Mar10162018

Last updateSab, 22 Set 2018 11am

Italiani nel Mondo

Il lavoro allo specchio della Garavini

da La Pagina di Zurigo del 10 Febbraio
Come dar torto al senatore Micheloni, che alcuni mesi fa ha accusato la sua collega di partito, l’onorevole Garavini, di impegnarsi a fondo nella cura della sua immagine politica per millantare poi attenzioni e impegno per gli italiani all’estero che l’hanno votata.
È indubbio che la Garavini con i media ci sappia fare, che curi al meglio la sua immagine, in modo superlativo. Questo in politica aiuta molto… all’inizio. Poi però bisogna dimostrare un minimo di impegno, almeno qualche grammo di fuffa e una ventata di speranza… e qui casca l’asino e tutti i pennacchi della bersagliera patinata.
Della Garavini restano nella memoria le difese a spada tratta dei patronati (suoi ex datori di lavoro) e ultimamente la spiegazione data ai connazionali all’estero su come pagare il canone RAI con la bolletta ENEL… Possibile che non le sia passato per la mente che un emigrante che già paga la Billag in Svizzera viene trattato alla stregua di un povero fesso se deve pagare anche il canone in Italia, dove, sì e no, ci sta un mese e perlopiù estivo, quindi più in spiaggia che in casa, pagando un canone per un televisore spento (e a volte senza neanche quello).
Con sorriso e senza rossori ci ha anche informato delle mirabilie ottenute in tutti questi anni in parlamento: “Il mantenimento della circoscrizione estero con la presenza dei 12 deputati eletti all’estero…” Caspita, che pasionaria! Ci informa che continueranno a chiederci i voti in cambio del mantenimento del loro posto a Roma: gaudio e festeggiamenti in Europa! Ma oltre a questo, quante proposte di legge in questi anni con firma Garavini? Più o meno dei post su Facebook in cui dichiarava che stava lavorando e sudando per noi?
Guardare le foto della Garavini è un corso di marketing politico, sempre a suo agio ed elegante, sempre col sorriso (uno solo per tutte le stagioni) e sempre al centro della scena. Se le foto si sovrappongono all’operato di questi anni, non c’è sorriso che tenga, nascondere il nulla e meno di nulla è più difficile che nascondere un elefante sotto il tappeto. Che i patronati, che i Nardi facciano campagna per lei, che riesca a farsi eleggere a ripetizione, non nasconderà mai che in questi anni ha calcato la scena politica italiana senza lasciare traccia… La storia non perderà neanche tempo a condannarla, semplicemente la dimenticherà.
Capita a tutti, ed è capitato ad altri prima di lei; perfino il sorriso plasticoso del Cavaliere è ormai preistoria, ma nel bene o nel male almeno qualcosina lui aveva fatto. Pensare alla faccia arcigna della Thatcher, allo sguardo duro di Churchill, al tono di aspro di Pertini e poi ritrovarsi una foto giuliva della Garavini, fa scemare ogni passione politica… Quanti andranno a votare nel 2018?

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Il "meccanismo del lavoro" dei parlamentari eletti all’estero del PD

Con sprezzo del ridicolo gli eletti all’estero del PD si prodigano quasi quotidianamente a raccontarci che “tutto va ben  Madama la Marchesa” perché, grazie i loro ordini del giorno vengono prodotti e approvati in quantità industriale.
Purtroppo gli italiani all’estero non vivono nella realtà virtuale degli ordini del giorno bensì in quella reale  dei tagli che li colpiscono.
Ma i nostri eroi (si fa per dire) continuano ad usare i loro ordini del giorno come specchietti per le allodole invece di fare la voce grossa col governo minacciando di non votare sempre e comunque qualsiasi scelleratezza. Macchè, scrivono lunghi comunicati per raccontare come stanno (male purtroppo) le cose. Insomma pare siano commentatori anzichè parlamentari.
Ormai ci siamo abituati e siamo obbligati a farcene una ragione. Però l’ultimo comunicato dell’On. Porta a proposito della tassa di 300 euro sulle pratiche di cittadinanza degli italiani all’estero (da non confondere con i 200 euro su quelle degli stranieri in Italia) ci ha stupito particolarmente. Tralasciando la solita propaganda, eccoci all’affermazione “Mi rendo conto che per un movimento che non brilla in lavoro e risultati parlamentari risulta difficile intendere il meccanismo del nostro lavoro”.
No, On. Porta, il MAIE l’ha capito benissimo il meccanismo del vostro lavoro: fare tagli e poi cantare vittoria perché si è “riusciti” nell’impresa di recuperare qualcosina oppure – come in questo caso – mettere una tassa (l’ha o non l’ha chiesta e voluta il PD?) e poi far vedere che ci si batte perlomeno per cercare (anche questa volta invano) di attenuarne gli effetti.

