Opinioni http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni Mon, 16 Jul 2018 03:46:27 +0200 Joomla! - Open Source Content Management it-it CGIE sta ora per Consiglio Generale degli Immigrati Extracomunitari? http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1711-cgie-sta-ora-per-consiglio-generale-degli-immigrati-extracomunitari http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1711-cgie-sta-ora-per-consiglio-generale-degli-immigrati-extracomunitari

Invece di indignarsi per la cittadinanza ad ostacoli per gli italiani all'estero, si batte per dare agli immigrati i diritti che di fatto vengono negati agli italiani.
GIAN LUIGI FERRETTI - E' finita stancamente anche questa assemblea del Cgie a conduzione Silvana Mangione con il povero Michele Schiavone a recitare la parte del Segretario generale.
E' finita nel peggiore dei modi, con l'approvazione di un ordine del giorno che invoca l'approvazione dello ius soli.
Che ci azzecca lo ius soli per gli immigrati? Il compito del Cgie, la sua ragion d'essere, non è quello di occuparsi degli emigrati italiani? Non chiedetelo a me, ma a quella maggioranza di sinistra che - grazie ai patronati - da sempre occupa l'organismo considerandolo cosa propria.
Invece di indignarsi e protestare per la scarsa considerazione in cui sono tenuti i cittadini italiani residenti all'estero, con conseguenti continui tagli ai capitoli di bilancio che li riguardano e la situazione disastrosa dei Consolati, pare siano venuti a Roma a spese dello Stato con la frenesia di pretendere per qualunque africano che giunge sulle coste della Penisola tutto quello che la Repubblica Italiana nega ai suoi figli all'estero.
Ho provato inutilmente a spiegare che non si sente il bisogno di una legge più permissiva quando già oggi l'Italia è al primo posto nell'UE per concessioni di cittadinanza agli stranieri (dal 2002 al 2016 sono diventati cittadini italiani 1.068.000 immigrati, 380.000 solo negli ultimi due anni).
Ho provato, altrettanto inutilmente, a tentare di spostare l'attenzione degli eletti dagli italiani all'estero sulle manovre in corso che mirano a negare il diritto di cittadinanza ai discendenti degli emigrati. Oh, certo, nessuno ha il coraggio di dire chiaramente: "lasciamoli al loro destino, di loro non vogliamo più sapere nulla". Ma vengono poste in essere una serie di misure che progressivamente svuotano la portata dello ius sanguinis.
Come sapete, l'immigrato che chiede la naturalizzazione paga 200 euro per l'avvio della pratica mentre l'italiano all'estero - grazie (si fa per dire) ad un emendamento del PD recepito dal governo del PD - paga 300 euro, 100 di più,  per il riconoscimento del suo diritto. "Provvederemo a correggere questa ingiustizia" promettono da mesi e mesi gli eletti all'estero del PD. Ed ecco la correzione: un altro emendamento, sempre del PD, per aumentare di altri 100 euro la vergognosa tassa portandola a 400 euro, cifra che rappresenta una vera fortuna in alcune parti del mondo. Siccome al peggio non c'è mai fine, questo non è che uno dei provvedimenti contenuti nell'emendamento per rendere una cittadinanza ad ostacoli quella derivante dallo ius sanguinis.
Di tutto questo a tre quarti dei Consiglieri del Cgie non importa un fico secco. No, a loro interessa solo fare gli interessi del partito che vuole creare quanti più possibili cittadini italiani di provenienza extracomunitaria per fargli fare quello che gli italiani non vogliono più fare: votare PD.
Insomma ci è toccato vedere anche questa: il CGIE che si occupa e preoccupa degli immigrati. Un po' come se l'associazione dei vegani si battesse a favore dell'apertura di più macellerie. Ma tant'è. Lo spiega bene l'Inno di Mameli, col quale anche questa volta è iniziata l'Assemblea:  "Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perchè non siam popolo, perchè siam divisi". E anche un po' fessi, aggiungo io.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Sun, 26 Nov 2017 09:47:20 +0100
VOTO ESTERO: I furbi pensano che i propri elettori all’estero siano tutti degli stupidi http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1706-voto-estero-i-furbi-pensano-che-i-propri-elettori-all-estero-siano-tutti-degli-stupidi http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1706-voto-estero-i-furbi-pensano-che-i-propri-elettori-all-estero-siano-tutti-degli-stupidi

MARIA IACUZIO - Oggi si è consumato l’atto finale di una, così come dicono in Italia, “gran porcata”, nei confronti del voto degli italiani all’estero.
Sono stati recepiti, vilmente e senza nessuna discussione, due emendamenti nella nuova legge elettorale che ledono profondamente la dignità, i principi democratici e la rappresentanza stessa degli italiani all’estero in Italia.
Nessuna pur piccola modifica, invece, è stato apportata affinche il voto all’estero possa essere messo a riparo da atti deliquenziali, come avvenuto in passato.
Scellerata l’approvazione dell’emendamento che da la possibilità ai cittadini italiani che non risiedono all’estero, e non iscritti aire, di candidarsi in una delle ripartizioni geografiche estere.

