Dom07222018

Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Italiani nel Mondo

L’On. Fedi, i regali di Natale e la coerenza

GIAN LUIGI FERRETTI - E’ Natale e l’On. Fedi ha deciso di regalarci due belle finzioni. La prima finzione è che la Legge di Stabilità approvata nei giorni scorsi sia cosa buona e santa per gli italiani all’estero.
Si è sbilanciato persino a dichiarare che fornirà i dati che dimostrerebbero come questa Finanziaria sarebbe migliore di quella del governo Berlusconi. Dice che lo farà dopo le lunghe vacanze natalizie, che serviranno a lui ed ai suoi colleghi per riposarsi dopo le fatiche degli ordini del giorno.
Conosco da tanti anni Marco Fedi e so che, non appena avrà avuto il tempo di studiare tutti i dati, onestamente riconoscerà che il vituperato Berlusconi tutto sommato faceva di meglio anche se tutti noi, sinistra e destra, criticavamo ferocemente. Caro Fedi, a quanto pare al peggio non c’è mai fine. Quello che è cambiato è l’atteggiamento della sinistra che ora non critica più.
La seconda finzione è che l’appartenenza dei parlamentari del MAIE al gruppo ALA non sia di natura tecnica bensì paragonabile alla sua appartenenza al gruppo PD.
Ma, mentre i parlamentari del MAIE si comportano secondo la loro coscienza e le loro convinzioni quando si tratta di italiani nel mondo, l’On. Fedi e gli altri eletti all’estero del PD non si sognano neppure di votare in dissenso al loro gruppo anche quando il loro voto sarebbe ininfluente.
E infatti i parlamentari del MAIE hanno votato coerentemente contro così come votarono contro la Finanziaria di Berlusconi, per gli stessi motivi.
Ringrazio l’amico Fedi per gli auguri di buon lavoro che contraccambio con tanti auguri di buon riposo.

Questa replica si riferisce al seguente comunicato dell'On. marco Fedi:

Una riflessione sulla coerenza, i partiti e le persone
Alla ripresa dell'attività fornirò all'amico Ferretti i dati su finanziarie e leggi di stabilità per gli italiani nel mondo sui quali proporre una utile discussione. Non solo storica ma politica e soprattutto necessaria per capire in che direzione muoversi.
Vorrei proporvi però una breve riflessione prenatalizia, piena di bontà e di buone intenzioni. Apprezzo la coerenza, solo quella, di Merlo e Borghese che hanno votato no alla legge di stabilità.
Per le stesse ragioni di coerenza, ma anche di sostanza, dopo aver recuperato i tagli ed essere passati ad una nuova stagione per gli italiani nel mondo, noi del PD abbiamo votato a favore della legge di stabilità. Oltre alle ragioni di appartenenza. Le appartenenze contano, sempre, anche come misura di coerenza. Perché non vi è cosa peggiore di confondere gli elettori e i cittadini. Il gruppo parlamentare ALA-MAIE, di cui Merlo è vicepresidente, ha annunciato in aula il voto di astensione sulla legge di stabilità, senza nessun riferimento agli italiani all'estero e senza critiche.
In sostanza si riafferma l'idea che le questioni di carattere generale sono prioritarie rispetto al tema specifico degli italiani nel mondo, anche nel gruppo del MAIE.
La dimostrazione tangibile delle difficoltà che abbiamo tutti nel far emergere il tema dell'italianità nel mondo come occasione di investimento e sviluppo.
Siamo vicini alle festività natalizie quindi chiudo qui, senza cattiverie inutili e dannose. Rimane aperto il tema dell'azione comune per il “bene comune” degli italiani all'estero. Occorrono lavoro, impegno e determinazione. Poi anche la coerenza. Come quella di chi è sempre dalla stessa parte politica ma ne comprende anche i limiti e cerca di migliorarla. Buone feste e, in vista della ripresa dei lavori parlamentari, buon lavoro comune.
On. Marco Fedi

