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Last updateSab, 22 Set 2018 11am

La Germania caccia gli italiani: "Se poveri via dal nostro Paese"

La lettera ai cittadini comunitari che vivono a Berlino: «A rischio espulsione chi non dispone di mezzi di sussistenza»
LUCA FAZZO (Il Giornale - Sab, 22/09/2018) - Nella Germania di Angela Merkel, paladina in Europa dell'accoglienza e dell'integrazione, girano circolari di ben altro tono. E i destinatari non sono i profughi delle guerre africane ma cittadini italiani, ovvero europei. Nelle lettere ufficiali recapitate nelle scorse settimane si ricorda che i cittadini comunitari «hanno libertà di soggiorno nel territorio federale se dispongono di a protezione sanitaria e di mezzi di sussistenza sufficienti». I destinatari, essendone sfortunatamente privi, sono pregati di trovarsi in fretta un lavoro, oppure fare le valigie e tornare in Italia. Tempo, quindici giorni. Altrimenti si procederà all'abschiebung.
L'ondata di circolari minatorie sta mettendo a rumore il mondo degli italiani di stanza in Rft: soprattutto i più giovani, la generazione attirata dal mito della piena occupazione e del sistema di welfare della locomotiva d'Europa. Un ampio servizio di Cosmo, la trasmissione in italiano di Radio Colonia, pochi giorni fa ha dato conto dell'inquietudine che serpeggia all'interno della comunità tricolore, intervistando i rappresentanti dei patronati sindacali alle prese con la nuova emergenza, sulla cui legittimità vengono avanzate robuste perplessità: perché se da un lato l'iniziativa è basata su una legge tedesca dell'anno scorso, dall'altro sembra muoversi in piena rotta di collisione con le convenzioni dell'Unione europea. Esiste, e i commenti sul sito di Cosmo ne danno ampiamente conto, anche l'altra faccia del problema: l'abuso che del sistema assistenziale tedesco verrebbe fatto da numerosi nostri connazionali, e che viene severamente criticato da altri italiani: «Finalmente tutti a casa, c'è gente che lavora in nero e prende aiuti dallo Stato». Ma l'iniziativa - assunta dai Centri per l'impiego e dagli Uffici stranieri in diversi lander, ma verosimilmente ben conosciuta anche dal governo federale - non si limita a annunciare il diniego dei sussidi ma parla esplicitamente di espulsione coatta, in barba al principio di libera circolazione dei cittadini europei. Ed è questo a suscitare l'incredulità e le proteste di chi ha ricevuto la lettera.
La radio ha raccolto testimonianze di giovani italiane che hanno ricevuto l'ultimatum nonostante avessero appena partorito o fossero in stato di avanzata gravidanza: «Mi hanno comunicato che avevo quindici giorni di tempo, visto che non potevo provvedere a me stessa, per trovare un lavoro: altrimenti mi avrebbero rimpatriato e mi avrebbero pure pagato il viaggio a me e alle bambine se non potevo permettermelo».
Secondo Cosmo, «le minacce di espatrio non risparmiano nessuno» hanno la maggiore frequenza nel Nord Reno-Westfalia, ma coinvolgono praticamente tutti i lander. «La cosa grave è che il caso non viene analizzato singolarmente, tutti ricevono queste lettere e non c'è scampo» dichiara alla radio Luciana Martena, responsabile di un patronato di Dusseldorf.
La legge del 2017 ha alzato da tre mesi a cinque anni la permanenza in Germania per accedere ai sussidi, ma che questo potrebbe tradursi in espulsioni di massa non se lo aspettava nessuno. E poi, scrive l'italiano Ennio commentando il servizio, «gli arabi mantenuti dallo Stato che fanno figli per avere il kindergeld non li cacciano?»

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Merlo non potrà essere a Marcinelle perchè vuole andarci Moavero

Pare che il Sottosegretario con delega agli italiani nel mondo non potrà partecipare alla commemorazione della tragedia mineraria di Marcinelle perché il Ministro degli Esteri Moavero avrebbe deciso di andare lui al Bois du Cazier l’8 agosto.
Non è un mistero che questo Enzo Moavero Milanesi, che era già stato ministro sia nel governo Monti che nel governo Letta, sia stato imposto da Mattarella a Salvini e Di Maio per avere il via libera al varo del loro governo.
Di lui si sanno poche cose. Si sa che è stato un alto burocrate dell’Unione Europea e che, candidatosi alle elezioni politiche italiane del 2013 nella lista Con Monti per l'Italia nel Lazio per il Senato, non venne eletto, Ma soprattutto si sa che è un fiero antifascista da arredamento: le cronache del novembre 2011 ci raccontarono che, arrivato nel suo ufficio di Ministro del Governo Monti, rifiutò con sdegno una scrivania già appartenuta a Benito Mussolini affermando: “Sono antifascista, non la voglio”.
Sfugge il motivo per il quale il fiero antifascista voglia a tutti i costi essere protagonista alla Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo voluta da Mirko Tremaglia, il combattente della Repubblica Sociale di Mussolini rimasto orgogliosamente fascista tutta la vita.
Vero è che la sua decisione appare per lo meno bizzarra, come bizzarre sono state le attribuzioni delle deleghe ai Sottosegretari. Andatelo a chiedere a Picchi, incazzatissimo per l’attribuzione del Sud America come area anziché dell’Asia come aveva desiderato e chiesto.
Il risultato è che così il Sottosegretario con delega agli italiani nel mondo, il sudamericano (a proposito!) Ricardo Merlo, andando già il Ministro, non potrà essere presente a Marcinelle. E sarà la prima volta che chi si occupa dei connazionali all’estero non parteciperà alla cerimonia al Bois du Cazier.
Peccato. Peccato soprattutto perché avrebbe un grande significato simbolico l’omaggio pubblico del figlio dell’emigrato, dell’italiano nato all’estero.
Vedremo cosa farà e cosa dirà Moavero l’8 di agosto. Lo seguiremo e lo ascolteremo con estrema attenzione.

