Gio07192018

Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Buon Natale Andrea Verde, Conte di Montecristo

GIAN LUIGI FERRETTI  - E' la Vigilia di Natale e voglio regalarvi una favola a lieto fine. C'era una volta, nel 2018, Andrea Verde che, candidatosi per la Circoscrizione estero nella lista del Pdl, fu colpito dal "fuoco amico" di che evidentemente temeva la sua concorrenza e fece girare in Internet foto ambigue subito riprese da organi di stampa importanti che si divertirono ad appioppiargli l'etichetta di "porno candidato". A nulla valsero le sue spiegazioni, ormai era partita la giostra delle risatine e delle cattiverie. Anche se, malgrado tutto, alla fine prese quasi 5.000 preferenze (e non è certo poco), per lui cominciò una lunga traversata nel deserto durata ben 5 anni: relegato ai margini, ignorato, malsopportato. A pochissimo sembravano interessare la sua intelligenza e la sua cultura (è laureato alla Bocconi, tanto per dire), ma lui non si arrese, anzi continuò imperterrito ad esprimere le sue opinioni, tanto argute quanto scomode. Poi, un bel giorno, ecco apparire un nuovo Andrea Verde, alla testa di una società che gestisce grandi alberghi in tutta Italia e adesso anche un famosissimo locale notturno di Riccione. Chi lo aveva conosciuto come lo sfigato Edmond Dantès, d'improvviso se lo è ritrovato come il vincente Conte di Montecristo.  Quanti amici ha ora Andrea Verde! Tutti gli vogliono bene e fremono dal desiderio di andarlo a trovare e riabbracciarlo…..al Pepe Nero, il night club di Riccione pieno di gnocca di cui è diventato proprietario. Entrata, consumazione e quant'alro gratis, naturalmente, proprio in virtù dell'amicizia.
Quanto me la godo ad osservare la natura umana!
Buon Natale, Andrea, amico mio di sempre, tu mi conosci e sai già che io sarò uno dei pochi a non venirti a trovare a Ricione come sai che sarò pronto a litigare con te, a sangue ma con rispetto, su un'opinione o un personaggio.
E vivremo felici e contenti.

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L'emigrato continua a pagare l'IMU. Ma allora i famosi ordini del giorno?

Per mesi abbiamo subito il bombardamento degli ordini del giorno. Ogni eletto all'estero ha più volte annunciato ai quattro venti che era miracolosamente riuscito a fare approvare un suo ordine del giorno sull'abolizione dell'IMU per la casa in Italia del povero emigrato.
Sono gli stessi eletti all'estero che, ora che, con l'approvazione della legge di stabilito, è chiaro come il sole che gli italiani all'estero continueranno a pagare l'IMU, imbarazzati mandano in giro note supercazolate per dire in sostanza "pazienza, non è andata"
E sono gli stessi, identici, medesimi eletti all'estero che ieri hanno votato A FAVORE della legge di stabilità nella quale non c'è il benché minimo riscontro dei mirabolanti ordini del giorno

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L'ex marito di Renata Bueno coinvolto nei violenti scontri fra tifosi

I media di tutto il mondo hanno mostrato le scene di inaudita violenza quando, in uno stadio brasiliano, si sono scontrati i tifosi dell'Atletico e quelli del Vasco.
Fra i coinvolti è stato identificato l'ex Assessore di Curitiba Julian Borghetti, ex marito dell'On. Renata Bueno, eletta nella Circoscrizione estero alle ultime elezioni per l'USEI, che si è fatta fotografare mentre votave alle primarie del PD da sostenitrice di Renzi.
L'esponente del Partito Progressista (PP), di fronte all'evidenza delle prove fotografiche, ha ammesso e chiesto scusa.
Julian Borghetti ha legami famigliari intrecciati con la politica dello Stato del Paranà. Oltre ad essere stati sposato con l'On. Renata Bueno, figlia del deputato federaleRubens Bueno (PPS-PR), è fratello della deputata federale Cida Borletti (Pros-PR), sua volta sposata con il Segretario per il commercio e l'industria, Ricardo Barros (PP).
Dopo avere fallito la rielezione lo scorso anno, Julian Borghetti è diventato sovrintendente di EcoParanà, l'ente del Dipartimento di Stato per il Turismo (SETU) che gestisce le aree protette dello stato.

