Mar01162018

Last updateGio, 28 Dic 2017 11am

ACCORDO MAIE - UGL

Nella sede centrale dell'UGL a Roma c'è stato un incontro tra il Presidente del MAIE On. Merlo accompagnato dal parlamentare del Mercosur, Daniel Ramundo, il Segretario Generale della Confederazione sindacale, Paolo Capone, ed il Vicesegretario Claudio Durigon, che è anche componente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS.

Sono state discusse in maniera approfondita le varie problematiche degli italiani nel mondo soprattutto per quanto riguarda la tutela della sicurezza sociale e previdenziale, prima fra tutte quella della terribile situazione dei pensionati in Venezuela.

Il Presidente Merlo ha dichiarato: "Il Movimento Associativo degli Italiani all'Estero, che opera in ogni parte del mondo a favore dei connazionali emigrati, da oggi si arricchisce di questa collaborazione con un sindacato moderno, che ha più di due milioni di iscritti, al quale assicuriamo tutto il nostro appoggio sul piano parlamentare". Fra UGL e MAIE inizia un accordo di collaborazione che prevede un tavolo permanente di consultazione.

"Il Sindacalismo Nazionale non può lasciare 5 milioni di connazionali senza difesa dei loro diritti - ha detto il Segretario Capone - stare al loro fianco è scritto nel nostro DNA. Le nostre sedi, il nostro patronato e i nostri esperti sono a completa disposizione di quanto fa il MAIE a favore degli italiani nel mondo".

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Cesare Battisti, l’Italia al Brasile: «Non è un rifugiato politico, ripensateci»

Si potrebbe riaprire la partita sull’estradizione di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, condannato all’ergastolo per quattro omicidi: l’Italia ha chiesto al Brasile di rivederne lo status di rifugiato politico.

Le richieste italiane al vaglio del governo brasiliano
Il riconoscimento di quello status, concesso dall’allora presidente Lula nel 2010, sembrava la parola fine su una vicenda che si era protratta per decenni e che ora, invece, stando a quanto scrive il quotidiano brasiliano O Globo, si potrebbe riaprire: l’estradizione di Battisti in Italia. La richiesta di rivedere lo status di rifugiato, che sarebbe stata inviata dal governo al presidente Michel Temer, infatti, sarebbe al vaglio dei consulenti giuridici della presidenza brasiliana. E, scrive O Globo, avrebbe già trovato il consenso del ministro della Giustizia, Torquato Jardim, e del titolare degli Esteri, Aloysio Nunes Ferreira.

Battisti: un criminale comune spacciato per politico
Lo status di rifugiato politico di Battisti appare del tutto ingiustificato. Battisti è stato condannato per gli omicidi di Antonio Santoro, un maresciallo della Penitenziaria, del gioiellieri Pierluigi Torregiani, del macellaio Lino Sabbadin, e dell’agente della Digos Andrea Campagna. Benché abbia anche compiuto reati legati alla militanza politica, il suo profilo è prima di tutto quello di un criminale “comune”, la cui carriera iniziò prima dell’incontro con la politica eversiva. Negli anni della sua latitanza, però, il pluriomicida Battisti ha sapientemente giocato la parte della vittima di persecuzioni politiche, riuscendo così a giovarsi prima della dottrina Mitterand (che concedeva una copertura politica ai terroristi espatriati in Francia, negando la loro estradizione) e poi delle simpatie del “compagno Lula”. Non secondario, inoltre, è stato il fatto di essere riuscito a riciclarsi come scrittore e intellettuale, guadagnandosi altre simpatie in quell’influente mondo che, con una definizione un po’ d’antan, si può chiamare “intellighenzia” di sinistra. È stato grazie al combinato disposto delle coperture politiche e delle mobilitazioni mediatiche di questi ambienti, infatti, se finora Battisti è sempre riuscito a sfuggire alla pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana. E che riguarda non le sue idee politiche, ma le sue azioni squisitamente criminali.

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I cannoli non sono più mafiosi

I cannoli non sono più mafiosiA seguito delle rimostranze, soprattutto da parte dell'Ambasciatore d'Italia ad Oslo, sul sito web della tv di stato norvegese NRK è stato cambiato il titolo "Mafiakeker eller Cannoli" (i dolci della mafia). Ora si parla solo di "Sicilianske Cannoli"(cannoli siciliani).
Rientra così un brutto episodio, dovuto probabilmente all'ignoranza del titolista vittima di un luogo comune dovuto a stereotipi ridicoli.

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Mamma, Sangalli mi dà fastidio

I sei consiglieri della lista “Innovazione Italiana - Alleanza italiani in Peru” del Comites di Lima  - Ricardo Acosta, Salvatore Belcuore, Alfredo Carpentieri, Antonio Chuquipiondo, Paolo Valente e William Zanatta – hanno inviato una lettera al segretario generale del Cgie, Michele Schiavone per lamentarsi del Consigliere Gianfranco Sangalli. Lettera che hanno mandato per conoscenza ad un deputato del PD e all'Ambasciatore.
“Riteniamo opportuno informare – scrivono– che non ci sentiamo rappresentati adeguatamente da chi agisce in questo modo. E nel ringraziare per la gentile attenzione, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento”.
Chissà cosa pensano che possa farci Schiavone con le loro lamentele da "mamma, Pierino mi dà fastidio". Il Segretario generale del Cgie non potrà che rispondere che Sangalli risulta regolarmente eletto Consigliere del Cgie per il Perù, dove si fronteggiavano due liste, Innovazione Italiana, che ha perso, e CTIM, che ha vinto. E' la democrazia, ragazzi, fatevene una ragione!
E, a proposito di democrazia, Gianfranco Sangalli ha tutto il diritto di avere delle opinioni personali, anche se a voi non piacciono, e di manifestarle. Vi piaccia o no. Mettetevi il cuore in pace e la prossima volta cercare di vincere voi.

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Gli avversari del PD salutano con gioia la nomina di Anna Grassellino a responsabile degli Italiani all'estero del PD

Renzi come Berlusconi, che l'altro giorno aveva dichiarato che avrebbe visto bene Marchionne come suo successore alla guida di Forza Italia.
Come Berlusconi, anche Renzi pare infatuato dell' idea che la politica sia qualcosa che chiunque può padroneggiare dall'oggi al domani e quindi può esser affidata al primo "esponente della scietà civile" che passa per la strada.
E' così che al giovane abile e politicamente scafato Eugenio Marino è stata preferita Anna Grassellino come responsabile del settore "Itaiani all'Estero" del PD. Naturalmente nulla da ridire sulle qualifiche professionali della Grassellino, con una brillante carriera da ricercatrice negli USA, ma affidarle, alla vigilia delle elezioni, questo delicato incarico non può che fare gioire gli avversari del PD.
L'impressione è che, alla faccia della conclamata democrazia interna, Eugenio Marino sia stato fatto fuori perchè seguace di Cuperlo senza tenere conto della sua grande esperienza e della vasta stima che si è conquistato nel mondo dell'emigrazione.

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