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Il CGIE dovrebbe dare il suo parere obbligatorio, ma non c’è

La miglior difesa è l’attacco e all’attacco sono partiti gli eletti all’estero pronti a votare la legge di stabilità di Renzi sempre e comunque.
Sotto schiaffo perché tutto si può dire di questo governo meno che abbia a cuore le sorti degli italiani all’estero, sono partiti uno a uno a magnificare le bricioline cadute dal tavolo. Tutti, meno quelli del Maie e quello di FI: Caruso, Nissoli, Di Biagio dell’UDC, Bueno dell’Usei, Farina, Fedi, Micheloni, Longo, Turano,  La Marca e Garavini  con annesso Tacconi del PD.
In realtà Laura Garavini non ha neppure bisogno di briciole, lei vive ormai in un mondo virtuale illuminata dal sol dell’avvenire con, in sottofondo, un coro angelico che canta “Meno male che Renzi c’è”.
Che poi, a pensarci bene, non sono neppure briciole. Nella maggior parte dei casi si tratta di tagli decisi e poi un po’ mitigati, ma sempre tagli.
Ce ne fosse uno che si è posto il problema del Cgie che sulla Legge di Stabilità deve dare per legge il suo parere obbligatorio ma questa volta non lo farà. Il vecchio Cgie è decaduto, il nuovo è stato eletto ma è sparito nelle nebbie, corre voce che non si riunirà per la prima volta prima di febbraio 2016. Per fare che? Ma, perbacco, per assistere alla passerella degli eletti all’estero che magnificheranno i grandi risultati ottenuti grazie ai loro ordini del giorno.

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Componente USEI: Ingenuità o sindrome del cornuto e contento?

