Mar01162018

Last updateGio, 28 Dic 2017 11am

Italiani nel Mondo

IL SOLDATINO DI PIOMBO CHE NON ARROSSISCE MAI

ARMANDO TAVANO (Santo Domingo) - Ho sempre sostenuto che Mario Giro fosse in realtà un soldato. Un generale che si è battuto per decenni ai vertici della Comunità di Sant'Egidio, l'ONU di Trastevere.
Dopo aver promosso e sostenuto tenacemente la chiusura della nostra ambasciata, oggi è venuto a farci visita come se niente fosse. Tanti personaggi di spicco tra gli italiani qui residenti non si sono presentati all'incontro e hanno annunciato forti proteste da indirizzare alla Casa de Italia.
Alle domande sul perché della chiusura, il vicesegretario agli esteri ha glissato: "Pensiamo al futuro" e ha accennato vagamente a motivi di prestigio della nostra nazione con un velato riferimento quindi allo smacco internazionale rappresentato da quel fantomatico traffico di visti che ancora oggi aleggia con forza nelle menti degli italiani di Santo Domingo senza essere sostenuto da tracce concrete di sorta.
Non più quindi Spending Review, termini inglesi che ci aspettavamo di sentire anche oggi con quel simpatico accento romano del trasteverino, quindi non più motivi di spesa. Di questo non si è fatto parola oggi. Ora c'è di mezzo l'onore dell'Italia.
Ora Mario Giro si ricorda che nella Repubblica Dominicana gli iscritti AIRE sono circa un quarto degli italiani che vi risiedono effettivamente. Tema questo che è stato ragione di scherno da parte del Consiglio di Stato nella nota sentenza e, secondo quanto appreso da me da testimonianze dirette, dallo stesso precedente ambasciatore italiano a Panama. Come mai questo interesse a una popolazione di italiani potenziali votanti di 40.000 unità? Succede che coloro che si trovano all'estero potranno votare al referendum indipendentemente dalla loro iscrizione AIRE. Basta una comunicazione entro il 2 novembre al comune di residenza, dopo generosa e forse non disinteressata estensione del termine scaduto l'8 ottobre. Sappiamo che il non voto favorisce comunque l'esito positivo della modifica costituzionale.
La circoscrizione estero è ai fini del processo elettorale un feudo della Farnesina. La buona volontà dei diplomatici che gestiranno il processo è stata presuntamente acquisita con il ventilato cambiamento della strategia diplomatica a livello mondiale della Farnesina. I burocrati della diplomazia dopo essere stati trattati per anni a pesci in faccia dai montiani del ministero, recentemente hanno ricevuto parole di conforto da parte del ministro degli esteri. Una virata a rotta di collo? Niente affatto, sappiamo benissimo che le dichiarazioni si lasciano fare, tanto non costano nulla, soprattutto quando si è abituati a giocare sporco.
La buona novella poi è che ci saranno schede elettorali a iosa! Questa volta le stamperemo sul posto. Evviva evviva, ecco cosa ci racconta il soldatino di piombo che non arrossisce mai!
E all'estero ha diritto di voto il 10 percento dell'elettorato... Ci sono buone prospettive per la vittoria del Sì, e altrettanto buone per un'ottima riuscita dell'ennesima frode elettorale. Alla faccia del traffico visti!

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La Circoscrizione estero avrebbe bisogno di un Pdexit

