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Italiani nel Mondo

Le gravissime accuse a Romagnoli, rischia l'ergastolo

Ecco il comunicato stampa del Manhattan U.S. Attorney:

Il Procuratore di Manhattana annuncia arresti di trafficanti internazionali di armi per cospirazione per uccidere gli americani e reati di terrorismo accessori

Preet Bharara, il procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, e Michele Leonhart, amministratore degli Stati Uniti Drug Enforcement Administration ("DEA"), hanno annunciato oggi l'arresto di CRISTIAN VINTILA ("VINTILA"), MASSIMO ROMAGNOLI ("ROMAGNOLI"), e VIRGILIO FLAVIU  GEORGESCU ("GEORGESCU"), trafficanti internazionali di armi accusati di cospirazione per vendere grandi quantità di armi di tipo militare alla Forze armate rivoluzionarie della Colombia ("FARC") - un' organizzazione terroristica straniera  - armi destinate ad essere usate per uccidere americani in Colombia. VINTILA e GEORGESCU sono stati arrestati a Podgorica, in Montenegro, da parte delle autorità montenegrine lunedi mentre si preparavano a finalizzare la transazione. ROMAGNOLI è stato arrestato in Montenegro ieri dalle autorità montenegrine.

Il Procuratore Preet Bharara ha detto: "Vintila, Romagnoli, e Georgescu hanno tentato di vendere armi di tipo militare, dalle pistole ai lanciarazzi, a persone che credevano essere associate ad un gruppo terroristico. Ora non saranno più in grado di partecipare a questo commercio illegale."

L'Administrator della DEA Michele Leonhart ha detto: "I trafficanti di armi a livello mondiale rappresentano una minaccia diretta per la sicurezza e la stabilità degli Stati Uniti e dello stato di diritto. Forti partnership internazionali della DEA hanno ancora una volta fatto la differenza nell' interrompere una cospirazione che avrebbe potuto mietere vite americane innocenti in grave pericolo. Niente è più importante della sicurezza globale e la sicurezza dei nostri cittadini. Per fortuna, questi presunti cospiratori sono fuori dal mercato e presto affronteranno la giustizia degli USA".

Secondo l'accusa del tribunale federale di Manhattan:
Dal maggio 2014, VINTILA è stato un trafficante di armi con base in Romania, ROMAGNOLI è stato un trafficante di armi con base in Europa, in grado di procurarsi  certificati fraudolenti destinazione d'uso ("EUC") per armi di tipo militare,  e GEORGESCU è stato un broker di armi con base in Romania. Tra maggio e ottobre 2014, VINTILA, ROMAGNOLI, e GEORGESCU hanno cospirato per vendere un arsenale di armi, tra cui mitragliatrici e cannoni anti-aerei, con la consapevolezza che le armi sarebbero andati alle FARC per essere utilizzato dalle FARC contro gli Stati Uniti. Nel corso di una serie di telefonate registrate e in incontri di persona, VINTILA, ROMAGNOLI, e GEORGESCU hanno accettato di vendere le armi a tre agenti sotto copertura che lavorano con la DEA ("CS's"), che fingevano di acquistare  queste armi per conto delle FARC. VINTILA, ROMAGNOLI, e GEORGESCU hanno accettato di fornire queste armi agli agenti CS con l'intesa specifica che le armi sarebbero state usate per uccidere gli americani e, in particolare, per abbattere elicotteri ed aerei americani. ROMAGNOLI inoltre accettato di fornire EUC fraudolenti, al fine di fare sembrare legittima la vendita illegale di armi.

Durante i loro incontri registrati, VINTILA e ROMAGNOLI hanno consegnato agli agenti  CS cataloghi di armi di tipo militare che erano pronti a fornire alle FARC. VINTILA ha dato agli agenti CS un catalogo di armi che comprendeva pistole, mitragliatrici e altre armi ad alta potenza e ROMAGNOLI ha mostrato agli agenti CS un catalogo con armi automatiche e lanciarazzi a spalla. ROMAGNOLI ha inoltre  mostrato ad un agente CS un campione di documento EUC fraudolento. VINTILA, ROMAGNOLI e GEORGESCU hanno anche discusso la logistica di ricezione del pagamento per le armi da parte degli agenti CS e la consegna delle armi alle FARC.

