Mar09252018

Last updateSab, 22 Set 2018 11am

Italiani nel Mondo

A chi giova la riduzione della rete consolare?

Alberto Bruno - Il recente dibattito su Youdem tra Micheloni, Belloni, Ferretti e Mangione (in collegamento dagli USA) ha messo ancora una volta in risalto l'opacità con cui si muove il Ministero degli Affari Esteri non solo nell’organizzazione interna, ma anche nella proiezione esterna, che è poi quella che interessa maggiormente la collettività italiana nel mondo.

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L'INCA chiude in Svizzera

L'Associazione INCA Svizzera chiude e lo annuncia con un comunicato. Confutiamo in corsivo rosso alcune delle affermazioni riservandoci di ritornare più approfonditamente sull'argomento.

COMUNICATO
e commenti a caldo

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L’Italia deve rimane un paese all’avanguardia nel diritto e nel rispetto di tutti

Gerolamo de Palma (Lugano) - L’espressione di alta dedizione all’Italia concentrata al di fuori delle mura tricolore potrebbe trovare ben presto una fase d’arresto o quanto meno un motivo di assenza di considerazione dovuta e inalienabile tra diritto dei cittadini all’estero con carta di identità italiana e Stato sovrano.
L’incapacità nell’organizzazione del diritto di voto non dovrà essere motivo di incostituzionalità sul diritto di rappresentanza che gli italiani nel mondo devono poter esprimere in considerazione della loro nascita all’interno del Paese, da cui si sono allontanati perché lo stesso incapace di dare seguito al primo importantissimo articolo della Costituzione e si sa che chi inizia male finisce anche peggio,
per cui, l’assenza di tale principio logicamente inoltra ad altri Stati il rispetto della dignità personale che gli italiani più audaci hanno affrontato dirigendosi in ogni luogo ove il lavoro e la propria vita, quindi, potessero realizzarsi con successo e con continuità.
Allontanarsi dalla propria famiglia, dalle amicizie, dalle usanze e costumi propri di quello che non molto tempo fa ara agli occhi del mondo itero il  Bel Paese non determina un motivo giustificabile per un risentimento verso questi eroi della vita e della volontà personale ma altresì dovrebbe risultare come motivo di orgoglio e di interesse collettivo della popolazione residente in Italia e del  Governo di sinistra in carica.
Mantenere è più difficile che costruire ed è per questo che gli italiani nel mondo potrebbero essere un eccellente punto d’appoggio per nuove realtà aziendali, sociali, e economiche da dover utilizzare come ponte della globalizzazione in atto e della crisi economica che  a differenza di tutte le recessioni del passato ha caratteristiche diverse e di portata mondiale visto che i mercati e la deriva dei popoli sono realtà odierne e non riscontrabili in passato.
Prendendo spunto dalla incostituzionalità anche solo nell’immaginare di privare gli italiani all’estero del loro diritto di voto e proponendo gli stessi come punto e ponte di contatto per il made in Italy nel mondo sarebbe auspicabile una riorganizzazione del metodo di voto e non l’abolizione della dovuta espressione del diritto di rappresentanza.
Siamo italiani forti e capaci come forse pochi sanno e non vogliamo essere mai motivo di denigrazione  o mal costume ma solo essere considerati alla stregua di tutti i cittadini presenti sul territorio nazionale.
Il mio invito consta di due ineccepibili motivazioni ossia la Costituzione innanzi alla quale siamo tutti uguali e con medesimi diritti e l’intelligenza nel doverci considerare come cellule dell’economia non indigena che potrebbero risollevare in parte le sorti dello Stato in quanto una coperta tanto corta rischia di essere motivo di mal contento comunque venga tirata, sia da destra che da sinistra essa rimane troppo corta e solo creando nuove realtà industriali magari suggerite proprio dagli italiani nel mondo che le vivono nei paesi ospitanti, solo così, la nostra il prodotto nazionale lordo potrebbe vedere uno spiraglio di prolifica ricostruzione economica e finanziaria.

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On. Picchi: Grave attacco razzista in cui e' morto italiano nel Regno Unito

"Si parla sempre dei migranti di Lampedusa, ma si trascura il dramma delle centinaia di migliaia di nostri giovani italiani costretti ad emigrare per cercare opportunita' di lavoro e purtroppo quanto avvenuto al giovane Joele Leotta ucciso di botte razziste a Maidstone dovrebbe farci riflettere."

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Chiusura dei Consolati, cessa l'assistenza agli italiani all'estero in aree strategiche

