamente alle direzioni nazionali di Patronato. Il contenzioso con la Germania, dove fa comodo parlare d’altro, testimonia, con lettere persino della CGIL, dello schema organizzativo a cui imperativamente attenersi. Nel contenzioso Germania, come emerso al Comitato per le questioni degli italiani all' estero , l’Inca, 48 ore prima del pronunciamento del giudice, invitava la controparte ad una mediazione economica, purché non si parlasse piu', a livello mondiale, di duplice statisticazione. Iscritto alla Cgil da 49 anni, con amarezza constato il grado di profonda crisi in cui si trova la Confederazione . Non so come, ma occorre risindacalizzare la Cgil.

Mandato di patrocinio (3.7)
Come emerge dai verbali di ispezione, una delle principali motivazioni per il mancato riconoscimento delle attività è causata da mandati inesatti, incompleti o inesistenti. E’ uno degli aspetti che caratterizzano il fenomeno dei  duplicati e delle pratiche riproposte su più anni d'attivita', nella prassi cartelle vuote date tuttavia per buone. 

Relazioni al Parlamento (3.9)
Le relazioni fino all’anno 2011 danno indicazioni e forniscono considerazioni in merito all’attività ispettiva delle sedi estere ed evidenziano molte delle criticità riscontrate anche nei verbali di ispezione, vale a dire.
• mandati inesatti o assenti;
• registrazione di attività inerenti agli anni precedenti;
• pratiche intestate a individui non cittadini Italiani, o residenti in paese diverso da quello ispezionato;
• pratiche non finanziabili;
• in tutti gli anni fino al 2008, errata registrazione dell’attività di accertamento dei redditi dei connazionali all’estero che in quegli anni non rientravano tra le attività che davano diritto al punteggio.
 
Vigilanza e controlli (3.12)
Le ispezioni per l’anno 2012 sono state programmate nel 2015 per mancanza di fondi (???), quando per l’attività di vigilanza viene utilizzato lo 0.10% del fondo patronati. Relativamente alle ispezioni 2008- 2012 dai verbali emerge quanto segue:
Le motivazioni hanno riguardato prevalentemente pratiche con mandato di patrocinio irregolare o prive di mandato di patrocinio o con documentazione carente o addirittura assente, non statisticabili perché relative a tematiche non previste, ovvero non statisticabili in quanto riferite ad anni diversi, nonché pratiche non reperite, duplicate con diverso codice, pratiche senza esito. Questo dato si somma a quanto descritto nelle relazioni al Parlamento.
Nel periodo indicato le ispezioni hanno riguardato 159 uffici su un totale di circa 473 .
Nel 2009 si registra per tutti i patronati un consistente aumento delle attività (maggiore del 30 %). Dopo questa data  le attività si assestano al livello più alto in contrasto con la tendenza negativa dei pagamenti delle pensioni all’estero che dal 2011 sono in costante flessione, arrivando a segnare -30% in Argentina. Non sanno più neanche mentire. 

AUDIZIONI
Nel corso di due sedute sono stati ascoltati i vari patronati.
Sono stati richiamati compiti e pratiche diversi, dalla nuova emigrazione alla sostituzione dei consolati con servizi quali il rinnovo della carta d’identità per gli anziani e portatori di handicap o il rinnovo del passaporto. Dall’Inca è stato indicato che oltre il 60% di pratiche non è finanziato.
L’Inps ha fornito una serie di dati relativi al numero e agli importi pagati e annunciando per l’ennesima volta che sono stati avviati  negoziati con Argentina, Regno Unito e Brasile per uno scambio telematico con gli Enti Previdenziali corrispondenti.
Semplicemente numeri al lotto. Si scambiano i desideri con la realtà.
Nel decreto del Ministero del Lavoro, che consente ai Patronati nuove attività, non si riscontrano nuove professionalità degli operatori stessi. L’assistenza legale, fiscale, la consulenza patrimoniale, quella del mercato del lavoro e così via sono attività svolte normalmente da consulenti fiscali e del lavoro. Le attività conferite per decreto richiedono inoltre anni di studio e abilitazione e prevedono un concorso delle spese, per talune prestazioni,  da parte degli utenti.
Attenzione: oggi si opera come associazioni non profit. In Argentina, ad esempio, per avere la “esencione de ganancia“ si è sottoposti a controlli del fisco assai severi. Basta incassare un solo pesos e l’attività diventa commerciale, con una tassazione media del 43%. Lo stesso discorso vale anche per tanti altri paesi, e si sovrappongono due legislazioni diverse, quella italiana e quella del paese dove si opera. Le disposizioni emanate non possono trovare applicazione ovunque all'estero, si pensa di operare ovunque come se ci si trovasse a Modena o a Peschici. 

