Dom08202017

Last updateMer, 09 Ago 2017 10am

CHI PAGA IL VIAGGIO DI TRE PARLAMENTARI DEL M5S IN SUD AMERICA?

In Argentina per visitare un teatro vuoto e una scuola - In Venezuela per commemorare la morte di Chávez
L'On. Manlio di Stefano (capogruppo del M5s alla Commissione Esteri della Camera), la Sen. Ornella Bertorotta (capogruppo del M5s alla Commissione Esteri del Senato) ed il Sen.Vito Petroncelli (uno dei due Vicepresidi del Comitato Italiani all'estero) sono "in missione" in America Latina dal 4 all'11 marzo.
La prima domanda che sorge spontanea : Che cosa sono andati a fare?
E la seconda: A spese di chi?
Alla prima domanda risponde lo stesso Di Stefano sul blog del M5s:

"Nel nostro viaggio stiamo portando la nostra voce, la voce di un Movimento libero, autonomo e che, a differenza degli altri partiti italiani, non ha l’agenda dettata dagli interessi delle grandi corporazioni che li finanziano".

Alla seconda domanda aspettiamo risposta perchè temiamo che che siano i contribuenti italiani a pagare per i tre missionari per portare la voce del M5s in Sud America.
Giustamente quando la Ministra Boschi andò in Argentina, Uruguay e Brasile alla vigilia del voto per il Referendum, anche i grillini urlarono allo scandalo per un viaggio di propaganda politica mascherato da missione istiyuzionale.
Ma per tornare a cosa siano andati a fare in Argentina, leggiamo cosa riferisce il Di Stefano:

"A Buenos Aires abbiamo incontrato la comunità italiana e le sue eccellenze come il Teatro Coliseo e la scuola Cristoforo Colombo nonché le principali realtà imprenditoriali italiane presenti nel Paese, da Pirelli a ENEL passando per Ferrero e qualche media impresa. Abbiamo presentato loro il lavoro svolto in Parlamento per rafforzare il tessuto imprenditoriale italiano nel mondo e ribadito la nostra volontà di scrivere insieme un futuro di proficua collaborazione per il bene del nostro paese. Abbiamo avuto importanti incontri con le principali forze politiche del Paese e col Governo e firmato il libro delle autorità, lo stesso che firmano i presidenti in visita al Parlamento".

Un po' pochino, no? Un viaggio fino alla fine del mondo, per dirla alla Bergoglio, per visitare un teatro vuoto ed una scuola, incontrare i dirigenti di qualche azienda italiana, firmare il libro dei visitatori ed incontrare un paio di personaggi di terzo livello (i non meglio specificati "incontri con le principali forze politiche del Paese e col Governo"). Se sono andati a spese loro, hanno buttato i loro soldi. Se sono andati - come probabilmenta hanno fatto - a spese nostre, hanno buttato i ostri soldi per turismo para-istituzionale.
A proposito della succitata Boschi: lei entrò nel teatro Coliseo pieno di pubblico, i tre grillini sono entrati nello stesso teatro desolatamente vuoto.
In Venezuela invece vanno per commemorare la morte di Chávez, scatenando le più feroci critiche da parte della comunità di italo-venezuelani in Italia e in Venezuela. Anche perchè Di Stefano, in un'intervista alla vigilia del suo arrivo, on ha commentato la crisi economica e sociale, le denunce di violazione dei diritti umani e della libertà di pensiero e di espressione che si stanno abbattendo contro il Venezuela, si è limitato a criticare l’esclusione del Paese dall’alleanza Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Secondo lui, si tratta di “una strategia politica che vuole promuovere un’agenda economica neoliberale”. Il testo – pieno di passaggi anti-imperialisti e privo di una visione chiara su cosa sta succedendo in Venezuela – è stato diffuso dall’account Twitter di Delcy Rodríguez, ministro degli Affari esteri venezuelano.

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