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Last updateSab, 17 Giu 2017 4pm

Con Michele Schiavone, neo segretario del CGIE, la collettività italiana è restata ferma a Eboli

MAURIZIO RAVIOLA - Il PD con  i suoi patronati di riferimento, appartenenti alla stessa area politica,  ha eletto Michele Schiavone segretario del nuovo CGIE (Consiglio Generale Italiani all’estero).
Sono passati dieci   anni dall’ultima elezione del precedente  segretario, e nulla  ancora si muove a Eboli.
Infatti tra i 62 membri del nuovo CGIE compresi quelli di nomina governativa, tranne poche eccezioni,  avevano tutti come comune denominatore l’appartenenza al Partito (anti?) Democratico.
E così Michele Schiavone da  segretario del PD-Svizzera, sembra sia diventato segretario di tutto il  PD-estero, cioè il suddetto nuovo il CGIE che in realtà rappresenta il vecchio che avanza.
Lo stesso Schiavone era già consigliere del suddetto organismo da dieci anni e ora ha coronato il suo sogno personale di diventarne segretario.
Finalmente ha raggiunto la meta!
In realtà è stato eletto solo dal 3% degli italiani residenti all’estero, su circa 5 milioni che vivono oltreconfine, che aveva partecipato alle ultime elezioni del Comites  che a sua volta ha eletto poi i consiglieri del CGIE.
Il PD è convinto di rappresentare  tutta la comunità italiana, ma a dire la verità rappresenta solo gli iscritti dei suoi circoli politici, dei patronati e delle Associazioni che orbitano intorno al suo partito.
Al 97% della  collettività italiana non  interessa né il Comites né il CGIE, ormai due organismi inutili e inconsistenti  come i parlamentari eletti all’estero.
Il  signor   Schiavone nel  suo  discorso di insediamento, da neo segretario di questo carrozzone inutile dell’emigrazione, ha indicato come primo obiettivo di impegnarsi,  da subito,  a risolvere il  problema dei contributi ai Corsi di lingua e cultura italiana.
Però  si è dimenticato che è stato già  consigliere  del CGIE negli ultimi  dieci  anni  e  allora perché non si è occupato precedentemente  di questa problematica? Se non ha fatto niente prima, perché dovremmo credere che si attivi ora? O è la carica a fare l’uomo intraprendente?

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Il fallimento del PD e degli altri partiti in Italia e nella Circoscrizione estero

