VOTO ESTERO: I furbi pensano che i propri elettori all’estero siano tutti degli stupidi

MARIA IACUZIO - Oggi si è consumato l’atto finale di una, così come dicono in Italia, “gran porcata”, nei confronti del voto degli italiani all’estero.
Sono stati recepiti, vilmente e senza nessuna discussione, due emendamenti nella nuova legge elettorale che ledono profondamente la dignità, i principi democratici e la rappresentanza stessa degli italiani all’estero in Italia.
Nessuna pur piccola modifica, invece, è stato apportata affinche il voto all’estero possa essere messo a riparo da atti deliquenziali, come avvenuto in passato.
Scellerata l’approvazione dell’emendamento che da la possibilità ai cittadini italiani che non risiedono all’estero, e non iscritti aire, di candidarsi in una delle ripartizioni geografiche estere.

Ma quale diritto di reciprocità Onorevole Fiano (ispiratore della menzogna). Ciò sarebbe stato il caso solamente se agli italiani all’estero fosse stata riservata una rappresentanza parlamentare in proporzione al loro numero, cioè per quasi 5 milioni d’iscritti aire. Che tradotto avrebbe significato circa 90 Parlamentari. Ma in realtà ve ne sono solo 18 - abbiamo bisogno di politici con visione e non con allucinazioni!

Per non parlare della seconda modifica, li scendiamo proprio nel più profondo ridicolo. Praticamente si è imposto che non sono candidabili i cittadini italiani che negli ultimo 5 anni hanno ricoperto cariche elettive a qualsiasi titolo nel paese in cui vivono. A questo punto noi ci chiediamo quale sia la differenza tra un cittadino italiano eletto in un consiglio comunale o regionale nel paese in cui vive ed uno in Italia. Perchè trattarli in maniera diversa, discriminandoli in relazione al luogo dove vivono?
Non basta la discriminazione fatta sull’IMU, dove sulla prima casa in Italia gli italiani all’estero sono costretti ancora a pagarla, considerandola seconda casa, e per quelli in Italia, invece, è stata eliminata
Non basta la discriminazione sul canone televisivo, dove tutto di colpo, per gli italiani all’estero – e solo per quella tassa – la propria casa, da seconda per l’IMU, diviene tutta d’un colpo e magicamente, prima e quindi tutto da pagare?
Non basta lo schifo offerto dai servizi consolari per un semplice rinnovo di passaporto, profumatamente pagato, o per la richiesta di un banale documento? Mesi e mesi previo che ci si riesca.
No non basta. Allora vediamo di capire meglio, in che cosa consiste questa seconda modifica sul voto degli italiani all’estero
Una chiara motivazioni su questo punto ce la da l’On Fabio Porta (eletto in Sud America), in una nota aise. Peraltro si dichiara pienamente soddisfatto (chi sa perchè) ed afferma: “La norma elimina ogni possibilità di disparità nelle condizioni di partenza e, come l’esperienza insegna, tende a prevenire possibili forzature e brogli da parte di chi ha la possibilità di farne nelle condizioni a lui più favorevoli”
Caro Onorevole noi non sappiamo quale siano state le sue esperienze in merito, di certo si percepisce dal suo commento che c’è dell’altro, non si limiti a fare solo vaghe insinuazioni su suoi connazionali nella sua zona.
Con chiarezza, invece, noi le possiamo dire che se si vuole eliminare ogni disparità nelle condizioni di partenza la prima persona da elimirare è proprio lei. Chi più di lei, che ha già ricoperto quell’incarico da Onorevole, ripresentandosi, ne è avvantaggiato? Nessun altro più di lei.
Purtroppo l’errore di tanti politici è dimenticare di essere stati eletti e pensare di essere stati consacrati, modificando semmai principi democratici condivisi, a garanzia di tutti, al fine di creare massime condizioni di disparità, disuguaglianza e discriminazione al momento di partenza.  Questo è un caso che farà scuola di quando l’ingiustizia diventa legge.

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