* * *

L'accusa addebita a VINTILA, 44, ROMAGNOLI, 43, e GEORGESCU, 42,  due distinti reati di terrorismo:

Pimo: i tre sono imputati di cospirazione per uccidere funzionari degli Stati Uniti o dipendenti, in violazione del Titolo 18, Codice degli Stati Uniti, Sezioni 1114 e 1117. Se condannati, ogni imputato rischia una condanna massima di vita in carcere.
Secondo: tutti e tre sono imputati di cospirazione per fornire sostegno materiale o risorse ad un'organizzazione terroristica straniera, in violazione del Titolo 18, Codice degli Stati Uniti, Sezione 2339B. In caso di condanna, ogni imputato rischia una condanna fino a 15 anni di carcere. Le pene massime sono fornite qui a titolo puramente informativo, in quanto ogni condanna degli imputati sarà determinato dal giudice.

Mr. Bharara ha elogiato gli sforzi eccezionali investigativi della Divisione Speciale della DEA, dell'Ufficio nazionale di Bucarest della DEA, dell'Ufficio nazionale di Roma della DEA, la polizia nazionale montenegrina e le autorità rumene. Gli arresti sono il risultato degli sforzi di cooperazione stretti dell'Ufficio del Procuratore del Distretto Sud di New York, la divisione di sicurezza nazionale del Dipartimento di Giustizia e l'Ufficio del Dipartimento di Giustizia degli affari internazionali.

Il caso è stato perseguito dagli Uffici Terrorismo e Unità Internazionale Narcotici. Gli Assistant US Attorneys Andrea Lee Surratt e Ilan Graff sono responsabili della procura.

Le affermazioni contenute nell'atto di accusa sono solo accuse, e gli imputati sono presunti innocenti fino a prova contraria.

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Massimo Romagnoli arrestato per traffico d'armi

L'ex deputato italiano di Forza Italia Massimo Romagnoli è stato arrestato a Podgorica, in Montenegro, su mandato di cattura delle autorità statunitensi. L'accusa è di traffico d'armi a favore delle Forze armare rivoluzionarie colombiane (Farc), armi che - dicono gli americani - avrebbero potuto uccidere cittadini USA.
Romagnoli è stato arrestati insieme a due cittadini romeni , come riferiscono a Bucarest l'agenzia Mediafax e il quotidiano Rumania libera. Nell'ambito dell'operazione sono state effettuate perquisizioni sia a Podgorica che a Bucarest.
L'arresto a Podgorica di Romagnoli e dei due cittadini romeni, su ordine partito dagli Usa, è riportato oggi anche dal quotidiano della capitale montenegrina Vijesti, che non precisa quando è avvenuto l'arresto. In Italia la notizia è riportata dal quotidiano Avvenire, che cita fonti giudiziarie. Avvenire, che ricorda che Romagnoli è stato deputato di Forza Italia, eletto all'estero, dall'aprile 2006 al maggio 2008.

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Eletti all’estero che votano a favore del governo dei tagli

E’ un paradosso, e una tristezza infinita, che  deputati eletti all’estero abbiano votato la fiducia ad un governo mentre presentava una finanziaria che fra l’altro taglia 75 milioni ai patronati, che quindi offriranno meno servizi ai pensionati italiani all’estero e taglia il 20% delle risorse per il  personale delle scuole italiane. Senza parlare di quanto di negativo ha fatto finora questo governo, dal progressivo smantellamento della rete diplomatico-consolare alla chiusura di istituti di cultura al pasticcio delle elezioni dei Comites.
Ha votato a favore l’On. Renata Bueno eletta in Sud America con l’USEI di Sangregorio, che non aveva neppure l’obbligo della disciplina di partito alla quale si sono invece piegati i deputati del PD Porta, La Marca, Farina, Fedi e Garavini che, seduta accanto all’oratore del PD che annunciava il voto a favore ed è balzata in piedi applaudendo freneticamente.
Il massimo dell’eroismo dei deputati Mario Caruso e Fucsia Nissola di Per l’Italia, e quindi facenti parte della maggioranza governativa, è stato quello di non presentarsi in aula al momento del voto.
Di fronte a questi fatti, è difficile che venga accolto l’appello lanciato dell’On. Ricardo Merlo, che ha votato contro:  “Noi rappresentanti degli italiani all’estero dovremmo unire le nostre voci e i nostri voti per dire tutti insieme NO a questi tagli. Il mio auspicio è che, quando arriverà al Senato, tutti gli eletti all’estero si uniscano a noi in questa battaglia e abbiano la forza di opporsi a questa manovra. Che pensino più ai nostri connazionali nel mondo che alle segreterie politiche di Roma. Solo così potremo sensibilizzare un governo finora insensibile ai nostri richiami, che ci ignora: un governo che, dopo le chiusure di ambasciate, consolati e istituti di cultura, continua a penalizzarci con questa pessima legge di stabilità”.