Nel giorno dell'Epifania il Corriere della Sera titola: “Camera, lo strano caso del gruppo sudamericano con una sola emigrata - Deputati provenienti da gruppi diversi stanno insieme in nome dell’America Latina. E dei fondi previsti solo per chi aderisce ad una componente già presente alle elezioni”.
Per costituire una componente  servono 10 deputati, ne bastano 3, però, se la componente è riconducibile a una lista che si sia presentata alle elezioni. La lista che si è presentata alle elezioni l’ha messa a disposizione l’On. Renata Bueno, unica eletta dell’USEI alle elezioni del 2013, che ne ha avuto il permesso dal “padrone” del partito Eugenio Sangregorio.
Perché Sangregorio si sia prestato ad un’operazione del genere non è dato sapere. Raggiunto telefonicamente da Italia chiama Italia ha dichiarato: “La componente USEI, come Renata Bueno, non dovrà votare leggi contrarie all’interesse degli italiani all’estero e la deputata dovrà consultarmi sempre per capire come votare di volta in volta. Nel caso io non fossi d’accordo, lei dovrà astenersi. In caso contrario le toglierò l’autorizzazione ad usare nome e logo USEI e lei sarà fuori dal partito”.
Un po’ come disse quel famoso cornuto: “Mia moglie frequenta locali per scambisti ma, se mi accorgo che mi tradisce davvero, la caccio”.
Perché mai la Bueno non dovrebbe votare a favore di tutto quanto proposto dal governo del Segretario del PD, Matteo Renzi?
Lei che proviene dal Partito Popolare Socialista (PPS) brasiliano, che venne fondato nel 1922 come Partito Comunista Brasiliano (PCB). Lwi che è figlia di Rubens Bueno, leader alla Camera dei deputati del Brasile del Partito Popolare Socialista. Lei che è sposata con un dirigente del partito. Lei che è stata eletta a cariche amministrative in Brasile nelle liste del PPS.
D’altronde ricorda il Corriere della Sera che la Bueno ha spiegato: «La componente è aperta a chi, in piena libertà di coscienza, abbia volontà nell’aiutarmi nell’impegno preso con i miei elettori: la mia personale lealtà al governo Renzi, dimostrata in molte occasioni, potrà così avere maggiore forza nel rispetto dei principi laici e progressisti che da sempre hanno caratterizzato la mia attivita’ politica, anche nelle mie precedenti esperienze nelle istituzioni brasiliane”.
Di tutto si può accusare la Bueno ma non di incoerenza: poche settimane dopo la sua elezione a deputato decideva di lasciare l’USEI e, in vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, rinnovava il suo sostegno a Matteo Renzi già espletato l’anno prima, firmando la mozione a sostegno della sua candidatura.
Così, quando nel 2014 l’USEI fu coinvolta nella questione legata alla presentazione dei simboli per le elezioni europee con l’apparentamento dell’USEI con un certo movimento Bunga Bunga, Renata Bueno potè affermare: “Questa vicenda non mi riguarda. Non seguo più le attività né le scelte dell’Usei perché non sono più una loro iscritta. Mi sono candidata e sono stata eletta con questo movimento ma, in seguito, mi sono distaccata, non mi riconosco in questa realtà e non li seguo più”.
Ma allora - ripetiamo - perché Eugenio Sangregorio. che si è sempre spacciato per esponente del centro-destra e fu financo Vice Coordinatore del Popolo della Libertè in Argentina, si è prestato a questo gioco? Perché a novembre ha riaccolto la Bueno a braccia aperte nell’USEI e a dicembre le ha lasciato a disposizione il simbolo Usei per permetterle la costituzione della componente?

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Delegazione di Torino visita il dipartimento di italiano alla Yangon University of Foreign Language in Myanmar

Un importante riconoscimento per il neonato dipartimento di italiano nella principale città birmana e un ulteriore dimostrazione dello stretto vincolo tra la città di Torino e il Myanmar
STEFANO PELAGGI - Nella giornata di venerdì 18 dicembre una delegazione della città di Torino ha visitato il dipartimento di italiano della Yangon University of Foreign Language in Myanmar. La delegazione guidata da Fortunata Armocida, responsabile relazioni internazionali della città di Torino e composta da Salvatore Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina, Giuseppe Gabusi, professore di Scienza Politica all’Università degli Studi di Torino e Antonella Detta del Comune di Torino ha incontrato la direttrice del dipartimento di italiano, la professoressa Mi Mi Pyone, la professoressa di italiano Khin May Win e gli studenti del corso di italiano della YUFL. La direttrice del neonato dipartimento di italiano della YUFL ha ripercorso le tappe della nascita del centro dedicato allo studio della lingua di Dante in Birmania, ricordando il fondamentale apporto dell’Ambasciata italiana a Yangon e il contributo economico del Ministero degli Affari Esteri che ha permesso di avviare questa importante iniziativa. Mi Mi Pyone ha menzionato la dedizione del professore Giuseppe Pogliari che ha seguito sin dall’inizio la didattica del corso, coinvolgendo direttamente gli alunni nello studio della lingua e cultura italiana. La direttrice del dipartimento di italiano ha poi sottolineato l’importanza della presenza dei lettori di lingua straniera alla YUFL, presenza che sino ad ora è stata garantita dall’impegno dell’Ambasciata italiana e da Impakt, un progetto Erasmus Mundus che ha permesso la mobilità di docenti e ricercatori di Sapienza Università di Roma.
Con un discorso di saluto Fortunata Armocida ha ricordato le tante iniziative che la città di Torino ha realizzato in Myanmar e le prossime attività previste dalla giunta del capoluogo piemontese nella città di Yangon. La delegazione ha incontrato nei giorni precedenti varie istituzioni della città birmana e importanti esponenti della politica nazionale e la responsabile delle relazioni internazionali ha menzionato vari progetti già attivi legati all’implementazione della mobilità urbana a Yangon e alla preservazione del patrimonio artistico nazionale, con l’ausilio dell’Accademia Albertina. Giuseppe Gabusi ha presentato il nuovo numero di Rise, neonata rivista dedicato allo studio del Sud Est Asiatico e ha ricordato le numerose opportunità di studio e di ricerca offerte dall’università del capoluogo piemontese. Il professor Gabusi ha elencato le iniziative che il T.wai – Torino World Affairs Institute realizza nel campo delle relazioni internazionali e degli studi strategici. Wha Wha Htay, a nome degli studenti del corso di italiano, ha ringraziato la delegazione per la visita e ha mostrato l’ottima conoscenza della lingua italiana a tutti i presenti. La visita ha costituito un importante occasione di scambio per gli studenti e soprattutto una occasione per conoscere più da vicino la lingua e la cultura di un paese che hanno conosciuto, sino ad ora, solo attraverso lo studio.

