Sab07212018

Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Sì, è una tassa odiosa, anzi una porcata

Replica di Tullio Zembo all’On. Fabio Porta: Separiamo i fatti reali dalle pie intenzioni e, da emigrato in Argentina, le dico che 300 euro sono un’enormità
Caro On. Porta,
si suole dire che noi giornalisti dobbiamo separare i fatti dalle opinioni. Io credo che anche voi politici, se proprio non ce la fate a considerare oggettivamente buoni o cattivi i provvedimenti per gli italiani all’estero a prescindere dal vostro soggettivo angolo visuale,  dobbiate comunque sforzarvi di separare i fatti reali dalle pie speranze.
La tassa di 300 euro deve essere pagata. Punto. Questo è un dato di fatto.
Poi – dice lei – forse, probabilmente, al termine di una battaglia, può darsi che questi soldi vengano destinati “al miglioramento dei servizi e all’azzeramento dei tempi di attesa per le cittadinanze”.  E questa è un pio desiderio. Come ammette anche lei ricordando che “il problema è che tali risorse non vengono destinate agli stessi consolati percettori ma al Ministero dell’Economia, senza nessun ‘ritorno’ ovvero senza nessuna valorizzazione di chi – le nostre comunità all’estero – hanno generato tali incassi”.
Allo stesso modo lei mi dà ragione che dovrebbe essere esentato almeno chi è nato in Italia e, per motivi di lavoro e civili, ha dovuto a suo tempo optare per la cittadinanza del paese di emigrazione, ma – dice lei - forse, probabilmente, al termine di una battaglia, può darsi che sarà così.
A questo punto mi permette una domandina facile facile? Perché tutte queste pie intenzioni non sono state messe nero su bianco nella legge che prevede il balzello di 300 euro? Contestualmente, intendo dire. Il “paga, poi vedremo” suona tanto di presa in giro.
Le confesso che, come italiano in Argentina, rimango non poco stupito dalla sua affermazione: “dobbiamo smetterla con questa immagine obsoleta, pietosa e pietistica degli italiani che vivono in Sudamerica. Stiamo parlando del riconoscimento della cittadinanza da parte di figli e discendenti di italiani e non credo che chiedere un contributo a questi cittadini sia di per sé uno scandalo”.
Ma, On. Porta, lei davvero pensa che 300 euro siano alla portata di tutti? Io non sono un economista, ma ho fatto un calcolo elementare basato esclusivamente sul PIL pro capite in diversi paesi sudamericana constatando che 300 euro in Italia equivalgono a 2.545 euro in Paraguay, 1.522 euro in Perù, 875 euro in Brasile, 858 euro in Argentina, 769 euro in Venezuela, 673 euro in Uruguay.
Le ricordo che gli stranieri immigrati in Italia che richiedono la nostra cittadinanza pagano 200 euro, cioè 100 euro in meno.
A questo punto penso che la risposta alla domanda nel titolo da lei scelto per il suo scritto (“Un’odiosa tassa. Ne siamo sicuri?") non possa che essere: “Sì, è una tassa odiosa “.
E, se mi permette, vorrei aggiungere che è anche l’ennesima porcata ai danni di noi emigrati dopo i tagli selvaggi ai capitoli riguardanti gli italiani all’estero e le chiusure di tanti Consolati.
Quale sarà la prossima? Il pagamento di 500 euro per votare? Naturalmente con la pia intenzione di usare i soldi per migliorare le elezioni…
Con la stima e la considerazione di sempre.

Tullio Zembo

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IMU: Balle, tagli e pasticcio