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No alla riapertura dei termini per presentare liste Comites

Il Sen. Zin si dissocia dal Sen. Micheloni
Il Sen. Claudio Zin (MAIE), Vicepresidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all'Estero, ha scritto una lettera al Presidente dello stesso Comitato, Sen. Claudio Micheloni (PD):
Caro Presidente,
scrivo in merito alla sua proposta di riaprire i termini per la presentazione di nuove liste dei candidati in seguito alla decisione del Governo di rinviare le elezioni dei Com.It.Es ad aprile 2015.
Ritengo doveroso esprimere la mia contrarietà a questa possibilità, in quanto essa  mina il principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e  compromette la legittimità dell’ intero processo elettorale avviato nei mesi scorsi.
Credo che si debba salvaguardare il diritto di quegli italiani elettori che hanno regolarmente sottoscritto e presentato le liste di candidati, rispettando i termini di legge.
Voglia pertanto considerare la presente a manifestare la mia più totale dissociazione.
Sen. Claudio Zin

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Il MAIE ad Istanbul, dove c'è la più antica comunità italiana nel mondo

Da oggi gli italiani in Turchia fanno parte di un grande network mondiale.
Ad Istanbul c’è la più antica comunità italiana al mondo, risale addirittura ai tempi delle Crociate e delle Repubbliche marinare. Genova e la Venezia crearono a Costantinopoli (l’attuale Istanbul) popolosi "quartieri" di circa 60.000 abitanti. Il quartiere di Galata fu una colonia genovese per 2 secoli. Dopo la conquista della città da parte dei turchi, agli abitanti fu concessa l’autonomia. I genovesi rimasero ad Istanbul e Smirne fino al Novecento, quando (nel 1933 erano circa 15.000, assieme ai discendenti di mercanti e coloni veneziani) furono definiti Levantini, conservando i loro cognomi italiani ed il loro cattolicesimo fino ai nostri giorni.
Negli ultimi decenni la presenza italiana si è ridotta a poche migliaia, ma oggi assistiamo al fenomeno di un notevole flusso di immigrazione dalla Penisola soprattutto da parte di giovani. Si tratta di una comunità di buon livello, come si è visto sabato 29 al 1° Meeting di Coordinamento organizzato dal MAIE Turchia  presso la sala conferenze della società GALATA LOGISTICS di Vittorio Zagaia ad Istanbul.
Contrariamente a quanto era stato annunciato, non ha potuto partecipare l’On. Ricardo Merlo per la decisione del governo di fare votare la legge di stabilità da venerdì a domenica L’On. Merlo è dovuto rimanere alla Camera, dove ha votato coerentemente contro la fiducia al governo dei tagli agli italiani nel mondo.
Sono invece arrivati regolarmente il Cav. Gian Luigi Ferretti, Coordinatore del MAIE Europa e membro del Comitato di Presidenza del CGIE, ed il Sen. Claudio Zin, Vice Presidente del gruppo Autonomie-MAIE al Senato, che qualche giorno fa è inytervenuto all’ONU a New York in qualità di capo missione dell’Unione Interparlamentare.
Venerdì pomeriggio c’è stato un incontro col Console Generale Federica Ferrari Bravo soprattutto per discutere il problema della scuola elementare italiana “Marco Polo”, di cui ci siamo occupati su "L’Italiano" (VEDI)  in merito al quale c’è stata anche un’interrogazione parlamentare dell’On. Mario Borghese del MAIE (VEDI).
Sabato alle 15, in un’Istanbul semi-bloccata dalla visita del Papa, il Coordinatore del MAIE Turchia, Gianfranco Sacchetti, ha dato l’inizio al Meeting, trasmesso in diretta Twitter da “Il Nuovo Levantino”, magazine online degli italiani di Izmir (Smirne) e dell’Egeo (era presente il direttore Simone Favaro).
Sacchetti ha sottolineato il fatto che sia Ferretti che il Sen. Zin fosse venuti a loro spese dove nessun altro finora si era preso la briga di venire solo per conoscere la realtà degli italiani in Turchia, ascoltare i loro problemi ed i loro desiderata. Concetto sviluppato anche da Ferretti che ha tenuto a puntualizzare che non si trattava di una visita “politica” nel senso della propaganda elettorale non essendoci fra l'altro neppure in vista elezioni. "E poi – ha detto Ferretti – se fossimo alla caccia di voti andremmo non dove ci sono poche migliaia di connazionali, bensì a Londra, Berlino, Stoccarda, Bruxelles, Parigi". Sia Ferretti che il Sen. Zin hanno presentato il Movimento Associativo Italiani all'Estero, nato nel 2008 come movimento culturale fra le associazioni di connazionali, e subito preseente in parlamento con successo crescente ad ogni elezione, che ha due caratteristiche precipue: essere indipendente dagli schieramenti ideoligici dei partiti romani ed essere a totale servizio degli italiani nel mondo.
Si è parlato di tanti argomenti  nel corso del pomeriggio: da Comites e CGIE al voto, dai diritti legati alla cittadinaza alle carenze della struttura consolare, alla scuola ed ai tanti problemi. I giovani presenti hanno illustrato interessanti proposte sia per intercettare l'attuale ondata di immigrazione giovanile che per dare aiuto all'integrazione nella realtà turca.
Come spesso avviene in occasione dei convegni del MAIE in giro per l'Europa, sono venuti, per pura passione e naturalmente a loro spese, due Coordinatori: Vincenzo Pelliccione, Coordinatore MAIE in Albania e Franco Savoia, Coordinatore MAIE in Spagna.
L'entusiasmo è stato tanto che le discussioni sono continuate anche dopo avere dovuto lasciare la sala. Tutti si sono impegnati a passare la voce che gli Italiani in Turchia non sono più soli ma fanno parte di un grande network mondiale grazie al MAIE.