Ma quale diritto di reciprocità Onorevole Fiano (ispiratore della menzogna). Ciò sarebbe stato il caso solamente se agli italiani all’estero fosse stata riservata una rappresentanza parlamentare in proporzione al loro numero, cioè per quasi 5 milioni d’iscritti aire. Che tradotto avrebbe significato circa 90 Parlamentari. Ma in realtà ve ne sono solo 18 - abbiamo bisogno di politici con visione e non con allucinazioni!

Per non parlare della seconda modifica, li scendiamo proprio nel più profondo ridicolo. Praticamente si è imposto che non sono candidabili i cittadini italiani che negli ultimo 5 anni hanno ricoperto cariche elettive a qualsiasi titolo nel paese in cui vivono. A questo punto noi ci chiediamo quale sia la differenza tra un cittadino italiano eletto in un consiglio comunale o regionale nel paese in cui vive ed uno in Italia. Perchè trattarli in maniera diversa, discriminandoli in relazione al luogo dove vivono?
Non basta la discriminazione fatta sull’IMU, dove sulla prima casa in Italia gli italiani all’estero sono costretti ancora a pagarla, considerandola seconda casa, e per quelli in Italia, invece, è stata eliminata
Non basta la discriminazione sul canone televisivo, dove tutto di colpo, per gli italiani all’estero – e solo per quella tassa – la propria casa, da seconda per l’IMU, diviene tutta d’un colpo e magicamente, prima e quindi tutto da pagare?
Non basta lo schifo offerto dai servizi consolari per un semplice rinnovo di passaporto, profumatamente pagato, o per la richiesta di un banale documento? Mesi e mesi previo che ci si riesca.
No non basta. Allora vediamo di capire meglio, in che cosa consiste questa seconda modifica sul voto degli italiani all’estero
Una chiara motivazioni su questo punto ce la da l’On Fabio Porta (eletto in Sud America), in una nota aise. Peraltro si dichiara pienamente soddisfatto (chi sa perchè) ed afferma: “La norma elimina ogni possibilità di disparità nelle condizioni di partenza e, come l’esperienza insegna, tende a prevenire possibili forzature e brogli da parte di chi ha la possibilità di farne nelle condizioni a lui più favorevoli”
Caro Onorevole noi non sappiamo quale siano state le sue esperienze in merito, di certo si percepisce dal suo commento che c’è dell’altro, non si limiti a fare solo vaghe insinuazioni su suoi connazionali nella sua zona.
Con chiarezza, invece, noi le possiamo dire che se si vuole eliminare ogni disparità nelle condizioni di partenza la prima persona da elimirare è proprio lei. Chi più di lei, che ha già ricoperto quell’incarico da Onorevole, ripresentandosi, ne è avvantaggiato? Nessun altro più di lei.
Purtroppo l’errore di tanti politici è dimenticare di essere stati eletti e pensare di essere stati consacrati, modificando semmai principi democratici condivisi, a garanzia di tutti, al fine di creare massime condizioni di disparità, disuguaglianza e discriminazione al momento di partenza.  Questo è un caso che farà scuola di quando l’ingiustizia diventa legge.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Mon, 30 Oct 2017 12:35:33 +0100
Brogli con i baffi finti? http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1705-brogli-con-i-baffi-finti http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1705-brogli-con-i-baffi-finti

GIAN LUIGI FERRETTI - Lungi da me ogni volontà di difendere l'indifendibile Caruso. Ma non posso neppure bermi la pozione servita dalle Iene senza guardare che ingredienti ci sono dentro. Ieri Filippo Roma è ritornato ad occuparsi del deputato di Stoccarda, questa volta per raccontare che sarebbe stato eletto grazie a brogli. Può darsi, lo sospettano in tanti, ma nessuno ha mai portato le prove.
Nel filmato c'è un sedicente "cacciatore di schede" anonimo che afferma di avere procurato ben "sei/settemila schede" in un'occasione a Caruso (eletto - lo ricordiamo - con 12.276 voti di preferenza), ma parla di un Caruso con i baffoni: "Mi ricordo Caruso che è venuto verso di me, mi ha abbracciato con quel sorriso, con quei baffoni che mi ricordo aveva i baffoni con il sorriso". Il deputato però i baffi non li ha mai avuti. Come la mettiamo?
Che sia uno dei tanti millantatori che escono ogni tanto a parlare di brogli? Almeno Rosario Cambiano ci ha messo la faccia, lui che nel 2006 fu candidato di Forza Italia e conseguì 1.597 preferenze. Da allora non perde occasione di raccontare di schede rubate, schede raccolte, schede comprate, ma senza fare, non dico una denuncia penale come sarebbe suo dovere, ma neppure mai un nome, un luogo o una circostanza certa e verificabile.
Nel servizio ci sono altre cose che non quadrano assieme a inesattezze.
Insomma siamo alle solite: tutti dicono di sapere, tutti raccontano di brogli, tutti gettano fango sul voto all'estero, nessuno porta prove.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Mon, 30 Oct 2017 11:06:03 +0100
La sinistra vuole togliere il voto agli italiani nel mondo per darlo agli immigrati http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1704-togliere-voto http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1704-togliere-voto