Gian Luigi Ferretti - I proclami trionfalistici a caldo sull' approvazione al Senato della mozione sull'IMU, passata l'ubriacatura, hanno lasciato l'amaro in bocca e qualcuno sta tentando di correre ai ripari mentre il pasticciaccio sta diventando irreversibile.
LA BALLA NUMERO 1
L'ufficio Italiani nel Mondo del PD ha scritto: "Emendamento PD elimina IMU per Italiani all'estero -  Sull’abitazione principale degli italiani all'estero in Italia non si pagherà più l’IMU". Così, per tutti.
L'On. Laura Garavini ha proclamato: "Il Governo Renzi risolve l'annoso problema dell'IMU per gli italiani all'estero" perchè "riconosce come 'prima casa' l'unico immobile di proprietà degli italiani all'estero e introduce esenzione Imu". Così, per tutti.
QUANDO TROPPO E' TROPPO
Passa un giorno, due, tre. Alla fine il Sen. Claudio Micheloni non ce l'ha fatta più ed è sbottato e, non senza imbarazzo, ha stigmatizzato la "frenesia di comunicazione che coinvolge parlamentari (leggi: Garavini) e partiti (leggi PD) " che genera "solo disinformazione" ed ha precisato che, caso mai, sarebbero solo ed esclusivamente i pensionati a beneficiare dell'esenzione.
LA BALLA NUMERO 2
Non bisogna pretendere più di tanto dal coraggio e dall'onestà intellettuale di Micheloni, che non può spingersi a smentire anche la seconda balla e cioè che il governo Renzi faccia qualcosa di positivo per il mondo dell'emigrazione, che anzi è talmente ignorato che non c'è neppure uno straccio di sottosegretario con delega agli italiani nel mondo.
Un sussulto di sincerità lo aveva avuto un mese fa il suo acerrimo "compagno" nel PD, Elio Carozza che, scrivendo ai Consiglieri del CGIE di cui è Segretario generale, ammetteva: "Siamo ancora ad un  grave attacco frontale verso gli italiani all'estero, da parte di questo Governo, che ci ricorda quelli peggiori che ha portato avanti l'ultimo  Governo Berlusconi".
IL GOVERNO DEL NON FARE
Poi Carozza è stato richiamato all'ordine e si è adeguato agli ordini di scuderia: fare passare ogni taglio del governo in grandi segni d'attenzione.
Sentite cosa scrivono, con sprezzo del ridicolo, i deputati del PD eletti all'estero: "Il Governo Renzi, accusato di essere disattento agli italiani all’estero, nei suoi mesi di vita, con lo stile di concretezza e di fattività che lo contraddistingue, ha fatto due cose importantissime: confermato la circoscrizione Estero e modificato in meglio il sistema di tassazione delle abitazioni degli italiani all’estero".
Due cose importantissime? La prima è di NON avere eliminato la Circoscrizione estero. Di non avere fatto qualcosa dunque. Davvero affascinante questa glorificazione del non fare. E allora perchè non lodare il governo Renzi anche per non avere scatenato la terza guerra mondiale, non avere cancellato la legge di gravità o non avere scomunicato il Papa?
TUTTO VA BEN MADAMA LA MARCHESA
La seconda cosa importantissima sarebbe questa: Due senatori hanno presentato, e fatto approvare da due commissioni, un emendamento per l'abolizione dell'IMU a tutti gli italiani residenti all'estero, ma il governo è intervenuto in aula per richiedere una riformulazione molto riduttiva, cioè limitando il beneficio ai solo pensionati. Una "cosa importantissima" di segno meno insomma.
Le uniche due volte che il governo Renzi si è occupato del mondo dell'emigrazione è stato per tagliare. Prima ha "castrato" il Cgie riducendo drasticamente i Consiglieri eletti e portando le due Assemblee annuali ad una sola. Poi ha preteso che l'esenzione al pagamento dell'IMU non fosse per tutti gli emigrati ma solo per i pensionati.
Fino all'arrivo del governo Letta, ma ancor più del governo Renzi, gli esponenti del PD eletti all'esteri, membri del Cgie e dei Comites si opponevano violentemente contro qualsiasi taglio, anche piccolissimo. Da allora invece ripetono come un mantra la loro comprensione per le condizioni di difficoltà di bilancio ecc. ecc.
IL PASTICCIO NON SI PUO' CORREGGERE
Che l'esenzione per i pensionati all'estero sia un pasticcio hanno finito con l'accorgersene anche i deputati eletti all'estero del PD. Pasticcio perchè è una misura probabilmente incostituzionale (Dice l'art. 53 della Costituzione: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività") perchè non si fa riferimento a limiti di reddito ma ad una qualifica (pensionato) che comprende di tutto un po', da chi percepisce 20mila euro al mese a chi ne percepisce meno di mille.
Non ci vuole un genio per prevedere che una norma così non potrà mai essere applicata a causa - diciamolo con i parlamentari del PD - delle "complesse norme interpretative". Hanno dichiarato infatti: "Nell’imminente passaggio alla Camera, inoltre, metteremo in luce le complesse problematiche interpretative che discendono dal provvedimento, al fine di semplificarne e accelerarne l’applicazione".
E invece il pasticcio non si può correggere alla Camera.
Il decreto legge sulla Casa, un decreto omnibus che contiene di tutto un po' (anche norme sull'Expo), dopo che venerdì per tre volte la maggioranza non è riuscita a raggiungere il numero legale, il governo ha posto la fiducia in base al "testo uscito dalla commissione, identico a quello già approvato dal Senato".
E così addio ad ogni velleità di mettere "in luce le complesse problematiche interpretative che discendono dal provvedimento, al fine di semplificarne e accelerarne l’applicazione ".
NOTA
Tutte le citazioni virgolettate sono state scritte in vari comunicati e sono state estrapolate per esigenze di brevità senza assolutamente stravolgere il senso. Sfido chiunque aa affermare il contrario.

