Mar06272017

Last updateSab, 17 Giu 2017 4pm

Sistema elettorale: Avete capito perchè è saltato tutto?

Molto meglio essere sudtirolesi piuttosto che italiani all'estero

MARCO ZINI - Ve lo spiego bene. Il PD si era fatto garante con la Suedtiroler Volkspartei che in Trentino Alto Adige  sarebbe continuato ad essere in vigore il Mattarellum, il sistema elettorale che nel resto d'Italia non è più in vigore da ben 12 anni perchè nel 2005 fu introdotto il Porcellum e poi arrivò l'Italicum.
E perchè il Mattarellum? Perchè questo sistema prevede otto seggi maggioritari, vale a dire che il candidato più votato ottiene il seggio; ad essi si aggiungono 3 seggi proporzionali. E quindi nella provincia di Bolzano il Mattarellum assicura alla SVP tutti i seggi.
Insomma il PD si era schierato a difesa degli interessi di quegli splendidi cittadini che si sentono austriaci, si esprimono in tedesco e si ostinano a chiamare Sud Tirolo l'Alto Adige.
Così  apriti cielo quando l'emendamento dell'On. Micaela Biancofiore, che elimina i privilegi della SVP, è stato approvato! Gli austrofili uguali al resto degli italiani? Non sia mai!
Mi viene da pensare al trattamento riservato invece ai cinque milioni di italiani all'estero, che non si sognano neppure di chiedere privilegi. No, si accontenterebbero di avere per quano possibile un trattamento simile al resto dei cittadini.
Ma per loro il PD non schiera le sue truppe. Anzi, il loro governo non fa che trattarli a pesci in faccia.
Chissà che agli italiani nel mondo non convenga dichiararsi Sud Austriaci?

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Paragone: Visto che stiamo cambiando la legge elettorale, aboliamo il Senato

MIMMA COVELLI - Spero che Libero non abbia pagato a Gianluigi Paragone il pezzone sui parlamentari eletti all'estero. Credo che sia stato pubblicato per sbaglio, probabilmente la domenica la redazione del giornale è sguarnita di giornalisti professionisti in grado di accorgersi delle bestialità  scritte dal Paragone. La più macroscopica, la madre di tutte le castronerie, è il ragionamento "visto che si sta cambiando la legge elettorale, approfittiamone per cancellare il voto all'estero". Come a dire "visto che si sta cambiando la legge elettorale, approfittiamone per abolire il Senato". Ma - direte voi - il Senato è in Costituzione e può essere abilito solo a seguito del lungo e complesso iter di riforma costituzionale compreso il referendum finale. Anche i parlamentari eletti all'estero - ad insaputa del Paragone - sono in Costituzione (articoli 56 e 57) e per abolirli occorrerebbe la medesima procedura per l'abolizione del Senato.
Sicuramente c'è almeno un giornalista serio e preparato a Libero in grado di spiegare con calma e qualche disegnino al Paragone che la legge ordinaria che si sta discutendo in questi giorni è quella per il voto in Italia mentre il voto all'estero è regolato dalla legge 459 del 2001 in ottemperanza all'art. 48 della Costituzione ("E' istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge").
Che dire poi di tutta una serie di altri errori del tipo "Agli italiani che si trovano per motivi di studio o di lavoro viene impedito di votare"? Via, un minimo di ricerca e anche un praticante avrebbe evitato di scrivere una balla così.
E' poi curioso che a fare le pulci agli eletti all'estero sia il giornale il cui editore (l'On. Antonio Angelucci), con un indice di produttività dello 0,7% è piazzato al 629° posto su 630 deputati (5,81% di presenze e una sola proposta di legge).
Ed è impressionante che a fabbricare questo castello di sabbia di falsità, inesattezze, numeri buttati lì a casa, ci si siano messi in tre. A dare manforte al Paragone sono intervenuti anche Tommaso Montesano e Paolo Emilio Russo.
Se Libero ha pagato per articolessa ed articoli, vuol dire che ha soldi da buttare. Ne dia un po' a me e mi impegnerò ad elencare tutte le balle una ad una e a correggerle adeguatamente.