GERARDO PETTA - Dopo il ko tecnico subito dal PD di Renzi alle ultime amministrative, perse Roma e Torino, è giunto il momento di unire le forze contro la politica inconcludente dei parlamentari del centrosinistra, impedendo  loro di decidere per noi.
Le ultime  amministrative sono state una batosta, un montante sferrato dai cittadini al  partito del premier  che lo ha fatto prima barcollare e poi costretto alla resa, riconoscendo gli errori che hanno causato  questa sconfitta.
D’altra parte,  il premier Renzi,  finora ha fatto solo promesse, mai mantenute, e i cittadini italiani tra cui anche coloro che al primo turno avevano votato per il candidato del centrosinistra, al ballottaggio hanno preferito dare il loro voto, non di protesta, ma di cambiamento all’esponente del M5S, il caso di Torino  è eloquente.
Gli italiani si sono stancati di chi li sta governando da due anni difendendo  solo banchieri corrotti, lobby finanziarie, in poche parole  i poteri forti e oscuri della nostra nazione.
Il rottamatore  toscano che voleva cambiare l’Italia, abbassando le tasse, creando nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani, dare credibilità al nostro paese, combattere la criminalità, riformare la scuola italiana,  ha solo peggiorato una situazione già difficile. Infatti le tasse sono aumentate, la disoccupazione giovanile ha superato il 40% , molte famiglie stanno lasciando il nostro paese alla ricerca di un futuro migliore, o almeno decente, per sé e i propri figli.
Questa e la fotografia dell’Italia attuale!
Quindi con Renzi  e il suo governo di centrosinistra siamo andati di male in peggio.
Ecco perché, ora, anche la comunità italiana che vive oltreconfine, deve svegliarsi e essere protagonista di un cambiamento nelle politiche degli italiani all’estero.
Abbiamo tutte le potenzialità per ben figurare, ma dobbiamo liberarci dei soldatini del PD  che invece di preoccuparsi delle vere problematiche dell’emigrazione, non fanno altro che votare a favore dei tagli per l’estero.
Dobbiamo unirci, perche insieme possiamo tutelarci con dei validi rappresentanti che vadano in Parlamento con un unico obiettivo di rispondere solo alla collettività italiana che li ha votati. E non invece ai partiti,  come si stanno comportando la maggioranza dei parlamentari eletti nella Circoscrizione estero, a trazione del Partito (anti) Democratico.
Il PD sta barcollando e allora bisogna trovare il modo per metterlo, sempre pugilisticamente parlando, al tappeto definitivamente e prendere in mano le redini del sistema Italia nel mondo. E chi sarebbero queste forze politiche?
Attualmente stanno parlando in maniera costruttiva il MAIE e Forza Italia, ma bisogna aggregare tutti coloro che hanno gli stessi obiettivi, e hanno a cuore le sorti del nostro paese.
Abbiamo una ricchezza e una potenzialità tra le mani e non riusciamo a sfruttarla, per l‘incapacità di chi ci governa!
Ecco perché è necessario   un cambiamento politico e le amministrative lo hanno dimostrato  che la vittoria, anche nella Circoscrizione estero, è alla nostra portata, ma dobbiamo lavorare insieme per raggiungere questo importante obiettivo per il bene dell’Italia e per noi che viviamo oltreconfine. La politica si è allontanata dalla gente, viene esercitata solo nei palazzi, invece deve incontrare i cittadini, parlare con loro, confrontarsi sulle problematiche attuali e risolverle.  Chi è stato eletto non deve vendere fumo per conservare la poltrona, deve avere il coraggio di andare controcorrente, ma sempre nell’interesse del proprio paese e dei cittadini italiani.
Ora  anche il M5S non avrà più alibi, dovrà dimostrare nelle città in cui  ha conquistato la poltrona di sindaco di essere all’altezza della situazione e governarle, perché sarà in prima persona a guidare l’amministrazione comunale. Però,  dovrà dialogare anche con  altre forze politiche, che  hanno  gli stessi obiettivi. Chi vorrà procedere in maniera solitaria, rischia la stessa fine  della nave Concordia, prima o poi andrà a sbattere contro uno scoglio.

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Il "meccanismo del lavoro" dei parlamentari eletti all’estero del PD