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Si riaprono dovunque i termini per la presentazione di liste Comites ?

Il Sen. Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, nel corso di un incontro con il Comitato di Presidenza del CGIE ha informato della sua intenzione di presentare un emendamento al decreto relativo al rinvio delle elezioni dei Comites.  Nell’emendamento si prevederebbe l’apertura dei termini di presentazioni delle liste, non solo nelle 24 circoscrizioni dove non ne è stata presentata neppure una, ma in TUTTE LE CIRCOSCRIZIONI. La nuova data entro la quale si potrebbero presentare nuove liste sarebbe il 17 febbraio. Il che sarebbe l'esatto contrario di quanto assicurato ieri dal Sottosegretario Giro.
Il Comitato di Presidenza si è dichiarato in TOTALE DISACCORDO , ma si ricorda che fu lo stesso CQIE presieduto dall’On. Micheloni ad avere ottenuto dal Ministro degli esteri Gentiloni, il rinvio delle elezioni.

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La mamma dell’ambasciatore Bosio scrive a Gentiloni

Scrive al Ministro degli Esteri la mamma dell'ambasciatore Daniele Bosio che, per avere voluto regalare una giornata di svago a dei bambini poveri nelle Filippine, è finito in un incubo. Arrestato con l’accusa di traffico e abuso di minore, è stato detenuto a lungo in un carcere fatiscente e, malgrado la magistratura filippina abbia poi accertato che non «sussistono gravi indizi di colpevolezza, non è ancora un uomo libero:
Egregio Signor Ministro,
mi ha commosso sentire che le Sue prime parole, insediatosi nel nuovo incarico, siano state indirizzate ai nostri due fucilieri di Marina in India. La decisione di sottolineare pubblicamente il Suo forte, costante impegno, mi ha fatto ben sperare che voglia prendere davvero a cuore la vicenda che ormai da otto mesi vede "prigioniero" nelle Filippine mio figlio, Daniele Bosio, ex ambasciatore in Turkmenistan.
Ritengo che sia a conoscenza della storia nella quale è rimasto implicato, ragion per cui Le "risparmierò" il riassunto nudo e crudo dei fatti. Non sarò neanche io a protestare la sua innocenza: sarebbe scontato. È la storia personale di Daniele, del suo impegno di almeno venti anni nel volontariato che la testimoniano. Così come l’hanno gridata le centinaia di persone, non solo parenti e amici, ma tutti coloro cui Daniele ha dedicato tempo e risorse economiche. Daniele non si è limitato ad aiuti a distanza: ci ha "messo la faccia", come adesso è di moda dire... E questo, ovunque sia stato: a Roma, con l’associazione "Peter Pan", a New York con "Ronald Mc Donald House", ad Algeri, a Tokyo, anche nelle Filippine, dove ha portato aiuti, ha dedicato le sue vacanze ad insegnare in una scuola che ancora sostiene economicamente, sicuro come ha sempre detto, che l’istruzione e il gioco fossero diritti inalienabili dei bimbi, da difendere a tutti i costi e in ogni paese. Non è testimonianza in maniera definitiva della sua totale innocenza il silenzio assordante di qualsiasi voce negativa che, se nel suo passato ci fosse stata la pur minima ombra, non avrebbe certo tardato a farsi sentire dopo il brutto can can mediatico sulla vicenda? Daniele è un diplomatico che non ha mai voltato la faccia all’umanità che vive intorno, in un mondo che è diventato impaurito e sospettoso e per questo, forse, non riesce a riconoscere le persone generose e disinteressate. La beffa: è stato trattato come il peggiore dei delinquenti, per quaranta giorni in carcere in condizioni disumane, contro ogni diritto... Ora, nonostante le pressioni di un’organizzazione non governativa, in colpevole ricerca di visibilità, un giudice ha concesso a Daniele la libertà su cauzione perché "non sussistevano sufficienti indizi di colpevolezza".