comments

Replica all’amico Fedi

GIAN LUIGI FERRETTI - L’amico Fedi mi bacchetta perché non ho osannato abbastanza i radiosi risultati del duro lavoro dei parlamentari eletti all’estero del PD + alleati centristi.
E allora, amico Fedi, vogliamo andare a vedere le cifre? E’ sicuro l’amico Fedi che per quanto riguarda i capitoli tradizionali degli italiani nel mondo sia migliorata la situazione rispetto a quella del governo dell’odiatissimo Berlusconi, quello della “devastazione”?
Bene. Se l’amico Fedi riuscirà, francamente non so come, a dimostrare che è così, prometto di applaudire ininterrottamente per 5 minuti.
Più fondi ai Comites e più fondi al Cgie di chi veniva accusato di tagliare i viveri per distruggere gli organismi di rappresentanza?
Di una cosa devo dare atto però. L’amico Fedi, Farina, Garavini, La Marca, Di Biagio, Caruso si sono battuti allo spasimo per limitare il danno ai patronati dai quali provengono.
Peer finire vorrei chiedere all’amico Fedi seè’  davvero “molto poco serio” chiedersi come mai i parlamentari eletti all’estero che si riconoscono nella maggioranza di Governo non si siano interessati a chiedere allo stesso Governo perché non chieda il parere, obbligatorio per legge, al Cgie. Naturalmente per farlo il “loro” Governo dovrebbe darsi una mossa e convocarlo.
Un po’ d’impegno anche per il Cgie, amico Fedi? Diciamo un decimo di quello profuso per i patronati?

Il comunicato dell'On. Marco Fedi:
LE CRITICHE SONO UTILI SOLO SE HANNO UNA BASE DI VERITÀ
All'amico Ferretti, che critica aspramente le prese di posizione dei parlamentari di maggioranza sui miglioramenti ottenuti nella legge di Stabilità, ricordo che al Senato, sui capitoli tradizionali degli italiani nel mondo, sono stati recuperati tutti i tagli previsti con un incremento, rispetto all'anno precedente, sulle voci riguardanti la scuola e la cultura. Quindi dove si fonda la “devastazione” denunciata da l’Italiano e da Italia chiama Italia si dovrebbe spiegare meglio.
Sul fronte dei Patronati – che notoriamente sono la grande passione de l’Italiano e di Italia chiama Italia – ricordo che siamo riusciti a contenere una preoccupante riduzione di risorse, dai 48 milioni iniziali ai 15 finali. Ma non può passare sotto silenzio né la maggiore attenzione all'attività dei Patronati, e quindi la limitazione al proliferare di sigle che non svolgono significativa attività, né la positiva modifica dell'aliquota di prelevamento dal fondo, che evidentemente comporta più risorse.
Ho avuto modo di dire in passato e lo confermo oggi che la questione del ruolo dei Patronati e delle modalità di finanziamento implica scelte legate alla politica del welfare, sulle quali l’intero Paese dovrebbe interrogarsi. Non riguarda unicamente l’estero. Direi piuttosto che questa accentuazione dei riferimenti all'estero, circoscrivendo l’attenzione ad un aspetto particolare, potrebbe indebolire proprio l’estero. Dobbiamo sentirci impegnati a continuare l'azione di recupero di risorse ma il tema è molto più vasto e impegnativo. Va affrontato e discusso proprio nell’ambito di una nuova visione delle tutele e dei soggetti preposti a garantire la parità di accesso ai diritti soggettivi in campo previdenziale. Ed è una discussione che si lega anche al nuovo piano internazionale degli istituti di previdenza, alla nascita e gestione della previdenza complementare, alla necessità di offrire servizi efficienti e legati ai territori, oltre che alle nuove tecnologie informatiche. Questa è la sfida che dobbiamo raccogliere, insieme, per evitare di dover affrontare nuove battaglie senza un orizzonte di riferimento.
Sull'IMU, se guardiamo alla situazione esistente, questa legge di stabilità estende ulteriormente esenzione TASI e riduzione a 1/3 della TARI ai pensionati, con un indiscutibile miglioramento della regolamentazione precedente. 
Il passaggio alla Camera della legge di stabilità, dopo l’ottimo lavoro svolto al Senato ed il recupero di risorse in settori importanti come scuola e rappresentanza, è iniziato con l’approvazione di emendamenti ed un parere in Commissione esteri che hanno visto esclusivamente il lavoro dei deputati del Partito Democratico. Non a caso, quegli emendamenti proposti dal relatore e fatti propri dalla Commissione, sono stati tutti approvati nella Commissione Bilancio. Assenti altri pezzi di maggioranza e assenti le opposizioni, almeno quelle che un giorno sì e l’altro pure affermano di interessarsi agli italiani nel mondo. Il M5S era presente ma i suoi rappresentanti hanno contribuito a rafforzare l’idea che gli italiani nel mondo non sono - diciamo così – la prima delle loro preoccupazioni.
Abbiamo ottenuto, inoltre, la parità di trattamento tra i lavoratori su un tema storico, le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, ora inserite nel più vasto panorama delle agevolazioni fiscali. Estese ai lavoratori in ambito UE, queste ora sono previste per tutti alle condizioni di legge.
Su una sola cosa ha ragione Ferretti, sul CGIE. Esso deve esprimere parere obbligatorio sulle proposte del Governo concernenti le materie riguardanti le comunità italiane nel mondo. Sulle proposte del Governo, non sull'azione del Parlamento! Credo sia giusto rivolgere la domanda al Governo, ma credo sia molto poco serio scaricare questa responsabilità sul Parlamento e sui parlamentari di maggioranza, che non c’entrano nulla.