GERARDO PETTA* - Vi siete mai posti la domanda a cosa servono  le innumerevoli  sedi,   circoli o   associazioni politiche  nate come funghi, nell’ultimo decennio, soprattutto  di area PD, all’interno   della collettività italiana all’estero?
La risposta  è semplicissima: “A niente!”
Hanno  creato  solo confusione, inimicizie,  rancori e  offese  a chi la pensava e la pensa  in modo diverso, correndo dietro a ideologie che non esistono più; un ostacolo insormontabile per le nuove generazioni che vorrebbero avvicinarsi alla politica.
Ci si aspetterebbe dalla politica una risposta concreta  e rassicurante per il futuro, ma l’azione dei partiti  ha prodotto un vuoto a livello decisionale. È chiara l’incapacità e l’inutilità dei suddetti partiti, dato che non riescono a servire gli interessi dei cittadini, mancanti di una forte capacità di scelte sostenibili, coraggiose e lungimiranti. Soprattutto ora, che ci troviamo, da alcuni  anni, nel bel mezzo di una crisi che pare irreversibile.
I politici eletti all’estero si sono dimostrati non all’altezza della situazione, ma d’altra parte cosa potevamo aspettarci da chi non aveva le basi per essere il nostro portavoce.  Essi sono stati catapultati in qualcosa troppo più grande di loro, senza avere  alle spalle una gavetta politica, e a quel punto   non hanno pensato  per niente al bene della collettività italiana, bensì solo al loro potere ed è chiaro che in questo modo la loro funzione e utilità  è venuta  a mancare.
Se avessero avuto a cuore le nostre sorti, non avremmo dovuto pagare in nessun modo le incostituzionali tasse dell’ IMU, della TASI e della TARI (esclusi i pensionati) sulle prime case possedute in Italia e prossimamente il canone RAI.
Non mi meraviglierei se a breve venisse legiferata una tassa d’ingresso per tutti coloro che andranno a trascorrere  le vacanze nel comune italiano dove sono registrati!
Ormai  siamo diventati  solo delle mucche da mungere con tanti doveri, ma nessun diritto!
E questo grazie a chi da decenni ha in mano le redini della collettività italiana, tramite i vari organi di rappresentanza, Comites, CGIE e parlamentari della Circoscrizione estero, cioè in buona sostanza: il PD.
È giunto il momento di dire: ADESSO BASTA, ci avete stancato!
Questi illustri personaggi rappresentano solo se stessi!
Ecco perché, a questo punto, dovremmo guardare oltre i partiti e  dar vita a un’ aggregazione  di liberi cittadini, staccati dai partiti tradizionali, dimostratisi una rovina, e unirci  nell’interesse comune  di italiani o doppi cittadini per  difendere  la nostra cultura  e far apprezzare e valorizzare  il nostro made in Italy all’estero.  Contemporaneamente cercare, però,  di tenere conto delle esigenze  di   chi vive oltreconfine con leggi più eque e sostenibili.  Per esempio, cancellando quasi del tutto queste assurde tasse sulle prime case possedute in Italia, che  stanno facendo scaturire solo un effetto controproducente,  portandoci  addirittura a  odiare le nostre radici e far svanire il sogno dei  nostri genitori o dei nostri nonni, realizzato con tanti sacrifici, nel costruirsi  o comprandosi un’abitazione nel loro paese di origine.
Pertanto, a   molti cittadini, i partiti appaiono  solo come dei comitati d'affari, ma è pur vero che  la democrazia non potrà fare a meno di essi, ma  non dovranno più essere quelli di prima, con tutto quell’elefantiaco apparato  inutile e costosissimo che si tirano appresso: dovranno essere più snelli e più agili per affrontare con rapidità e decisione i problemi e gli imprevisti che la complessità della situazione locale, nazionale e internazionale in continua evoluzione ci mette ogni giorno di fronte.
Finora tutti, nessuno escluso, da  destra  a sinistra hanno tradito il popolo che li ha votati
Attualmente, il MoVimento 5 Stelle  ha indicato un’alternativa da percorrere  e allora  ben vengano altre realtà del genere, come ha fatto anche il MAIE (Movimento Associativo italiani all’estero).
Il  Movimento di Grillo, bisogna riconoscerlo,  ha avuto un successo incredibile,   oltre le aspettative,  in quanto  i partiti, al potere da circa 70 anni, hanno creato con gli elettori  un  rapporto  del tutto clientelare.
Quando ai cittadini è stata  offerta   la possibilità  di entrare come attori principali  all’interno delle istituzioni e fare quello che normalmente  delegavano con il voto di scambio, ecco che  si è rotto  il giocattolino che alimentava  la politica clientelare.
Pertanto non sarebbe male che si partorissero altri movimenti del genere, dove il cittadino diventi primo  attore  e non relegato a fare la comparsa o lo spettatore.
*Consigliere -  Comites di Zurigo

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Il "meccanismo del lavoro" dei parlamentari eletti all’estero del PD

