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Componente USEI: Ingenuità o sindrome del cornuto e contento?

Nel giorno dell'Epifania il Corriere della Sera titola: “Camera, lo strano caso del gruppo sudamericano con una sola emigrata - Deputati provenienti da gruppi diversi stanno insieme in nome dell’America Latina. E dei fondi previsti solo per chi aderisce ad una componente già presente alle elezioni”.
Per costituire una componente  servono 10 deputati, ne bastano 3, però, se la componente è riconducibile a una lista che si sia presentata alle elezioni. La lista che si è presentata alle elezioni l’ha messa a disposizione l’On. Renata Bueno, unica eletta dell’USEI alle elezioni del 2013, che ne ha avuto il permesso dal “padrone” del partito Eugenio Sangregorio.
Perché Sangregorio si sia prestato ad un’operazione del genere non è dato sapere. Raggiunto telefonicamente da Italia chiama Italia ha dichiarato: “La componente USEI, come Renata Bueno, non dovrà votare leggi contrarie all’interesse degli italiani all’estero e la deputata dovrà consultarmi sempre per capire come votare di volta in volta. Nel caso io non fossi d’accordo, lei dovrà astenersi. In caso contrario le toglierò l’autorizzazione ad usare nome e logo USEI e lei sarà fuori dal partito”.
Un po’ come disse quel famoso cornuto: “Mia moglie frequenta locali per scambisti ma, se mi accorgo che mi tradisce davvero, la caccio”.
Perché mai la Bueno non dovrebbe votare a favore di tutto quanto proposto dal governo del Segretario del PD, Matteo Renzi?
Lei che proviene dal Partito Popolare Socialista (PPS) brasiliano, che venne fondato nel 1922 come Partito Comunista Brasiliano (PCB). Lwi che è figlia di Rubens Bueno, leader alla Camera dei deputati del Brasile del Partito Popolare Socialista. Lei che è sposata con un dirigente del partito. Lei che è stata eletta a cariche amministrative in Brasile nelle liste del PPS.
D’altronde ricorda il Corriere della Sera che la Bueno ha spiegato: «La componente è aperta a chi, in piena libertà di coscienza, abbia volontà nell’aiutarmi nell’impegno preso con i miei elettori: la mia personale lealtà al governo Renzi, dimostrata in molte occasioni, potrà così avere maggiore forza nel rispetto dei principi laici e progressisti che da sempre hanno caratterizzato la mia attivita’ politica, anche nelle mie precedenti esperienze nelle istituzioni brasiliane”.
Di tutto si può accusare la Bueno ma non di incoerenza: poche settimane dopo la sua elezione a deputato decideva di lasciare l’USEI e, in vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, rinnovava il suo sostegno a Matteo Renzi già espletato l’anno prima, firmando la mozione a sostegno della sua candidatura.
Così, quando nel 2014 l’USEI fu coinvolta nella questione legata alla presentazione dei simboli per le elezioni europee con l’apparentamento dell’USEI con un certo movimento Bunga Bunga, Renata Bueno potè affermare: “Questa vicenda non mi riguarda. Non seguo più le attività né le scelte dell’Usei perché non sono più una loro iscritta. Mi sono candidata e sono stata eletta con questo movimento ma, in seguito, mi sono distaccata, non mi riconosco in questa realtà e non li seguo più”.
Ma allora - ripetiamo - perché Eugenio Sangregorio. che si è sempre spacciato per esponente del centro-destra e fu financo Vice Coordinatore del Popolo della Libertè in Argentina, si è prestato a questo gioco? Perché a novembre ha riaccolto la Bueno a braccia aperte nell’USEI e a dicembre le ha lasciato a disposizione il simbolo Usei per permetterle la costituzione della componente?

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