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Grillo: Chiusura di sedi consolari all'estero: quando si dice coincidenza!

(Dal blog di Beppe Grillo) - Solo qualche giorno fa avevamo presentato una risoluzione in commissione contro la chiusura delle sedi consolari in fase di attuazione e di quelle recentemente annunciate.
Nella risoluzione si prendeva atto di quanto affermato dal Direttore Generale per le Risorse e l'Innovazione, Ministro Elisabetta Belloni che, nel corso della recente Assemblea Plenaria del CGIE, insisteva che le chiusure in atto e quelle programmate derivano da un preciso obbligo di legge: è quanto ingiungerebbe il DL 95/2012.
La risoluzione faceva osservare che "si può rispettare lo spirito della legge, cioè l'obiettivo del risparmio, senza toccare le nostre strutture consolari" e che il numero magico "33" (il numero delle strutture da chiudere) non deve essere inteso quale limite invalicabile alla possibilità di trovare valide alternative per il raggiungimento dell'obiettivo finale che la legge si prefigge, e cioè il risparmio. Veniva perciò chiesto al governo di predisporre un piano alternativo che preveda non solo la razionalizzazione della rete, ma anche tagli mirati alla spesa e, soprattutto, l'eliminazione di sprechi e diseconomie.
Invece, che coincidenza!, cosa ci tocca leggere su "Il Fatto Quotidiano" del 4 dicembre?
Che il MAE (acronimo per Ministero Affari Esteri) sarà sostituito dal MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana), l'ennesimo carrozzone mangiasoldi. Ai piani nobili della Farnesina si sono fatti un bel regalo di Natale, che non finisce con le prossime festività, ma, come si conviene ad un regalo di pregio, dura nel tempo e va ad accontentare un po' tutti i soggetti potenziali fruitori. Sono ammessi a giocarci e a trastullarcisi i componenti delle varie caste, dai politici ai diplomatici, dai partiti ai grand commis dello Stato. Che pacchia: doppi posti e doppi costi! E tutto per la modica cifra di 26 milioni di Euro all'anno. Chi ha voglia di saperne di più, può cliccare qui sotto.
Intanto si tagliano spensieratamente - non crediamo alle lacrime di coccodrillo di quelli che dicono "quanto ci dispiace!" - i servizi consolari e la stessa rete all'estero per ottenere un risparmio che, oltre a non essere stato quantificato con sufficiente approssimazione, è stato stimato di importo talmente esiguo da non giustificare il grave disagio che la soppressione delle sedi provoca all'utenza perché si tradurrebbe in una contrazione delle attività a favore dei nostri connazionali proprio in un momento in cui i flussi migratori verso l'estero, soprattutto dei nostri giovani in cerca di lavoro, hanno subito una tragica impennata.
E che dire della chiusura degli Istituti di Cultura, di quelle strutture, cioè, che pur tra mille difficoltà finanziarie, cercano di promuovere l'immenso patrimonio culturale che il mondo ci invidia, le nostre città d'arte, i nostri siti archeologici, i nostri tesori, patrimonio universale dell'umanità, e ciò facendo portano ricchezza economica al Paese?
Beh, se prima eravamo critici di fronte al piano di riorganizzazione della rete estera, ora, di fronte a tale ingordigia, non possiamo che essere inc...ti!
Non staremo semplicemente a guardare!

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Gli italiani all'estero senza riferimento nel governo

Il Viceministro Bruno Archi (Forza Italia) ha rassegnato le dimissioni nelle mani di Letta. E così gli italiani all'estero per ora non hanno più un punto di riferimento nel governo. Non è che Archi fosse granché, ma almeno nominalmente….
La decisione era attesa da qualche tempo. Già in occasione dell'Assemblea Plenaria del Cgie, intervenendo per primo subito dopo la relazione di governo illustrata da Archi, il Consigliere Ferretti lo ringraziava per la visita ma gli chiedeva a che titolo rappresentasse il governo visto che il suo partito il giorno prima era passato all'opposizione.

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