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Stefano Pelaggi, Vicedirettore de L'ITALIANO, invitato ad una prestigiosa Conferenza in Polonia

Stefano Pelaggi, Vicedirettore de L'ITALIANO, è stato invitato a rappresentare Sapienza Università come unico relatore italiano alla conferenza presso l'università polacca Uniwersytet Rzeszowski dal titolo "Teoria e pratica postcoloniale nel secolo ventunesimo", che avrà luogo giovedi 7 Aprile.
Gli altri relatori provengono da Polonia - Regno Unito - Portogallo - Arabia Saudita - India - Belgio - Ucraina - Turchia - Germania e Giappone.

Abstract della ricerca presentata da Pelaggi "Colonialismo popolare in America Latina" ovvero "Il tentativo italiano di impiegare i flussi migratori in America Latina in una visione coloniale e espansionista":
La ricerca è focalizzata sull'analisi di "colonialismo popolare"  in Italia durante la seconda metà del XIX secolo, un modello che mira a combinare i flussi migratori, l'aspirazione italiana in materia di politica estera e l'ambizione coloniale di Roma.
L'idea di una espansione in America Latina attraverso la comunità migrante è il presagio di forze che porteranno il paese qualche decennio più tardi in Eritrea e Libia.
Gli agenti che sosterrà l'espansione italiana in Africa, società di esplorazione e, in particolare, un gruppo di studiosi raccolti intorno alla Società Geografica Italiana, sono stati i primi promotori di una "nuova Italia sulla riva del Plata".
Colonialismo popolare era soprattutto un osservatorio piuttosto che un disegno politico preciso, ma alcune azioni svolte dalla Marina Militare Italiana in Colombia, Venezuela e Uruguay alla fine del XIX secolo, con particolare attenzione alla tutela delle comunità italiane in loco, sono la diretta conseguenza del fenomeno. Una serie di testi e romanzi creò le condizioni per un discorso che delineava i flussi migratori verso l' America Latina in una visione pseudo coloniale, tutta concentrati nella costruzione di un collegamento tra i migranti e i mercanti delle Repubbliche Marinare nel Medioevo.
Il "colonialismo popolare" era in grado di catturare l'immaginario collettivo di molti italiani ed è stato uno stimolo importante nella scelta per l'emigrazione transoceanica in America Latina e ha ispirato un rapporto particolare tra le comunità all'estero e la loro terra d'origine, si è concentrata sulla necessità di mantenere la lingua e la cultura nazionale per generazioni.
Le ambizioni per collegare la migrazione ad una politica di espansione sono stati ridimensionate dai promotori stessi non appena ebbe inizio la politica coloniale del Regno d'Italia, a dimostrazione del valore meramente simbolico e ideologico del "colonialismo popolare".

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