Mar10172017

Last updateGio, 12 Ott 2017 5pm

Il PD è contro il voto all’estero e a favore del voto agli immigrati

Forse potranno stupirsi coloro che non erano fra i combattenti (non molti a onore del vero) per il voto agli italiani all’estero guidati da Mirco Tremaglia.
Sì, potranno stupirsi coloro che non sanno, o non ricordano (in effetti se ne parla poco), che per oltre mezzo secolo ci fu la feroce opposizione delle due maggiori forze politiche: la Democrazia Cristiana e soprattutto il Partito Comunista Italiano.
Io non mi stupisco affatto nell’ascoltare oggi il senatore Nicola Latorre, esponente di primo piano del PD, che di quel PCI è l’erede, lasciarsi scappare di bocca quello che il suo partito pensa veramente del voto agli italiani all’estero.
Il sen. Latorre ha detto testualmente:
“Io sono contrario al voto degli italiani all’estero. Ritengo sia un errore. Avrebbero molto più diritto di voto quelli che non sono italiani ma vivono in Italia da molti anni e pagano le tasse in Italia e contribuiscono ai fondi pensione”.
Forse non a caso questa affermazione viene fatta lo stesso giorno in cui alla Camera viene votata una legge elettorale che introduce la regola per cui anche un residente in Italia si può candidare nella circoscrizione Estero.
L’impressione forte è che si sia ufficialmente aperta la caccia al voto degli italiani nel mondo e che molto rapidamente il PD, che su questa linea non avrà difficoltà a trovare l’assistenza di altre forze, prima fra tutti quella dei 5 stelle, riuscirà finalmente a:
a)   annullare il voto agli italiani all’estero, che non pagano le tasse ecc.;
b)   dare il dritto di voto agli immigrati.
E a quel punto non servirà nulla protestare. A chi proverà a farlo verrà risposto: “D’altronde noi lo avevamo detto chiaramente. Non avete sentito le dichiarazioni del Sen. Latorre?”

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Legge elettorale e italiani all'estero

Il Sen. Micheloni non le manda a dire ai suoi compagni del PD
SEN. CLAUDIO MICHELONI - Non è certo cosa semplice approvare una nuova legge elettorale quando la legislatura volge al termine: gli interessi di parte, e di cortissimo respiro, trovano maggiori spazi per imporsi, nonostante la tormentata vicenda degli ultimi anni dovrebbe suggerire, se non imporre, senso di responsabilità e attenzione alla qualità della nostra democrazia.
Per esprimere un giudizio complessivo sulla nuova legge preferisco attendere il suo arrivo al Senato.
C'è tuttavia una novità, intervenuta dopo il passaggio in commissione alla Camera, che riguarda direttamente la circoscrizione estero, dunque i milioni di cittadini italiani residenti fuori dal Paese:
"Gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all'estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero."
Si tratta indubbiamente di un cambiamento storico: prevedere la possibilità di collocare nella circoscrizione estero candidati residenti in Italia, infatti, significa contraddire radicalmente la logica, le finalità e il significato della legge sul voto degli italiani all'estero.
Nei dieci anni abbondanti che sono trascorsi dalla prima applicazione della legge, in effetti, abbiamo assistito a diversi tentativi di aggirare questa regola fondamentale: tentativi terminati con inchieste penali, quando scoperti, o avvolti nel silenzio compiacente di quanti si curano esclusivamente dei propri interessi di ceto e non dei diritti dei cittadini che pretendono di rappresentare.
A chi può interessare una circoscrizione estero nella quale si possono candidare quei politici della madrepatria che non abbiano trovato collocazioni alternative? A chi, se non a quelle segreterie di partito che, non contente di continuare a sottrarsi a un diretto e limpido giudizio popolare, giungono oggi a sovvertire il senso di una norma approvata con oltre 50 anni di ritardo sul dettato costituzionale?
Mi colpisce il silenzio assordante con cui tale modifica è stata accolta sin qui, con le sole eccezioni del segretario generale del CGIE Schiavone e dell'onorevole Fedi, e prima di loro del senatore Di Biagio.
Mi colpisce, ma non mi stupisce, dato che nessuno aveva trovato nulla da obiettare quando, pochi mesi fa, il Partito Democratico, in occasione delle sue ultime primarie, aveva cancellato la medesima regola. Nonostante le mille assicurazioni secondo le quali si trattava di un'eccezione circoscritta, decisi di rinunciare a partecipare alle liste per le primarie, per un motivo molto semplice: non si gioca con i principi.
Ritengo gravemente sbagliato trattare questa vicenda in termini politicisti, quasi fosse una questione ordinaria, da valutare come un più o un meno all'interno di una trattativa, preoccupandosi della candidabilità degli italiani all'estero in Italia, o vantando lo straordinario risultato di aver evitato una modifica ancora più estesa. Se qualcuno getta immondizia nel giardino di casa mia, cerco di impedirlo o mi consolo pensando che qualcun altro voleva trasformarlo direttamente in una discarica?
L'ottusità è più pericolosa della malafede. Come si può ignorare che con questa modifica si aggiungerebbe, alle diverse delusioni degli ultimi anni, l'amarezza di una umiliazione definitiva delle ragioni storiche, morali, economiche e culturali che hanno portato all'introduzione della circoscrizione estero?
È una domanda aperta, che pongo a me stesso, a chi ha parlato e soprattutto a chi tace.
Spero che ciascuno di noi, rappresentanti degli italiani all'estero, trovi il coraggio e la dignità di esprimersi: il silenzio e l'ipocrisia non salveranno nessuno.

