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Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Personaggi italiani in Europa: Anna Mastrogiacomo

MASSIMO MASTROLONARDO - Puntualmente, all’ avvicinarsi delle elezioni, si parla di Italiani all’ estero. Quanti sono, cosa fanno, se ritornano in Italia.
Negli ultimi anni c’è una nuova emigrazione di “cervelli in fuga”, di giovani in cerca di una nuova patria e di una nuova fortuna. Ma gli italiani all’ estero sono tantissimi e ben inseriti nel tessuto sociale dei vari Paesi che li hanno adottati.
Oggi parleremo con il Cavaliere Anna Mastrogiacomo, in Germania da circa 25 anni. Andata via da Napoli, sua terra natale, per inseguire un amore prima un sogno poi.
Anna Mastrogiacomo si è dedicata da sempre anima e corpo all’ Italia che emigra e soprattutto all’ Italia che risiede in Germania
Moltissime sono state le attività e i progetti da lei promossi attraverso le Missioni, le diverse associazione e enti locali.
In prima linea negli ambienti che contano, per difendere il Made in Italy, spesso contraffatto, valorizzando gli italiani oltre confine, promozionando  lingua , cultura , arte e tradizioni e promuovendo il dialogo tra le istituzioni italiane e quelle locali nell’ambito dell’integrazione.
Anna Mastrogiacomo è stata insignita a gennaio 2017 del titolo onorifico di Cavaliere  “Al Merito della Repubblica Italiana”  conferita dal Presidente della Repubblica  avendo avuto il privilegio di farsi conoscere a livello Nazionale(Italia) ed  Internazionale.
Impegnata da sempre anche politicamente, viene eletta come consigliere nel direttivo locale  del partito tedesco  CDU ,  nel 2013  il presidente del MAIE on. Ricardo Merlo la nomina Coordinatrice della Germania;  prima Vicecoordinatrice  e poi Coordinatrice del MAIE Europa.  Anna Mastrogiacomo come detto, vive a Stoccarda  ideatrice di eventi culturali che coinvolgono la comunità italiana e realtà ed autorità in Europa  che  favoriscono  una maggiore vicinanza degli usi e costumi delle Nazioni “ospitanti” nel reciproco rispetto.

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Un viaggio alla scoperta del mondo della nuova emigrazione

9Colonne sta realizzando una  web serie che porta alla scoperta del mondo dei cittadini italiani in Gran Bretagna nel dopo Brexit. “Cartoline dall’altra Italia - Italiani Brexit”, questo il nome della serie, gode del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie.
Si tratta di un viaggio alla scoperta del mondo della nuova emigrazione: riallaccia i contatti con i giovani connazionali che hanno deciso di provare un’esperienza all'estero, per voglia o per necessità, mantenendo con le loro testimonianze quel filo indivisibile che li lega all'Italia. Propone con cadenza bisettimanale una nuova videointervista, visibile sul sito 9colonne.it o sul canale Youtube di Nove Colonne e su tutto il circuito del MAECI.
Questa la prima puntata. E questa la seconda

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Il PD è contro il voto all’estero e a favore del voto agli immigrati