CASO INCA SVIZZERA
La questione ci riporta alle considerazioni iniziali.
All’ estero si opera  con associazioni locali con cui vengono stipulate convenzioni. Esse sono una finzione poiche' i soli poteri sono in mano ai patronati nazionali.
I mandati sono intestati al servizio  INCA, la statistica presentata al Ministero sempre dall' INCA, il finanziamento dal Ministero all’INCA, che poi distribuisce  come crede.
Nel caso in questione, l'INCA fallisce, ma, come certifica il Ministro del lavoro, apre con altro nome, e continua ad essere presente in Svizzera,  godendo del finanziamento italiano. Un errore grave, non degno di una grande Organizzazione. Quanto avrebbe guadagnato la CGIL se avesse concordato tempi e modi per il giusto risarcimento ai pensionati truffati? Sono lontani i tempi in cui Bruno Trentin rinunciava, per la CGIL, a 27 miliardi di lire  spettanti dal fondo Patronati, per salvare dal fallimento le Acli.

Quesiti posti dal Cqie  al Min Lavoro. Essi sono indicati in 16 punti del rapporto.

RISPOSTE  DEL MINISTRO.
Premesso che negli ultimi anni si sono succeduti i ministri del lavoro Maroni, Giovannini, Fornero, le risposte, anziche' attenuare i rilievi del rapporto, li aggravano ulteriormente. Esse sono un mix di citazioni legislative, circolari ministeriali, vademecum di comportamento con una evidente ammissione di impotenza.
Le ispezioni per il 2016 riguarderanno in Europa solo la Spagna - poche centinaia di punti - mentre il 75% dell’attività mondiale è svolta negli altri paesi europei.
Suggerirei ispezioni rapide in Germania dove le pratiche da doppia statisticazione dal 2013   al 2014 sembrerebbero essere "lievitate" in modo improvviso e rilevante, e così via. Un po’ come le vacche di Mussolini.
La verità e' che il Ministero del lavoro non esiste da tempo. Da anni non è un centro regolatore e garante dell’attività dei patronati. La collusione è grande.                                         

CONCLUSIONI
Malgrado le risposte del Ministro del Lavoro, il Cqie approva il documento finale senza alcuna indicazione per accertare e colpire le evidenti responsabilità. Le conclusioni dell’indagine hanno pertanto un limite grave. Non si pongono il problema di individuare responsabilità,  fino a quando non disporranno la consegnare dei documenti acquisiti alla Autorità Giudiziaria, alla Guardia di Finanza e alla Ragioneria dello Stato.
Concordiamo che occorre parallelamente procedere ad una nuova Legge con rigore e trasparenza. 

QUALE   RIFORMA?
Occorre superare la legge 152, varare una nuova legge valida solo per l’attività in Italia. I punti fondamentali dell' attività dovrebbero riguardare l’immigrazione e la famiglia. Mix pubblico e privato, assicurando la gratuità alle categorie più deboli e fissando il diritto legato al reddito. Tutte le attività “diverse“ vanno pagate e fiscalmente regolarizzate.
La dimensione del fondo dovrà tenere conto delle prestazioni a pagamento. 