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Serata del Comites di Copenaghen per le elezioni comunali

Sicuramente un successo la serata informativa sulle elezioni comunali organizzata giovedì scorso a Copenaghen dal Comites Danimarca. Per la prima volta che nella centenaria storia del palazzo del municipio della capitale danese si è tenuta una presentazione delle diverse forze politiche in lingua inglese, un segno dei tempi in una città sempre piú internazionale capace di attirare sia giovani da tutta Europa. “Il compito dei Comites è quelli di venire incontro alle esigenze della comunità italiana. Le statistiche delle elezioni precedenti mostravano chiaramente come pur avendo diritto al voto la partecipazione da parte degli italiani era molto bassa. Per molti, la lingua danese è ancora un grande ostacolo, ho pensato quindi di provare ad incentivarne l’interesse con una presentazione in inglese. Quasi tutti i partiti si sono dichiarati disponibili a partecipare, ed è una gran soddisfazione” dice Davide Bonavida, il consigliere Comites che ha ideato e organizzato la serata. “Devo ringraziare tantissimo Heidi Wang, la consigliera comunale che ci ha aiutato nella realizzazione di questa storia serata. Essendo anche lei un espatriata come noi ci tiene particolarmente a coinvolgere i “nuovi copenaghesi”, è naturale che abbia un occhio di riguardo per noi”. 
Grande partecipazione soprattutto da parte di un pubblico giovane, la maggior parte delle persone accorse all’evento aveva meno di 40 anni. Segno che tra i giovani che per amore, per studio o per lavoro si sono trasferiti in Danimarca c’è la volontà di integrarsi in pieno.
E’ possibile rivedere lo streaming della diretta della serata sul canale youtube del Comites Danimarca.
https://www.youtube.com/watch?v=hA0OVt3tf1Y&feature=youtu.be
Si ricorda che si vota il giorno 21 novembre dalle ore 8 alle 20 in più esiste la possibilità di votare anticipatamente dal 10 di ottobre al 17 novembre.   

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FRANCESCA ALDERISI DALLA 73° PARATA DEL COLUMBUS DAY DI NEW YORK RIVOLGE UN PENSIERO A RAI ITALIA

Francesca Alderisi, popolare conduttrice televisiva per gli italiani nel mondo, ha partecipato alla famosa parata del Columbus Day di New York svoltasi come ogni anno il secondo lunedì di ottobre.
Accolta come sempre dall’affetto di tantissimi telespettatori di Rai Italia, la conduttrice ha percorso  la famosa Fifth Avenue insieme alla band italiana dei Rudy Valentino e i Baleras, dando vita a un vivace momento di intrattenimento musicale che si è concluso con una  performance sul red carpet, live su Abc Channel 7.
“Si è trattato di un appuntamento per me ancor più speciale poichè è la decima Parata del Columbus Day alla quale prendo parte. Un’occasione unica per potere riabbracciare moltissimi telespettatori di Rai Italia che continuano a chiedermi come mai da più di un anno non mi vedano in tv ”.
Da giugno 2016 il programma “Cara Francesca” è stato chiuso e da allora Francesca Alderisi continua instancabilmente a incontrare molti nostri connazionali all’estero per mantenere sempre vivo il suo rapporto con il pubblico che la segue da moltissimi anni e accrescere la sua conoscenza in tema di emigrazione.
Arrivata a Rai International nell’anno 2000, ha condotto per più di mille e duecento puntate il famoso programma di servizio “Sportello Italia” e poi per due edizioni la rubrica  “Cara Francesca...”.
“Sono molto delusa che da più di un anno l’attuale Direttore di Rai Italia, Piero Corsini, non mi abbia contattato per valutare la possibilità di un mio ritorno in tv magari con un nuovo format televisivo, alla luce dell’esperienza e grande popolarità acquisita nei tanti anni dedicati ai nostri connazionali nel mondo. Allo stesso tempo sono fiduciosa di potere instaurare nuovamente un dialogo costruttivo e creativo non appena ci sarà un cambio ai vertici di questa struttura molto importante per i nostri connazionali nel mondo e alla quale mi sento molto legata.”

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ACCORDO MAIE - UGL

Nella sede centrale dell'UGL a Roma c'è stato un incontro tra il Presidente del MAIE On. Merlo accompagnato dal parlamentare del Mercosur, Daniel Ramundo, il Segretario Generale della Confederazione sindacale, Paolo Capone, ed il Vicesegretario Claudio Durigon, che è anche componente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS.

Sono state discusse in maniera approfondita le varie problematiche degli italiani nel mondo soprattutto per quanto riguarda la tutela della sicurezza sociale e previdenziale, prima fra tutte quella della terribile situazione dei pensionati in Venezuela.

Il Presidente Merlo ha dichiarato: "Il Movimento Associativo degli Italiani all'Estero, che opera in ogni parte del mondo a favore dei connazionali emigrati, da oggi si arricchisce di questa collaborazione con un sindacato moderno, che ha più di due milioni di iscritti, al quale assicuriamo tutto il nostro appoggio sul piano parlamentare". Fra UGL e MAIE inizia un accordo di collaborazione che prevede un tavolo permanente di consultazione.

"Il Sindacalismo Nazionale non può lasciare 5 milioni di connazionali senza difesa dei loro diritti - ha detto il Segretario Capone - stare al loro fianco è scritto nel nostro DNA. Le nostre sedi, il nostro patronato e i nostri esperti sono a completa disposizione di quanto fa il MAIE a favore degli italiani nel mondo".

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