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L’On. Fedi, i regali di Natale e la coerenza

GIAN LUIGI FERRETTI - E’ Natale e l’On. Fedi ha deciso di regalarci due belle finzioni. La prima finzione è che la Legge di Stabilità approvata nei giorni scorsi sia cosa buona e santa per gli italiani all’estero.
Si è sbilanciato persino a dichiarare che fornirà i dati che dimostrerebbero come questa Finanziaria sarebbe migliore di quella del governo Berlusconi. Dice che lo farà dopo le lunghe vacanze natalizie, che serviranno a lui ed ai suoi colleghi per riposarsi dopo le fatiche degli ordini del giorno.
Conosco da tanti anni Marco Fedi e so che, non appena avrà avuto il tempo di studiare tutti i dati, onestamente riconoscerà che il vituperato Berlusconi tutto sommato faceva di meglio anche se tutti noi, sinistra e destra, criticavamo ferocemente. Caro Fedi, a quanto pare al peggio non c’è mai fine. Quello che è cambiato è l’atteggiamento della sinistra che ora non critica più.
La seconda finzione è che l’appartenenza dei parlamentari del MAIE al gruppo ALA non sia di natura tecnica bensì paragonabile alla sua appartenenza al gruppo PD.
Ma, mentre i parlamentari del MAIE si comportano secondo la loro coscienza e le loro convinzioni quando si tratta di italiani nel mondo, l’On. Fedi e gli altri eletti all’estero del PD non si sognano neppure di votare in dissenso al loro gruppo anche quando il loro voto sarebbe ininfluente.
E infatti i parlamentari del MAIE hanno votato coerentemente contro così come votarono contro la Finanziaria di Berlusconi, per gli stessi motivi.
Ringrazio l’amico Fedi per gli auguri di buon lavoro che contraccambio con tanti auguri di buon riposo.

Questa replica si riferisce al seguente comunicato dell'On. marco Fedi:

Una riflessione sulla coerenza, i partiti e le persone
Alla ripresa dell'attività fornirò all'amico Ferretti i dati su finanziarie e leggi di stabilità per gli italiani nel mondo sui quali proporre una utile discussione. Non solo storica ma politica e soprattutto necessaria per capire in che direzione muoversi.
Vorrei proporvi però una breve riflessione prenatalizia, piena di bontà e di buone intenzioni. Apprezzo la coerenza, solo quella, di Merlo e Borghese che hanno votato no alla legge di stabilità.
Per le stesse ragioni di coerenza, ma anche di sostanza, dopo aver recuperato i tagli ed essere passati ad una nuova stagione per gli italiani nel mondo, noi del PD abbiamo votato a favore della legge di stabilità. Oltre alle ragioni di appartenenza. Le appartenenze contano, sempre, anche come misura di coerenza. Perché non vi è cosa peggiore di confondere gli elettori e i cittadini. Il gruppo parlamentare ALA-MAIE, di cui Merlo è vicepresidente, ha annunciato in aula il voto di astensione sulla legge di stabilità, senza nessun riferimento agli italiani all'estero e senza critiche.
In sostanza si riafferma l'idea che le questioni di carattere generale sono prioritarie rispetto al tema specifico degli italiani nel mondo, anche nel gruppo del MAIE.
La dimostrazione tangibile delle difficoltà che abbiamo tutti nel far emergere il tema dell'italianità nel mondo come occasione di investimento e sviluppo.
Siamo vicini alle festività natalizie quindi chiudo qui, senza cattiverie inutili e dannose. Rimane aperto il tema dell'azione comune per il “bene comune” degli italiani all'estero. Occorrono lavoro, impegno e determinazione. Poi anche la coerenza. Come quella di chi è sempre dalla stessa parte politica ma ne comprende anche i limiti e cerca di migliorarla. Buone feste e, in vista della ripresa dei lavori parlamentari, buon lavoro comune.
On. Marco Fedi