comments

Il PD vota contro l'emendamento del MAIE per l'eliminazione dell'IMU per gli italiani all'estero

E adesso gli eletti all'estero del PD ci prenderanno in giro con un altro inutile Ordine del giorno?
“Il MAIE ci aveva provato al Senato ma il Governo non ha fatto passare i nostri emendamenti. Così ci abbiamo riprovato alla Camera. Lunedì scorso - ha spiegato il giovane deputato italo sudamericano on. Mario Borghese - si votava, infatti,  sull’emendamento del MAIE  che chiedeva che agli immobili adibiti ad uso residenziale di proprietà di cittadini italiani all’estero, si applicasse, ai fini dell’IMU e della TASI, il regime previsto per gli immobili adibiti ad abitazione principale (Gli emendamenti MAIE erano stati tra l’altro preparati con la partecipazione del Comites di Hannover, attraverso il suo Presidente Giuseppe Scigliano, una forma di collaborazione che vorremmo replicare anche con altri Comites del mondo e col CGIE).
Perché i cittadini residenti all’estero sono gli unici italiani che pagano, e continueranno a pagare, la tassa sulla prima casa?
Il nostro emendamento in Commissione Bilancio è stato respinto grazie al voto contrario del PD e di tutta la maggioranza che sostiene il Governo Renzi! Non riesco a capire come la maggioranza degli eletti all’estero possa votare la fiducia a questo Governo che fa una politica totalmente contraria agli interessi dei nostri connazionali. E’ incredibile che quelli che  in passato ci hanno accompagnato contro una certa politica del Governo Berlusconi, oggi votino a favore di politiche ancora peggiori di quelle solo perché fatte da un’altra parte politica.” ha concluso il giovane deputato del MAIE.
“L’eliminazione dell’IMU, anche per chi risiede all’estero, è un principio di buon senso - ha aggiunto l’on. Merlo  - che avrebbe posto rimedio ad una grave ingiustizia: perché questa è una tassa che, secondo noi, rasenta l’incostituzionalità.” ha concluso il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