ANNA MASTROGIACOMO - Non può essere un caso. Negli ultimi giorni ci sono stati tre episodi significativi del fatto che alla sinistra gli italiani nel mondo fanno schifo.
Prima ci sono state le dichiarazioni del Sen. Latorre: "Sono contrario al voto per gli italiani all'estero perchè non pagano le tasse. Bisogna invece fare votare gli stranieri che vivono in Italia".
Poi c'è stato l'emendamento alla legge elettorale per permettere ai residenti in Italia di candidarsi nella Circoscrizione estero. Residenti in Italia? Chissà che non si pensi anche agli immigrati?
Infine ecco apparire sugli schermi Maurizio Landini della Segreteria Confederale della CGIL, a proclamare che bisognerebbe togliere il voto agli italiani nel mondo perchè non pagano le tasse e darlo invece agli immigrati.
Diceva Agatha Christie: "Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova". E qui abbiamo la prova provata che PD, CGIL, Governo di sinistra - tutto il mondo della sinistra insomma - stanno portando avanti un piano ben preciso: sostituire i cittadini italiani residenti all'estero con gli immigrati.
Mettiamoci anche lo "ius soli" che questi ambienti vorrebbero introdurre in Italia e il quadro è completo.
E' giunta l'ora per gli italiani nel mondo di reagire. Fra qualche mese voteranno, anche se rischia di essere l'ultima volta, e potranno scegliere: o eleggere i "soliti", quelli per intenderci che per tutta la legislatura hanno votato a favore di tutte le schifezze perpetrate dal governo a guida PD contro gli italiani all'estero, oppure votare per chi ha veramente a cuore gli italiani nel mondo. Nel primo caso non si lamentino poi il giorno in cui scopriranno di non essere più cittadini italiani in virtù di una qualche legge fatta approvare in fretta e furia con voto di fiducia. Quel giorno sarà troppo tardi.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Fri, 27 Oct 2017 17:41:59 +0200
Gli italiani all’estero sono una risorsa economica e culturale. Ma i “Gentiloni boys” preferiscono gli invasori http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1702-gli-italiani-all-estero-sono-una-risorsa-economica-e-culturale-ma-i-gentiloni-boys-preferiscono-gli-invasori http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1702-gli-italiani-all-estero-sono-una-risorsa-economica-e-culturale-ma-i-gentiloni-boys-preferiscono-gli-invasori

NAZZARENO MOLLICONE (Destra.it) - Il 17 ottobre scorso è stato presentato dalla Fondazione del Vaticano “Migrantes” il 12° Rapporto degli Italiani nel Mondo alla “Domus Mariae”, sempre del Vaticano. Prima di esporre un aspetto significativo di quel rapporto, è doverosa una prima osservazione: possibile che la situazione degli Italiani nel Mondo, ossia di persone che hanno il passaporto italiano, che eleggono parlamentari italiani, che percepiscono pensioni dall’INPS e che pagano, quanto dovute, le tasse in Italia, debba essere analizzata e studiata da uno Stato straniero, qual è il Vaticano? Perché non lo fa il Ministero degli Esteri che ha un’apposita direzione generale proprio dedicata agli Italiani nel Mondo e che ospita al suo interno il “Consiglio generale degli italiani all’estero”? E invece no. Il sottosegretario con delega a questo settore Vincenzo Amendola è intervenuto – quale ospite – alla presentazione del rapporto accolto dal presidente della “Migrantes”, Mons. Guerino Di Tora ed ha ascoltato la “conclusione” del ben noto Mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana: un’ulteriore manifestazione della subordinazione dell’Italia che avviene non solo in questo campo.