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Gioco di Natale: trova la differenza fra Renzi e Berlusconi

GERARDO PETTA - Quando c’è da salvare una banca a scapito dei piccoli risparmiatori, la classe politica non ci pensa due volte a schierarsi dalla parte dei più forti, smuovendo mari e monti affinché si trovi una soluzione che non metta in pericolo i poteri forti dell’economia nazionale e  internazionale.
Non è quindi questione di appartenere al centrodestra o al centrosinistra, nel potere finanziario ci sono tutti gli schieramenti che ogni volta si dividono la torta nelle giuste proporzioni.
Anche se  si è  sempre sostenuto  che  il  colore  rosso  univa  la sinistra al sistema bancario italiano, oggi  Banca Etruria e ieri  il  Monte dei Paschi di Siena, il centrodestra non si trova in una posizione migliore con Banca Marche.
Sembra proprio che al mondo finanziario italiano piaccia giocare con i nostri soldi,  in  operazioni  molto allegre.
Se Berlusconi avesse salvato con un decreto ad hoc una Banca  ai cui vertici  c’era  un suo familiare, sarebbe successo  un finimondo. Sicuramente tutti i parlamentari delle opposizioni sarebbero scesi in piazza con i sindacati ed altre forze della  società civile  per chiedere le dimissioni del governo… Quindi, il gioco di questo Natale potrebbe essere: trova la differenza fra Renzi e Berlusconi.
Anche Saviano si è scagliato contro la Ministro Boschi,  e ciò la dice lunga, se un intellettuale di sinistra accusa qualcuno appartenente alla stessa parrocchia.
Il Vicepresidente della Banca Etruria, d’altro canto,  è il padre della Ministro Boschi e lei stessa era un’azionista.
Se questo non è un conflitto di interessi, ditemi voi cos’è?
Inoltre dobbiamo aggiungere, come si legge sulla stampa, degli affari in comune tra i genitori del premier e l’ex presidente di Banca Etruria.
Ci sarebbero troppi legami poco chiari tra membri dell’attuale governo e i vertici della Banca Etruria.
Eppure  alcuni anni fa la Ministro Josefa Idem, ex titolare al dicastero per le Pari opportunità del governo Letta,  si dovette dimettere  dopo che il Comune di Ravenna aveva scoperto  che ella non aveva pagato quattro anni di ICI ed inoltre era stato riscontrato un  abuso edilizio sempre sullo stesso  immobile..
Qui i motivi sono ben più gravi, in quanto è coinvolto un familiare di un Ministro, ma Renzi sta difendendo spudoratamente la Ministro Boschi, a scapito di chi ha lavorato una vita per mettere da parte dei risparmi e ora si è ritrovato senza più un euro sul conto.
Io a questo punto lascio a voi giudicare il tutto, non  vorrei addentrarmi in questa tortuosa vicenda della suddetta Banca, ma c’è da chiedersi dov’erano Bankitalia e la Consob, perché non hanno controllato in modo rigoroso su queste obbligazioni subordinate e su tanti altri particolari.
Bankitalia ha molte responsabilità, in quanto era ed  è un suo compito vigilare su tutte le operazioni bancarie e bloccare  la vendita di eventuali bond a rischio.
Tutto ciò non è stato fatto e allora sarebbe opportuno mandare a casa  sia i vertici di Bankitalia,  sia  l’attuale governo, schierato tanto per cambiare a favore dei banchieri e non dei risparmiatori, dimostrando di essere incapace di tutelarci e amministrarci.
Concludo augurando Buon Natale a tutti e in modo particolare a quei risparmiatori che hanno perso tutti i loro risparmi, con  la speranza e l’augurio di poterli recuperare, perché quelle obbligazioni non erano da collocare sul mercato finanziario.
Bankitalia si assuma le sue responsabilità e risarcisca  i risparmiatori, perché la colpa è di quei Direttori e impiegati, di destra e di sinistra,  delle sopra citate quattro banche  che  ipocritamente, senza scrupoli,   rassicuravano i clienti  che non c’era alcun rischio. Nessuno si aspettava di vedere azzerato il valore dei propri titoli in pochi giorni con l’approvazione del decreto Salva-banche.