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Marine Le Pen non ce l'ha fatta, ce la fara' nel 2022

ANGELO PARATICO - Marine Le Pen non ce l'ha fatta. La paura del cambiamento è stata più forte della speranza di offrire un futuro migliore alla Francia e ai propri figli. 
Questa è una tendenza comune in un continente dove nascono sempre più figli agli immigrati e meno agli indigeni, i quali vengono governati da uomini e donne senza figli. Come ha fatto notare Giulio Meotti: Angela Merkel, Mark Rutte, Emmanuel Macron, Stefan Löfven, Xavier Bettel, Nicola Sturgeon e altri sono tutti leader senza progenie. Questa non è cosa da poco, infatti il filosofo tedesco Rüdiger Safranski scrive: "Per coloro che non hanno progenie, il pensare alle generazioni future ha poco senso. Pertanto si comportano come se loro fossero l'ultimo anello di una catena.”
 
Marine Le Pen ha commesso degli errori nella sua campagna? Certo, come tutti, ma quelli che vengono detti errori avrebbero spostato il risultato finale di uno o due punti al massimo. Il suo problema maggiore è stato il fatto che non ha potuto creare unaggregazione con la destra, grazie al imperdonabile pronunciamento di François Fillon, subito dopo la prima tornata elettorale.
Il prossimo appuntamento politico sarà lelezione del parlamento, in giugno e a tal fine, passata leuforia del momento, sarà lesame delle carte del Macronleak - che Wikileak aveva valutato autentiche e non parzialmente false, come astutamente hanno fatto trapelare le autorità francesi - a creare onde nello stagno. 
Sono stati i russi, i cinesi o gli esquimesi a diffonderle? E chissenefrega? Ciò che conta è se sono genuine oppure no, e se contengono rivelazioni compromettenti oppure solo pettegolezzi.
Emmanuel Macron, che Strauss-Khan aveva definito “un ragazzo simpatico ma maldestro” resta un enigma per la gran parte dei francesi, anche se ormai sanno che ha una fissazione per le donne anziane. Nel suo libro intitolato Revolution racconta che la persona che più ha formato la sua personalità fu sua nonna, alla quale pensa ogni giorno. 
Ora c'è Brigitte con la quale iniziò una relazione quando lui aveva 15 anni e lei 39. I francesi vedono molto romanticismo nella loro storia, non pedofilia, perché l'età minima per far sesso in Francia è di 15 anni. I pettegolezzi dicono che Macron abbia una relazione anche con un uomo che lavora alla televisione francese ma, nessun problema, questa sarà una una nuova variante del amour a trois dei francesi…
Studente brillantissimo in tutte le scuole giuste di Francia, sicuro di se e delle proprie opinioni, Emmanuel Macron è cresciuto senza amici e amiche, ha però coltivato con cura le sue amicizie con personaggi influenti, soprattutto uomini politici come Hollande, che lo ha tenuto sotto alla propria ala — divenne ministro dell'economia nel governo Valls II - come un figlio ed è chiaro che avendo visto la caduta del proprio partito l'attuale presidente decise di aprire la finestra dell'Eliseo e di lasciar volare il proprio aquilotto, per poi attendere il suo ritorno, trasformato in aquila reale.
 
Non esistono dubbi sul fatto che Macron abbia una visione delle realtà molto elitaria e certe sue battute di spirito di dubbio gusto lo provano. Ecco una piccola scelta qui sotto, anche se pensiamo che una attenta lettura dei Macroleaks farà scoprire certe sue perle memorabili. 
Alcune di queste sue gaffe sarebbero condivisibili a destra, ma considerando che molti dei suoi voti vengono da sinistra, grazie al suo essere anti-Le Pen, si ha una fotografia dello stato confusionale in cui versa la partitica transalpina.
“Spesso, la vita di un imprenditore è molto più dura di quella di un salariato, non dimentichiamocelo. Può perdere tutto, lui, e ha meno garanzie”.
“In questa società c'è una maggioranza di donne. Molte di loro sono, per la maggior parte, incolte”.
“I salariati francesi sono pagati troppo”. 
“I salariati devono poter lavorare di più, senza essere pagati di più, se i sindacati maggioritari sono d'accordo”.
“Il Front National è, a parità di condizioni, una specie di Syriza alla francese, di estrema destra”.
“Sono per una società senza statuti”.
“La disoccupazione di massa in Francia è dovuta al fatto che i lavoratori sono troppo protetti”.
“Considerata la situazione economica, non pagare più le ore supplementari è una necessità”. 
“35 ore di lavoro per un giovane, non è abbastanza”.
“Tutti coloro che — nel Partito Socialista — si oppongono alla legge 308” contenente articoli reazionari tra cui quello sul lavoro di domenica, di notte, o la privatizzazione della donazione del sangue “sono focolai infestati da fannulloni “. 
La protezione sociale con lui, basata sul salario è finita. Macron propone un transfert  di 450 miliardi dei contributi sociali del salario lordo pagato dal capitale su quello dello Stato, pagato dalle tasse.
Eccovi servito il socialista, e poi dicevano che Marine Le Pen è di destra. Lavoratori francesi, vi hanno rifregato ancora!
Resterà da vedere se riuscirà a tener testa ad Angela Merkel, una figura materna, di un anno più giovane della moglie e che certamente cercherà di tirarlo dalla propria parte contro i paesi del sud, dove regnano lindisciplina fiscale e la povertà.
 