Con sprezzo del ridicolo gli eletti all’estero del PD si prodigano quasi quotidianamente a raccontarci che “tutto va ben  Madama la Marchesa” perché, grazie i loro ordini del giorno vengono prodotti e approvati in quantità industriale.
Purtroppo gli italiani all’estero non vivono nella realtà virtuale degli ordini del giorno bensì in quella reale  dei tagli che li colpiscono.
Ma i nostri eroi (si fa per dire) continuano ad usare i loro ordini del giorno come specchietti per le allodole invece di fare la voce grossa col governo minacciando di non votare sempre e comunque qualsiasi scelleratezza. Macchè, scrivono lunghi comunicati per raccontare come stanno (male purtroppo) le cose. Insomma pare siano commentatori anzichè parlamentari.
Ormai ci siamo abituati e siamo obbligati a farcene una ragione. Però l’ultimo comunicato dell’On. Porta a proposito della tassa di 300 euro sulle pratiche di cittadinanza degli italiani all’estero (da non confondere con i 200 euro su quelle degli stranieri in Italia) ci ha stupito particolarmente. Tralasciando la solita propaganda, eccoci all’affermazione “Mi rendo conto che per un movimento che non brilla in lavoro e risultati parlamentari risulta difficile intendere il meccanismo del nostro lavoro”.
No, On. Porta, il MAIE l’ha capito benissimo il meccanismo del vostro lavoro: fare tagli e poi cantare vittoria perché si è “riusciti” nell’impresa di recuperare qualcosina oppure – come in questo caso – mettere una tassa (l’ha o non l’ha chiesta e voluta il PD?) e poi far vedere che ci si batte perlomeno per cercare (anche questa volta invano) di attenuarne gli effetti.

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Con Michele Schiavone, neo segretario del CGIE, la collettività italiana è restata ferma a Eboli

MAURIZIO RAVIOLA - Il PD con  i suoi patronati di riferimento, appartenenti alla stessa area politica,  ha eletto Michele Schiavone segretario del nuovo CGIE (Consiglio Generale Italiani all’estero).
Sono passati dieci   anni dall’ultima elezione del precedente  segretario, e nulla  ancora si muove a Eboli.
Infatti tra i 62 membri del nuovo CGIE compresi quelli di nomina governativa, tranne poche eccezioni,  avevano tutti come comune denominatore l’appartenenza al Partito (anti?) Democratico.
E così Michele Schiavone da  segretario del PD-Svizzera, sembra sia diventato segretario di tutto il  PD-estero, cioè il suddetto nuovo il CGIE che in realtà rappresenta il vecchio che avanza.
Lo stesso Schiavone era già consigliere del suddetto organismo da dieci anni e ora ha coronato il suo sogno personale di diventarne segretario.
Finalmente ha raggiunto la meta!
In realtà è stato eletto solo dal 3% degli italiani residenti all’estero, su circa 5 milioni che vivono oltreconfine, che aveva partecipato alle ultime elezioni del Comites  che a sua volta ha eletto poi i consiglieri del CGIE.
Il PD è convinto di rappresentare  tutta la comunità italiana, ma a dire la verità rappresenta solo gli iscritti dei suoi circoli politici, dei patronati e delle Associazioni che orbitano intorno al suo partito.
Al 97% della  collettività italiana non  interessa né il Comites né il CGIE, ormai due organismi inutili e inconsistenti  come i parlamentari eletti all’estero.
Il  signor   Schiavone nel  suo  discorso di insediamento, da neo segretario di questo carrozzone inutile dell’emigrazione, ha indicato come primo obiettivo di impegnarsi,  da subito,  a risolvere il  problema dei contributi ai Corsi di lingua e cultura italiana.
Però  si è dimenticato che è stato già  consigliere  del CGIE negli ultimi  dieci  anni  e  allora perché non si è occupato precedentemente  di questa problematica? Se non ha fatto niente prima, perché dovremmo credere che si attivi ora? O è la carica a fare l’uomo intraprendente?

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Componente USEI: Ingenuità o sindrome del cornuto e contento?