Forse potranno stupirsi coloro che non erano fra i combattenti (non molti a onore del vero) per il voto agli italiani all’estero guidati da Mirco Tremaglia.
Sì, potranno stupirsi coloro che non sanno, o non ricordano (in effetti se ne parla poco), che per oltre mezzo secolo ci fu la feroce opposizione delle due maggiori forze politiche: la Democrazia Cristiana e soprattutto il Partito Comunista Italiano.
Io non mi stupisco affatto nell’ascoltare oggi il senatore Nicola Latorre, esponente di primo piano del PD, che di quel PCI è l’erede, lasciarsi scappare di bocca quello che il suo partito pensa veramente del voto agli italiani all’estero.
Il sen. Latorre ha detto testualmente:
“Io sono contrario al voto degli italiani all’estero. Ritengo sia un errore. Avrebbero molto più diritto di voto quelli che non sono italiani ma vivono in Italia da molti anni e pagano le tasse in Italia e contribuiscono ai fondi pensione”.
Forse non a caso questa affermazione viene fatta lo stesso giorno in cui alla Camera viene votata una legge elettorale che introduce la regola per cui anche un residente in Italia si può candidare nella circoscrizione Estero.
L’impressione forte è che si sia ufficialmente aperta la caccia al voto degli italiani nel mondo e che molto rapidamente il PD, che su questa linea non avrà difficoltà a trovare l’assistenza di altre forze, prima fra tutti quella dei 5 stelle, riuscirà finalmente a:
a)   annullare il voto agli italiani all’estero, che non pagano le tasse ecc.;
b)   dare il dritto di voto agli immigrati.
E a quel punto non servirà nulla protestare. A chi proverà a farlo verrà risposto: “D’altronde noi lo avevamo detto chiaramente. Non avete sentito le dichiarazioni del Sen. Latorre?”

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OMAGGIO AI NOSTRI EMIGRATI IN ARGENTINA

A Corvara in Val di Vara l’Ambasciatore dell’Argentina ha scoperto una targa in ricordo di tutti coloro che partirono per l’Argentina
TULLIO ZEMBO - Tutto cominciò con un’intervista per L’ITALIANO di Gian Luigi Ferretti, fondatore ed editore del quotidiano, all’Ambasciatore a Roma della Repubblica Argentina, Tomas Ferrarri. In quell’occasione il diplomatico disse che suo bisnonno Domenico  Ferrari era di Corvara, un paese della Val di Vara in provincia de La Spezia.
E Ferretti raccontò di essere rimasto senza fiato per la sorpresa perchè: “si dà il caso che Corvara sia ad un paio di chilometri da Pignone, da cui proviene il direttore di questo giornale, Tullio Zembo, e ad una ventina di chilometri da Carrodano, dove sono nato io”.
Sorpreso anch’io, da Buenos Aires inviai l’articolo al mio amico Mauro Figoli, che contattò la vicesindaco Brunella Corradi e il Sindaco Massimo Rossi del Comune di Beverino, di cui Corvara oggi è frazione.  Con grande entusiasmo gli amministratori comunali decisero di conferire all’Ambasciatore la cittadinanza onoraria e misero in moto la procedura.

Fu così che a marzo di quest’anno l’Ambasciatore Ferrari arrivò da Roma con la moglie Nhu Anh Nguyen per diventare ufficialmente cittadino onorario di Beverino alla presenza di tutte le autorità della zona, dal Prefetto al Vescovo, al Questore, ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza al Consiglio Comunale straordinario.
L’alto diplomatico fu onorato e raccontò commosso di quando, bambino, era seduto col nonno sui gradini davanti alla casa di Jaregui, il paesino vicino a Lujan circondato dalla sterminata pampa argentina e il nonno Domenico gli raccontava di suo padre, che si chiamava anch’egli Domenico, arrivato in Argentina da un paese ancora più piccolo di Jaregui che si chiamava Corvara ed era lontano lontano, in Italia. Ah, l’Italia – sospirava il nonno e guardava l’orizzonte dove terra e cielo si confondevano.

Ed ecco  l’Ambasciatore ha voluto donare alla città una targa che recita: “L’Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia Tomas Ferrari, oriundo di Corvara, in omaggio a tutti gli emigrati italiani in Argentina”.
E ha voluto ritornare di persona, portando con sè la moglie ed  anche il fratello che vive in Argentina per scoprirla ufficialmente.
Naturalmente il Sindaco Rossi ne è stato felicissimo ed ha organizzato una bella cerimonia con bandiere italiane ed argentine, inni nazionali, autorità, bambini della scuola, reduci alpini. Corvara si è vestita da festa per accogliere il
concittadino illustre, nipote di Domenico Ferrari.

