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A Ginevra pessima figura degli onorevoli Garavini e Tacconi

GERARDO PRETTA (Comites di Zurigo) - A Vernier, nei pressi di Ginevra, lo scorso 29 gennaio si è svolto un incontro tra i parlamentari della ripartizione Europa e la comunità italiana, come è stato abbondantemente documentato dalla stampa dell’emigrazione.
Erano stati invitati  i  sette parlamentari  eletti nella suddetta ripartizione, nessuno escluso,  ma  all’evento erano presenti solo in  tre , tra cui  la “saputella” on. Garavini e  il suo “delfino”,  l’on. Tacconi, tutte e due del PD.
Solo questo dato è un particolare molto grave per gli assenti, che non hanno aderito a uno dei pochi inviti organizzati dagli italiani che vivono in Svizzera e in questo caso dal Signor Vaccaro che si era dato tanto da fare per portarli nella sua Ginevra.
Infatti,  il sen. Micheloni (PD), il sen. Di Biagio (Area Popolare), l’on. Picchi (Forza Italia) e l’on. Caruso (ex Area Popolare, ora si è  creato   un nuovo partito tutto per sé, di cui non ricordo  nemmeno il nome), se    ne sono infischiati, declinando l’invito.
La collettività italiana che  avrebbe voluto essere informata  sulla legge di stabilità 2016, da poco approvata in Parlamento, e porre alcune  domande riguardanti le problematiche dell’emigrazione agli eletti del centrodestra e del centrosinistra,  è rimasta delusa.
Eppure, durante la campagna elettorale in cui dovevano chiedere il voto, andavano e si intrufolavano dappertutto, ce  li trovavamo, addirittura,  davanti alla porta di casa, ma a questo evento, la maggioranza,  non c’era.
Assente non giustificata!
Analizzando i loro interventi,  in particolar modo quelli dell’on. Garavini che ha difeso in tutto e per tutto l’operato del premier Renzi, insieme all’on.Tacconi, c’è solo da mettersi le mani nei capelli per le baggianate uscite dalla loro bocca.
Aver considerato soddisfacenti se non addirittura ottimi i risultati raggiunti dal governo e dal PD  per gli italiani che vivono all’estero, in base  all’attuale legge di stabilità, come dover continuare a pagare la tassa sull’IMU, tranne per i pensionati che erano già stati esentati  dalla legge di stabilita del 2015, con l’unica nuova  variante di non dover pagare anche   la TASI (la tassa comunale sulla manutenzione delle strade e l’illuminazione del comune), è una vergogna.
Si sono create in questo modo  due categorie di italiani residenti oltreconfine, i pensionati, equiparati agli italiani che vivono nella nostra penisola, e tutti gli altri che invece devono farsi carico di questa incostituzionale e discriminante  tassa sulla prima casa.
Inoltre, per quanto riguarda il canone RAI che dovremmo pagare dal prossimo luglio nella bolletta della luce, a parte che si dichiari con un apposito modello che  non si abbia un televisore nell’abitazione in Italia, oppure  si è ultra 75 enni, anche su questa ingiusta tassa i nostri “lodevoli” parlamentari non hanno ottenuto ancora niente di concreto per far rettificare questo ulteriore assurdo tributo.
D’accordo che viviamo in Svizzera, ma considerare la collettività italiana solo delle mucche da mungere per le casse dello Stato è insopportabile e inaccettabile.
Quello che dà fastidio è che chi ci ha confezionato questo costoso pacchetto di tasse è un certo Signor Renzi, insieme al suo  Partito (anti) Democratico, e tutte le altre forze politiche  che appoggiano un  premier  non eletto dal popolo.
Comunque, non posso non escludere da forti critiche i partiti  di opposizione  che, divisi da profonde e interne guerre intestine, hanno permesso a Renzi di impadronirsi dell’Italia, senza il consenso popolare.
Oggi, il nostro “abusivo” premier, ha perso molti consensi iniziali che l’avevano osannato   come il  nuovo “deus ex machina” che avrebbe risolto  tutti i nostri problemi.
A dir la verità, i problemi li ha risolti, ma quelli personali di suo padre e del padre del suo braccio destro, la ministro Boschi.
Con Renzi la situazione economica italiana non è per niente  migliorata e i  giovani sono costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro, mentre Renzi sta sistemando tutti i suoi amici nei posti nevralgici dell’amministrazione Italia.
D’altra parte è difficile far cambiare opinione a qualcuno che si mostra cocciuto  come un asino, nell’andare avanti per la sua strada senza tener conto di tutte le forze politiche del  Parlamento italiano, che  quando  s'impunta, scalcia  ed  elimina chi lo critica, perché  non vuole ascoltare che se stesso e i suoi sponsor, considerandosi  il più bravo,  il più bello e il più capace.
La realtà, però, è che l’Italia è allo sbando!
Ritornando ai nostri due  parlamentari  e non volendo spendere altre parole superflue su di loro, dico solo che se a governarci è un asino, figuriamoci chi lo esalta e si compiace con lui per gli ottimi risultati raggiunti.
Di conseguenza,  anche voi, illustri onorevoli  Garavini e Tacconi, con le vostre irritanti  risposte alla comunità italiana presente all’evento, avete confermato di essere degni membri della fattoria  dei “somarelli” di Renzi.  A Ginevra avete  solo ragliato in modo sgradevole.
Non ci resta, a questo punto,  per il nostro bene che eliminare la Circoscrizione estero come possibilità di scelta dei  nostri rappresentanti, senza però toglierci il diritto  di poter votare, invece, per il nostro collegio di appartenenza  in Italia, nelle cui liste elettorali siamo iscritti.
È l’unica via d’uscita, ma dovremmo  abbandonare gli “asini” e affidarci a qualche cavallo di razza per ritornare  una Nazione  vincente  e  rispettata  in Europa.

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