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Presunto "concorso esterno" del Sen. Di Biagio e del governo

Si sa che le sconfitte sono orfane mentre i successi hanno molti padri. 
Anche nella vicenda IMU-italiani all’estero, pur essendo per ora solo una mezza vittoria- si stanno facendo avanti presunti padri.
Mezza vittoria perché l’esenzione dal pagamento della tassa come seconda casa ai connazionali all’estero deve ancora avere l’ok della commissione Bilancio, che si riunirà martedì prossimo e poi dell’Aula. Per ora l'emendamento dei relatori Stefano Esposito e Franco Mirabelli c’è solo l’approvazione delle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato col parere contrario del governo (!).
Anche il Sen. Di Biagio si vanta di “concorso esterno” nell’approvazione dell’emendamento e si lancia ad affermare che si tratterebbe di “un piccolo successo per questo Governo: per la relativa rapidità con cui si è arrivati alla conclusione dell'iter; per la capacità di confronto e di approfondimento che è stata fatta dalle Commissioni in questi giorni; e soprattutto per la puntualità delle disposizioni in esso contenute, che in maniera chiara e coraggiosa sono andate a colmare dei vuoti operativi che, purtroppo, condizionano da decenni la cosiddetta emergenza abitativa".
Forse il Sen. Di Biagio non si è accorto che il governo ha dato PARERE NEGATIVO in Commissione.

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Vittoria del PD: i miliardari De Benedetti e Briatore non pagheranno l'IMU