Con sprezzo del ridicolo gli eletti all’estero del PD si prodigano quasi quotidianamente a raccontarci che “tutto va ben  Madama la Marchesa” perché, grazie i loro ordini del giorno vengono prodotti e approvati in quantità industriale.
Purtroppo gli italiani all’estero non vivono nella realtà virtuale degli ordini del giorno bensì in quella reale  dei tagli che li colpiscono.
Ma i nostri eroi (si fa per dire) continuano ad usare i loro ordini del giorno come specchietti per le allodole invece di fare la voce grossa col governo minacciando di non votare sempre e comunque qualsiasi scelleratezza. Macchè, scrivono lunghi comunicati per raccontare come stanno (male purtroppo) le cose. Insomma pare siano commentatori anzichè parlamentari.
Ormai ci siamo abituati e siamo obbligati a farcene una ragione. Però l’ultimo comunicato dell’On. Porta a proposito della tassa di 300 euro sulle pratiche di cittadinanza degli italiani all’estero (da non confondere con i 200 euro su quelle degli stranieri in Italia) ci ha stupito particolarmente. Tralasciando la solita propaganda, eccoci all’affermazione “Mi rendo conto che per un movimento che non brilla in lavoro e risultati parlamentari risulta difficile intendere il meccanismo del nostro lavoro”.
No, On. Porta, il MAIE l’ha capito benissimo il meccanismo del vostro lavoro: fare tagli e poi cantare vittoria perché si è “riusciti” nell’impresa di recuperare qualcosina oppure – come in questo caso – mettere una tassa (l’ha o non l’ha chiesta e voluta il PD?) e poi far vedere che ci si batte perlomeno per cercare (anche questa volta invano) di attenuarne gli effetti.

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Il lavoro allo specchio della Garavini

da La Pagina di Zurigo del 10 Febbraio
Come dar torto al senatore Micheloni, che alcuni mesi fa ha accusato la sua collega di partito, l’onorevole Garavini, di impegnarsi a fondo nella cura della sua immagine politica per millantare poi attenzioni e impegno per gli italiani all’estero che l’hanno votata.
È indubbio che la Garavini con i media ci sappia fare, che curi al meglio la sua immagine, in modo superlativo. Questo in politica aiuta molto… all’inizio. Poi però bisogna dimostrare un minimo di impegno, almeno qualche grammo di fuffa e una ventata di speranza… e qui casca l’asino e tutti i pennacchi della bersagliera patinata.
Della Garavini restano nella memoria le difese a spada tratta dei patronati (suoi ex datori di lavoro) e ultimamente la spiegazione data ai connazionali all’estero su come pagare il canone RAI con la bolletta ENEL… Possibile che non le sia passato per la mente che un emigrante che già paga la Billag in Svizzera viene trattato alla stregua di un povero fesso se deve pagare anche il canone in Italia, dove, sì e no, ci sta un mese e perlopiù estivo, quindi più in spiaggia che in casa, pagando un canone per un televisore spento (e a volte senza neanche quello).
Con sorriso e senza rossori ci ha anche informato delle mirabilie ottenute in tutti questi anni in parlamento: “Il mantenimento della circoscrizione estero con la presenza dei 12 deputati eletti all’estero…” Caspita, che pasionaria! Ci informa che continueranno a chiederci i voti in cambio del mantenimento del loro posto a Roma: gaudio e festeggiamenti in Europa! Ma oltre a questo, quante proposte di legge in questi anni con firma Garavini? Più o meno dei post su Facebook in cui dichiarava che stava lavorando e sudando per noi?
Guardare le foto della Garavini è un corso di marketing politico, sempre a suo agio ed elegante, sempre col sorriso (uno solo per tutte le stagioni) e sempre al centro della scena. Se le foto si sovrappongono all’operato di questi anni, non c’è sorriso che tenga, nascondere il nulla e meno di nulla è più difficile che nascondere un elefante sotto il tappeto. Che i patronati, che i Nardi facciano campagna per lei, che riesca a farsi eleggere a ripetizione, non nasconderà mai che in questi anni ha calcato la scena politica italiana senza lasciare traccia… La storia non perderà neanche tempo a condannarla, semplicemente la dimenticherà.
Capita a tutti, ed è capitato ad altri prima di lei; perfino il sorriso plasticoso del Cavaliere è ormai preistoria, ma nel bene o nel male almeno qualcosina lui aveva fatto. Pensare alla faccia arcigna della Thatcher, allo sguardo duro di Churchill, al tono di aspro di Pertini e poi ritrovarsi una foto giuliva della Garavini, fa scemare ogni passione politica… Quanti andranno a votare nel 2018?

