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Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Alitalia deve continuare a vivere

ANTONIO BRUZZESE (Insieme Argentina) - Le cronache di questi giorni ripropongono il problema Alitalia.
Il costo del lavoro per ciascun dipendente è mediamente di 8 mila Euro in meno rispetto alle compagnie tradizionali.
I costi maggiori appartengono a  EasyJet, Klm, Lufthansa , British e Ryanair.
Il costo del lavoro presso l’Alitalia è diminuito,  negli ultimi 3 anni,  del 19% mentre il carburante è aumentato del 13% ed i servizi esterni del 3%. Non si spiega l’aumentato costo del carburante a fronte del livello costante del barile (mistero!).
La compagnia, su un totale di 122 velivoli, ne è proprietaria solo di 7. Tutti gli altri sono in leasing  che comporta  un costo inspiegabile rispetto ai concorrenti. Nell‘ultimo triennio esso è aumentato del 34%.
I concorrenti hanno, al contrario,  un numero di velivoli in proprietà significativo. Ciascun leasing costa mediamente 2,4 milioni,  Alitalia ne spende 3.6 milioni per aereo. Le banche socie, vedi  Unicredit - vice presidente Montezemolo nonché presidente di Alitalia – richiedono  il 5% di interessi. 
In Europa Alitalia è al terzo posto per puntualità.
Nel 2008, in prossimità delle elezioni, Berlusconi fece fallire la trattativa con Klm e Air France. Voglio una compagnia italiana, affermò !
 Nel 2015 venne annunciata la svolta con l’ingresso di Etihad. Gli arabi comprano il 49%
di Alitalia,  investendo 387 milioni di euro. Renzi annunciò: ora si vola ! Forse pensava agli aquiloni.
Dopo 2 anni le perdite ammontano a un miliardo di EURO. Una conduzione incapace e a favore della parte araba. 
Nel tempo Alitalia viene spolpata da una pletora di MANAGER. Siamo a 10 miliardi di euro, sufficienti a comprare l’intera Lufthansa.
Giancarlo Cimoli è il simbolo degli sprechi. Nel 2004 a.d. promette il risanamento della compagnia  entro il 2008. Il risanamento effettivamente  realizzato è stato tuttavia il suo. Condannato a 8 anni e 8 mesi per bancarotta,  nel bel  mezzo delle macerie della compagnia,  intascava uno stipendio di 2,8 milioni di Euro. Poi altri 3 milioni come buonuscita.
Grandi dirigenti che hanno solo fatto i loro interessi. Girando da un incarico all’ altro senza alcun merito.
Unici risparmi certi attuati da ultimo: il caffè, la merendina e i fazzolettini imbevuti a bordo.
Una nota particolare va ai sindacati. La mia meraviglia non deriva dalla promozione di un referendum,  ma dal semplice fatto che  sia venuto loro in mente. Come  si possono chiedere ai lavoratori licenziamenti, cassa integrazione e una riduzione del 25% del salario? Purtroppo, non hanno più il senso della realtà e non rappresentano più nulla.
Attenzione  Per Lufthansa ci sarebbero, in Alitalia 3 mila esuberi. In Alitalia dunque lotta senza timori. Occorre cacciare incapaci e disonesti .
In Italia transitano 64 milioni di persone. E’ un delitto liquidare una compagnia con piloti e personale di assoluta eccellenza

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