GIAN LUIGI FERRETTI  - Chi nel PD si occupa di italiani all'estero è da mesi sotto schiaffo. Il governo Renzi è sembrato, giorno dopo giorno, assolutamente disinteressato al mondo dell'emigrazione. Non è stato neppure nominato uno straccio di sottosegretario con delega agli italiani nel mondo. 
Era quasi palpabile l'imbarazzo e il senso di frustrazione ben esemplificato dall'esponente del PD Elio Carozza quando, scrivendo il 12 aprile ai Consiglieri del CGIE di cui è Segretario generale, ammetteva: "Siamo ancora ad un  grave attacco frontale verso gli italiani all'estero, da parte di questo Governo, che ci ricorda quelli peggiori che ha portato avanti l'ultimo  Governo Berlusconi".
Che fare? Ci vorrebbe un segnale qualsiasi, devono essersi detti i "democratici" che alla fine si sono ricordati che esiste uno "stile Renzi": annunciare, proclamare, pubblicizzare.....poi si vedrà. Ma fare presto, le elezioni europee sono alle porte e quei rompiballe del MAIE girano l'Europa e raccolgono consensi.
Eccoli così tutti quanti aggrappati ad un emendamento fatto approvare al Senato che in teoria consentirebbe ai pensionati, residenti all'estero e solo a loro, di non pagare più l'IMU sulla loro casa in Italia. Ora l'emendamento dovrà passare alla Camera ed essere approvato esattamente così com'è pena ritornare al Senato.
Perche in teoria? per questi motivi:
1) Per ora non è stato deciso nulla, non c'è una legge dello Stato ma unicamente un primo passaggio parlamentare;
2) cosa significa "pensionati"? Si parla dei circa 400mila connazionali all'estero che ricevono una pensione dall'Italia (pari al 9% dei 4milioni e mezzo di cittadini italiani all'estero) o di tutti coloro che percepiscono una pensione anche dallo Stato in cui risiedono?
3) come si pensa di aggirare l'incostituzionalità di un provvedimento che fa riferimento non al reddito ma ad una qualifica dacchè un pensionato con 20mila euro al mese non pagherebbe l'IMU ma lo pagherebbe un operaio con mille euro al mese?  Non è un'ipotesi campata in aria perchè per esmpio il miliardario (di sinistra) De Benedetti è residente in Svizzera e vari altri miliardari italiani avanti con gli anni, da Briatore a tutti gli altri, vivono oltreconfine.
Che si tratti di una manovra disperata lo dimostra il comunicato della direzione del PD all'estero che si avventura a proclamare testualmente: “Sull’abitazione principale degli italiani all'estero in Italia non si pagherà più l’IMU, poiché verrà considerata prima casa, mentre Tari e Tasi si pagheranno ridotte di due terzi, purché sfitte". Capito? Già tutto fatto, tutto stabilito e per tutti gli italiani all'estero. Nel comunicato non viene neppure pronunciata la parola "pensionati", ma - stanamente, a freddo e in maniera del tutto immotivata - viene attaccato il MAIE che pure ha votato a favore.
Bisogna dire che anche fra i "democratici" ci sono diverse sensibilità. Certo, di tutti è l'esigenza di ripetere il mantra "Il Governo Renzi, accusato di essere disattento agli italiani all’estero, nei suoi mesi di vita, con lo stile di concretezza e di fattività che lo contraddistingue, ha fatto due cose importantissime: confermato la circoscrizione Estero e modificato in meglio il sistema di tassazione delle abitazioni degli italiani all’estero". Lo scrive l'On. Farina, lo scrivono paro paro tutti gli altri deputati eletti all'estero del partito.
Anche in questa frase c'è tutto il senso di frustrazione represso finora. Ma siamo matti? - verrebbe da gridare - Il governo viene lodato perchè non ha abolito la circoscrizione estero? Questo è un inedito modo di fare propaganda: lodare qualcuno per non avere fatto qualcosa. Interessante. Io voglio essere magnificato per non avere scatenato la terza guerra mondiale, tiè!
La seconda lode è per avere "modificato in meglio il sistema di tassazione delle abitazioni degli italianiall'estero". A parte che, come abbiamo detto, non è ancora stato modificato un bel nulla, che diavolo c'entra il governo? Si è trattato di un'iniziativa parlamentare di due senatori (non eletti all'estero) votata in aula anche da senatori dell'opposizione. L'unica cosa fatta dal governo è stata richiedere la riformulazione per ridurre l'eventuale beneficio salo ai pensionati.
Siccome però c'è un limite a tutto, i deputati eletti all'estero del PD però non se la sono sentita di sostenere fino in fondo la propaganda pronta, cieca ed assoluta della loro direzione e hanno lasciato trasparire qualche perplessità, forse per cominciare a mettere le mani avanti. Leggete: "Nell’imminente passaggio alla Camera, inoltre, metteremo in luce le complesse problematiche interpretative che discendono dal provvedimento, al fine di semplificarne e accelerarne l’applicazione".
Ecco, appunto: le complesse problematiche interpretative! Quelle delle quali abbiamo parlato qui e che faranno sì che, immancabilmente, passate le elezioni - vedrete - questo provvedimento si scioglierà come neve al sole. Ennesima beffa per gli italiani nel mondo.

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Riportare l'eccellenza italiana nel mondo a servizio del paese

Intervista a Costanza Balboni Cestelli, la giovane fondatrice di The Italians, un progetto pensato per giovani studenti e ricercatori all’estero. Costanza ci spiega cosa ambisce a fare The Italians e il legamo con la nuove emigrazione e la cosiddetta emigrazione storica. Per maggiori informazioni il profilo Facebook è  https://www.facebook.com/theitaliansthinktank, 
STEFANO PELAGGI - Puoi spiegarmi brevemente il progetto The Italians??
The Italians nasce nel Settembre 2013 come una think tank di policy making composto da accademici, ricercatori e studenti italiani residenti all'estero, che si sono distinti per i risultati e per il loro pensare out of the box. L'idea era quella di riportare l'eccellenza italiana nel mondo a servizio del paese. Da una nostra ricerca pilota e' di fatti emerso che gli studenti che decidono di continuare il percorso di studio e ricerca all'estero dopo aver frequentato parte del loro percorso universitario in Italia, si distinguono enormemente. Il 65% dei loro risultati, infatti, si posiziona nelle fasce di eccellenza. Siamo 15 membri sparpagliati in 4 continenti, e diamo divisi in tre panel di ricerca: impresa, energia, formazione. Siamo molto concentrati in micro problematiche per cercare micro soluzioni di policy, che possano sfruttare l'effetto leva di una migliore e più razionale distribuzione delle risorse. Il nostro fine e' quello di produrre 3 proposte di legge che poi saranno messe a disposizione del governo.

