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Last updateGio, 28 Dic 2017 11am

Giacchetta condannato a 9 anni di carcere

Per la maxi truffa ai pensionati italiani dell'ex direttore del patronato INCA
Antonio Giacchetta, ex direttore del patronato "INCA-CGIL Svizzera, è stato condannato oggi a nove anni di detenzione per una mega-truffa ai danni di pensionati italiani dal Tribunale distrettuale di Zurigo. Due agenti in borghese lo hanno preso subito in consegna subito dopo la lettura della sentenza e lo hanno accompagnato in carcere.
Giacchetta è stato riconosciuto colpevole di aver sottratto a 76 connazionali 12 milioni di franchi. In veste di direttore del patronato che dipende dalla CGIL, il condannato ha gestito fra il 2001 e il 2009 le prestazioni previdenziali affidategli da 250 suoi connazionali, per una somma complessiva di 34 milioni di franchi.
Il tribunale zurighese ha seguito fino in fondo le richieste della pubblica accusa malgrado la difesa si fosse invano battuta per una riduzione della pena a 4 anni e mezzo.
In base alla sentenza, Giacchetta dovrà rimborsare i soldi sottratti ai suoi connazionali e una volta scontata la pena dovrà lasciare la Svizzera.
Il Giacchetta ha dichiarato che le somme truffate sono state da lui usate per acquistare orologi di lusso, pagare prostitute e - come ha sostenuto l'imputato in aula - mantenere cinque amanti avute contemporaneamente mentre viveva separato dalla moglie.  Eppure guadagnava circa 8.000 franchi al mese e nel 1997 aveva vinto 750.000 franchi al Lotto svizzero. Il presidente della corte ha calcolato che per un periodo di nove anni, Giacchetta ha speso in media 45'000 franchi al mese. Ha agito con grande egoismo e senza il minimo scrupolo", ha affermato il giudice leggendo la sentenza.
Rivolgendosi ai 64 connazionali che hanno preso parte al dibattimento in qualità di vittime, Antonio Giacchetta aveva detto: “Trovo ripugnante quello che ho fatto”. Gli aveva replicato uno di loro: “vogliamo indietro i nostri soldi, non le tue scuse”.
Ora, perchè giustizia venisse fatta al 100%, bisognerebbe che venissero celebrati altri due processi.
Uno a quelli ignobili individui che in questi anni hanno fatto girare la voce che molti pensionati fossero d'accordo a consegnare i loro soldi al Giacchetta perchè li facesse fruttare.
Ed uno all'INCA/CGIL di Roma per responsabilità oggettiva. L'INCA Svizzera è già stata condannata da tempo ma si è dichiarata fallita ed ha chiuso la sua rete per non rifondere i danni.
Commentando la vicenda il Corriere del Ticino scrive: "Il patronato INCA opera su incarico del Ministero italiano del lavoro e sul suo sito internet si presenta con lo slogan: "Previdenza, cittadinanza lavoro: ovunque ti trovi, INCA difende i tuoi diritti". Facile quindi immaginare la reazione delle persone rimaste vittime del raggiro, molte quali si erano rivolte all'organizzazione che dipende dal sindacato perché avevano difficoltà con il tedesco".

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