Invece il Ministero degli Esteri si preoccupava di presentare, il giorno seguente, un “Rapporto sull’economia dell’immigrazione”, con la partecipazione del presidente dell’INPS Tito Boeri, quello che sostiene – erroneamente, secondo le cifre – che gli immigrati pagano la pensione agli italiani. D’altra parte, se pensiamo che negli ultimi anni il Ministero degli Esteri è stato affidato a personaggi o molto legati agli ambienti vaticani, quali Paolo Gentiloni ed Angelino Alfano, od a quelli mondialisti, quali la Emma Bonino, si comprende perché alla Farnesina gli Italiani all’estero diano fastidio. Tant’è che una sua dirigente, Cristina Ravaglia, qualche settimana fa ha scritto una lettera alla stampa in cui si lamentava dell’eccessivo numero di richieste di cittadinanza italiana!

Richieste, è bene precisare, che non derivano dagli immigrati in attesa dello ius soli, ma dai discendenti degli Italiani emigrati nel passato: ossia, proprio per effetto di quello “ius sanguinis” che viene ritenuto invece un atteggiamento razzista. D’altra parte, come meravigliarsi? Gli attuali sottosegretari del ministero sono Mario Giro, che viene dalla “Comunità S. Egidio”; Benedetto Della Vedova, che viene dal partito radicale; ed il succitato Vincenzo Amendola che viene dalla sinistra giovanile e dall’internazionale socialista. Insomma, non ci sembra che in quegli ambienti ci si interessasse molto degli Italiani all’estero, anzi degli “Italiani” tout-court! Sono lontani i tempi dell’apposito ministero affidato al nostro Mirko Tremaglia…

Ma a questo proposito cosa ha rivelato il Rapporto? Che nell’ultimo decennio gli Italiani all’estero sono aumentati di ben il 60% secondo i dati dell’apposita Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE), passando dai 3.106.251 del 2006 ai 4.973.942 del 2016. Certamente in questo aumento, equivalente a 1.867.691 persone, influiscono i giovani che emigrano per lavoro e gli anziani che preferiscono percepire la loro pensione all’estero, sintomi entrambi della crisi sociale ed economica del nostro Paese accentuatasi negli ultimi anni di governi renziani e “democratici”. Ma il rapporto indica che ben il 38% dei nuovi iscritti all’AIRE sono nati all’estero, discendenti (anche da due generazioni) degli Italiani a suo tempo emigrati. Il loro aumento è in continua progressione, sono passati dai 35.266 dell’anno 2006 ai 178.035 dell’anno 2015, e ciò grazie anche ad una sentenza in loro favore della Corte di Cassazione.

Insomma, c’è una richiesta continua di acquisire la cittadinanza italiana, possibile in base alla legge vigente n. 91 del 1992 che la consente a determinate condizioni, tra cui appunto l’eredità “genetica”. Questa tendenza è particolarmente forte nei Paesi dell’America Latina, soprattutto Argentina, Brasile e Venezuela, ed è indicativa del fatto che essere membri del nostro Paese, nonostante la sua critica situazione politica, sociale ed economica, è ancora una cosa ambita, per la sua storia e la sua cultura.

Ma come risponde il Governo, ed il Ministero degli Esteri a questa incessante richiesta? Con ostacoli burocratici e finanziari. Negli ultimi anni, con il pretesto dei tagli alla spesa, sono stati chiusi molti Consolati ed è stato ridotto il personale delle Ambasciate, ossia gli enti che all’estero fungono da sportelli burocratici e notarili. Non solo, ma è stata introdotta da alcuni anni una tassa speciale per le pratiche di acquisto della cittadinanza alle categorie che ne hanno diritto in base alla legge succitata ed alle sentenze della Cassazione di ben 300 euro: una cifra che, in alcuni Paesi, equivale a due-tre mesi di stipendio. Non solo, ma era stato detto che quell’importo fosse destinato a potenziare i servizi consolari: così non è stato, perché esso è affluito direttamente al Tesoro senza essere trattenuto dal ministero degli esteri. Alcune associazioni dell’emigrazione, quale il “MAIE” (Movimento associativo degli Italiani all’Estero) hanno effettuato clamorose proteste dinanzi alle locali ambasciate, e la questione è stata sollevata in Parlamento dai deputati e senatori eletti all’estero, anche da parte di quelli del Partito Democratico. Ma finora senza successo…sperando nella prossima legge finanziaria.

In conclusione, il mondo dell’emigrazione italiana è una realtà non residuale come qualcuno pensava ma in continua evoluzione ed arricchito da nuove generazioni. Esso equivale alla popolazione di un’intera regione italiana, contribuisce al p.i.l. in diversi modi (rimesse alle famiglie, che nel 2016 sono state circa di un miliardo di dollari; importazioni di prodotti tipici italiani, quali generi alimentari ed oggetti di moda; frequenti viaggi e soggiorni per visite ai parenti o pratiche burocratiche; e l’indotto realizzato dalle imprese che lavorano all’estero) e rappresenta, da tanti punti di vista, gli “ambasciatori” effettivi della cultura nazionale. Ma è del tutto ignorato dal governo!