Noi italiani abbiamo poco da consolarci, perché stiamo soccombendo all'invasione di un vero e proprio esercito sulle coste sicule. Una nuova ondata di 6.000 persone e sbarcata durante il week-end. 
Anche noi italiani, dunque, come i francesi, siamo tutti dei passeggeri paganti che danzano sulla tolda della nave dei folli, con Jean-Claude Juncker al timone, pure lui senza figli, senza nipoti e senza hobby, a parte lalcool.
 
 
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Paragone è un ignorante

GIAN LUIGI FERRETTI - Sono allibito. Mai avrei pensato che Gianluigi Paragone, che di mestiere fa il commentatore politico, fosse talmente ignorante da non sapere che i parlamentari eletti all'estero sono in Costituzione.
Recita l'art. 56: "La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero". E l'art. 57: "Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero".
Pertanto si esibisce in una castroneria grande come una casa quando oggi dedica la copertina di Libero e ben due pagine per sostenere  "Approfittiamo della nuova legge elettorale per mandare via deputati e senatori eletti all'estero".
Caro Paragone, i 5 milioni di tuoi concittadini residenti all'estero ti stanno tanto sulle palle che arrivi a proclamare "le esigenze degli italiani all'estero sono secondarie rispetto ai problemi del Paese?". Allora comincia a batterti per una riforma della Costituzione, chissà che non abbia sorte migliore di quella di Renzi. Buona fortuna.
Constatato che Paragone è un ignorante e gli va concesso il compatimento provato per chi ignora, non credo che valga la pena di confutare le altre numerose inesattezze contenute nell'articolo.

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Au Peuple Français

ANGELO PARATICO - I cari cugini francesi, fra due giorni andranno a votare per eleggere il prossimo presidente. Questa non sarà una votazione come tutte le altre, sarà una votazione decisiva per l’Europa intera.
La Gran Bretagna, la Spagna e il Portogallo sono sempre stati paesi proiettati sulle loro colonie, americane e orientali. L’Italia e la Germania sono paesi giovani, un pot-pourri di stati e staterelli, che s’aggregano e si disgregano.
La Francia, invece, è una grande nazione dai tempi della caduta di Roma e una entità omogenea a partire dal tempo di Charles Martel (646-741) che respinse l’invasione del califfato musulmano, diretta a soggiogare il nostro continente. Inoltre, la cultura francese del XVI e XVII secolo è la linfa viva e rigogliosa che attraversa la nostra moderna Europa.
La scelta è ormai limitata a due candidati: Emanuel Macron, un candidato fotogenico, indefinibile e indefinito, proteico, che non ha mai chiaramente espresso idee originali e che non ha mai parlato al cuore della gente comune. Vuole la continuità e si erge a difensore delle leggi, contro l’assalto della destra. Stiano ben attenti i francesi perché Voltaire scriveva: “Les tyrans ont toujours quelque ombre de vertu. Ils soutiennent les lois avant de les abattre”.
Non si è mai ben capito perché Macron abbia abbandonato il partito che lo aveva portato a diventare ministro, per fondarne uno nuovo. Calcolo elettorale? Crediamo di sì, giacché egli esprime idee in assoluta continuità con la linea del Presidente Hollande, il quale aveva dichiarato prima della sua elezione: “Il mio reale avversario non ha nome, non ha volto, non ha partito. Non verrà mai eletto, eppure governa – l’avversario è il mondo della finanza”.
Durante il dibattito televisivo del 3 maggio Macron si è scagliato con incredibile livore contro Marine Le Pen, ma i media asserviti al mondo della finanza del quale parlava Hollande, lo hanno dichiarato vincitore.
Come un bambino offeso, Macron ha dato mandato ai suoi legali di querelare Marine Le Pen perché lei ha accennato a un suo conto nei paradisi fiscali.
Che mossa puerile! Un vero uomo di Stato si sarebbe rivolto ai propri elettori non ai magistrati, dichiarando che quella è una falsità, se davvero è una falsità, oppure che esiste ma è vuoto, come dicono i Gesuiti, riferendosi all’Inferno...
Tutto sommato, da uno che ha lavorato per 3 anni alla Banca Rothschild che cosa vi aspettate? Se il conto non lo ha aperto lui, sicuramente lo ha fatto aprire ad altri, altrimenti che faceva tutto il giorno presso quella banca d’affari, giocava a battaglia navale con i propri colleghi, come il ragionier Filini?
Credo che in pochi si rendano conto che invece di un presidente, i francesi stiano eleggendo un imperatore, o un tiranno a tempo limitato…
L’attuale repubblica francese era stata plasmata da Charles De Gaulle, il quale si attribuì poteri quasi assoluti, che nessun altro presidente, democraticamente eletto possiede, neppure il presidente degli Stati Uniti. Il presidente francese può prendere tutte le decisioni che vuole, in barba al parlamento e ai partiti politici. Il presidente dà il mandato al primo ministro, è il comandante supremo delle forze armate e decide senza l’obbligo di consultazione o approvazione un gran numero di cariche pubbliche, senza che il Parlamento abbia la possibilità di rimuoverlo o porre il veto. In casi di emergenza gli vengono conferito poteri dittatoriali, che prevedono l’uso delle armi nucleari. Un presidente francese usa il primo ministro come una sorta di mandante e assistente, seguendo direttamente la politica estera e la difesa. François Mitterrand, definì i suoi poteri come un “colpo di Stato permanente”.