comments

Il CGIE dovrebbe dare il suo parere obbligatorio, ma non c’è

La miglior difesa è l’attacco e all’attacco sono partiti gli eletti all’estero pronti a votare la legge di stabilità di Renzi sempre e comunque.
Sotto schiaffo perché tutto si può dire di questo governo meno che abbia a cuore le sorti degli italiani all’estero, sono partiti uno a uno a magnificare le bricioline cadute dal tavolo. Tutti, meno quelli del Maie e quello di FI: Caruso, Nissoli, Di Biagio dell’UDC, Bueno dell’Usei, Farina, Fedi, Micheloni, Longo, Turano,  La Marca e Garavini  con annesso Tacconi del PD.
In realtà Laura Garavini non ha neppure bisogno di briciole, lei vive ormai in un mondo virtuale illuminata dal sol dell’avvenire con, in sottofondo, un coro angelico che canta “Meno male che Renzi c’è”.
Che poi, a pensarci bene, non sono neppure briciole. Nella maggior parte dei casi si tratta di tagli decisi e poi un po’ mitigati, ma sempre tagli.
Ce ne fosse uno che si è posto il problema del Cgie che sulla Legge di Stabilità deve dare per legge il suo parere obbligatorio ma questa volta non lo farà. Il vecchio Cgie è decaduto, il nuovo è stato eletto ma è sparito nelle nebbie, corre voce che non si riunirà per la prima volta prima di febbraio 2016. Per fare che? Ma, perbacco, per assistere alla passerella degli eletti all’estero che magnificheranno i grandi risultati ottenuti grazie ai loro ordini del giorno.

comments

Finalmente i senatori eletti all’estero hanno dato segni di risveglio

Finalmente i senatori eletti all’estero del PD e affini hanno capito che era ora di fare pesare il loro essere l’ago della bilancia per una maggioranza all’ultimo voto.
Gli va dato atto che, seppur timidamente, sono riusciti a fare cambiare idea alle relatrici della Commissione Bilancio Chiavaroli e Zanoni, che hanno ora presentato l’emendamento 23.2100 alla Legge di Stabilità che prevede i seguenti aumenti per il 2016:
100 mila euro per il funzionamento del Cgie,
100 mila euro per il funzionamento dei Comites,
3 milioni e 300 mila euro per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero e per il sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiana all’estero,
500 mila euro per gli Istituti di Cultura,
650 mila euro per la stampa italiana all’estero,
100 mila euro per le agenzie stampa specializzate,
150 mila euro per la promozione dell’attività delle università attraverso la diffusione dei corsi di lingua italiana online e avviare campagne informative di carattere didattico, amministrativo e logistico per favorire l’iscrizione di studenti stranieri in Italia.
Nulla di sconvolgente, come si può vedere, ma almeno è un passettino avanti.
Certo che, con un po’ più di coraggio ed impegno, oltre a favorire i carrozzoni, si sarebbe potuto venire incontro agli emigrati esentandoli dal pagamento dell’IMU per la casa che hanno in Italia, cosa che grida vendetta. Invece l’esenzione continua ad essere valida unicamente per coloro che godono di una pensione estera.
Ma chissà che in fondo il coraggio non sia come l'appetito, che viene mangiando. Speriamo.

comments

Delegazione di Torino visita il dipartimento di italiano alla Yangon University of Foreign Language in Myanmar