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Mon, 23 Oct 2017 16:31:39 +0200
COME I LADRI DI PISA http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1698-come-i-ladri-di-pisa http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1698-come-i-ladri-di-pisa

GIAN LUIGI FERRETTI - Come famosi ladri di Pisa che di giorno litigavano ma la notte andavano a rubare insieme, i parlamentari eletti all'estero che supportano il governo del PD e votano a favore del Rosatellum si esibiscono in uno spassoso o squallido (fate voi secondo le vostre sensibilità) litigio a proposito dell'articolo del Rosatellum che permette ai residenti in Italia di candidarsi all'estero.
Ha dato fuoco alle polveri il Sen. Micheloni che ha sparato a zero sui suoi compagni di partito: "Mi colpisce il silenzio assordante con cui tale modifica è stata accolta sin qui. Mi colpisce, ma non mi stupisce, dato che nessuno aveva trovato nulla da obiettare quando, pochi mesi fa, il Partito Democratico, in occasione delle sue ultime primarie, aveva cancellato la medesima regola." E incita: "Spero che ciascuno di noi, rappresentanti degli italiani all'estero, trovi il coraggio e la dignità di esprimersi: il silenzio e l'ipocrisia non salveranno nessuno."
Parla bene lui, consapevole che non sarà ricandidato, ma gli altri devono riguadagnarsi il posto in lista.
Ed ecco uscire allo scoperto la onorevola Garavini, quella che vive, come Candide, nel migliore dei mondi possibili. In questa realtà tutta sua vede un Partito Democratico che non solo "si sta ancora una volta facendo carico di un forte senso di responsabilità con il Rosatellum", ma è anche "del tutto estraneo all'emendamento Lupi che consente la candidatura all'estero di residenti in Italia".
Le risponde a muso duro l'alfaniano Sen. Di Biagio: “All’onorevole Garavini che parla di una modifica voluta da tutti ad eccezione del suo partito, solo al fine di ricondurre la questione nel giusto contesto, ricordo che una modifica in tal senso era già stata adottata nel regolamento del PD che disciplina le primarie. Inutile tirarsi gli stracci, ognuno si prenda le proprie responsabilità”.
I deputati del PD Fedi e La Marca sono costretti a riconoscere che "la legge sul voto all’estero subisce un duro colpo nel rapporto tra eletti ed elettori che è l’essenza della Circoscrizione Estero", ma tentano una difesa senza rendersi conto che il “tacon” è peggior del “buso”, come dicono i veneti: : "Il Gruppo del PD ha dovuto accettare un emendamento di un gruppo di maggioranza che ha posto, in una trattativa serrata su tutto l'impianto della legge elettorale, alcune condizioni e non ha rinunciato ad alcuni emendamenti". Tradotto significa che gli italiani all’estero sono stati sacrificati per ottenere altre cose nella trattativa.
Non ancora pervenute dichiarazioni degli altri deputati PD. Tace Porta che ha altro a cui pensare con le truppe del MAIE che stanno invadendo la sua San Paolo per una protesta di massa. Tace Tacconi, che per una volta proprio non se la sente di cantare in coro con la Garavini. Tace Farina.
E tacciono i senatori Giacobbe, Longo e Turano.
E poi tace il supporter della maggioranza Mario Caruso alle prese con le Jene. Tace Fucsia Nissoli....ah, mi informano che avrebbe effettuato l'ennesima giravolta e non appoggerebbe più il Governo PD perchè avrebbe trovato un posto al caldo in Forza Italia.
Arrivederci al prossimo spettacolo.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Thu, 12 Oct 2017 09:32:08 +0200
Chi si arrocca nel Palazzo e chi protesta davanti ai Consolati http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1692-arroca-palazzo http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1692-arroca-palazzo