Ora veniamo a Marine Le Pen.
Come candidato alla presidenza in questo momento sembra più adatta per gestire la difficile situazione attraversata dall’Europa.
Cominciamo con il dire che qui lei si sta giocando tutto, a differenza di Macron. Crediamo, infatti, che in caso di sconfitta si ritirerà dalla carriera politica alla quale ha sacrificato la propria vita personale, i tre figli e i due mariti.
Nei suoi confronti è in atto da tempo un vero e proprio linciaggio morale, il tutto dovuto alle gaffes del padre, con il quale ha da anni rotto i rapporti. Questo equivale a ritenere la Regina Elisabetta II non in grado di governare per via delle libere parole espresse negli anni da suo marito, il principe Filippo.
Una campagna denigratoria particolarmente virulenta è in atto in questi giorni, con i morti viventi della BBC che titolano: “What makes Marine Le Pen far right?” Ovvero cosa la rende di estrema destra? La loro risposta è il fatto che supporta la Brexit e che dall’età di 12 anni segue il padre…
Il New York Times titola invece: “Marine Le Pen’s Verbal ‘Violence’ in French Debate Shocks Observers” ovvero gli osservatori sarebbero rimasti turbati dalla sua violenza verbale: certo una donna dovrebbe costantemente sorridere e mandar baci anche verso chi la prende a schiaffi. No?
Anche Bernard-Henri Lévy, un filosofo di sinistra, ha fatto notare a denti stretti che Marine Le Pen è riuscita a trasformare il FN, in un partito moderno dandogli “un volto umano” ed eliminando ogni forma di razzismo. Il giornalista Michèle Cotta ha fatto notare che nei suoi confronti è in atto un tiro al piccione, per via del suo cognome, anche se a differenza del padre non parla mai di Seconda Guerra Mondiale e di colonialismo.
Per quanto riguarda le minacce di Marine Le Pen di portare l’Europa fuori dall’euro, i suoi elettori potranno dormire sonni tranquilli: il processo verrà attivato solo dopo un referendum, come ha spesso dichiarato e dunque se la volontà del popolo francese sarà di mantenere la moneta unica, lei seguirà la volontà del popolo, non le proprie convinzioni.
Invitiamo dunque gli amati cugini francesi a votare per Marine Le Pen. È lei la scelta meno rischiosa e più rivoluzionaria, con lei al comando la Francia ritornerà a essere una dinamo di libertà, di fratellanza e di uguaglianza nel rispetto delle proprie leggi millenarie.
Vive la France, Vive la République!

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