Un importante riconoscimento per il neonato dipartimento di italiano nella principale città birmana e un ulteriore dimostrazione dello stretto vincolo tra la città di Torino e il Myanmar
STEFANO PELAGGI - Nella giornata di venerdì 18 dicembre una delegazione della città di Torino ha visitato il dipartimento di italiano della Yangon University of Foreign Language in Myanmar. La delegazione guidata da Fortunata Armocida, responsabile relazioni internazionali della città di Torino e composta da Salvatore Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina, Giuseppe Gabusi, professore di Scienza Politica all’Università degli Studi di Torino e Antonella Detta del Comune di Torino ha incontrato la direttrice del dipartimento di italiano, la professoressa Mi Mi Pyone, la professoressa di italiano Khin May Win e gli studenti del corso di italiano della YUFL. La direttrice del neonato dipartimento di italiano della YUFL ha ripercorso le tappe della nascita del centro dedicato allo studio della lingua di Dante in Birmania, ricordando il fondamentale apporto dell’Ambasciata italiana a Yangon e il contributo economico del Ministero degli Affari Esteri che ha permesso di avviare questa importante iniziativa. Mi Mi Pyone ha menzionato la dedizione del professore Giuseppe Pogliari che ha seguito sin dall’inizio la didattica del corso, coinvolgendo direttamente gli alunni nello studio della lingua e cultura italiana. La direttrice del dipartimento di italiano ha poi sottolineato l’importanza della presenza dei lettori di lingua straniera alla YUFL, presenza che sino ad ora è stata garantita dall’impegno dell’Ambasciata italiana e da Impakt, un progetto Erasmus Mundus che ha permesso la mobilità di docenti e ricercatori di Sapienza Università di Roma.
Con un discorso di saluto Fortunata Armocida ha ricordato le tante iniziative che la città di Torino ha realizzato in Myanmar e le prossime attività previste dalla giunta del capoluogo piemontese nella città di Yangon. La delegazione ha incontrato nei giorni precedenti varie istituzioni della città birmana e importanti esponenti della politica nazionale e la responsabile delle relazioni internazionali ha menzionato vari progetti già attivi legati all’implementazione della mobilità urbana a Yangon e alla preservazione del patrimonio artistico nazionale, con l’ausilio dell’Accademia Albertina. Giuseppe Gabusi ha presentato il nuovo numero di Rise, neonata rivista dedicato allo studio del Sud Est Asiatico e ha ricordato le numerose opportunità di studio e di ricerca offerte dall’università del capoluogo piemontese. Il professor Gabusi ha elencato le iniziative che il T.wai – Torino World Affairs Institute realizza nel campo delle relazioni internazionali e degli studi strategici. Wha Wha Htay, a nome degli studenti del corso di italiano, ha ringraziato la delegazione per la visita e ha mostrato l’ottima conoscenza della lingua italiana a tutti i presenti. La visita ha costituito un importante occasione di scambio per gli studenti e soprattutto una occasione per conoscere più da vicino la lingua e la cultura di un paese che hanno conosciuto, sino ad ora, solo attraverso lo studio.

comments

Insegnamento e promozione della lingua e cultura italiana all’estero – quasi 30mila studenti persi in un solo triennio

