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Last updateMer, 09 Ago 2017 10am

Il voto in loco è più importante della Circoscrizione estero

Mario Bosio - La reazione dei deputati del PD (mi rivolgo a loro anche se non appartengono al mio mondo politico perché sono gli unici che danno di tanto in tanto segni di vita) mi stupisce.
La proposta di soppressione della Circoscrizione estero era ampiamente nell’aria.
Le percentuali di partecipazione al voto parlano con chiarezza: i milioni di connazionali che dovrebbero essere rappresentati dai parlamentari eletti all’estero ricordano da vicino i milioni di baionette di mussoliniana memoria.
Richiamo di seguito alcune cifre che ritengo significative:
Elettori Estero per Senato: 3.149.501 – votanti 948.067 – percentuale 30,10%;
Elettori Estero per Camera: 3.494.687 – votanti 1.039.725 – percentuale 29,75%.
Si ha di conseguenza l’impressione che la partecipazione sia limitata ad una minoranza di militanti, che il voto di scambio sia una procedura ampiamente diffusa così come l’acquisto vero e proprio del voto, che parenti ed amici siano più che sufficienti per entrare in Parlamento.
L’attività in Parlamento degli eletti all’estero non è stata poi particolarmente brillante, sono spesso divisi e rissosi, si sono distinti per la vivacità con cui proponevano ordini del giorno, chiaramente utili solo per la propaganda nelle rispettive circoscrizioni di elezione, ma notoriamente carta straccia e inutile perdita di tempo, si sono mossi in apparente contrasto con i loro elettori, vedi iniziativa Micheloni, ma sono stati rieletti, confermando l’esistenza di feudi elettorali, sono andati allo scontro con potenti organizzazioni sindacali, vedi iniziativa Fedi: ecco solo alcune delle ragioni che hanno consigliato ai saggi la soppressione della Circoscrizione estero.
Tuttavia la frase completa contenuta nel paragrafo 14 del Capitolo V° recita:
Si propone quindi la soppressione della circoscrizione Estero, garantendo comunque l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero mediante strumenti idonei ad assicurare la libertà e la segretezza del voto.
Sul mantenimento della garanzia del diritto di voto ai cittadini italiani residenti all’estero deve essere combattuta una battaglia feroce da parte di tutti i parlamentari eletti all’estero in difesa del voto per corrispondenza e/o ove possibile di quello elettronico.
La segretezza del voto è una ossessione figlia di una Costituzione promulgata 3 anni dopo la fine di un regime dittatoriale: io voto al centro, con preferenza verso destra, perché dovrei nasconderlo in un regime democratico, in cui si confrontano liberamente le idee? In Francia poi voto spesso per delega, incaricando un amico di votare per me. Dovrei nascondere le mie idee?
Non piango per la soppressione della Circoscrizione estero, piangerò se il voto in loco per ì corrispondenza sarà cancellato, perché allora si potremo dire che i Parlamentari eletti all’estero sono stati inutili, dannosi, che hanno distrutto il sogno e l’azione di Tremaglia, non sono stati capaci di svolgere una azione incisiva nell’ambito dei rispettivi partiti e soprattutto, ed è questa la colpa più grave, non sono riusciti a coinvolgere, se non in minima parte, i connazionali, attenti più alla loro piccola nicchia nel partito e nella circoscrizione che a divulgare tensione politica ed attenzione alle vicende nazionali, a farne un fenomeno di massa nell’ambito delle comunità.
Comunque perché preoccuparsi? E’ molto probabile che fra poco non ci sia più un Parlamento in grado di esaminare il documento dei saggi. Andranno così a monte le attese ed ormai indispensabili riforme e sarà, per converso, garantita la sinecura parlamentare degli eletti all’estero, al centro, a destra ed a sinistra.

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Italiani nel mondo, Circoscrizione estero addio? Forse è meglio così

Ricky Filosa - Ci risiamo. Circoscrizione estero ancora in pericolo. Questa volta, più in bilico che mai. Tempo fa, lo aveva proposto il leghista Roberto Calderoli: aboliamola, non serve, è inutile. E i saggi nominati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, guidati da Gaetano Quagliariello, erano arrivati alla stessa conclusione. L’unico a non essere d’accordo era stato Mario Mauro, esponente di Scelta Civica, oggi ministro della Difesa.

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Del buono nella proposta del deputato grillino

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Gian Luigi Ferretti - Il deputato grillino Alessio Tacconi ha presentato una proposta di legge per modificare la legge istitutiva dei Comites ed abrogare quella istituiva del Cgie. So di stupire i lettori che ho fin troppo annoiato con le mie opinioni nel corso degli anni, ma ritengo tutto sommato positiva questa iniziativa da parte di un "oggetto misterioso" o "corpo estraneo" rispetto al mondo dell´emigrazione che intanto dimostra di avere ben capito l´importanza dei Comites e la necessità di valorizzarli adeguatamente.

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