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Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Italiani nel Mondo

ATTENTI ALL’ATTIMO FUGGENTE PER IMU-TASI

Legge stabilità 2016: Avviso ai naviganti
DINO NARDI (UIM) - Recentemente il Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, annunciando che nel 2016 nessuno pagherà più l’IMU e la TASI sulla prima casa, ha ricordato che il 75% di queste sono proprietà di lavoratori dipendenti. Bene, da parte nostra vorremmo anche ricordare che sicuramente i tre quarti delle famiglie italiane emigrate sono ancora oggi proprietarie di un alloggio in Italia e che per questi nostri emigrati la fiscalità sulla casa, fin dalla sua introduzione (1992), è stata un vero e proprio tormentone: si paga con lo sconto; non si paga; si paga; si paga a seconda del Comune; non si deve ma ce la fanno pagare!
Poi per il 2015 il parlamento italiano - con articolo 9 bis del Decreto Legge 28 marzo 2014, nr. 47 - ha previsto, finalmente, l’esenzione dell’IMU ed il pagamento ridotto ad un terzo del dovuto per TASI e TARI sia pure limitatamente per l’abitazione in Italia degli iscritti all’AIRE titolari di una pensione del Paese estero di residenza. Colmando così, sia pure parzialmente, un’ingiustizia nei confronti di molti emigrati italiani anziani che, proprio attraverso la proprietà di un’abitazione in Italia, continuano a mantenere ed a trasmettere ai loro figli uno stretto legame con i loro luoghi di origine e con l’Italia.
Ma adesso con il 2016 cosa riserverà per gli emigrati la nuova normativa sulla casa annunciata dal Presidente Renzi? Non è che, per caso, ci si dimenticherà nuovamente di loro?
Prima che ciò possa accadere ed i nostri naviganti, cioè i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, siano costretti ancora una volta, come nel passato, a cercarvi rimedio nel corso della discussione della legge in parlamento, è auspicabile che stiano attenti all’attimo fuggente in cui, evidentemente, proprio in questi giorni si sta legiferando anche sull’IMU e la TASI nell’ambito della legge di stabilità 2016.

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Merlo (MAIE): Si taglino le pensioni d'oro invece delle pensioni degli italiani all’estero

“Possibile che al peggio non ci sia mai fine quando si tratta di pensionati italiani?”- chiede l’On. Ricardo Merlo (MAIE)  reagendo all’affermazione del Presidente dell’Inps, Tito Boeri che ai pensionati italiani residenti nei Paesi fuori dall’Unione Europea dovrebbero essere tolti le integrazioni al minimo e le maggiorazioni sociali.
“Adesso basta, c’è un limite a tutto”, continua l’On. Merlo, “anche a questa pervicace e rozza volontà di fare cassa sulle spalle dei nostri anziani emigrati. Si cominci piuttosto a tagliare le pensioni d’oro ed a preoccuparsi che l’importo in euro delle pensioni sia effettivamente corrisposto al pensionato, cosa che spesso non avviene, a causa delle condizioni penalizzanti del cambio applicate dalle banche locali e dalle esose commissioni richieste”. Faccio appello a tutti gli eletti all’estero”, conclude il Presidente del MAIE, “Insieme dobbiamo vigilare perché questo progetto punitivo del Presidente dell’Inps non venga preso in considerazione dal governo”.

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E se Vespa chiedesse scusa a Merlo?