LUIGI REALE - Viene drammaticamente ridotto il contingente di docenti di ruolo all’estero senza sostituirli con docenti assunti in loco – decine di migliaia sono gli studenti persi in un solo triennio.
L’Italia dispone di un’estesa rete di istituzioni scolastiche all’estero di cui la principale in assoluto è rappresentata dai corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94, i quali raggiungono una vastissima utenza. Questi corsi si sono trasformati nel tempo in un dispositivo primario per la diffusione e promozione della lingua e cultura italiana all’estero, grazie anche alla loro capillare presenza a livello mondiale.
Come è ben noto la lingua italiana rappresenta uno strumento indispensabile di promozione culturale, di società, di mobilità e turismo, nonchè volano del settore economico. Reggere una reale azione di sostegno dell’insegnamento dell’italiano all’estero diviene lungimirante e mostra capacità di visione.
I corsi di lingua e cultura italiana all’estero sono stati portati avanti, negli ultimi anni, da istituzioni senza fini di lucro, gli “enti gestori”. Ai docenti assunti localmente da questi enti si affiancano docenti di ruolo provenienti dall’Italia. Il controllo è affidato, sotto un’ottica generale, da una parte dalle Autorità consolari e dall’altra al Dirigente scolastico responsabile per l’area. La collaborazione esplicata tramite gli “enti gestori”, prevede in generale la presa in carico totale o parziale degli oneri di docenza, della stessa formazione dei docenti, come anche la fornitura di materiale didattico
Trattasi non solo di corsi extrascolastici ma in gran parte inseriti, a vario titolo, nelle scuole locali, grazie a specifiche convenzioni sottoscritte dalla rete diplomatico-consolare con le autorità scolastiche del Paese. Processo messo in atto per facilitare l’inserimento dell’italiano nei diversi sistemi d’istruzione.
Una specifica Commissione per lo “spending review”  ha operato nel 2012 per conto del MAECI ed è entrata nel merito della questione. Questa ha lavorato per un complessivo riordino e riqualificazione della spesa, tra cui quella sulla razionalizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero. Commissione che si è avvalsa di elementi informativi sul bilancio della Farnesina, sulle sue risorse umane e strutturali, effettuando anche un’analisi comparata rispetto ad altri paesi europei; i cui dettami sono stati in gran parte la linea portante dello “spending review” effettuato negli ultimi tre anni nel MAECI.
La Commissione nelle sue conclusioni, come obiettivo prioritario e d’applicazione immediata, ha raccomandato:
“di ridurre il contingente di docenti di ruolo all’estero, operando una graduale sostituzione con docenti assunti localmente; di dedicare le risorse così liberate all’intensificazione delle politiche linguistico-culturali.”
Tutto ciò avrebbe sensibilmente ridotto i costi per i trasferimenti e per le indennità di servizio all’estero e avrebbe offerto anche opportunità di lavoro per giovani laureati qualificati; fatta eccezione ai soli Dirigenti Scolastici, che avrebbero continuato a svolgere un importante ruolo di vigilanza e coordinamento d’area.
Seguendo le indicazioni in merito allo “Spending review”, si è proceduto ed in maniera accellerata, rispetto ai tempi previsti, ad una progressiva riduzione del contingente scolastico per l’estero e proveniente dall’Italia – Piano che, come già stabilito, procederà sino al 2018.
Purtroppo, si è venuti meno ed in palese contraddizione ai dettami della stessa Commissione dello “Spendig review”, nella parte riguardante la graduale sostituzione con docenti assunti localmente. I fondi, infatti, per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero, portati avanti dagli “enti gestori”, hanno continuato a subire continui tagli, risultando per alcuni versi i capitoli di bilancio di gran lunga più dissanguati – addirittura, se si considera dal 2008 ad oggi, vi sono stati tagli per oltre il 60% su questi capitoli di spesa.
Partendo dal 2012, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale. Dalle seguenti cifre, fornite dallo stesso MAECI, il numero degli alunni dei corsi  ex art.636, D.Lgs 297/94, risulta:
nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).
Quindi, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Un danno immenso, anche dal punto di vista economico, se si considera il potenziale indotto economic/culturale di un così gran numero di alunni persi.
Si chiede pertanto alle Autorità di governo di rimodulare seriamente i finanziamenti in modo da minimizzare le gravi criticità emerse negli ultimi anni, in particolar modo a favore del capitolo di spesa n.3153 sui corsi di lingua e cultura italiana ex art. 636, D. Lgs 297/94 ;
di rispettare le chiare indicazioni  date nel 2012 dalla  Commissione per lo “spending review”, tramite una graduale sostituzione delle cattedre scoperte, con docenti assunti in loco.
Bisogna dare agli stessi italiani all’estero, in gran parte figli dell’ultima ondata emigratoria e molto preparati, il compito e la responsabilità di promuovere la lingua di Dante nelle rispettive nazioni di residenza.
Se passiamo ad un confronto con i tipi d’investimenti di altri Paesi europei consimili sulle loro lingue rispetto l’Italia ne vien fuori una realtà agghiacciante, la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno. Somma addirittura possibile di ulteriori tagli con la nuova Legge di stabilità 2016. Ci saranno da parte di chi ha proposto i nuovi tagli delle ragioni, peccato che la ragione non le conosce.
Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica a partecipare ad un convegno sull’insegnamento dell’italiano, qualche mese fa ha dichiarato:
“Il confronto con le risorse impiegate da altri Paesi europei per promuovere la propria lingua fa capire quanto sarebbe necessario un impegno finanziario maggiore da parte dello Stato”.
Noi, ci facciamo promotori di questa esplicita richiesta, aggiungendo di non dubitare che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare le cose. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.