Nel giorno dell'Epifania il Corriere della Sera titola: “Camera, lo strano caso del gruppo sudamericano con una sola emigrata - Deputati provenienti da gruppi diversi stanno insieme in nome dell’America Latina. E dei fondi previsti solo per chi aderisce ad una componente già presente alle elezioni”.
Per costituire una componente  servono 10 deputati, ne bastano 3, però, se la componente è riconducibile a una lista che si sia presentata alle elezioni. La lista che si è presentata alle elezioni l’ha messa a disposizione l’On. Renata Bueno, unica eletta dell’USEI alle elezioni del 2013, che ne ha avuto il permesso dal “padrone” del partito Eugenio Sangregorio.
Perché Sangregorio si sia prestato ad un’operazione del genere non è dato sapere. Raggiunto telefonicamente da Italia chiama Italia ha dichiarato: “La componente USEI, come Renata Bueno, non dovrà votare leggi contrarie all’interesse degli italiani all’estero e la deputata dovrà consultarmi sempre per capire come votare di volta in volta. Nel caso io non fossi d’accordo, lei dovrà astenersi. In caso contrario le toglierò l’autorizzazione ad usare nome e logo USEI e lei sarà fuori dal partito”.
Un po’ come disse quel famoso cornuto: “Mia moglie frequenta locali per scambisti ma, se mi accorgo che mi tradisce davvero, la caccio”.
Perché mai la Bueno non dovrebbe votare a favore di tutto quanto proposto dal governo del Segretario del PD, Matteo Renzi?
Lei che proviene dal Partito Popolare Socialista (PPS) brasiliano, che venne fondato nel 1922 come Partito Comunista Brasiliano (PCB). Lwi che è figlia di Rubens Bueno, leader alla Camera dei deputati del Brasile del Partito Popolare Socialista. Lei che è sposata con un dirigente del partito. Lei che è stata eletta a cariche amministrative in Brasile nelle liste del PPS.
D’altronde ricorda il Corriere della Sera che la Bueno ha spiegato: «La componente è aperta a chi, in piena libertà di coscienza, abbia volontà nell’aiutarmi nell’impegno preso con i miei elettori: la mia personale lealtà al governo Renzi, dimostrata in molte occasioni, potrà così avere maggiore forza nel rispetto dei principi laici e progressisti che da sempre hanno caratterizzato la mia attivita’ politica, anche nelle mie precedenti esperienze nelle istituzioni brasiliane”.
Di tutto si può accusare la Bueno ma non di incoerenza: poche settimane dopo la sua elezione a deputato decideva di lasciare l’USEI e, in vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, rinnovava il suo sostegno a Matteo Renzi già espletato l’anno prima, firmando la mozione a sostegno della sua candidatura.
Così, quando nel 2014 l’USEI fu coinvolta nella questione legata alla presentazione dei simboli per le elezioni europee con l’apparentamento dell’USEI con un certo movimento Bunga Bunga, Renata Bueno potè affermare: “Questa vicenda non mi riguarda. Non seguo più le attività né le scelte dell’Usei perché non sono più una loro iscritta. Mi sono candidata e sono stata eletta con questo movimento ma, in seguito, mi sono distaccata, non mi riconosco in questa realtà e non li seguo più”.
Ma allora - ripetiamo - perché Eugenio Sangregorio. che si è sempre spacciato per esponente del centro-destra e fu financo Vice Coordinatore del Popolo della Libertè in Argentina, si è prestato a questo gioco? Perché a novembre ha riaccolto la Bueno a braccia aperte nell’USEI e a dicembre le ha lasciato a disposizione il simbolo Usei per permetterle la costituzione della componente?

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Il fallimento del PD e degli altri partiti in Italia e nella Circoscrizione estero