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Replica all’amico Fedi

GIAN LUIGI FERRETTI - L’amico Fedi mi bacchetta perché non ho osannato abbastanza i radiosi risultati del duro lavoro dei parlamentari eletti all’estero del PD + alleati centristi.
E allora, amico Fedi, vogliamo andare a vedere le cifre? E’ sicuro l’amico Fedi che per quanto riguarda i capitoli tradizionali degli italiani nel mondo sia migliorata la situazione rispetto a quella del governo dell’odiatissimo Berlusconi, quello della “devastazione”?
Bene. Se l’amico Fedi riuscirà, francamente non so come, a dimostrare che è così, prometto di applaudire ininterrottamente per 5 minuti.
Più fondi ai Comites e più fondi al Cgie di chi veniva accusato di tagliare i viveri per distruggere gli organismi di rappresentanza?
Di una cosa devo dare atto però. L’amico Fedi, Farina, Garavini, La Marca, Di Biagio, Caruso si sono battuti allo spasimo per limitare il danno ai patronati dai quali provengono.
Peer finire vorrei chiedere all’amico Fedi seè’  davvero “molto poco serio” chiedersi come mai i parlamentari eletti all’estero che si riconoscono nella maggioranza di Governo non si siano interessati a chiedere allo stesso Governo perché non chieda il parere, obbligatorio per legge, al Cgie. Naturalmente per farlo il “loro” Governo dovrebbe darsi una mossa e convocarlo.
Un po’ d’impegno anche per il Cgie, amico Fedi? Diciamo un decimo di quello profuso per i patronati?