Insieme, Ambasciatore e sindaco, hanno piantato un albero d’ulivo per simboleggiare la continuità valoriale tra il passato ed un futuro di pace e fratellanza.
Ma il clou della manifestazione è stato lo scoprimento della targa con i discorsi di Ferrari e di Rossi. Entrambi visibilmente commossi, hanno sottolineato l’importanza delle radici, dei valori trasmessi dei legami profondi tra le generazioni, le famiglie, i popoli, le culture.
    

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Legge elettorale e italiani all'estero

Il Sen. Micheloni non le manda a dire ai suoi compagni del PD
SEN. CLAUDIO MICHELONI - Non è certo cosa semplice approvare una nuova legge elettorale quando la legislatura volge al termine: gli interessi di parte, e di cortissimo respiro, trovano maggiori spazi per imporsi, nonostante la tormentata vicenda degli ultimi anni dovrebbe suggerire, se non imporre, senso di responsabilità e attenzione alla qualità della nostra democrazia.
Per esprimere un giudizio complessivo sulla nuova legge preferisco attendere il suo arrivo al Senato.
C'è tuttavia una novità, intervenuta dopo il passaggio in commissione alla Camera, che riguarda direttamente la circoscrizione estero, dunque i milioni di cittadini italiani residenti fuori dal Paese:
"Gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all'estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero."
Si tratta indubbiamente di un cambiamento storico: prevedere la possibilità di collocare nella circoscrizione estero candidati residenti in Italia, infatti, significa contraddire radicalmente la logica, le finalità e il significato della legge sul voto degli italiani all'estero.
Nei dieci anni abbondanti che sono trascorsi dalla prima applicazione della legge, in effetti, abbiamo assistito a diversi tentativi di aggirare questa regola fondamentale: tentativi terminati con inchieste penali, quando scoperti, o avvolti nel silenzio compiacente di quanti si curano esclusivamente dei propri interessi di ceto e non dei diritti dei cittadini che pretendono di rappresentare.
A chi può interessare una circoscrizione estero nella quale si possono candidare quei politici della madrepatria che non abbiano trovato collocazioni alternative? A chi, se non a quelle segreterie di partito che, non contente di continuare a sottrarsi a un diretto e limpido giudizio popolare, giungono oggi a sovvertire il senso di una norma approvata con oltre 50 anni di ritardo sul dettato costituzionale?
Mi colpisce il silenzio assordante con cui tale modifica è stata accolta sin qui, con le sole eccezioni del segretario generale del CGIE Schiavone e dell'onorevole Fedi, e prima di loro del senatore Di Biagio.
Mi colpisce, ma non mi stupisce, dato che nessuno aveva trovato nulla da obiettare quando, pochi mesi fa, il Partito Democratico, in occasione delle sue ultime primarie, aveva cancellato la medesima regola. Nonostante le mille assicurazioni secondo le quali si trattava di un'eccezione circoscritta, decisi di rinunciare a partecipare alle liste per le primarie, per un motivo molto semplice: non si gioca con i principi.
Ritengo gravemente sbagliato trattare questa vicenda in termini politicisti, quasi fosse una questione ordinaria, da valutare come un più o un meno all'interno di una trattativa, preoccupandosi della candidabilità degli italiani all'estero in Italia, o vantando lo straordinario risultato di aver evitato una modifica ancora più estesa. Se qualcuno getta immondizia nel giardino di casa mia, cerco di impedirlo o mi consolo pensando che qualcun altro voleva trasformarlo direttamente in una discarica?
L'ottusità è più pericolosa della malafede. Come si può ignorare che con questa modifica si aggiungerebbe, alle diverse delusioni degli ultimi anni, l'amarezza di una umiliazione definitiva delle ragioni storiche, morali, economiche e culturali che hanno portato all'introduzione della circoscrizione estero?
È una domanda aperta, che pongo a me stesso, a chi ha parlato e soprattutto a chi tace.
Spero che ciascuno di noi, rappresentanti degli italiani all'estero, trovi il coraggio e la dignità di esprimersi: il silenzio e l'ipocrisia non salveranno nessuno.

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