I deputati PD eletti all'estero si augurano che i pensionati emigrati non vengano ulteriormente penalizzati

I deputati del PD Estero (Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi) sono intervenuti a proposito delle dichiarazioni del Presidente dell'INPS, Tito Boeri, che ha chiesto "Perché non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?" (VEDI).
Scrivono in un comunicato:
"Non nascondiamo una qualche sorpresa sul fatto che l’incontro voluto dall’INPS sulle pensioni all’estero, pur ricco di dati e di riferimenti, si sia concentrato nelle versioni date dalla stampa nazionale sul fatto che l’Italia, concedendo l’integrazione al minimo e le maggiorazioni sociali a stranieri o italiani che risiedono o si spostano all’estero, si permetta un lusso inopportuno.
Non vogliamo credere che l’INPS voglia revocare le pensioni al minimo attualmente cristallizzate nei Paesi extra-UE scippando così dei diritti acquisiti. Diversa potrebbe essere una riflessione sull’esportabilità delle maggiorazioni sociali che tuttavia, non dimentichiamolo, rappresentano spesso l’unico mezzo di sostentamento per migliaia di nostri connazionali che vivono in Paesi devastati dalla crisi economica e sociale.
Ci auguriamo, dunque, che le questioni reali del nostro sistema previdenziale e assistenziale tornino al centro della discussione e non si mettano in discussione diritti legittimamente acquisiti."

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