"La BCE sta considerando una moneta parallela per la Grecia"
Alla vigilia delle Elezioni europee accompagnai, con Ricky Filosa e Antonella Rega, l’On. Ricardo Merlo a “Porta a Porta” dove era stato invitato per par condicio.
Ad un certo momento Merlo indicò l’introduzione di una moneta parallela o seconda moneta o quasi moneta (gli economisti usano diverse denominazioni), come una delle possibili soluzioni per uscire dallo stallo delle economie di paesi quali Grecia e Italia.
Bruno Vespa lo guardò come se avesse detto di essere stato rapito dagli alieni da piccolo. Gli scappò persino una smorfia di disgusto prima di ignorarlo platealmente per rivolgersi allo scienziato dell’economia Bruno Tabacci, che stava ancora ridacchiando di quelle che anch’egli evidentemente considerava le strampalate fantasie di uno che veniva dall’altra parte del mondo.
Chissà come si sentono in questi giorni i due provincialotti nel leggere che la Banca Centrale Europea “ha analizzato uno scenario in cui la Grecia finisce i soldi e comincia a pagare i dipendenti con una seconda moneta virtuale all’interno del blocco dell’euro”.
Certo non pretendevamo che conoscessero, neppure per sentito dire, le più avanzate teorie economiche come quella della quasi moneta di  PierGiorgio Gawronski, uno che ha lavorato all’ufficio studi della BNL, all’OCSE, all’UNCTAD e alla “policy unit” della Presidenza del Consiglio. Né era pensabile che sapessero che in altre parti del mondo questa teoria era stata messa in pratica con successo, come ad esempio nel Colorado dove sono stati ufficialmente lanciati da tempo i COjacks.
Ma almeno ora, di fronte alle dichiarazioni della BCE, cominceranno a capire che esistono cose che vanno più in là della punta del loro naso?
In particolare Vespa-so-tutto-io farebbe bene a chiedere scusa a Ricardo Merlo, uno che ha imparato e poi insegnato economia politica nelle migliori università.

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La Cassazione assolve Porpiglia

Mimmo Porpiglia, direttore del quotidiano "La Gente d'Italia" di Montevideo, querelato per diffamazione dal Presidente del Comites di Miami, Cesare Sassi, era stato condannato ad 8 mesi di reclusione (pena sospesa) per omesso controllo.
La Corte di Assise nel dicembre dello scorso anno aveva modificato la sentenza tramutandola in una pena pecuniaria di 700 euro, poi rigettata dalla sentenza della Cassazione che lo assolve in maniera definitiva.

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Chi è responsabile del disastro?

Analisi di Sorriso e puntualizzazione di Ferretti
AUGUSTO SORRISO - Caro Direttore, oggi tutti versano lacrime e protestano per il sistema adottato nelle ultime elezioni dei Comites. "Siamo alla frutta". "E' suonato il de profundis". "E' una vergogna!"  E chi piu' ne ha piu' ne metta.Eppure quasi tutti  questi signori ritenevano che questa era la maniera migliore per tornare al voto per gli italiani all'Estero, per evitare i brogli e dare una reale rappresentanza.  Tutti (o quasi tutti) in seno al CGIE con in testa il suo Segretario Generale Carozza avevano dato il via libera a questo sciagurato  voto sull'altare della necessita' del non rinvio Oggi gli stessi sbraitano e commentano a sproposito . Che facce toste! Personalmente non ho fatto mai mistero che un voto cosi' strutturato sarebbe stato un disastro e sarebbe stato un voto piu' controllato del precedente e che avrebbe favorito gli addetti ai lavori (sottoscritto compreso).
Un disegno politico del MAE con la complice ignoranza (?) dei nostri Governanti per screditare e distruggere quel che resta della Rappresentanza degli italiani all'Estero?  Forse. Certa e' la responsabilita' di questo Governo il peggiore nemico degli italiani all'Estero e non solo per la rappresentanza, basti guardare come e' stata ridotta la rete diplomatico consolare ed il ruolo riservato alle nostre Associazioni di fatto cancellate. Il nostro geniale Sottosegretario Giro ha definito un "eccezionale risultato " la partecipazione degli elettori alla consultazione. Secondo questa illuminata mente l'esperienza va ripetuta alle  Politiche. Ci fa' o ci e'? Ma il disegno non sara' completo se non si delegittima ancor di piu' il Consiglio Generale degli Italiani. La proposta del MAE approvata dal Parlamento ( in un sacco con mille altri provvedimenti) con la complicita' degli inutili rappresentanti eletti all'Estero (come giustamente li definisce Micheloni) ha rivisto la rappresentanza al CGIE che tagliata (con la scusa di un irrisorio risparmio) di un terzo nel suo complesso, ha tagliato di fatto la rappresentanza  di chi vive oltre oceano di piu' dei due terzi, lasciando quasi inalterata la rappresentanza europea per cui il CGIE dovra' ridefinirsi in pratica " Consiglio Generale degli Italiani in Europa". Ridicolo , ma vero. Solo un fine cervello come Giro poteva dare la responsabilita' al Parlamento (che, come detto,  ha nella nostra Rappresentanza una reale responsabile) sottraendo se stesso ed il Governo alle vere responsabilita'. Se Giro non lo sapesse le proposte le fa il Governo. Lui lo sa benissimo. Ci fa' non ci e'. Anche qui' bisogna ricordare pero' che lo stesso CdP del CGIE ha dato  parere favorevole con grande enfasi nelle parole di Carozza che probabilmente non aveva letto  la proposta votando a "sacco d'ossa" per disciplina di partito.(col voto contrario del sottoscritto e di Ferretti) per poi gridare all'imbroglio quando si sono scoperte le carte. I Democratici ci hanno ormai abituati: gridano gridano protestano, ma al dunque il Partito ha la meglio sulla ragione. Immaginate chi o cosa possa rappresentare un CGIE formato per oltre il 50% da europei e quindi da cittadini che hanno tutti i diritti e le facilitazioni di quelli che vivono nel territorio nazionale, che rispetto a chi vive oltre oceano hanno ben poche (seppur importanti) necessita'. Il CGIE doveva riprendere un ruolo ormai quasi perduto, con questa decimazione perde ogni significato di rappresentanza.  Merlo e Micheloni si stanno adoperando con grande ardore per evitare anche questo disastro, ma cercare i buoi dopo aver lasciato la stalla aperta e' ardua impresa. Il prossimo sacrificio (per chiudere il cerchio) riguarda la Rappresentanza Parlamentare. o meglio i deputati (essendo ormai azzerato il Senato), per questo ci affidiamo a Renzi che trovera' certamente la maniera di azzerare anche una sonnechhiante squalificata ed inutile (visti i risultati) rappresentanza parlamentare eletta all'Estero. Ce ne faremo una ragione.

