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Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Serata del Comites di Copenaghen per le elezioni comunali

Sicuramente un successo la serata informativa sulle elezioni comunali organizzata giovedì scorso a Copenaghen dal Comites Danimarca. Per la prima volta che nella centenaria storia del palazzo del municipio della capitale danese si è tenuta una presentazione delle diverse forze politiche in lingua inglese, un segno dei tempi in una città sempre piú internazionale capace di attirare sia giovani da tutta Europa. “Il compito dei Comites è quelli di venire incontro alle esigenze della comunità italiana. Le statistiche delle elezioni precedenti mostravano chiaramente come pur avendo diritto al voto la partecipazione da parte degli italiani era molto bassa. Per molti, la lingua danese è ancora un grande ostacolo, ho pensato quindi di provare ad incentivarne l’interesse con una presentazione in inglese. Quasi tutti i partiti si sono dichiarati disponibili a partecipare, ed è una gran soddisfazione” dice Davide Bonavida, il consigliere Comites che ha ideato e organizzato la serata. “Devo ringraziare tantissimo Heidi Wang, la consigliera comunale che ci ha aiutato nella realizzazione di questa storia serata. Essendo anche lei un espatriata come noi ci tiene particolarmente a coinvolgere i “nuovi copenaghesi”, è naturale che abbia un occhio di riguardo per noi”. 
Grande partecipazione soprattutto da parte di un pubblico giovane, la maggior parte delle persone accorse all’evento aveva meno di 40 anni. Segno che tra i giovani che per amore, per studio o per lavoro si sono trasferiti in Danimarca c’è la volontà di integrarsi in pieno.
E’ possibile rivedere lo streaming della diretta della serata sul canale youtube del Comites Danimarca.
https://www.youtube.com/watch?v=hA0OVt3tf1Y&feature=youtu.be
Si ricorda che si vota il giorno 21 novembre dalle ore 8 alle 20 in più esiste la possibilità di votare anticipatamente dal 10 di ottobre al 17 novembre.   

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ACCORDO MAIE - UGL

Nella sede centrale dell'UGL a Roma c'è stato un incontro tra il Presidente del MAIE On. Merlo accompagnato dal parlamentare del Mercosur, Daniel Ramundo, il Segretario Generale della Confederazione sindacale, Paolo Capone, ed il Vicesegretario Claudio Durigon, che è anche componente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS.

Sono state discusse in maniera approfondita le varie problematiche degli italiani nel mondo soprattutto per quanto riguarda la tutela della sicurezza sociale e previdenziale, prima fra tutte quella della terribile situazione dei pensionati in Venezuela.

Il Presidente Merlo ha dichiarato: "Il Movimento Associativo degli Italiani all'Estero, che opera in ogni parte del mondo a favore dei connazionali emigrati, da oggi si arricchisce di questa collaborazione con un sindacato moderno, che ha più di due milioni di iscritti, al quale assicuriamo tutto il nostro appoggio sul piano parlamentare". Fra UGL e MAIE inizia un accordo di collaborazione che prevede un tavolo permanente di consultazione.

"Il Sindacalismo Nazionale non può lasciare 5 milioni di connazionali senza difesa dei loro diritti - ha detto il Segretario Capone - stare al loro fianco è scritto nel nostro DNA. Le nostre sedi, il nostro patronato e i nostri esperti sono a completa disposizione di quanto fa il MAIE a favore degli italiani nel mondo".