comments

Gioco di Natale: trova la differenza fra Renzi e Berlusconi

GERARDO PETTA - Quando c’è da salvare una banca a scapito dei piccoli risparmiatori, la classe politica non ci pensa due volte a schierarsi dalla parte dei più forti, smuovendo mari e monti affinché si trovi una soluzione che non metta in pericolo i poteri forti dell’economia nazionale e  internazionale.
Non è quindi questione di appartenere al centrodestra o al centrosinistra, nel potere finanziario ci sono tutti gli schieramenti che ogni volta si dividono la torta nelle giuste proporzioni.
Anche se  si è  sempre sostenuto  che  il  colore  rosso  univa  la sinistra al sistema bancario italiano, oggi  Banca Etruria e ieri  il  Monte dei Paschi di Siena, il centrodestra non si trova in una posizione migliore con Banca Marche.
Sembra proprio che al mondo finanziario italiano piaccia giocare con i nostri soldi,  in  operazioni  molto allegre.
Se Berlusconi avesse salvato con un decreto ad hoc una Banca  ai cui vertici  c’era  un suo familiare, sarebbe successo  un finimondo. Sicuramente tutti i parlamentari delle opposizioni sarebbero scesi in piazza con i sindacati ed altre forze della  società civile  per chiedere le dimissioni del governo… Quindi, il gioco di questo Natale potrebbe essere: trova la differenza fra Renzi e Berlusconi.
Anche Saviano si è scagliato contro la Ministro Boschi,  e ciò la dice lunga, se un intellettuale di sinistra accusa qualcuno appartenente alla stessa parrocchia.
Il Vicepresidente della Banca Etruria, d’altro canto,  è il padre della Ministro Boschi e lei stessa era un’azionista.
Se questo non è un conflitto di interessi, ditemi voi cos’è?
Inoltre dobbiamo aggiungere, come si legge sulla stampa, degli affari in comune tra i genitori del premier e l’ex presidente di Banca Etruria.
Ci sarebbero troppi legami poco chiari tra membri dell’attuale governo e i vertici della Banca Etruria.
Eppure  alcuni anni fa la Ministro Josefa Idem, ex titolare al dicastero per le Pari opportunità del governo Letta,  si dovette dimettere  dopo che il Comune di Ravenna aveva scoperto  che ella non aveva pagato quattro anni di ICI ed inoltre era stato riscontrato un  abuso edilizio sempre sullo stesso  immobile..
Qui i motivi sono ben più gravi, in quanto è coinvolto un familiare di un Ministro, ma Renzi sta difendendo spudoratamente la Ministro Boschi, a scapito di chi ha lavorato una vita per mettere da parte dei risparmi e ora si è ritrovato senza più un euro sul conto.
Io a questo punto lascio a voi giudicare il tutto, non  vorrei addentrarmi in questa tortuosa vicenda della suddetta Banca, ma c’è da chiedersi dov’erano Bankitalia e la Consob, perché non hanno controllato in modo rigoroso su queste obbligazioni subordinate e su tanti altri particolari.
Bankitalia ha molte responsabilità, in quanto era ed  è un suo compito vigilare su tutte le operazioni bancarie e bloccare  la vendita di eventuali bond a rischio.
Tutto ciò non è stato fatto e allora sarebbe opportuno mandare a casa  sia i vertici di Bankitalia,  sia  l’attuale governo, schierato tanto per cambiare a favore dei banchieri e non dei risparmiatori, dimostrando di essere incapace di tutelarci e amministrarci.
Concludo augurando Buon Natale a tutti e in modo particolare a quei risparmiatori che hanno perso tutti i loro risparmi, con  la speranza e l’augurio di poterli recuperare, perché quelle obbligazioni non erano da collocare sul mercato finanziario.
Bankitalia si assuma le sue responsabilità e risarcisca  i risparmiatori, perché la colpa è di quei Direttori e impiegati, di destra e di sinistra,  delle sopra citate quattro banche  che  ipocritamente, senza scrupoli,   rassicuravano i clienti  che non c’era alcun rischio. Nessuno si aspettava di vedere azzerato il valore dei propri titoli in pochi giorni con l’approvazione del decreto Salva-banche.