GIAN LUIGI FERRETTI - Conosco personalmente i parlamentari eletti all'estero del PD e so che sono ben preparati ed hanno a cuore le problematiche degli italiani all'estero. Non ho dubbi che vorrebbero fare tanto e bene per i connazionali emigrati.
Peccato che siano vittime della disciplina di partito, che impone loro di votare a favore anche di provvedimenti del governo PD, che in cuor loro non possono non aborrire. Non voglio pensare che fosse strumentale il loro impegno quando insieme ci battevamo contro i danni di Mantica, ben inferiori a quelli dei governi a conduzione PD venuti dopo.  Dio santo, sono le stesse persone e mi fa male vederli oggi arroccati nel Palazzo a cantare "tutto va ben, madama la Marchesa" assieme al Sottosegretario Amendola, che non è certo Maria Antonietta e sa bene perché la nostra gente all'estero è infuriata.
Si sono rinchiusi nel Palazzo a cantarsela e suonarsela con un convegno dal titolo “Il PD per gli italiani all’estero. Una legislatura feconda”. Feconda, proprio così, con grande sprezzo del ridicolo.
Ma bisogna capire che è tempo di elezioni, tempo di esami e la paura dei parlamentari di non essere rieletti è palpabile. Paura che rischia di degenerare in terrore per l'annuncio di manifestazioni di connazionali arrabbiati in giro per il mondo, ai quali non redo basti la solita auto lode "siamo molto presenti in Parlamento", anzi  credo che  la reazione spontanea sarà: "Per favore, siate un po' meno presenti se i risultati sono questi". Per esempio quando "nel 2013 i tagli consolari hanno provocato grandi dolori" (parole di Amendola), i parlamentari erano "molto presenti" ed hanno tutti votato disciplinatamente a favore di quanto deciso dal governo del PD guidato da Letta.
"Alcuni hanno organizzato delle marce, ma la risoluzione concreta dei problemi l’abbiamo trovata noi nel rispetto della dignità degli italiani di ieri e di oggi che vivono e lavorano all’estero", si è spinto a dichiarare Amendola senza spiegare quali sarebbe questa sbandierata "risoluzione concreta dei problemi". Sarà la chiusura dei Consolati? Sarà la tassa di 300 euro per una pratica di riconoscimento della cittadinanza? Sarà l'IMU da pagare? Saranno il Cgie ed i Comites che boccheggiano per mancanza di ossigeno, ossia di fondi? Chissà.
E' evidente la preoccupazione del Sottosegretario di Alfano per la manifestazione indetta dal Maie Brasile per il 12 ottobre davanti al consolato di San Paolo per chiedere il miglioramento dei servizi consolari in America Latina. Probabilmente gli è giunta voce che è prevista una marea di connazionali esasperati. Va detto a suo onore che non se l'è sentita di emulare Maria Antonietta e prenderli in giro con la "brioche-più personale" o la "brioche-procedure più rapide", ma dal cilindro ha comunque tirato fuori una "risoluzione concreta": limitare i riconoscimenti del diritto di cittadinanza iure sanguinis "prevedendo almeno un test di lingua".
Capita bene la "risoluzione concreta" del problema del PD? Non solo un italiano all'estero deve pagare 300 euro per la pratica di riconoscimento del suo diritto di cittadinanza quando uno straniero che voglia naturalizzarsi paga solo 200 euro per la sua pratica. Nel frattempo il Sen. Longo, eletto nel PD, scrive su Facebook - naturalmente in portoghese -  che questa tassa di 300 euro è una “apropriação indébita”.
No, non basta: mentre il PD non si preoccupa quando lo straniero spesso non riesce neppure a leggere la breve formula di giuramento perchè scritta in italiano, all'italiano all'estero deve essere fatto un esame d'italiano. Che sia una rappresaglia contro il senatore sopracitato che avrebbe difficoltà a passarlo?
Lo sa il caro Sottosegretario che pochissimi dei milioni e milioni di nostri emigrati a fine Ottocento non parlavano italiano, bensì i loro dialetti? Quindi non avrebbero dovuto avere diritto alla cittadinanza?
E poi l’Italia non è certo la Francia che per ai suoi cittadini all’estero mette a disposizione una fitta rete di scuole statali, quasi 500 in tutte le parti del mondo. La smetta di credere alla fake new, di cui non si conosce l’origine, dell’ italiano "quarta lingua parlata al mondo", e trovi soldi, tanti, per insegnare gratuitamente la nostra lingua ai discendenti di italiani. Poi potrà parlare dell’obbligo della conoscenza dell’idioma.
Insomma, se i parlamentari uscenti del PD da qui alle elezioni non troveranno di meglio, la vedo dura per loro. Non so cosa potrebbero inventarsi per cercare di convincere gli elettori che li hanno picchiati per il loro bene durante tutta la legislatura.  Maledetta disciplina di partito che li ha messi in scacco matto: o seguire il loro cuore e votare contro il loro partito quando si trattava di provvedimenti punitivi nei confronti degli italiani all'estero col rischio di non essere ricandidati oppure fare i bravi soldatini, essere messi in lista, ma rischiare di non essere rieletti.
Mi sa che dovranno pregare i loro patronati di moltiplicare gli sforzi e fare straordinari nel tentativo di limitare i danni.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Sat, 30 Sep 2017 12:23:29 +0200
Alitalia deve continuare a vivere http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1684-alitalia-deve-continuare-a-vivere http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1684-alitalia-deve-continuare-a-vivere