Giulio Terzi (già Ministro degli Esteri) - Con una Sua relazione, la Dott. ssa Silvana Mangione, autorevole esponente del CGIE - Comitato Generale degli Italiani all'Estero, torna sul grave tema della chiusura dei Consolati soprattutto in reazione all'annuncio dato a riguardo a New York dal Ministro degli Esteri italiano. Valga per tutti il caso del Consolato di Edmonton, capitale della ricchissima Provincia petrolifera dell'Alberta, in Canada, che fra l'altro ben conosco perchè era stata una delle brillanti operazioni economiche portate avanti in Canada negli anni 90, quando lavoravo proprio in quella Missione. 
La Dott. sa Mangione parla poi giustamente del Consolato di Durban, porto sull’Oceano Indiano di enorme importanza per il supporto logistico alle navi cariche di nostri prodotti, che scendono nell’emisfero australe attraverso il Canale di Suez, e delle chiusure di Brisbane e Newark, che porteranno danni alle casse dello Stato, per la presenza di una rete di grandi e piccole ditte italiane, di attracchi di navi che recano nella stiva il meglio delle nostre esportazioni, di comunità radicate nel territorio e perfettamente in grado di fare “gli ambasciatori del sistema Italia”. 
Il venire meno dell’Ufficio consolare di Adelaide - ricorda ancora la Mangione - annienterà una presenza culturale necessaria per far aumentare il numero di italofoni australiani, dando un colpo al volume dei consumi del made in Italy, mentre costringerà i fruitori di servizi a fare ore di volo e salti di fuso orario ogniqualvolta la loro presenza sarà richiesta dalle autorità consolari per il perfezionamento di un atto pubblico, e via discorrendo... Condivido interamente il senso di grave preoccupazione per l'annuncio di queste chiusure, è un provvedimento ingiusto, *nonché del tutto evitabile*, perché:
1. le nostre collettivita' all'estero si troveranno private di servizi essenziali, che in ogni caso diverranno per loro meno accessibili;
2. una maggior efficienza e ulteriori risparmi devono essere essere ottenuti da una rimodulazione delle indennità e dei ruoli del Ministero degli Esteri, parametrandole a quanto in vigore in UE, e razionalizzando la spesa, e non con disinvestimenti irreversibili che penalizzano i nostri concittadini, le nostre imprese, la nostra cultura e la nostra lingua all'estero;
3. priviamo la parte più dinamica dell'economia italiana, quella rivolta all'esportazione e alle iniziative con l'estero, di punti di riferimento che nella stragrande maggioranza dei casi - grazie alla dedizione e all'impegno di tutto il personale della Farnesina - svolgono un'azione insostituibile di assistenza impulso e promozione per le nostre aziende nel mondo.
Alcune forze politiche della maggioranza che sostiene il Governo Letta si sono espresse al riguardo in occasione di audizioni e mozioni parlamentari: la mia speranza è che la loro voce possa essere ascoltata e che questa misura possa essere rivista!!!

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Dio perdona, Razzi no

Razzi è uno di quelli che se la legano al dito. Per la serie "Dio perdona, Antonio no".
Quando tentò disperatamente di farsi eleggere nel CGIE gli andò male e da allora cova un rancore sordo contro questo organismo.

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Si vuole abolire la Circoscrizione estero? E noi proponiamo che ci votino anche i turisti

Stefano Pelaggi -E' chiaro a tutti che c'è il serio rischio che la Circoscrizione estero venga cancellata, specie dopo il pronunciamento all'unanimità dei saggi del Comitato per le Riforme.I parlamentari eletti all'estero non hanno certo brillato per le loro proteste nè per le loro proposte per evitarlo.

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Pianto impotente degli eletti all'estero

Lungo Scortese - Piangono impotenti gli eletti all'estero al sentore che la Circoscrizione Estero sta per essere abolita.
Probabilmente verrà mantenuto l'esercizio di voto agli italiani all'estero, ma verrà tolta quella riserva di 12 deputati e 6 senatori residenti all'estero.
Ma ai nostri cari parlamentari del diritto di voto se ne fanno un baffo se non possono più essere votati loro.
Oggi piangono i deputati del PD Farina, Fedi, Garavini, La Marca e Porta perché il governo che hanno votato e sostengono sta per tirare la riga sulla circoscrizione Estero. E sempre oggi pianse Di Biagio (Scelta Civica), anche lui un supporter di questo governo.
Aspettate e vedrete, nei prossimi giorni, anche gli altri, uno ad uno, ci faranno partecipi del loro dolore.
Nei giorni scorsi hanno anche tentato una furbata proponendo di dare il diritto di votare per la circoscrizione Estero anche a chi si trova temporaneamente all'estero per motivi di studio (tema sentito, così manterranno la Circoscrizione...)e probabilmente non ha alcun contatto con le comunità dei veri espatriati. Vabbè che anche fra gli eletti c'è chi un emigrato vero non l'ha mai visto. Succede anche questo grazie ai brogli sempre più sfacciati e spudorati, che tutti conosciamo ma purtroppo nessuno è in grado di dimostrare.

Da tanto tempo andiamo ripetendo che i nostri parlamentari - anziché occuparsi dell'universo mondo, come ultimamente le morti prenatali - avrebbero duo concentrarsi, con forza e determinazione, financo con gesti dimostrativi clamorosi, su due temi: 
1. Abolizione dell'odiosa e discriminatoria IMU sulla prima casa in Italia degli emigrati;
2. Una drastica riforma delle PROCEDURE DI VOTO e non ridicoli palliativi come la fotocopia del documento e sciocchezze del genere.
Nessuno ci ha dato retta, ora ne pagheranno le conseguenze. In fondo è meglio che, chi ha dimostrato di non essere in grado di fare come si deve il parlamentare degli italiani nel mondo, vada a fare un altro mestiere. 
Per gli italiani all'estero non è di grande importanza la residenza di chi li rappresenterà. In fondo l'importante è che sia bravo a rappresentarli.

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Chiusura dei Consolati...e la roulette del Mae giraaaa!

Comunicato Confsal - Unsa - Il 18 settembre le Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato hanno assistito nuovamente alla Performance del Vice-Ministro Marta Dassù che, come un esperto croupier, ha ordinato al Parlamento “Rien ne va plus!”

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