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Occorre fare chiarezza in Perù

L'Ambasciata avrebbe concesso l'accesso a dati sensibili ad un esponente politico locale
GIANFRANCO BRUNO SANGALLI - Quale rappresentante della Collettività italiana del Perú presso il CGIE, non posso meno che alzare la mia voce per esprimere sorpresa e preoccupazione per i fatti esposti oggi dal Senatore Aldo di Biagio, riguardo una possibilmente non lecita contrattazione tra l'Ambasciata d'Italia a Lima ed una società che ha a capo un esponente dell'opposizione interna al COMITES, per cui quella persona sarebbe entrata in possesso della base dati degli italiani residenti in Perú, quella stessa che invece era stata negata formalmente al COMITES per forza delle norme sulla privacy... Il tutto ripreso anche dal giornale on-line http://www.ilmessaggeroip.com/
Non è ammissibile che ci siano dubbi ed ombre sulla correttezza dell'operato della nostra rappresentanza diplomatica, e tantomeno nel quadro dei rapporti col COMITES, organo che, in Perú, attraversa una profonda crisi creata dalle successive dimissioni di consiglieri determinate proprio dal costante irruente atteggiamento della componente cui fa parte la persona favorita dal questionato contratto.
Dunque, VA FATTA CHIAREZZA E VANNO INDIVIDUATE LE EVENTUALI RESPONSABILITÁ !
Qui di seguito, trascrivo l'interrogazione del Senatore di Biagio:

"Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07575
Atto n. 4-07575
Pubblicato il 24 maggio 2017, nella seduta n. 829
DI BIAGIO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -
Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:
in occasione dell'avvio delle operazioni relative alla consultazione referendaria del 17 aprile 2016, l'ambasciata d'Italia a Lima ha ritenuto necessario provvedere all'acquisizione del servizio per il lavoro interinale per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali,
a tal fine, con decreto dell'ambasciatore del 9 marzo 2016 l'ambasciata è stata autorizzata ad acquisire in economia tale servizio attraverso l'affidamento diretto dal responsabile unico del procedimento ad un operatore economico considerato idoneo;
successivamente, in data 14 marzo l'ambasciatore d'Italia a Lima ha autorizzato la spesa in economia a seguito di affidamento diretto alla ditta "Obiettivo Lavoro" per il lavoro interinale di digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali;
per effettuare tale servizio risulta che la ditta incaricata ha avuto accesso a tutta la documentazione ed a tutti i dati afferenti agli elettori italiani presenti in Perù;
come si può evincere dal "contrato de intermediación laboral" sottoscritto tra l'ambasciata d'Italia e la ditta, il direttore generale di quest'ultima risultava essere Paolo Valente;
Valente ha partecipato quale candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del COMITES (2015) del Perù nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", risultando il primo dei non eletti e subentrando successivamente quale consigliere in seguito alle dimissioni della signora Maria Cimmino;
Valente ha quindi avuto modo di accedere a dei dati sensibili, ed in particolare a dati relativi ai cittadini italiani residenti in Perù. Preme segnalare che il COMITES in data 11 giugno 2015 aveva chiesto all'ambasciata d'Italia a Lima di accedere alla banca dati consolare riguardante i cittadini italiani residenti nel Paese. L'ambasciata in data 17 giugno 2015 comunicava formalmente al COMITES il rifiuto a tale richiesta sostenendo che "gli elenchi nominativi tratti dagli schedari consolari non sono divulgabili, qualunque sia il motivo della richiesta";
in tali condizioni, si comprenderà bene come anche per solo ragioni di ovvia opportunità e rispetto delle condizioni di par condicio avrebbero dovuto impedire l'affidamento, tra l'altro in maniera diretta, di un servizio afferente ai dati dei connazionali ad una ditta riconducibile ad un candidato e consigliere COMITES per un palese conflitto di interessi e in violazione del principio di parità tra esponenti della collettività;
se si aggiunge che con un successivo provvedimento in data 2 marzo 2017 disponeva l'annullamento dell'elezione del presidente del COMITES del Perù a vantaggio di un eletto sempre nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", ciò avrebbe potuto far pensare a qualcuno che vi fosse un contesto di favoritismo,
tali circostanze, seppure assolutamente non collegate ed indipendenti, potrebbero però aumentare le perplessità e rischiano di minare ancor di più la credibilità e la legittimazione democratica dei Comitati degli italiani all'estero, già penalizzati da una legge che ha drasticamente ridotto la partecipazione al voto per il loro rinnovo;
sarebbe quindi opportuna una valutazione ed una pronuncia da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale se sussistano o meno profili di incompatibilità e soprattutto di opportunità nell'assegnazione alla ditta "Obiettivo Lavoro" dell'incarico per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali, sapendo bene l'ambasciata che tale ditta era riconducibile ad un esponente di una lista COMITES;
ciò eliminerebbe altresì qualsiasi ipotetico dubbio su condizionamenti di gruppi di interesse a carattere localistico, e impedirebbe che si creasse un pericoloso precedente,
si chiede di sapere se sussistano profili di incompatibilità o di opportunità per un evidente conflitto di interessi nell'affidamento da parte dell'ambasciata d'Italia a Lima del servizio per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali, alla ditta "Obiettivo Lavoro", il cui direttore generale risultava essere Paolo Valente candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del COMITES del Perù nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", e primo dei candidati non eletti dalla stessa lista.
Sen. Aldo Di Biagio
Senato della Repubblica"
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Anche la Francia abbandona il voto elettronico