Nuova emigrazione, fuga di cervelli o mobilità giovanile. Tanti modi di chiamare un fenomeno che alla fine sembra la naturale conseguenza di un nuovo approccio al lavoro e alla mobilità. Quale è la vostra interpretazione al riguardo?
Come detto prima, gli italiani che vanno via, soprattutto quelli con i quali abbiamo più contatto ovvero persone che lavorano principalmente in ambito accademico, quando vanno via finiscono per fare molto bene. E' certamente vero che a volte si e' spinti da un naturale bisogno di continuare le ricerche fuori dai confini nazionali, magari anche solo per un periodo. Però la maggior parte oggi parte, senza prospettive di ritorno, perché frustrata, e non e' neanche un discorso di soldi, ma di dignità. Ed e' una grande perdita. Secondo noi non quantificabile: si tratta di persone formate dal nostro sistema e che mettono a disposizione molto spesso di un altro paese le loro competenze. Siamo bravi a formare talenti ma poi abbiamo grande difficoltà a gestirli come meriterebbero.

Italiani nel mondo. L'emigrazione storica è un fenomeno storicamente, economicamente e sociologicamente rilevante a mio avviso per comprendere la storia italiana e anche una delle chiavi del successo del Made in Italy nel mondo. Quale è la vostra opinione?
Sicuramente vero. Stiamo aprendo una sezione blog dove presenteremo proprio cinque eccellenze italiane che vivono e lavoro all'estero che stanno promuovendo proprio questo: si va dallo chef alla designer. Daremo loro spazio per parlare della loro esperienza e del loro lavoro. L'importante e' avere chiaro in testa cosa dobbiamo valorizzare e quali sono i nostri punti forti. E imparare a difenderli. Prendiamo il food: un settore che non conosce crisi, e all'estero la cucina italiana e' sinonimo di qualità e gusto. Poi però non si riesce a controllare quali strani prodotti vengano etichettati come mozzarella di bufala o parmigiano......

Spesso si parla degli italiani all'estero come di una risorsa da utilizzare per incentivare la proiezione estera del Sistema Italia....siete d'accordo? Con quali modalità, secondo voi?
Più che incentivare il sistema Italia, credo siano una risorsa per riportare a casa influenze di altri sistemi. Il nostro va molto migliorato, sia a livello micro che macro. Ma molto.

Sempre più giovani stanno lasciando l'Italia per studiare o lavorare all'estero....con rappresenta per voi questo flusso continuo?
E' prima di tutto una cosa strabiliante. Lo definirei un esodo. E se prima l'età media era 24-25 anni, oggi ci si sposta ancora prima. Chiaramente questa cosa ha dei lati molto positivi: si sta formando una vera e propria comunità di expat fortemente influenzata dai sistemi nei quali vive che si mischia e si scambia idee, opinioni e conoscenze, mantenendo però sempre integra una identità forte. Certo per il paese perdere quelle poche teste giovani che rimangono, anche solo per ragioni demografiche, non e' il massimo. Rimarrà un paese per vecchi?

La presenza di giovani residenti al di fuori dei confini nazionali costituisce una risorsa da sfruttare?? secondo quali modalità??
Sono una risorsa inestimabile, proprio per le influenze che queste persone hanno avuto modo di interiorizzare. Si sta parlando di individui che nella maggior parte dei casi parlano tre lingue, che si sono formati professionalmente e personalmente in ambienti multi culturali. Che sono stati esposti a nuovi metodi e prassi. Nella diversità c'e' crescita. La sfida e' farli tornare: dall'imprenditore al professore. E' fare in modo che possano contribuire a una rinascita del paese mettendo a disposizione le skills acquisite. Il modo più semplice per farlo? Interpellarli. Ascoltarli. Sentire cosa ne pensano. Capire se, vista da fuori, magari una cosa e' meglio farla in un altro modo. E questo e' un messaggio che prima o poi le istituzioni spero recepiscano. Migliaia di giovani che esistono e che sarebbe molto utile all'intero sistema coinvolgere in questioni anche di portata nazionale. E' per questo che e' nato The Italians. E' per questo che ritagliamo tutto il nostro tempo libero e lavoriamo alle nostre ricerche. Perché tutti noi un giorno, vorremmo tornare a casa. E lavorare nel e per il nostro paese.

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