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Francesca Alderisi (FI), alla vigilia della riunione InterComites a NY: Comites, potenziare non rottamare

Alla vigilia della riunione degli InterComites a New York, la senatrice Francesca Alderisi (FI), eletta nella Circoscrizione Estero, ripartizione Nord e Centro America dichiara:
“Seguo da anni la realtà dei Comites nel mondo e credo che per tracciare il loro futuro sia necessario attingere dal passato, potenziare non rottamare. Occorre rafforzare questi importanti organi di rappresentanza, partendo da ciò che già è stato fatto per poter rispondere alle mutate esigenze del presente".
All'incontro, che si terrà sabato 5 maggio alle ore 11, presso il Consolato Generale d'Italia a Park Avenue, saranno presenti, tra gli altri, il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi e il Ministro Plenipotenziario per gli Affari consolari e sociali dell’Ambasciata italiana a Washington, Catherine Flumiani.
La Senatrice ha aggiunto: “Questo incontro, in agenda già da tempo, assume oggi un valore per me particolarmente rilevante, anche alla luce del recente dibattito sulla presunta inutilità dei Comites. Avendo intervistato, ascoltato e dialogato, nel programma di Rai International "Sportello Italia", con molti dei loro rappresentanti, posso testimoniare il valore della loro missione. È importante sottolineare, inoltre, che questi organi sono di supporto agli italiani nel mondo in forma di volontariato".
"La trasformazione delle emigrazioni e l’aumento degli italiani all’estero - ha continuato - sono fattori che devono spingerci ad un’attenzione maggiore per la rappresentanza sul posto dei nostri concittadini. I recenti scambi di vedute sulla funzione di questi organi sono pertanto utili e produttivi, a patto che siano mirati a migliorare la vita dei nostri connazionali anche attraverso il ruolo dei Comites. Sono quindi felice – conclude Alderisi – di poter presto conoscere di persona e ascoltare molti dei Presidenti dei Comites provenienti dagli Stati Uniti che parteciperanno a questo significativo incontro.”

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Borghese (MAIE), “con questo governo finalmente gli italiani all’estero sono una priorità”

Mario Borghese, deputato del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, esprime “grande soddisfazione” perché, sostiene, finalmente c’è un esecutivo che considera priorità i temi più vicini agli italiani nel mondo. L’On. Borghese, al suo secondo mandato, al termine dei lavori della commissione Esteri della Camera, ha sottolineato di aver constatato che finalmente si parla degli italiani all’estero e lo si fa in termini positivi e propositivi. “La presidente On. Marta Grande – dichiara Borghese in una nota – ha specificato che è una priorità della commissione Esteri costituire nel suo seno un Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero; inoltre, ha parlato anche della necessità di riformare il voto all’estero e di reperire risorse nella legge di bilancio per la promozione della lingua e della cultura degli italiani all’estero”. L’On. Grande, ha aggiunto Borghese, ha voluto fare le congratulazioni al Sottosegretario agli Esteri, sen. Ricardo Merlo, in quanto per la prima volta un “italiano di prima generazione, eletto all’estero, ricopre un incarico di governo”. “Era ora – ha concluso, con soddisfazione, il deputato MAIE -. Qualcosa si sta muovendo. Il cambiamento voluto dal MAIE è in marcia”.

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FRANCESCA ALDERISI: PORTERO' AL SENATO IL MIO AMORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO

“Ho ascoltato per anni le richieste, le esigenze di chi vive lontano dall’Italia, ne ho raccolto l’immenso amore, non sempre ricambiato, verso l’Italia, ed ora sono pronta a portarle in Senato”: questa la dichiarazione di Francesca Alderisi, neo Senatore della Repubblica, eletta nella Circoscrizione estero ripartizione America settentrionale e centrale, al momento dell’insediamento della XVIII legislatura.
“Inizia oggi, con l'elezione del Presidente del Senato, il mio lavoro, il mio impegno come Senatore, tra emozione e grande determinazione, nella consapevolezza di avere davanti un percorso difficile, con tanto da imparare giorno dopo giorno. Ma ho un’unica certezza: conosco molto bene i nostri connazionali all’estero, non solo per aver condotto per anni “Sportello Italia”, il programma di servizio di Rai International, ma anche perché non ho mai smesso di incontrare le comunità in ogni angolo del mondo. Mi auguro – ha continuato Francesca Alderisi - che in questa legislatura i parlamentari eletti all’estero possano, insieme, far valere il loro peso, affinché si lavori con un unico obiettivo: non dimenticare chi ci ha eletti. Ora che sono entrata in questa prestigiosa sede, sento crescere non solo il mio grande amore verso gli italiani all’estero, la gratitudine per la fiducia che mi hanno dimostrato, ma anche la grande responsabilità di dover amplificare il mio impegno, affinché si ascoltino, anche in Senato, le loro richieste. Una per tutte: il riacquisto della cittadinanza; così come chiedono coloro che sono stati costretti a fare questa dolorosa rinuncia.”

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