COSA FARE SUBITO

  1. Abolire la norma che obbliga i Patronati a operare in almeno 8 paesi. Questa condizione clientelare ha avuto come effetto un aumento esponenziale delle sedi di patronato all’estero, il  più numeroso degli ultimi 5 anni. Nonostante, ancora una volta, diminuiscano le pensioni all’estero e si esaurisca la “vecchia” emigrazione, si assiste solo a dei taglietti molto ridotti, e, ciononostante, alla moltiplicazione dei punteggi e del numero delle pensioni.
  2. Non esiste e non deve esistere in nessun caso la doppia statisticazione.  Il mandato di patrocinio va rilasciato dall’utente nel paese di residenza, accompagnato dal documento di identità, tesserino fiscale e impronte digitali. A pratica definita POSITIVAMENTE, viene attribuito il punteggio nell’anno  di chiusura della stessa. Per più prestazioni nella stessa pratica non esiste punteggio aggiuntivo.  Nel caso di contenzioso legale, l’utente contribuirà con il corrispettivo di 150 Euro. Sarà esonerato da questo onere se risulterà nella lista del Consolato tra gli Italiani indigenti.
  3. L' operazione Red ( accertamento redditi ) si conclude con la campagna 2015. L’Inps si attivi per incrociare i dati con gli Enti dei diversi paesi ponendo fine a questa commedia inutile e costosa.
  4. Il servizio anche a italiani di origine ma non iscritti all’Aire o non cittadini Italiani deve essere a pagamento. E' necessario trovare le soluzioni opportune con il fisco per fornire il servizio sia gratuitamente che a pagamento.
  5. Fornire l’elenco delle Associazioni all’estero, dei propri dipendenti e dei versamenti contributivi degli ultimi 5 anni.
  6. Dotare il Ministero del Lavoro, con opportuni controlli del Parlamento, di un contributo straordinario di un milione di Euro da utilizzare in un piano straordinario di ispezioni per gli ultimi 3 anni, nessun ufficio dovra' essere escluso.

Il contributo va tolto ai saldi da effettuare ai Patronati e, in ogni caso, non prima del termine delle ispezioni. Altro che la passeggiatina in Spagna !

NUOVA  LEGGE  ATTIVITA’ ITALIA
I servizi, da definire, dovrebbero riguardare principalmente:  immigrazione e famiglia.
Gli immigrati in Italia sono più di 5 milioni. Ben 500 mila hanno attività imprenditoriali piccole e medie, i loro contributi previdenziali permettono il pagamento di un importo equivalente  alle pensioni di 600 mila pensionati italiani, con buona pace  dei samurai della Tuscia.
La famiglia italiana vive una condizione di abbandono. Anziani e giovani non autosufficienti, una donna su tre dopo il primo figlio perde il lavoro, solo il 12% dei bambini frequenta un asilo nido pubblico, il precariato tra i giovani e' dilagante. Ed inoltre, quale politica della casa per giovani che vogliono costruirsi un famiglia ? Per ora, dopo rate non pagate di mutuo , la casa se la prendono le banche.
Eppure ogni giorno dobbiamo sentire sciocchezze di ogni tipo.
“Culle Vuote “ Come riempirle ? Per la previdenza è bene pensare a quella integrativa. Con quali risorse? quelle da disoccupati o del Jobs Act?
Un sistema pubblico e privato ma con gratuità dei servizi secondo il proprio reddito, da definire-

Fine del servizio di Patronato gratuito a tutti. 

ATTIVITA’ ESTERO
L’attività all’estero dovrebbe essere regolata, tra i Consolati e le Associazioni ritenute idonee, con caratteristiche di Segretariato sociale in un mix di pubblico e privato. Il protocollo tra Patronati e Mae,  il  supporto ai Consolati appare una pura fantasia.
Il finanziamento viene spostato ai Consolati che devono essere potenziati. Essi garantiscono il rapporto con le Associazioni convenzionate nonché i servizi direttamente erogati. In Argentina sarebbero sufficienti 7- 8 punti.
Le convenzioni seguiranno criteri di assoluta trasparenza e professionalità.
Una attenzione particolare deve essere osservata nei confronti degli attuali operatori. Favorire la necessaria riqualificazione professionale, incentivi per costituire agenzie di servizio, dare in comodato, almeno per 10 anni, le sedi di proprietà dei patronati nazionai, un patrimonio ingente accumulato sulle spalle degli operatori.
Favorire anche una collocazione dove necessario, previo concorso, anche verso i Consolati per quelle mansioni che già oggi prevedono assunzioni locali.

