Mar01162018

Last updateGio, 28 Dic 2017 11am

Eletti all'estero PD: i deputati applaudono l'eliminazione dei senatori

I deputati PD eletti all’estero hanno scritto un comunicato per rispondere a Rodolfo Ricci della FILEF, molto critico nei confronti della lettera di Renzi agli italiani all’estero. Va bene fare lealmente il tifo per il SI, ma si superano i limiti dell’imbarazzo e del ridicolo quando si afferma che “la circoscrizione Estero si rafforza, con 12 deputati che votano la fiducia”. Finora la fiducia la votano 12 deputati e 6 senatori eletti nella Circoscrizione Estero. Difficile bersi la storiella del rafforzamento dal taglio di tutti i senatori. La matematica non è un’opinione, neppure in ottica di fanatismo politico. L’arrampicata sugli specchi continua con l’affermazione:
“Non si è trattato di una cancellazione della rappresentanza al Senato ma semplicemente della presa d’atto che il nuovo Senato dei territori può obiettivamente consentire una rappresentanza solo dei territori in ambito nazionale, non di quelli che appartengono ad altri Stati, che si opporrebbero decisamente (e giustamente) all’elezione di rappresentanti in Parlamenti stranieri. Una cosa, insomma, è il cittadino italiano residente all’estero, un’altra è un territorio incorporato in un altro Stato”.
Sveglia soldatini! Guardate un po’ più in là del vostro naso. Guardate oltrefrontiera, neppure tanto lontano, nella vicina Francia, dove – dal 1958 – c’è un Senato escluso dal voto di fiducia all’esecutivo ed eletto da sindaci, consiglieri comunali, delegati dei consigli comunali e consiglieri regionali. Ma, mentre attualmente nel Senato italiano ci sono 6 Senatori eletti all’estero su un totale di 315 (1,9%), in quello francesce ce ne sono 12 su 346 (3,5%). Un’ingiustizia, direte voi. Come viene sanata dalla riforma? Portando a zero i senatori eletti all’estero.
Chi li elegge i 12 senatori francesi, visto che i francesi all’estero non hanno un “territorio”? Elementare, Watson, li eleggono i 155 Consiglieri dell’ AFE (Assemblée des Français de l'étranger), cioè il CGIE francese.
Ma voi probabilmente queste cose le sapete, il fatto è che Renzi non vi ha neppure interpellato come evidentemente per la redazione della famosa lettera, opera di chi gli italiani nel mondo non li conosce.
A propito di Francia, quando De Gaulle tentò di cambiare il Senato, penalizzando i francesi all'estero, mal gliene incolse. Ed era De Gaulle, mica un Renzi qualsiasi. Perse il referendum con il 52,41% di NO.
Attenti, la sfida è in agguato.

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