GIAN LUIGI FERRETTI - Caro Augusto Sorriso, che Merlo si stia adoperando con grande ardore per evitare il disastro non ci piove. Ma mi stupisce che tu possa pensare che lo stia facendo anche Micheloni, che - ti ricordo - del disastro è il primo responsabile. Fu lui, assieme al suo sodale Mantica, a bloccare per anni il rinnovo dei Comites con la scusa che doveva essere riformata la legge costitutiva degli stessi, legge del 2003 quindi dopo la legge sul voto all'estero.
Cos'era questo intertardisti se non una malefica strategia per delegittimare i Comites (e di conseguenza il Cgie)?

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Vogliamo l’applicazione dell’ineleggibilità Comites – Patronato. Vogliamo che sia rispettata la legge… e lo vogliamo ora !

MARCO TOMMASINI* -Il 21 luglio scorso, il MAECI, ovvero il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha espresso un parere molto chiaro sulla questione dell’ineleggibilità dei membri dei Patronati all’interno dei Comites: i membri dei Patronati sono ineleggibili. Punto.
La preoccupazione che la comunica possa scombussolare l’ assestamento dei Comites non deve pero spingere il MAECI a lasciare ai Comites la libertà di osservanza della legge. La legge è assoluta. La legge sta sopra le parti. Per sottolineare questo principio Socrate ha sacrificato la propria vita. L’ uguaglianza ed il rispetto della legge è il fondamento della nostra costituzione. Tutti sono titolari dei medesimi diritti e doveri, in quanto tutti sono uguali davanti alla legge e tutti devono essere, in egual misura, ad essa sottoposti. Quindi anche i Comites. Anzi, soprattutto i Comites !
I Comites sono costituiti in maggioranza da membri del Patronato, ai quali, come parte in causa, non si dovrebbe lasciare la decisione se sottomettersi alla legge oppure no. Perché permettere al lupo di sorvegliare l’ovile? Perché mettere la volpe a guardia del pollaio? I Patronati sono un’istituzione necessaria ed utilissima. Rappresentano un’istituzione che va difesa e protetta da ingiunzioni che vogliono tutt’altro che la tutela e l’assistenza dei cittadini, … ma i loro soldi. I collaboratori e gli operatori nella stragrande maggioranza dei casi fanno un gran lavoro di volontariato. Ma ci sono anche le eccezioni ! Chi si applica e si sacrifica per la comunità deve essere difeso da queste eccezioni. Chi veramente si applica e si sacrifica per la comunità, lo fa con il cuore e lo fa con convinzione anche fuori dai Comites. Non ha bisogno di esserne un membro. Se qualche membro di Patronato si aggrappa alla poltrona dei Comites - e lo fa contro la legge -  vuol dire che ha altri interessi rispetto quelli della tutela e dell’ assistenza ai cittadini.
La legge 286/ 2003 che costituisce i Comites prevede nell’ Art.2 comma 5 che questi ricevano periodicamente informazioni sulle linee generali dell’ attività svolta nella circoscrizione consolare dai Patronati. Quale Comites al mondo ha mai ricevuto una qualsiasi informazione dai Patronati che operano nella propria circoscrizione ? Magari certe malefatte avrebbero potuto essere evitate come quella descritta dal settimanale Panorama uscito questo 15 luglio sui pensionati fantasma che fanno guadagnare ai Patronati milioni di Euro. Magari anche l’infame truffa all’ INCA di Zurigo scoperta agli inizi 2009 e ancora tutt’ora in fase istruttoria si sarebbe potuta evitare, ma presso quel Comites prevalevano i membri del Patronato, tra i quali anche parecchi dirigenti e responsabili. Anche l’ artefice principale della truffa, responsabile dell’ INCA di Zurigo, era membro del Comites di Zurigo. Non credo che egli abbia mai esposto le sue attività al Comites di cui faceva parte. I lupi sorvegliavano l’ovile. Le volpi facevano la guardia al pollaio.
