Mar01162018

Last updateGio, 28 Dic 2017 11am

Un senatore del PD sta dando il colpo di grazia ai patronati

Rischia di essere scavalcato (ma non credo che gli dispiacerebbe) Gerardo Petta, Consigliere del Comites di Zurigo, che sta portando avanti la sua battaglia per l'ineleggibilità nei Comites degli esponenti di patronato. La campagna intrapresa da un senatore del PD, residente in Svizzera anche lui, potrebbe risultare nell'eliminazione addirittura dei patronati. Il Sen. Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, ha perso la pazienza. Il Ministro del Lavoro Poletti dovrà presentarsi in audizione a fornire spiegazioni e chiarimenti sulle tante irregolarità (mandati inesatti o incompleti, documentazione carente o addirittura assente, pratiche non finanziabili, duplicate, o rimaste senza esito) del sistema patronati all'estero oppure i risultati dell'indagine del Comitato finiranno alla Procura della Repubblica.
Poletti dovrà spiegare come mai non ci sono stati, o sono stati carenti, i controlli che il suo ministero per legge avrebbe dovuto fare per legge e non ha fatto o ha fatto in maniera del tutto insoddisfacente.
Il grosso della torta (circa il 60%) se lo pappano Inca-Cgil, Ital-Uil, Inas-Cisl e Acli.
Tantissime sono le irregolarità emerse dall'indagine del Comitato che vuole vederci chiaro su come vengono impiegati le cospicue somme devolute dallo Stato ai patronati ell'estero (circa 35 milioni, ovvero il 12% degli oltre 300 milioni destinati alle centrali di patronato). La spartizione tra i vari patronati avviene in base al numero di uffici aperti all’estero e al numero di pratiche effettuate a beneficio dei nostri emigranti. Ogni pratica, un punteggio molto più alto di quello in Italia per cui il business viene alimentato anche facendo passare migliaia di pratiche provenienti dagli uffici italiani come lavorate oltreconfine.
Il caso più eclatante è stato il famigerato "caso Giacchetta" dal nome del direttore dell'INCA-CGIL di Zurigo che, tra il 2001 ed il 2009, si intascò l'intero importo pensionistico complementare dei pensionati che avevano dato mandato al patronato per il disbrigo delle pratiche di pensione. Ironia della sorte il Giacchetta era Consigliere del Comites di Zurigo proprio come Gerardo Petta.
Noi, e solo noi, per molto tempo fummo gli unici in Italia a raccontare la vicenda, ora finalmente sono molti ad avere aperto gli occhi e ad avere il coraggio di denunciare. Chiedemmo invano pubblicamente alla CGIL di sanare la situazione venendo incontro ai danneggiati, ma la potente centrale sindacale ci rispose indirettamente con arroganza: "Non sono fatti nostri, noi non c'entriamo, se la prendano col sig. Giacchetta".
E, quando i tribunali svizzeri hanno sancito il diritto al risarcimento per i pensionati, l'INCA-CGIL svizzera ha dichiarato fallimento e la la sede nazionale dell’INCA-CGIL ha chiuso le sedi in Svizzera. Anche i tribunali italiani si stanno occupando del caso, putroppo con la solita lentezza.
Il Ministro farebbe bene a convocare subito i patronati e insieme stabilire un'accurata pulizia per il passato (compresi i risarcimenti per casi come il "caso Giacchetta") e un ferreo sistema di controlli per il futuro. Altrimenti potrebbe essere la Giustizia a decretare la fine del sistema dei patronali.

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