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Mamma, Sangalli mi dà fastidio

I sei consiglieri della lista “Innovazione Italiana - Alleanza italiani in Peru” del Comites di Lima  - Ricardo Acosta, Salvatore Belcuore, Alfredo Carpentieri, Antonio Chuquipiondo, Paolo Valente e William Zanatta – hanno inviato una lettera al segretario generale del Cgie, Michele Schiavone per lamentarsi del Consigliere Gianfranco Sangalli. Lettera che hanno mandato per conoscenza ad un deputato del PD e all'Ambasciatore.
“Riteniamo opportuno informare – scrivono– che non ci sentiamo rappresentati adeguatamente da chi agisce in questo modo. E nel ringraziare per la gentile attenzione, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento”.
Chissà cosa pensano che possa farci Schiavone con le loro lamentele da "mamma, Pierino mi dà fastidio". Il Segretario generale del Cgie non potrà che rispondere che Sangalli risulta regolarmente eletto Consigliere del Cgie per il Perù, dove si fronteggiavano due liste, Innovazione Italiana, che ha perso, e CTIM, che ha vinto. E' la democrazia, ragazzi, fatevene una ragione!
E, a proposito di democrazia, Gianfranco Sangalli ha tutto il diritto di avere delle opinioni personali, anche se a voi non piacciono, e di manifestarle. Vi piaccia o no. Mettetevi il cuore in pace e la prossima volta cercare di vincere voi.

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Cesare Battisti, l’Italia al Brasile: «Non è un rifugiato politico, ripensateci»

Si potrebbe riaprire la partita sull’estradizione di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, condannato all’ergastolo per quattro omicidi: l’Italia ha chiesto al Brasile di rivederne lo status di rifugiato politico.

Le richieste italiane al vaglio del governo brasiliano
Il riconoscimento di quello status, concesso dall’allora presidente Lula nel 2010, sembrava la parola fine su una vicenda che si era protratta per decenni e che ora, invece, stando a quanto scrive il quotidiano brasiliano O Globo, si potrebbe riaprire: l’estradizione di Battisti in Italia. La richiesta di rivedere lo status di rifugiato, che sarebbe stata inviata dal governo al presidente Michel Temer, infatti, sarebbe al vaglio dei consulenti giuridici della presidenza brasiliana. E, scrive O Globo, avrebbe già trovato il consenso del ministro della Giustizia, Torquato Jardim, e del titolare degli Esteri, Aloysio Nunes Ferreira.

Battisti: un criminale comune spacciato per politico
Lo status di rifugiato politico di Battisti appare del tutto ingiustificato. Battisti è stato condannato per gli omicidi di Antonio Santoro, un maresciallo della Penitenziaria, del gioiellieri Pierluigi Torregiani, del macellaio Lino Sabbadin, e dell’agente della Digos Andrea Campagna. Benché abbia anche compiuto reati legati alla militanza politica, il suo profilo è prima di tutto quello di un criminale “comune”, la cui carriera iniziò prima dell’incontro con la politica eversiva. Negli anni della sua latitanza, però, il pluriomicida Battisti ha sapientemente giocato la parte della vittima di persecuzioni politiche, riuscendo così a giovarsi prima della dottrina Mitterand (che concedeva una copertura politica ai terroristi espatriati in Francia, negando la loro estradizione) e poi delle simpatie del “compagno Lula”. Non secondario, inoltre, è stato il fatto di essere riuscito a riciclarsi come scrittore e intellettuale, guadagnandosi altre simpatie in quell’influente mondo che, con una definizione un po’ d’antan, si può chiamare “intellighenzia” di sinistra. È stato grazie al combinato disposto delle coperture politiche e delle mobilitazioni mediatiche di questi ambienti, infatti, se finora Battisti è sempre riuscito a sfuggire alla pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana. E che riguarda non le sue idee politiche, ma le sue azioni squisitamente criminali.

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I cannoli non sono più mafiosi

I cannoli non sono più mafiosiA seguito delle rimostranze, soprattutto da parte dell'Ambasciatore d'Italia ad Oslo, sul sito web della tv di stato norvegese NRK è stato cambiato il titolo "Mafiakeker eller Cannoli" (i dolci della mafia). Ora si parla solo di "Sicilianske Cannoli"(cannoli siciliani).
Rientra così un brutto episodio, dovuto probabilmente all'ignoranza del titolista vittima di un luogo comune dovuto a stereotipi ridicoli.

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