Le elezioni del CGIE (Il Consiglio Generale degli Italiani all’ Estero) sono imminenti. Nel CGIE sono eletti esponenti sia dai Comites sia dai Patronati. Se, come nel caso attuale dei Comites questi sono “impregnati” di membri del Patronato, essi verranno inevitabilmente eletti in sovra proporzione anche nel CGIE. Quindi, un’ altra ingiustizia che segue quella del rinnovo dei Comites. Un’ ingiustizia a scapito dell’ emigrazione che non è rappresentata equamente nei Comites e non lo sarà neppure nel CGIE. I Comites ed il CGIE non hanno mai messo sul loro ordine del giorno la truffa del patronato INCA/ CGIL. Nei Comites ne vietano addirittura la tematizzazione, quindi la hanno sempre censurata. Questo succede quando sono i lupi a sorvegliare l’ovile e sono le volpi a fare la guardia al pollaio !
Il MAECI aveva avvisato la comunità italiana già nel 2004 dell’ incompatibilità Comites-Patronato. Ma i lupi e le volpi hanno fatto tacere il tutto come lo stanno facendo fino ad oggi. Mi preme di ricordare che, il Ministro Adriano Benedetti, Direttore generale per gli italiani all’ estero, il 2 aprile 2004 inviò una circolare avallata dall’ Ufficio legale del MAECI alla rete diplomatico-consolare, avvisando dell’ ineleggibilità dei rappresentanti dei Patronati nei Comites. Due giorni dopo fu presentata un’ interrogazione parlamentare rivolta contro la circolare. L’ interrogazione non reclamava il contenuto della circolare. Non metteva in discussione l’ ineleggibilità dei membri di Patronato, ma la tempistica. La circolare aveva raggiunto i consolati ad elezioni avvenute. La risposta del Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri specifica che la suddetta circolare traeva origine dalla sollecitazione di diverse sedi di poter disporre di elementi interpretativi da offrire ai Comites in occasione del loro insediamento. Si precisava che non si voleva interferire in alcun modo nell’ attività dei Comites neo-eletti, poiché vari Comites avevano già proceduto alla riunione di insediamento. Come detto: l’ ineleggibilità non era mai stata messa in discussione !
Questo dimostra che durante l’ ultimo rinnovo dei Comites nel 2015 gli addetti ai lavori erano ben a conoscenza che i membri del Patronato erano ineleggibili. Hanno agito contro la legge. Non l’ hanno osservata, pur essendone a conoscenza. Non possono più dire che la circolare è arrivata in ritardo !
Abbiamo abbastanza soprusi nelle nostre istituzioni. Non accettiamo più ingiustizie. Esigiamo il rispetto della legge da parte dei responsabili dei Patronati e vogliamo che la rete diplomatica-consolare faccia in modo che la legge venga rispettata. Il rispetto della legge è un nostro diritto fondamentale ! Vogliamo rispetto ed ordine e lo vogliamo subito !
Lo vogliamo ora !
*Presidente CDF e Consigliere Comites di Basilea