GERARDO PETTA* - Vi siete mai posti la domanda a cosa servono  le innumerevoli  sedi,   circoli o   associazioni politiche  nate come funghi, nell’ultimo decennio, soprattutto  di area PD, all’interno   della collettività italiana all’estero?
La risposta  è semplicissima: “A niente!”
Hanno  creato  solo confusione, inimicizie,  rancori e  offese  a chi la pensava e la pensa  in modo diverso, correndo dietro a ideologie che non esistono più; un ostacolo insormontabile per le nuove generazioni che vorrebbero avvicinarsi alla politica.
Ci si aspetterebbe dalla politica una risposta concreta  e rassicurante per il futuro, ma l’azione dei partiti  ha prodotto un vuoto a livello decisionale. È chiara l’incapacità e l’inutilità dei suddetti partiti, dato che non riescono a servire gli interessi dei cittadini, mancanti di una forte capacità di scelte sostenibili, coraggiose e lungimiranti. Soprattutto ora, che ci troviamo, da alcuni  anni, nel bel mezzo di una crisi che pare irreversibile.
I politici eletti all’estero si sono dimostrati non all’altezza della situazione, ma d’altra parte cosa potevamo aspettarci da chi non aveva le basi per essere il nostro portavoce.  Essi sono stati catapultati in qualcosa troppo più grande di loro, senza avere  alle spalle una gavetta politica, e a quel punto   non hanno pensato  per niente al bene della collettività italiana, bensì solo al loro potere ed è chiaro che in questo modo la loro funzione e utilità  è venuta  a mancare.
Se avessero avuto a cuore le nostre sorti, non avremmo dovuto pagare in nessun modo le incostituzionali tasse dell’ IMU, della TASI e della TARI (esclusi i pensionati) sulle prime case possedute in Italia e prossimamente il canone RAI.
Non mi meraviglierei se a breve venisse legiferata una tassa d’ingresso per tutti coloro che andranno a trascorrere  le vacanze nel comune italiano dove sono registrati!
Ormai  siamo diventati  solo delle mucche da mungere con tanti doveri, ma nessun diritto!
E questo grazie a chi da decenni ha in mano le redini della collettività italiana, tramite i vari organi di rappresentanza, Comites, CGIE e parlamentari della Circoscrizione estero, cioè in buona sostanza: il PD.
È giunto il momento di dire: ADESSO BASTA, ci avete stancato!
Questi illustri personaggi rappresentano solo se stessi!
Ecco perché, a questo punto, dovremmo guardare oltre i partiti e  dar vita a un’ aggregazione  di liberi cittadini, staccati dai partiti tradizionali, dimostratisi una rovina, e unirci  nell’interesse comune  di italiani o doppi cittadini per  difendere  la nostra cultura  e far apprezzare e valorizzare  il nostro made in Italy all’estero.  Contemporaneamente cercare, però,  di tenere conto delle esigenze  di   chi vive oltreconfine con leggi più eque e sostenibili.  Per esempio, cancellando quasi del tutto queste assurde tasse sulle prime case possedute in Italia, che  stanno facendo scaturire solo un effetto controproducente,  portandoci  addirittura a  odiare le nostre radici e far svanire il sogno dei  nostri genitori o dei nostri nonni, realizzato con tanti sacrifici, nel costruirsi  o comprandosi un’abitazione nel loro paese di origine.
Pertanto, a   molti cittadini, i partiti appaiono  solo come dei comitati d'affari, ma è pur vero che  la democrazia non potrà fare a meno di essi, ma  non dovranno più essere quelli di prima, con tutto quell’elefantiaco apparato  inutile e costosissimo che si tirano appresso: dovranno essere più snelli e più agili per affrontare con rapidità e decisione i problemi e gli imprevisti che la complessità della situazione locale, nazionale e internazionale in continua evoluzione ci mette ogni giorno di fronte.
Finora tutti, nessuno escluso, da  destra  a sinistra hanno tradito il popolo che li ha votati
Attualmente, il MoVimento 5 Stelle  ha indicato un’alternativa da percorrere  e allora  ben vengano altre realtà del genere, come ha fatto anche il MAIE (Movimento Associativo italiani all’estero).
Il  Movimento di Grillo, bisogna riconoscerlo,  ha avuto un successo incredibile,   oltre le aspettative,  in quanto  i partiti, al potere da circa 70 anni, hanno creato con gli elettori  un  rapporto  del tutto clientelare.
Quando ai cittadini è stata  offerta   la possibilità  di entrare come attori principali  all’interno delle istituzioni e fare quello che normalmente  delegavano con il voto di scambio, ecco che  si è rotto  il giocattolino che alimentava  la politica clientelare.
Pertanto non sarebbe male che si partorissero altri movimenti del genere, dove il cittadino diventi primo  attore  e non relegato a fare la comparsa o lo spettatore.
*Consigliere -  Comites di Zurigo

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L’On. Fedi, i regali di Natale e la coerenza