La Farnesina conosce bene Daniele e non può non sapere che l’unica sua "colpa" è stata voler regalare una giornata di svago a dei bimbi che ben poche cose belle avranno da ricordare nella loro vita. Il nostro Ministero rivendica nel suo operato il pieno "rispetto per le autorità giudiziarie straniere". Ma, mi domando, possibile che nonostante il "massimo sostegno" che - ritengo, tramite l’Ambasciatore Roscigno - la Farnesina dice di assicurare a mio figlio, non si sia riusciti ad ottenere che venisse accolta la petition for review da parte del Ministro della Giustizia filippino, e il caso venisse definitivamente chiuso? Sappiamo essere così poco "convincenti", anche quando assistiamo, come nel caso di Daniele, a palesi violazioni dei diritti di un cittadino italiano? Certo è che il processo sta andando avanti con udienze nelle quali non succede nulla e in cui l’Ambasciata e, quindi, lo Stato italiano, è rappresentata da un contrattista filippino che con la sua sola presenza non mi pare testimoni un grande interesse per le sorti di mio figlio.
L’accusa, dopo reiterate richieste, ha ottenuto il cambio di giudice e lo spostamento del processo in un nuovo tribunale, con ulteriore allungamento dei tempi del processo. L’avvocato di Daniele ha da tempo presentato una nuova istanza, "motion for reconsideration", una sorta di secondo grado del ricorso amministrativo precedente. Spero, signor Ministro, che essa venga supportata con convinzione dal mio Paese. Signor Ministro, siamo una famiglia, mio marito Ammiraglio in pensione e io, che non è abituata ad alzare la voce sconsideratamente e, anche se chi sostiene Daniele mi sta ora spingendo a dimostrazioni plateali per ottenere risultati, non "me la sento", perché sono certa che vivrei ciò come un’umiliazione che nessuno di noi merita. La prego caldamente, signor Ministro, di concedermi udienza. Ho davvero bisogno di sentire dalla Sua voce la garanzia che Daniele non sarà lasciato solo. Vuole fare questo per un’anziana mamma?
Maria Grazia Ostillio Bosio

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Giro: non si riaprono i termini per presentare liste per i Comites

Ma potrebbero riaprirsi dove non c'è alcuna lista
Il Sottosegretario Giro, intervenendo al Comitato di Presidenza del CGIE riunito oggi e domani alla Farnesina, ha dichiarato che non ci sarà una riapertura generale dei termini per la presentazione di liste per le elezioni dei Comites. Questo anche per eveitare una situazione di disparità.
"Si sta ragionando invece - ha affermato il Sottosegretario - sulla possibilità di reindire le elezioni nelle 24 circoscrizioni elettorali dove attualmente non ci sono liste presentate".
Giro ha poi informato che a tutt'oggi il 4,5% degli iscritti si è iscritto a votare.

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Occhio! C'è il rischio che si riaprano i temini per presentare nuove liste per i Comites

Con 310 no, l’Aula di Montecitorio ha respinto la questione pregiudiziale proposta dal Movimento 5 Stelle al decreto che rinvia al 2015 le elezioni dei Comites.
Sono intervenuti per il no l'On. guglielmo Picchi (FI), l'On. Laura Garavini (PD) e l'On. Renata Bueno (Misto-MAIE).
Hanno argomentato per il sì il presentatore della questione pregiudiziale On. Carlo Sibilia (M5S), l'On. Marco Marcolin (Lega) e l'On. Sannicandro (SEL).
Ma, nel commentare questa votazione, l'On. Marco Fedi (PD) , dopo avere scritto: " IlDecreto legge e proposta di legge di stabilità non fanno riferimento alla riapertura dei termini per la presentazione delle liste", si lascia scappare: "Non è escluso che nel decorso parlamentare si propongano modifiche al testo base; vedremo in quella occasione quale sarà la posizione del Governo". Insomma c'è il rischio che il Governo del Segretario del PD Matteo Renzi - a totale insaputa dei parlamentari PD (ma non si parlano?)- introduca la riapertura dei termini per presentare nuove liste per le elezioni dei Comites.

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