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CGIE: ANDARSENE IMPRECANDO

GIAN LUIGI FERRETTI - Spero che Eugenio Marino, nella prossima edizione del tuo libro di successo "Andarsene cantando", mi citi come uno che le canta chiare.
In teoria l'attuale CGIE sarebbe in vigore fino ad almeno settembre. Però ieri il Segretario generale ha salutato i membri del CdP dicendo che non ci sarà più alcuna riunione, tantomeno l'ultima Assemblea generale che avevo richiesto, ricevendo peraltro un ben scarso appoggio da parte dei colleghi.
Se questo CGIE è finito, secondo l'interpretazione di Carozza, allora io, reduce da un'operazione e in attesa per un'altra (rimozione di un tumore nel cuore), posso vantarmi di essere sopravvisuto alla decimazione di tanti, troppi, colleghi passati da essere Italiani nel Mondo a Italiani nell'Altro mondo.
E' finita così con recriminazioni ed imprecazioni per il brutto pasticcio della composizione del prossimo CGIE, che passerà dagli attuali 65 Consiglieri eletti a 43.
Quando il Sottosegretario Giro ha presentato la lista definitiva, Carozza ed i cavalieri della tavola rotonda del CdP sono saltati sulle sedie come se solo ora si fossero che perdono il loro Consigliere Lussemburgo, Colombia/Equador, Messico e  Danimarca/Svezia/Norvegia. Gli USA perdono 3 dei loro attuali 5 Consiglieri, il Canada ne ha 1 invece di 4, l'Australia 1 invece di 4, il Venezuela 1 invece di 3,  Sud Africa, Cile e Uruguay 1 ciascuno invece di 2, il Regno Unito 2 invece di 3, il Brasile 3 invece di 4, la Francia 4 invece di 7. Anche l'Argentina perde un Consigliere. Però ci guadagnano la Germania, che passa da 5 a 7 e la Svizzera, che passa da 5 a 6. Solo 17  fra tutti i Paesi del mondo avranno dunque una rappresentanza del CGIE. Nessun Consigliere in Asia, nessuno in Africa (a parte il Sud Africa). Non c'è più il rappresentante del Nord Africa nè quello di Israele.
Ci siete o ci fate?  Ho chiesto. Il povero Giro non ha fatto che applicare la formula matematica chiaramente indicata dalla legge: dividere il numero dei connazionali residenti in ogni Paese per 43 (il totale dei Consiglieri) e ottenere quozienti pieni e resi; assegnare 1 Consigliere per ogni quoziente pieno e per i resti maggiori.
Semplice, non ci voleva un genio della matematica per questa semplice operazione; l'avrebbe potuta fare chiunque, persino Neri.
E dunque?
Adesso vi spiego, facciamo un passo indietro. A metà aprile dell'anno scorso giunge al CdP del CGIE una richiesta di parere per una proposta di drastica riduzione dei Comites, che viene ritenuta irricevibile. Carozza ha addirittura un sussulto di orgoglio ed esprime con sincerità la sua valutazione di italiano all’estero: “Siamo ancora ad un  grave attacco frontale verso gli italiani all'estero, da parte di questo Governo, che ci ricorda quelli peggiori che ha portato avanti l'ultimo  Governo Berlusconi”.
Dopo il parere fortemente negativo del CGIE, c'è tutta una fase di parlottamenti fra eletti all'estero del PD, i funzionari della Farnesina e lo stesso Carozza e si arriva al ritiro della prima proposta e all'invio di una nuova.  Ed è in questa che è chiaramente indicata la formula matematica per la composizione del nuovo CGIE, che si ottiene "ripartendo i membri ...tra i Paesi in cui sono presenti le maggiori collettività italiane, in proprorzione al numero dei cittadini italiani residenti al 31 dicembre dell'anno precedente, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti". Più chiaro di così!
Eppure Carozza, nel messaggio mail ai membri del CdP con la quale chiede il parere urgentissimo per l'allegata proposta, si lancia in lodi sperticate: la decisione per lui sarebbe “un segnale importante” nonché “sensata e ragionata”. Quasi tutti i miei colleghi si fidano pigramente e danno parere positivo probabilmente senza neppure leggere di cosa si tratti. Io do subito parere duramente negativo e chiedo a Sorriso e Pinna di fare altrettanto. Quando ancora mancano il parere di 4 membri (fra i quali Pinna), Carozza si affretta ad inviare un parere favorevole formulato con toni trionfalistici come se si trattasse di una grande conquista.
Io gli scrivo pubblicamente che evidentemente, dopo il suo sussulto d'orgoglio con critiche al Governo, il suo partito lo ha richiamato all’ordine perchè non capisco altrimenti il suo appiattimento collaboratico su questa proposta oscena.
E Carozza mi riempie di insulti e contumelie, anche lui pubblicamente e, siccome gliene avanzano, ne scarica una dose anche su mia sorella.
Dopo il parere positivo del CGIE, gli eletti all'estero della maggioranza (Pd & C.) votano A FAVORE di questa formula matematica che diventa così legge dello Stato.
E arriviamo ai giorni nostri. Il CGIE, che ha dato parere entusiasticamente positivo, fa finta di cadere dal pero e si lamenta. Gli eletti all'estero del PD, che hanno votato a favore, cercano di far credere che non c'erano e se c'erano dormivano.
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Potete leggere:
LA RICHIESTA DI PARERE
LA COMPOSIZIONE DEL CGIE IN BASE ALLA FORMULA MATEMATICA