GIAN LUIGI FERRETTI - E’ Natale e l’On. Fedi ha deciso di regalarci due belle finzioni. La prima finzione è che la Legge di Stabilità approvata nei giorni scorsi sia cosa buona e santa per gli italiani all’estero.
Si è sbilanciato persino a dichiarare che fornirà i dati che dimostrerebbero come questa Finanziaria sarebbe migliore di quella del governo Berlusconi. Dice che lo farà dopo le lunghe vacanze natalizie, che serviranno a lui ed ai suoi colleghi per riposarsi dopo le fatiche degli ordini del giorno.
Conosco da tanti anni Marco Fedi e so che, non appena avrà avuto il tempo di studiare tutti i dati, onestamente riconoscerà che il vituperato Berlusconi tutto sommato faceva di meglio anche se tutti noi, sinistra e destra, criticavamo ferocemente. Caro Fedi, a quanto pare al peggio non c’è mai fine. Quello che è cambiato è l’atteggiamento della sinistra che ora non critica più.
La seconda finzione è che l’appartenenza dei parlamentari del MAIE al gruppo ALA non sia di natura tecnica bensì paragonabile alla sua appartenenza al gruppo PD.
Ma, mentre i parlamentari del MAIE si comportano secondo la loro coscienza e le loro convinzioni quando si tratta di italiani nel mondo, l’On. Fedi e gli altri eletti all’estero del PD non si sognano neppure di votare in dissenso al loro gruppo anche quando il loro voto sarebbe ininfluente.
E infatti i parlamentari del MAIE hanno votato coerentemente contro così come votarono contro la Finanziaria di Berlusconi, per gli stessi motivi.
Ringrazio l’amico Fedi per gli auguri di buon lavoro che contraccambio con tanti auguri di buon riposo.

Questa replica si riferisce al seguente comunicato dell'On. marco Fedi:

Una riflessione sulla coerenza, i partiti e le persone
Alla ripresa dell'attività fornirò all'amico Ferretti i dati su finanziarie e leggi di stabilità per gli italiani nel mondo sui quali proporre una utile discussione. Non solo storica ma politica e soprattutto necessaria per capire in che direzione muoversi.
Vorrei proporvi però una breve riflessione prenatalizia, piena di bontà e di buone intenzioni. Apprezzo la coerenza, solo quella, di Merlo e Borghese che hanno votato no alla legge di stabilità.
Per le stesse ragioni di coerenza, ma anche di sostanza, dopo aver recuperato i tagli ed essere passati ad una nuova stagione per gli italiani nel mondo, noi del PD abbiamo votato a favore della legge di stabilità. Oltre alle ragioni di appartenenza. Le appartenenze contano, sempre, anche come misura di coerenza. Perché non vi è cosa peggiore di confondere gli elettori e i cittadini. Il gruppo parlamentare ALA-MAIE, di cui Merlo è vicepresidente, ha annunciato in aula il voto di astensione sulla legge di stabilità, senza nessun riferimento agli italiani all'estero e senza critiche.
In sostanza si riafferma l'idea che le questioni di carattere generale sono prioritarie rispetto al tema specifico degli italiani nel mondo, anche nel gruppo del MAIE.
La dimostrazione tangibile delle difficoltà che abbiamo tutti nel far emergere il tema dell'italianità nel mondo come occasione di investimento e sviluppo.
Siamo vicini alle festività natalizie quindi chiudo qui, senza cattiverie inutili e dannose. Rimane aperto il tema dell'azione comune per il “bene comune” degli italiani all'estero. Occorrono lavoro, impegno e determinazione. Poi anche la coerenza. Come quella di chi è sempre dalla stessa parte politica ma ne comprende anche i limiti e cerca di migliorarla. Buone feste e, in vista della ripresa dei lavori parlamentari, buon lavoro comune.
On. Marco Fedi

