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Last updateSab, 22 Set 2018 11am

La Circoscrizione estero avrebbe bisogno di un Pdexit

GERARDO PETTA - Dopo il ko tecnico subito dal PD di Renzi alle ultime amministrative, perse Roma e Torino, è giunto il momento di unire le forze contro la politica inconcludente dei parlamentari del centrosinistra, impedendo  loro di decidere per noi.
Le ultime  amministrative sono state una batosta, un montante sferrato dai cittadini al  partito del premier  che lo ha fatto prima barcollare e poi costretto alla resa, riconoscendo gli errori che hanno causato  questa sconfitta.
D’altra parte,  il premier Renzi,  finora ha fatto solo promesse, mai mantenute, e i cittadini italiani tra cui anche coloro che al primo turno avevano votato per il candidato del centrosinistra, al ballottaggio hanno preferito dare il loro voto, non di protesta, ma di cambiamento all’esponente del M5S, il caso di Torino  è eloquente.
Gli italiani si sono stancati di chi li sta governando da due anni difendendo  solo banchieri corrotti, lobby finanziarie, in poche parole  i poteri forti e oscuri della nostra nazione.
Il rottamatore  toscano che voleva cambiare l’Italia, abbassando le tasse, creando nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani, dare credibilità al nostro paese, combattere la criminalità, riformare la scuola italiana,  ha solo peggiorato una situazione già difficile. Infatti le tasse sono aumentate, la disoccupazione giovanile ha superato il 40% , molte famiglie stanno lasciando il nostro paese alla ricerca di un futuro migliore, o almeno decente, per sé e i propri figli.
Questa e la fotografia dell’Italia attuale!
Quindi con Renzi  e il suo governo di centrosinistra siamo andati di male in peggio.
Ecco perché, ora, anche la comunità italiana che vive oltreconfine, deve svegliarsi e essere protagonista di un cambiamento nelle politiche degli italiani all’estero.
Abbiamo tutte le potenzialità per ben figurare, ma dobbiamo liberarci dei soldatini del PD  che invece di preoccuparsi delle vere problematiche dell’emigrazione, non fanno altro che votare a favore dei tagli per l’estero.
Dobbiamo unirci, perche insieme possiamo tutelarci con dei validi rappresentanti che vadano in Parlamento con un unico obiettivo di rispondere solo alla collettività italiana che li ha votati. E non invece ai partiti,  come si stanno comportando la maggioranza dei parlamentari eletti nella Circoscrizione estero, a trazione del Partito (anti) Democratico.
Il PD sta barcollando e allora bisogna trovare il modo per metterlo, sempre pugilisticamente parlando, al tappeto definitivamente e prendere in mano le redini del sistema Italia nel mondo. E chi sarebbero queste forze politiche?
Attualmente stanno parlando in maniera costruttiva il MAIE e Forza Italia, ma bisogna aggregare tutti coloro che hanno gli stessi obiettivi, e hanno a cuore le sorti del nostro paese.
Abbiamo una ricchezza e una potenzialità tra le mani e non riusciamo a sfruttarla, per l‘incapacità di chi ci governa!
Ecco perché è necessario   un cambiamento politico e le amministrative lo hanno dimostrato  che la vittoria, anche nella Circoscrizione estero, è alla nostra portata, ma dobbiamo lavorare insieme per raggiungere questo importante obiettivo per il bene dell’Italia e per noi che viviamo oltreconfine. La politica si è allontanata dalla gente, viene esercitata solo nei palazzi, invece deve incontrare i cittadini, parlare con loro, confrontarsi sulle problematiche attuali e risolverle.  Chi è stato eletto non deve vendere fumo per conservare la poltrona, deve avere il coraggio di andare controcorrente, ma sempre nell’interesse del proprio paese e dei cittadini italiani.
Ora  anche il M5S non avrà più alibi, dovrà dimostrare nelle città in cui  ha conquistato la poltrona di sindaco di essere all’altezza della situazione e governarle, perché sarà in prima persona a guidare l’amministrazione comunale. Però,  dovrà dialogare anche con  altre forze politiche, che  hanno  gli stessi obiettivi. Chi vorrà procedere in maniera solitaria, rischia la stessa fine  della nave Concordia, prima o poi andrà a sbattere contro uno scoglio.

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