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La matassa campana

LUCIA ABBALLE - La decisione della Corte di Cassazione, che si orienta ad annullare il reintegro dei sindaci colpiti dalla legge Severino, rischia di condizionare non soltanto i risultati delle elezioni in Campania ma l’intero equilibrio politico della Regione e di tutta la classe dirigente. Quando Renzi dichiara «con grande chiarezza» che il Pd nelle sue liste per le regionali non ha alcun candidato impresentabile, si appresta a dare agli italiani una lettura della vicenda che rischia di essere sonoramente smentita lunedì prossimo quando, insieme ai risultati delle elezioni, sarà ufficializzato anche il verdetto della Suprema Corte, filtrato ieri in via ufficiosa, in base al quale Vincenzo De Luca, candidato Pd alla Presidenza della Regione Campania, potrebbe trovarsi eletto e non eleggibile, in quanto non candidabile. Ieri, infatti, le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che sulla legge Severino non può esprimersi il Tar ma un giudice ordinario, annullando così il ricorso al Tar a suo tempo vinto da De Magistris e De Luca contro la legge Severino che, per effetto delle sue disposizioni, li aveva estromessi dall’incarico di sindaci rispettivamente delle città di Napoli e Salerno. A questo, si aggiunge un’ulteriore contraddizione: un Tar ha posto la questione di incostituzionalità della legge Severino su cui ad ottobre la Consulta dovrà esprimersi. In caso di bocciatura, con relativa dichiarazione di incostituzionalità della citata legge, De Luca tornerebbe immediatamente eleggibile e sarebbe, quindi, legittimato a governare la Regione Campania. Attenzione però: il giudizio fissato per ottobre davanti alla Corte Costituzionale potrebbe saltare in quanto la questione di incostituzionalità della legge Severino era stata sollevata da un Tar che secondo la decisione di ieri della Corte di Cassazione non sarebbe competente sulla Severino per l’appunto. Pertanto, in questo caso, De Luca decadrebbe di nuovo. Insomma, la questione è tutt’altro che semplice e i risultati elettorali di lunedì prossimo non aiuteranno a definirla ma, con molta probabilità, sanciranno l’inizio di quella che su La Stampa è stata definita “Cronaca di un delirio italiano”.
L’idea di votare per qualcuno che potrebbe decadere dall’incarico conferitogli il giorno stesso in cui viene eletto, potrebbe avere delle pesanti ripercussioni sull’astensionismo che, in questa occasione, vedrebbe aumentata la propria percentuale in misura proporzionale alla nuova realtà di delusi. La differenza rispetto al passato è che, in questo caso, la scelta di non votare non sarebbe determinata dalla mancanza di una forte rappresentanza (basti pensare all’inequivocabile risultato plebiscitario delle primarie a favore di De Luca) ma dalla confusione delle regole che sottendono alle prossime elezioni. A pochi giorni dalle elezioni regionali, infatti, non è ancora chiaro se la Campania avrà da subito un Presidente oppure quanto tempo dovrà aspettare per essere governata; forse i tre gradi di giudizio.
Ad ogni modo, il caso Campania ha acceso i riflettori sull’ambiguità di Renzi basata da un lato sull’opportunità politica di candidare un soggetto “scomodo”, perché condannato, ma catalizzatore di voti e, quindi, garanzia di vittoria; dall’altro sulla “rottamazione” anche di quei ministri (Lupi, ad esempio) invitati a dimettersi senza aver mai ricevuto un avviso di garanzia. Evidentemente anche questo fa parte di un delirio tutto italiano.