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Il lavoro allo specchio della Garavini

da La Pagina di Zurigo del 10 Febbraio
Come dar torto al senatore Micheloni, che alcuni mesi fa ha accusato la sua collega di partito, l’onorevole Garavini, di impegnarsi a fondo nella cura della sua immagine politica per millantare poi attenzioni e impegno per gli italiani all’estero che l’hanno votata.
È indubbio che la Garavini con i media ci sappia fare, che curi al meglio la sua immagine, in modo superlativo. Questo in politica aiuta molto… all’inizio. Poi però bisogna dimostrare un minimo di impegno, almeno qualche grammo di fuffa e una ventata di speranza… e qui casca l’asino e tutti i pennacchi della bersagliera patinata.
Della Garavini restano nella memoria le difese a spada tratta dei patronati (suoi ex datori di lavoro) e ultimamente la spiegazione data ai connazionali all’estero su come pagare il canone RAI con la bolletta ENEL… Possibile che non le sia passato per la mente che un emigrante che già paga la Billag in Svizzera viene trattato alla stregua di un povero fesso se deve pagare anche il canone in Italia, dove, sì e no, ci sta un mese e perlopiù estivo, quindi più in spiaggia che in casa, pagando un canone per un televisore spento (e a volte senza neanche quello).
Con sorriso e senza rossori ci ha anche informato delle mirabilie ottenute in tutti questi anni in parlamento: “Il mantenimento della circoscrizione estero con la presenza dei 12 deputati eletti all’estero…” Caspita, che pasionaria! Ci informa che continueranno a chiederci i voti in cambio del mantenimento del loro posto a Roma: gaudio e festeggiamenti in Europa! Ma oltre a questo, quante proposte di legge in questi anni con firma Garavini? Più o meno dei post su Facebook in cui dichiarava che stava lavorando e sudando per noi?
Guardare le foto della Garavini è un corso di marketing politico, sempre a suo agio ed elegante, sempre col sorriso (uno solo per tutte le stagioni) e sempre al centro della scena. Se le foto si sovrappongono all’operato di questi anni, non c’è sorriso che tenga, nascondere il nulla e meno di nulla è più difficile che nascondere un elefante sotto il tappeto. Che i patronati, che i Nardi facciano campagna per lei, che riesca a farsi eleggere a ripetizione, non nasconderà mai che in questi anni ha calcato la scena politica italiana senza lasciare traccia… La storia non perderà neanche tempo a condannarla, semplicemente la dimenticherà.
Capita a tutti, ed è capitato ad altri prima di lei; perfino il sorriso plasticoso del Cavaliere è ormai preistoria, ma nel bene o nel male almeno qualcosina lui aveva fatto. Pensare alla faccia arcigna della Thatcher, allo sguardo duro di Churchill, al tono di aspro di Pertini e poi ritrovarsi una foto giuliva della Garavini, fa scemare ogni passione politica… Quanti andranno a votare nel 2018?

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Replica all’amico Fedi

GIAN LUIGI FERRETTI - L’amico Fedi mi bacchetta perché non ho osannato abbastanza i radiosi risultati del duro lavoro dei parlamentari eletti all’estero del PD + alleati centristi.
E allora, amico Fedi, vogliamo andare a vedere le cifre? E’ sicuro l’amico Fedi che per quanto riguarda i capitoli tradizionali degli italiani nel mondo sia migliorata la situazione rispetto a quella del governo dell’odiatissimo Berlusconi, quello della “devastazione”?
Bene. Se l’amico Fedi riuscirà, francamente non so come, a dimostrare che è così, prometto di applaudire ininterrottamente per 5 minuti.
Più fondi ai Comites e più fondi al Cgie di chi veniva accusato di tagliare i viveri per distruggere gli organismi di rappresentanza?
Di una cosa devo dare atto però. L’amico Fedi, Farina, Garavini, La Marca, Di Biagio, Caruso si sono battuti allo spasimo per limitare il danno ai patronati dai quali provengono.
Peer finire vorrei chiedere all’amico Fedi seè’  davvero “molto poco serio” chiedersi come mai i parlamentari eletti all’estero che si riconoscono nella maggioranza di Governo non si siano interessati a chiedere allo stesso Governo perché non chieda il parere, obbligatorio per legge, al Cgie. Naturalmente per farlo il “loro” Governo dovrebbe darsi una mossa e convocarlo.
Un po’ d’impegno anche per il Cgie, amico Fedi? Diciamo un decimo di quello profuso per i patronati?