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Componente USEI: Ingenuità o sindrome del cornuto e contento?

Nel giorno dell'Epifania il Corriere della Sera titola: “Camera, lo strano caso del gruppo sudamericano con una sola emigrata - Deputati provenienti da gruppi diversi stanno insieme in nome dell’America Latina. E dei fondi previsti solo per chi aderisce ad una componente già presente alle elezioni”.
Per costituire una componente  servono 10 deputati, ne bastano 3, però, se la componente è riconducibile a una lista che si sia presentata alle elezioni. La lista che si è presentata alle elezioni l’ha messa a disposizione l’On. Renata Bueno, unica eletta dell’USEI alle elezioni del 2013, che ne ha avuto il permesso dal “padrone” del partito Eugenio Sangregorio.
Perché Sangregorio si sia prestato ad un’operazione del genere non è dato sapere. Raggiunto telefonicamente da Italia chiama Italia ha dichiarato: “La componente USEI, come Renata Bueno, non dovrà votare leggi contrarie all’interesse degli italiani all’estero e la deputata dovrà consultarmi sempre per capire come votare di volta in volta. Nel caso io non fossi d’accordo, lei dovrà astenersi. In caso contrario le toglierò l’autorizzazione ad usare nome e logo USEI e lei sarà fuori dal partito”.
Un po’ come disse quel famoso cornuto: “Mia moglie frequenta locali per scambisti ma, se mi accorgo che mi tradisce davvero, la caccio”.
Perché mai la Bueno non dovrebbe votare a favore di tutto quanto proposto dal governo del Segretario del PD, Matteo Renzi?
Lei che proviene dal Partito Popolare Socialista (PPS) brasiliano, che venne fondato nel 1922 come Partito Comunista Brasiliano (PCB). Lwi che è figlia di Rubens Bueno, leader alla Camera dei deputati del Brasile del Partito Popolare Socialista. Lei che è sposata con un dirigente del partito. Lei che è stata eletta a cariche amministrative in Brasile nelle liste del PPS.
D’altronde ricorda il Corriere della Sera che la Bueno ha spiegato: «La componente è aperta a chi, in piena libertà di coscienza, abbia volontà nell’aiutarmi nell’impegno preso con i miei elettori: la mia personale lealtà al governo Renzi, dimostrata in molte occasioni, potrà così avere maggiore forza nel rispetto dei principi laici e progressisti che da sempre hanno caratterizzato la mia attivita’ politica, anche nelle mie precedenti esperienze nelle istituzioni brasiliane”.
Di tutto si può accusare la Bueno ma non di incoerenza: poche settimane dopo la sua elezione a deputato decideva di lasciare l’USEI e, in vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, rinnovava il suo sostegno a Matteo Renzi già espletato l’anno prima, firmando la mozione a sostegno della sua candidatura.
Così, quando nel 2014 l’USEI fu coinvolta nella questione legata alla presentazione dei simboli per le elezioni europee con l’apparentamento dell’USEI con un certo movimento Bunga Bunga, Renata Bueno potè affermare: “Questa vicenda non mi riguarda. Non seguo più le attività né le scelte dell’Usei perché non sono più una loro iscritta. Mi sono candidata e sono stata eletta con questo movimento ma, in seguito, mi sono distaccata, non mi riconosco in questa realtà e non li seguo più”.
Ma allora - ripetiamo - perché Eugenio Sangregorio. che si è sempre spacciato per esponente del centro-destra e fu financo Vice Coordinatore del Popolo della Libertè in Argentina, si è prestato a questo gioco? Perché a novembre ha riaccolto la Bueno a braccia aperte nell’USEI e a dicembre le ha lasciato a disposizione il simbolo Usei per permetterle la costituzione della componente?

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