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Sen. Malan: Taiwan è un esempio positivo

Il saluto del Sen. Lucio Malan, Presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan in occasione  del Dinner per il Capodanno lunare a Roma il 24 febbraio 2015
Caro Ambasciatore Kao, cari amici taiwanesi, cari colleghi parlamentari e amici tutti:
ricambiamo a lei, ai suoi collaboratori, al suo Paese e al suo Popolo, i migliori auguri di prosperità e di serenità nel nuovo Anno lunare dedicato alla Capra!
Questo piacevole incontro del quale, caro Ambasciatore, la ringraziamo, avviene all'inizio di un Anno che tutti noi auspichiamo possa rappresentare  - come atteso da tanto tempo -  una svolta nei rapporti economici e commerciali tra i nostri due Paesi.
Infatti, dopo l'approvazione unanime dell'Aula del Senato, alla fine del 2014, la Camera dei Deputati si appresta, nelle prossime settimane, a votare il Disegno di Legge  - presentato dai Ministri degli Esteri e dell'Economia e Finanze -  sulla esenzione della Doppia Tassazione con Taiwan.
Quando in Parlamento, 5 anni orsono, iniziammo ad occuparci di questa materia solo due paesi europei avevano già introdotta tale esenzione nella loro legislazione;  oggi i paesi sono diventati 13 e tutti hanno registrato grandi benefici nell'incremento dell'interscambio e degli investimenti.
E' quello che anche noi perseguiamo, a favore del mondo del lavoro e delle imprese italiane. E di questo si discuterà nella prossima V sessione del  Foro italo-taiwanese di cooperazione economica  che dovrà riunirsi quest'anno a Taipei e del quale attendiamo la data della riunione dal nostro Ministero dello Sviluppo Economico.
Non voglio dimenticare la dimensione culturale delle nostre relazioni bilaterali: un campo importante e con ricadute molto positive nella formazione dei giovani che, grazie ai 30 Accordi tra università italiane e taiwanesi, sono i protagonisti di un reciproco scambio che darà in avvenire i suoi frutti.
Ricordo che,  lo scorso Anno, solo dalla Università Bocconi di Milano erano 50 gli studenti a Taipei e il loro entusiasmo per Taiwan è la migliore prova di quante e quali opportunità, anzitutto di apprendimento, di formazione e di crescita, essa offre alle nuove generazioni.
Su diversi altri temi concreti vi sono spazi di sviluppo per i nostri rapporti e non mancherà, in Parlamento, la nostra attenzione e il nostro impegno.
Vorrei concludere sottolineando un aspetto che caratterizza il suo Paese e il suo Popolo, suscitando la nostra ammirazione.
Mi riferisco agli innumerevoli interventi umanitari, di assistenza e di cooperazione, che in  tutte le occasioni di gravi emergenze causate, in tante parti del Mondo, da tragici eventi bellici - come il dramma dei profughi nel vicino Oriente -  e da funeste calamità naturali, ha visto Taiwan prontamente intervenire con straordinaria generosità ed esemplare efficacia.
Così è stato anche in Italia, negli scorsi anni, in Abruzzo e in Emilia, e non lo dimentichiamo.
Questa vostra sensibilità  - che si unisce alle tipiche caratteristiche di apertura, simpatia e disponibilità del popolo taiwanese -  contribuisce a rafforzare i nostri legami di amicizia fondati sulla condivisione dei comuni valori, che ci uniscono, di libertà, di dignità umana e di giustizia sociale, nel quadro della democrazia parlamentare.
Valori dei quali Taiwan è un esempio di successo nell'area dell'Asia-Pacifico.
Grazie e ancora e tanti auguri a tutti!

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