IN CONCLUSIONE
Negli ultimi 10 anni, i Patronati hanno avuto oltre 4 miliardi di Euro, di cui 400 milioni per l’attività all’estero.
Il rapporto del Senato dice chiaro quale sistema truffaldino si è consolidato negli ultimi anni. L’attività all’estero è stata gestita come si faceva con le colonie.
La truffa è stata duplice:
a) Tra gli stessi patronati, visto che il fondo rimane fisso. I più grandi nell' amplificare il punteggio hanno abbassato il valore punto.
I Patronati più piccoli hanno avuto un furto consistente. Per 20-25 mila punti stimiamo che la perdita negli ultimi 3 anni sia stata di almeno 600 mila Euro. 
b) Con il raddoppio del punteggio, il compenso per una pratica si aggira intorno ai 400 Euro. Se consideriamo le pratiche “vere” – visto che il fondo è fisso- il rimborso sfiora 800  euro per un lavoro stimato mediamente di due ore.
Il contribuente italiano non può e non deve, per nessuna ragione, farsi carico di un simile latrocinio.

“L’Italia all’Estero” va totalmente rivisitata. 
Comites,  Cgie,  Istituti di Cultura, la rete diplomatico-consolare. Non è tutto oro ciò che brilla. Ad esempio non capisco perché l’Italia è l’unico paese ad avere un' ambasciata a Montecarlo. Gli altri coordinano da Berlino o Parigi.
I Consolati hanno compiti e mole di lavoro diversi dal passato. Tunisia, Marocco, Libia e tutto il mediterraneo sono oggi altra cosa, così, per ragioni diverse, i paesi del nord e sud America.
Infine il voto all’estero. Chiedo perdono per il lavoro svolto anche con Tremaglia per questo diritto nonché per le campagne elettorali svolte .
I risultati sono vicino allo zero. L’ ultimo successo vantato: finalmente i familiari dei diplomatici potranno lavorare! Carissimi auguri alla moglie dell’Ambasciatore in Uruguay.
Pensiamo a non togliere il diritto di voto,  ma gli italiani potrebbero votare le liste in Italia anche con candidature di residenti all’estero.