comments

L’insegnamento della lingua italiana all’estero? "Una risorsa d’indotto strategica molto importante per l’Italia"

...e poi sin dal 2008 si è dissanguato il capitolo di spesa 3153 sui corsi di lingua e cultura
MARIA IACUZIO - Fa piacere notare le molte dichiarazioni da parte di importanti esponenti di governo e non solo, cui considerano l’insegnamento della lingua all’estero: una risorsa d’indotto molto importante per l’Italia, un investimento economico strategico. Dispiace che poi non ci siano di conseguenza azioni o proposte in campo, praticabili da subito, atte ad invertire un ‘trend’ negativo. Avere delle idee positive sull’importanza della lingua italiana è una bella cosa, ma bisogna anche sapere come portarle avanti. Questa situazione, oltremodo, mortifica tantissimi cittadini italiani residenti all’estero di nuova emigrazione, ai quali si aggiungono moltissimi discendenti italiani, veri protagonisti della stessa immagine dell’Italia nel mondo.
Proprio in questi giorni da sicure indiscrezioni sulla Legge di stabilità 2016, si prevede un ulteriore consistente taglio, nella misura di quasi il 30% sul capitolo di spesa 3153, dei  corsi ex art. 636, D. Lgs 297/94. Fortunatamente, grazie anche all’avveduto intervento di alcuni parlamentari eletti all’estero, questo serio e micidiale decurtamento sarà probabilmente annullato ed il capitolo di spesa del MAECI n. 3153 rifinanziato come in precedenza, speriamo che sia così.
A nostro parere, resta una forte e strutturale criticità sulla materia, accumulatasi negli anni precedenti, che sta causando un triste e penoso declino dell’insegnamento e promozione della lingua e cultura  italiana all’estero.
Questa situazione  ha determinato un arretramento marcato nella diffusione dell’insegnamento della lingua e cultura italiana in molti Paesi, al di là di quello che si dice. Partendo dal 2012, infatti, cioè da quando è stato stilato il rapporto della Commissione, dati alla mano, vi è stata una perdita di studenti frequentanti di circa il 30% sul totale, circa il numero degli alunni dei corsi  ex art.636, D.Lgs 297/94. Più precisamente, si è avuta una riduzione nel numero degli studenti di ben 27.812 unità. Seguono i dati numerici del triennio in questione: 
nell’anno 2012, alunni 315.953;
nell’anno 2013, alunni 296.497;
nell’anno 2014, alunni 288.141 (cifra che rappresenta l’ultimo dato statistico fornito nel mese di luglio 2015).
Pena la perdita di altre migliaia di studenti anche per l’anno scolastico 2015, considerando il ‘trent’ negativo. Dati gravi ed allarmanti, imbarazzantemente incontrovertibili, pertanto si chiede alle Autorità di Governo di rifinanziare adeguatamente i capitoli di spesa relativi  a questa materia, partendo semmai dai risparmi di spesa su altri capitoli. È necessario intervenire ancor più marcatamente su capitoli di bilancio, come il n.3153, ex art. 636, D. Lgs 297/94, gravemente in sofferenza. Ci si rende conto della particolare congiuntura economica, ma è altrettanto chiarissimo ai nostri occhi che non intervenire costerà molto di più.
In conclusione per meglio capire qual'e' la reale politica, in termini finanziari, sulla promozione della lingua e cultura italiana all'estero sagace e' agghiacciante e' il confronto con altri Paesi europei:
la Gran Bretagna investe 826 milioni l’anno, la Francia 760 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre L’Italia elargisce contributi a Enti ed Associazioni per corsi di lingua e cultura italiana per meno di 10 milioni l’anno. 
E' profondamente ingiusto, al di la' di tante belle parole, cosi' come viene realmente nei fatti considerata e supportata la promozione della lingua italiana all'estero.

comments

Sottocategorie