Mar12122017

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Voto all'estero: ma che 40%!

Non credete a quello che vi raccontano, la realtà è diversa
GIAN LUIGI FERRETTI - Oggi c'è chi si è affrettato a dare i numeri. 40 % sarebbe stata la partecipazione degli elettori italiani all'estero secondo alcuni media. Notizia subito ripresa e fatta circolare in termini trionfalistici nel fronte del Si e polemici nel fronte del No.
Se l'Unità sparava il titolo "Voto all'estero: boom affluenza al 40%", Salvini si affrettava a fasciarsi la testa per paura di rompersela e
parlava di "voti inventati o comprati in giro per il mondo". La Meloni gli faceva subito eco.
Intanto il 40% non sarebbe un boom, alle elezioni politiche del 2006 aveva votato il 42,07% degli aventi dfiritto, a quelle del 2008 il 41,66 e a quelle del 2013 il 32%. C'è da tenere conto che questa volta votavano in più anche gli elettori TEMPORANEAMENTE all’estero.
No, di per sè un'affluenza del 40% non sarebbe indicativa dei risultati.
Ma, da notizie che stanno uscendo dalla Farnesia finora in via ufficiosa, si sta delineando una percentuale ben inferiore al 40%. Se si hanno numeri di tutto rispetto in Paesi europei come la Svizzera ed il Regno Unito, pare che la più grande comunità del mondo, quella in Argentina, abbia la partecipazione più bassa da quando esiste il voto all'estero, si dice addirittura attorno al 25%. Ancora più bassa che in occasione del referendum sulle trivelle. Perchè? Credo che la colpa sia da dare alla visita della Ministro Boschi con tutte le polemiche che sono seguite. Ma rimandiamo l'analisi ai prossimi giorni.
Quindi, se la matematica non è un'opinione, a questo punto sarebbe più rispondente al vero parlare di un'affluenza attorno al 30% che al proclamato 40%.
Ed è ben difficile che il voto all'estero possa fare la differenza.

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