Chiusura dei Consolati...e la roulette del Mae giraaaa!

Comunicato Confsal - Unsa - Il 18 settembre le Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato hanno assistito nuovamente alla Performance del Vice-Ministro Marta Dassù che, come un esperto croupier, ha ordinato al Parlamento “Rien ne va plus!”

Il Vice-Ministro degli Affari Esteri Marta Dassù persevera nel presentare a Camera e Senato la logica camuffata del “riorientamento” economico della nostra Rete diplomatica e lancia la pallina nella sua micidiale roulette delle chiusure, mentre le collettività italiane all’estero tremano nell’attesa che si fermi sul loro numero.
Nonostante il fascino del gioco d’azzardo, tutto fatto di “Su’, Su’, il mondo cambia, cambiamo anche noi!”, la Farnesina rischia di essere accusata di mettere la Rete consolare all’esclusivo servizio di una logica economica, che non esclude l’esportazione di posti di lavoro mediante la delocalizzazione delle imprese.
Il Mae pronto a mettere i propri consoli e ambasciatori al servizio di un management aziendale alla ricerca di nuovi mercati?
Non è così e non può essere così. La Ministra Bonino deve riuscire a far combaciare la sua passione per i diritti civili, tra cui rientrano i sacrosanti diritti degli italiani già all’estero e di quelli che continuano ad emigrare, con le esigenze sempre più crude di un’economia in difficoltà.
Ma è pur sempre il Parlamento a dare indicazioni alla Farnesina in una ragionevole dialettica!
E tra la tesi della necessità di chiudere consolati, per aprirne nuovi dove comanda l’industria, e l’antitesi di un mantenimento ad ogni costo dello status quo,  esiste, a nostro giudizio, una sintesi che vede la roforma della rete consolare, il suo ammodernamento, allegerimento, adeguamento ai reali bisogni delle collettività italiane nonchè del sistema paese, come già indicato da diplomaticoi, parlamentari ed esperti nella Commissione spending review convocata dal Ministro Terzi nel 2012.
Si tratta, dunque, di dare una risposta equilibrata a due chiare esigenze: quella della proiezione estera della nostra economia e quella dei servizi alle collettività italiane in crescente aumento, anche a seguito delle nuove ondate migratorie.
Non è certo dignitoso e adeguato rispondere a quest’ultime con “funzionari itineranti”, muniti di banchetto adagiato una volta alla settimana in qualche corridoio di un Patronato o di una Missione cattolica, o di consoli onorari privi di reali funzioni, degni solo delle migliori operette, peraltro tesi a fare fruttare, in ambito delle proprie attività professionali, il prestigioso incarico ottenuto dallo Stato italiano.
È giunta pertanto l’ora che la Ministra Emma Bonino si assuma le sue responsabilità politiche e non si limiti a delegarle ad una categoria interessata di funzionari diplomatici del Ministero degli Affari Esteri. E’ necessario mettere quanto prima mano ad una vera riforma della Farnesina, in coerenza con le necessità della nostra cittadinanza, del nostro Sistema Paese e di una società in evoluzione.

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