Il comunicato dell'On. Marco Fedi:
LE CRITICHE SONO UTILI SOLO SE HANNO UNA BASE DI VERITÀ
All'amico Ferretti, che critica aspramente le prese di posizione dei parlamentari di maggioranza sui miglioramenti ottenuti nella legge di Stabilità, ricordo che al Senato, sui capitoli tradizionali degli italiani nel mondo, sono stati recuperati tutti i tagli previsti con un incremento, rispetto all'anno precedente, sulle voci riguardanti la scuola e la cultura. Quindi dove si fonda la “devastazione” denunciata da l’Italiano e da Italia chiama Italia si dovrebbe spiegare meglio.
Sul fronte dei Patronati – che notoriamente sono la grande passione de l’Italiano e di Italia chiama Italia – ricordo che siamo riusciti a contenere una preoccupante riduzione di risorse, dai 48 milioni iniziali ai 15 finali. Ma non può passare sotto silenzio né la maggiore attenzione all'attività dei Patronati, e quindi la limitazione al proliferare di sigle che non svolgono significativa attività, né la positiva modifica dell'aliquota di prelevamento dal fondo, che evidentemente comporta più risorse.
Ho avuto modo di dire in passato e lo confermo oggi che la questione del ruolo dei Patronati e delle modalità di finanziamento implica scelte legate alla politica del welfare, sulle quali l’intero Paese dovrebbe interrogarsi. Non riguarda unicamente l’estero. Direi piuttosto che questa accentuazione dei riferimenti all'estero, circoscrivendo l’attenzione ad un aspetto particolare, potrebbe indebolire proprio l’estero. Dobbiamo sentirci impegnati a continuare l'azione di recupero di risorse ma il tema è molto più vasto e impegnativo. Va affrontato e discusso proprio nell’ambito di una nuova visione delle tutele e dei soggetti preposti a garantire la parità di accesso ai diritti soggettivi in campo previdenziale. Ed è una discussione che si lega anche al nuovo piano internazionale degli istituti di previdenza, alla nascita e gestione della previdenza complementare, alla necessità di offrire servizi efficienti e legati ai territori, oltre che alle nuove tecnologie informatiche. Questa è la sfida che dobbiamo raccogliere, insieme, per evitare di dover affrontare nuove battaglie senza un orizzonte di riferimento.
Sull'IMU, se guardiamo alla situazione esistente, questa legge di stabilità estende ulteriormente esenzione TASI e riduzione a 1/3 della TARI ai pensionati, con un indiscutibile miglioramento della regolamentazione precedente. 
Il passaggio alla Camera della legge di stabilità, dopo l’ottimo lavoro svolto al Senato ed il recupero di risorse in settori importanti come scuola e rappresentanza, è iniziato con l’approvazione di emendamenti ed un parere in Commissione esteri che hanno visto esclusivamente il lavoro dei deputati del Partito Democratico. Non a caso, quegli emendamenti proposti dal relatore e fatti propri dalla Commissione, sono stati tutti approvati nella Commissione Bilancio. Assenti altri pezzi di maggioranza e assenti le opposizioni, almeno quelle che un giorno sì e l’altro pure affermano di interessarsi agli italiani nel mondo. Il M5S era presente ma i suoi rappresentanti hanno contribuito a rafforzare l’idea che gli italiani nel mondo non sono - diciamo così – la prima delle loro preoccupazioni.
Abbiamo ottenuto, inoltre, la parità di trattamento tra i lavoratori su un tema storico, le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, ora inserite nel più vasto panorama delle agevolazioni fiscali. Estese ai lavoratori in ambito UE, queste ora sono previste per tutti alle condizioni di legge.
Su una sola cosa ha ragione Ferretti, sul CGIE. Esso deve esprimere parere obbligatorio sulle proposte del Governo concernenti le materie riguardanti le comunità italiane nel mondo. Sulle proposte del Governo, non sull'azione del Parlamento! Credo sia giusto rivolgere la domanda al Governo, ma credo sia molto poco serio scaricare questa responsabilità sul Parlamento e sui parlamentari di maggioranza, che non c’entrano nulla.

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