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CGIE E DINTORNI

Viaggio a 5 stelle
Poiché il mio precedente articolo mi ha procurato un'ondata di insulti e minacce a 5 stelle, mi sento in dovere di dimostrare di non essere minimamente preoccupato delle "fatwa" talebane e ritorno sull'argomento.
Il Consigliere del CGIE più costoso e inutile al mondo, tale Matteo Preabianca, è stato scelto - ci informa Meet-Up Amici di Beppe Grillo Europa  (www.meetup.com/it-IT/meetupeuropa/messages/boards/thread/49714782/) - dal gruppo parlamentare M5S tra vari curriculum. Toh, e noi che pensavamo fossero i cittadini, in questo caso quelli iscritti all'AIRE, a decidere.
Come i monaci tibetani che percorrono le strade del mondo per trovare l'incarnazione di Buddha da nominare Dalai Lama, i grillini hanno setacciato il globo terraqueo per identificare il Migliore da nominare Consigliere del CGIE.
Un genio, hanno trovato un vero genio. D'altronde il Preabianca si presenta così sul suo sito personale (www.matteoteachesitalian.com/: "Matteo, also known as Il Maestro" (Matteo, conosciuto come Il Maestro).
I geni, si sa, non hanno prezzo e vanno valorizzati costino quel che costino. Il Maestro aveva cose personali da sbrigare a Milano? Come non accondiscendere alle forti pressioni dei vertici grillini che hanno preteso che il volo dall'Australia facesse tappa nella città meneghina pur essendo la riunione del CGIE a Roma? La legge non prevede diarie nè rimborsi di alcun genere per i Consiglieri di nomina governativa? Nuove forti pressioni dei vertici grillini per fare spesare il Maestro di vitto e alloggio nella capitale, ma su questo pare abbiano incontrato resistenze,
Il Maestro è venuto, ha visto e ha riferito. Con i suoi confratelli nella fede grillina ha compartito le sue strepitose scoperte. Prima che se ne accorgesse lui, chi sapeva che il CGIE fosse "una 'pretuberanza' dei partiti italiani all'estero bacino elettorale di PD, MAIE e - udite, udite! - di Verdini"?
Solo questo scoop è valso i 10 mila dollari del biglietto aereo del Maestro. Pensate: il CGIE in mano a Verdini!
Il Maestro è, o crede di essere, uno e trino. Si legge sul blog succitato: "Matteo si è proposto di partecipare a ad almeno una di 3 delle 6 commissioni che inizieranno a lavorare da domani ("diritti dei cittadini e partecipazione", "lingua e cultura", "informazione")". Non lo sa che si può essere membro di una sola commissione e che solo fra un anno un Consigliere potrà cambiare? Non lo sa che una commissione si raduna, per dire, al secondo piano della Farnesina, un'altra contemporaneamente al terzo, una terza al quinto...? No, non lo sa.
Gioiscono i grillini: "Una piccola vittoria è stata però già ottenuta: nella votazione per la conferma o modifica del regolamento del CGIE è passato un emendamento proposto proprio da Matteo (e appoggiato da Maria Chiara Prodi del Comites di Parigi, nipote di Romano) per cancellare un comma che prevedeva che la Presidenza potesse secretare a suo piacimento i risultati delle votazioni". Ammazza che vittoria una piccola modifica del regolamento! Fra l'altro una modifica talmente di buonsenso che è passata all'unanimità. Si è trattato dell'abrogazione del comma 2 dell’articolo 7: “Il Comitato di presidenza può disporre di non dare pubblicità a determinati resoconti e discussioni riservate”. Altro che la secretazione "a suo piacimento" di "risultati delle votazioni" da parte della Presidenza.
Ma forse la grande vittoria è stato l'appoggio di Maria Chiara Prodi del Comites di Parigi, "la nipote di Romano Prodi" come proclama con orgoglio da provinciale della politica il commentatore grillino.
Per finire veniamo informati che il Maestro sarebbe indeciso circa l'inutilità del Cgie, mentre sicuramente il Cgie non ha dubbi circa l'inutilità del Maestro.
E adesso mi aspetto una nuova ondata di insulti e minacce da parte dei grillini. Lo so: la verità fa male.

Largo all'associazionismo...del PD
Le tante sigle, specialmente quelle più sconosciute, del Forum delle Associazioni ci avevano creduto davvero ad un PD che faceva un passo indietro per dare spazi all'associazionismo.
Ma in realtà il PD ha permesso di crescere esclusivamente a piantine del suo orticello.
C'era da eleggere il Segretario generale ed hanno fatto eleggere il dirigente del PD Michele Schiavone. C'erano da eleggere 2 cariche per ciascuna delle 4 Commissioni ed hanno fatto eleggere uno, ed uno solo, esponente dell'associazionismo puro. Puro fino ad un certo punto perchè Rodolfo Ricci rappresenta l'associazione tradizionalmente vicina al PD e alla CGIL.
Hanno fatto eleggere l'esponente del PD USA Silvana Mangione  e poi è stata la volta di sindacati e patronati. Eletti Pino Maggio dell'ITAL UIL, candidato del PD alle ultime politiche, Eleonora Medda di Bruxelles (INCA/CGIL). Eletta Rita Blasioli Costa del Brasile (ACLI). Eletto Gianni Lodetti (CISL).
Sono sfuggiti al ferreo controllo del PD solo due del MAIE, Mariano Gazzola (Argentina) e Riccardo Pinna (Sud Africa) che hanno sfruttato la sua obiettiva forza il primo e la divisione della sinistra il secondo.

Malgrado tutto, difendo il CGIE
Sia ben chiaro, a scanso di equivoci: ritengo Comites e Cgie una grande conquista degli italiani nel mondo. Nessuno conti su di me per contestare nè la loro utilità nè tantomeno la loro esistenza. Sono strumenti utilissimi, anche se ho criticato, e continuerò a criticare, il modo in cui vengono usati.

Gian Luigi Ferretti

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