Il comunicato dell'On. Marco Fedi:
LE CRITICHE SONO UTILI SOLO SE HANNO UNA BASE DI VERITÀ
All'amico Ferretti, che critica aspramente le prese di posizione dei parlamentari di maggioranza sui miglioramenti ottenuti nella legge di Stabilità, ricordo che al Senato, sui capitoli tradizionali degli italiani nel mondo, sono stati recuperati tutti i tagli previsti con un incremento, rispetto all'anno precedente, sulle voci riguardanti la scuola e la cultura. Quindi dove si fonda la “devastazione” denunciata da l’Italiano e da Italia chiama Italia si dovrebbe spiegare meglio.
Sul fronte dei Patronati – che notoriamente sono la grande passione de l’Italiano e di Italia chiama Italia – ricordo che siamo riusciti a contenere una preoccupante riduzione di risorse, dai 48 milioni iniziali ai 15 finali. Ma non può passare sotto silenzio né la maggiore attenzione all'attività dei Patronati, e quindi la limitazione al proliferare di sigle che non svolgono significativa attività, né la positiva modifica dell'aliquota di prelevamento dal fondo, che evidentemente comporta più risorse.
Ho avuto modo di dire in passato e lo confermo oggi che la questione del ruolo dei Patronati e delle modalità di finanziamento implica scelte legate alla politica del welfare, sulle quali l’intero Paese dovrebbe interrogarsi. Non riguarda unicamente l’estero. Direi piuttosto che questa accentuazione dei riferimenti all'estero, circoscrivendo l’attenzione ad un aspetto particolare, potrebbe indebolire proprio l’estero. Dobbiamo sentirci impegnati a continuare l'azione di recupero di risorse ma il tema è molto più vasto e impegnativo. Va affrontato e discusso proprio nell’ambito di una nuova visione delle tutele e dei soggetti preposti a garantire la parità di accesso ai diritti soggettivi in campo previdenziale. Ed è una discussione che si lega anche al nuovo piano internazionale degli istituti di previdenza, alla nascita e gestione della previdenza complementare, alla necessità di offrire servizi efficienti e legati ai territori, oltre che alle nuove tecnologie informatiche. Questa è la sfida che dobbiamo raccogliere, insieme, per evitare di dover affrontare nuove battaglie senza un orizzonte di riferimento.
Sull'IMU, se guardiamo alla situazione esistente, questa legge di stabilità estende ulteriormente esenzione TASI e riduzione a 1/3 della TARI ai pensionati, con un indiscutibile miglioramento della regolamentazione precedente. 
Il passaggio alla Camera della legge di stabilità, dopo l’ottimo lavoro svolto al Senato ed il recupero di risorse in settori importanti come scuola e rappresentanza, è iniziato con l’approvazione di emendamenti ed un parere in Commissione esteri che hanno visto esclusivamente il lavoro dei deputati del Partito Democratico. Non a caso, quegli emendamenti proposti dal relatore e fatti propri dalla Commissione, sono stati tutti approvati nella Commissione Bilancio. Assenti altri pezzi di maggioranza e assenti le opposizioni, almeno quelle che un giorno sì e l’altro pure affermano di interessarsi agli italiani nel mondo. Il M5S era presente ma i suoi rappresentanti hanno contribuito a rafforzare l’idea che gli italiani nel mondo non sono - diciamo così – la prima delle loro preoccupazioni.
Abbiamo ottenuto, inoltre, la parità di trattamento tra i lavoratori su un tema storico, le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, ora inserite nel più vasto panorama delle agevolazioni fiscali. Estese ai lavoratori in ambito UE, queste ora sono previste per tutti alle condizioni di legge.
Su una sola cosa ha ragione Ferretti, sul CGIE. Esso deve esprimere parere obbligatorio sulle proposte del Governo concernenti le materie riguardanti le comunità italiane nel mondo. Sulle proposte del Governo, non sull'azione del Parlamento! Credo sia giusto rivolgere la domanda al Governo, ma credo sia molto poco serio scaricare questa responsabilità sul Parlamento e sui parlamentari di maggioranza, che non c’entrano nulla.

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Il PD vota contro l'emendamento del MAIE per l'eliminazione dell'IMU per gli italiani all'estero

E adesso gli eletti all'estero del PD ci prenderanno in giro con un altro inutile Ordine del giorno?
“Il MAIE ci aveva provato al Senato ma il Governo non ha fatto passare i nostri emendamenti. Così ci abbiamo riprovato alla Camera. Lunedì scorso - ha spiegato il giovane deputato italo sudamericano on. Mario Borghese - si votava, infatti,  sull’emendamento del MAIE  che chiedeva che agli immobili adibiti ad uso residenziale di proprietà di cittadini italiani all’estero, si applicasse, ai fini dell’IMU e della TASI, il regime previsto per gli immobili adibiti ad abitazione principale (Gli emendamenti MAIE erano stati tra l’altro preparati con la partecipazione del Comites di Hannover, attraverso il suo Presidente Giuseppe Scigliano, una forma di collaborazione che vorremmo replicare anche con altri Comites del mondo e col CGIE).
Perché i cittadini residenti all’estero sono gli unici italiani che pagano, e continueranno a pagare, la tassa sulla prima casa?
Il nostro emendamento in Commissione Bilancio è stato respinto grazie al voto contrario del PD e di tutta la maggioranza che sostiene il Governo Renzi! Non riesco a capire come la maggioranza degli eletti all’estero possa votare la fiducia a questo Governo che fa una politica totalmente contraria agli interessi dei nostri connazionali. E’ incredibile che quelli che  in passato ci hanno accompagnato contro una certa politica del Governo Berlusconi, oggi votino a favore di politiche ancora peggiori di quelle solo perché fatte da un’altra parte politica.” ha concluso il giovane deputato del MAIE.
“L’eliminazione dell’IMU, anche per chi risiede all’estero, è un principio di buon senso - ha aggiunto l’on. Merlo  - che avrebbe posto rimedio ad una grave ingiustizia: perché questa è una tassa che, secondo noi, rasenta l’incostituzionalità.” ha concluso il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

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