ANTONIO BRUZZESE (Insieme Argentina) - Le cronache di questi giorni ripropongono il problema Alitalia.
Il costo del lavoro per ciascun dipendente è mediamente di 8 mila Euro in meno rispetto alle compagnie tradizionali.
I costi maggiori appartengono a  EasyJet, Klm, Lufthansa , British e Ryanair.
Il costo del lavoro presso l’Alitalia è diminuito,  negli ultimi 3 anni,  del 19% mentre il carburante è aumentato del 13% ed i servizi esterni del 3%. Non si spiega l’aumentato costo del carburante a fronte del livello costante del barile (mistero!).
La compagnia, su un totale di 122 velivoli, ne è proprietaria solo di 7. Tutti gli altri sono in leasing  che comporta  un costo inspiegabile rispetto ai concorrenti. Nell‘ultimo triennio esso è aumentato del 34%.
I concorrenti hanno, al contrario,  un numero di velivoli in proprietà significativo. Ciascun leasing costa mediamente 2,4 milioni,  Alitalia ne spende 3.6 milioni per aereo. Le banche socie, vedi  Unicredit - vice presidente Montezemolo nonché presidente di Alitalia – richiedono  il 5% di interessi. 
In Europa Alitalia è al terzo posto per puntualità.
Nel 2008, in prossimità delle elezioni, Berlusconi fece fallire la trattativa con Klm e Air France. Voglio una compagnia italiana, affermò !
 Nel 2015 venne annunciata la svolta con l’ingresso di Etihad. Gli arabi comprano il 49%
di Alitalia,  investendo 387 milioni di euro. Renzi annunciò: ora si vola ! Forse pensava agli aquiloni.
Dopo 2 anni le perdite ammontano a un miliardo di EURO. Una conduzione incapace e a favore della parte araba. 
Nel tempo Alitalia viene spolpata da una pletora di MANAGER. Siamo a 10 miliardi di euro, sufficienti a comprare l’intera Lufthansa.
Giancarlo Cimoli è il simbolo degli sprechi. Nel 2004 a.d. promette il risanamento della compagnia  entro il 2008. Il risanamento effettivamente  realizzato è stato tuttavia il suo. Condannato a 8 anni e 8 mesi per bancarotta,  nel bel  mezzo delle macerie della compagnia,  intascava uno stipendio di 2,8 milioni di Euro. Poi altri 3 milioni come buonuscita.
Grandi dirigenti che hanno solo fatto i loro interessi. Girando da un incarico all’ altro senza alcun merito.
Unici risparmi certi attuati da ultimo: il caffè, la merendina e i fazzolettini imbevuti a bordo.
Una nota particolare va ai sindacati. La mia meraviglia non deriva dalla promozione di un referendum,  ma dal semplice fatto che  sia venuto loro in mente. Come  si possono chiedere ai lavoratori licenziamenti, cassa integrazione e una riduzione del 25% del salario? Purtroppo, non hanno più il senso della realtà e non rappresentano più nulla.
Attenzione  Per Lufthansa ci sarebbero, in Alitalia 3 mila esuberi. In Alitalia dunque lotta senza timori. Occorre cacciare incapaci e disonesti .
In Italia transitano 64 milioni di persone. E’ un delitto liquidare una compagnia con piloti e personale di assoluta eccellenza

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Tue, 12 Sep 2017 08:03:22 +0200
Emigrazione italiana e immigrazione http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1677-emigrazione-italiana-e-immigrazione http://www.litaliano.it/index.php/itamondo/itamondo-news/opinioni/1677-emigrazione-italiana-e-immigrazione

ANTONIO BRUZZESE (ex responsabile della CGIL in Argentina, Pres. Insieme Argentina, Pres. onorario Circolo Sandro Pertini Rosario) - In occasione dell’anniversario del disastro di Marcinelle, autorevoli esponenti delle Istituzioni hanno fatto accostamenti, a dir poco approssimativi, direi persino offensivi tra l’ondata migratoria verso l’Italia e l’emigrazione italiana.
L’Italia ha vari primati. Le persone in povertà totale sono oltre 5 milioni, mentre il totale di coloro i quali vivono sotto la soglia di povertà arriva a 12 milioni:
- abbiamo il primato di disoccupati, l’Europa il 7/8 %, l’Italia dal 30 al 35 %;
- siamo il primo paese per corruzione;
- le disuguaglianze si ampliano sempre più, 207 mila italiani – l’1,2% della popolazione- detiene il 22% della ricchezza;
- milioni di pensionati spendono parte della pensione per curarsi, 12 milioni di loro non si curano affatto;
- la sanità pesa agli italiani per oltre il 32% del costo globale, secondo l’ultimo rapporto del Censis.
Passionarie e travestiti da Arcangelo Gabriele predicano che la massiccia immigrazione è per noi una fortuna: oltre duecentomila in poco tempo, con punte di dodicimila arrivi in un solo giorno.
I rifugiati vanno esaminati con attenzione. Una volta accertato lo stato di rifugiati, vanno accolti senza se e senza ma. Invito i giocatori delle 3 carte a prendere nota del fatto che in Italia vi sono già 5 milioni e mezzo di immigrati.
Ora, però, i veri rifugiati politici non arrivano alle 3 / 4mila unità. Il 95% sono uomini e non donne e bambini.
In molti casi la cronaca parla di spacciatori , venditori abusivi , ladri, scansafatiche di ogni specie. Assaltano spesso le forze di polizia e se non hanno WIFI e i pasti di loro gradimento devastano i luoghi di accoglienza e gli alberghi .
Le ONG, che, cara Presidente Boldrini, nessuno ha criminalizzato, devono rispettare le regole. Appare certamente curiosa la presenza di 14 grandi navi di OND della Spagna, della Germania e della Francia (ci si chiede con quali risorse?) che andavano a caricare migliaia di disperati nelle acque territoriali libiche, per trasportarli tutti ed unicamente in Italia.
In assenza di una loro effettiva integrazione, continuare ad accogliere produce dei disastri inimmaginabili. Purtroppo, ci troviamo di fronte ad un fenomeno con un giro di diversi miliardi. E anche la Chiesa fa la sua parte.
Minniti sta indubbiamente operando tentativi, ma si trova subito di fronte a varie gambe tese. Il Min. Del Rio afferma che deve entrare anche lui nell’operazione, in quanto titolare delle infrastrutture e che tutti vanno accolti.
Caro Ministro Del Rio, si occupi piuttosto di non farci cadere in testa i viadotti sulle autostrade! Ci spieghi, inoltre, anche il motivo per cui la Tav in Italia costa 61 milioni di Euro al km, mentre in Spagna 9 e in Francia 10.

EMIGRAZIONE ITALIANA VECCHIA E NUOVA
Le navi stracolme di emigrati partivano da Genova, Napoli , Palermo. Il biglietto se lo pagavano loro. In Brasile nei campi di caffè gli italiani erano inquadrati di un livello sotto i neri (1860 ).
Arrivavano in Uruguay e Argentina. Dopo la visita medica, venivano assegnati loro un terreno, una vacca ed un sacco di semi.
Come ricordava Giuseppe Di Vittorio parlando dei braccianti pugliesi, i nostri emigrati lavoravano “ da sole a sole “.
Essi hanno fatto grande l’ Argentina che oggi produce alimenti per 350 milioni di persone . Senza gli italiani non sarebbe quel grande paese che ora è. Ciò vale anche per l’Uruguay , Brasile e altri numerosi paesi dove gli italiani si sono distinti per il loro lavoro.
Migliaia i morti nel lavoro, compresi bambini, come documenta Marcinelle, dove in miniera, per passare nei cunicoli più stretti, venivano utilizzati ragazzi di 8/9 anni.
Gli italiani emigrati privi di fortuna, se rientrano in Italia, devono aspettare 10 anni di residenza per avere il diritto all’ assegno sociale.

NESSUNO PARLA DELLA NUOVA EMIGRAZIONE
Se ne sono andati 250mila giovani in tre anni, praticamente lo stesso livello del dopoguerra. Un esodo ! Anche loro sono partiti con le lacrime agli occhi, pagandosi il biglietto. Chi si occupa di loro? Chi descrive come lavorano, come vivono nei campi dell’Australia nel raccogliere frutta e ortaggi? Chi si è mai preoccupato di seguire i fenomeni di alcolismo e di suicidi, specie a Londra e in Germania ? Non certo gli inutili, inconcludenti eletti all’estero. Perditempo che votano sempre per eliminare alcuni diritti degli italiani all’estero, mentre difendono i loro vitalizi
preparandosi per il terzo mandato. Tutti a casa! E i patronati? Non interessano, non esiste punteggio e non si può imbrogliare, come nella gran parte dell’attività all’estero.
I giovani che abbandonano il nostro paese rappresentano un patrimonio considerevole sia in quanto intelligenza e capacità. Costi enormi per la loro formazione e loro se ne vanno.
Il vero incentivo potrebbe essere quello di dare alle imprese un bonus per ogni giovane che rientra e viene assunto in modo stabile.
L’accostamento tra l’assalto di oggi e l’emigrazione italiana è un errore oltre che un’ offesa. Ho letto documenti del Cgie e le dichiarazioni del Segr. Michele Schiavone. Mi chiedo: ma, dove eravate quando in Svizzera su molti locali pubblici appariva il cartello “ vietato l’ingresso agli italiani “ e si istituivano le classi differenziate? Migliaia le baracche dove gli italiani vivevano con discriminazioni e umiliazioni di ogni genere.
DOVE ERAVATE ?
Sulla previdenza e sulle manovre per cancellare le maggiorazioni sociali nei paesi non europei farò a breve una nota specifica.

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gianluigi.ferretti@gmail.com (Super User) Opinioni Thu, 31 Aug 2017 21:34:39 +0200