GIAN LUIGI FERRETTI - Ci sono due categorie di gèni del voto all'estero.
Partendo dalla constatazione che il voto per corrispondenza ha delle falle, i gèni nr. 1 sono coloro che vorrebbero fare votare solo nei Consolati 5 milioni di cittadini italiani sparsi dovunque nel mondo con Consolati lontani uno dall'altro anche varie centinaia di chilometri. Subito dopo in classifica ci sono i gèeni che propugnano il voto elettronico. Sì, proprio quello che stanno abbandonando i Paesi che lo avevano sperimentato.
I francesi all'estero hanno appena votato per il primo turno delle elezioni presidenziali e domenica 7 maggio voteranno per il secondo.
Ma esclusivamente nei seggi allestiti dai Consolati e per corrispondenza. Il voto elettronico, che era stato introdotto nel 2012 si è dimostrato troppo vulnerabile e quindi il governo lo ha abolito.
Alla stessa conclusione sono arrivati recentemente anche gli olandesi, che avevano il voto elettronico dal 2007 e che hanno abbandonato in occasioni delle elezioni politiche del 15 marzo scorso. Negli USA, dopo le accuse e controaccuse in occasione delle ultime elezioni, l'ora del voto elettronico è suonata.
Insomma pare che i Paesi che non hanno mai avuto problemi col voto per corrispondenza adesso abbiano paura dei possibili brogli col voto elettronico. E lo vorremmo introdurre noi che siamo gli unici al mondo a taroccare il voto per corrispondenza?
Ma vedrete che i gèni nostrani continueranno imperterriti a proporre seggi nei Consolati e voto elettronico malgrado quello per corrispondenza - per paragrafare Churchill - sia il peggiore sistema di voto, eccezion fatta per tutti gli altri.

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CGIE: Il M5S non solo non morde, ma neppure abbaia

C’è chi si aspettava una forte polemica da parte del rappresentante del M5S su due temi: il sostegno alla stampa italiana all’estero e la richiesta di intitolare una sala della Farnesina all’indimenticabile Ministro degli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia.
Però Matteo Preabianca, che il M5S fa venire dalla lontana Australia inteccando notevolmente il miseru budget del CGIE, non ha avuto alcunché da eccepire sui contributi dello Stato alla stampa all’estero . Non è intervenuto nel dibattito e il parere positivo al regolamento della Presidenza del Consiglio non ha registrato alcun voto contrario.
Quando si è trattato di votare l’Ordine del giorno che chiedeva l’ intitolazione di una sala a Tremaglia, Preabianca non ha chiesto la parola. Quando il Segretario generale Schiavone lo ha invitato ripetutamente ad esprimere la sua opinione, ha boforchiato (ci sono le registrazioni) che avrebbe potuto anche essere favorevole a determinate condizioni e ha invitato a fare presto perché la mensa del Ministero stava per chiudere.  Queste poche parole sono state l’unico intervento del rappresentante del M5S in tutti i cinque giorni dell’Assemblea plenaria del CGIE.

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MERLO (MAIE): ANCHE PER GLI ITALIANI ALL ESTERO IL REDDITO D’INCLUSIONE

Il governo ha varato il reddito d’inclusione, un intervento a favore dei cittadini italiani poveri. O meglio, non di tutti i cittadini italiani, ma solo di quelli che risiedono in Italia, compresi anche tutti i rom e sinti con cittadinanza italiana, la stragrande maggioranza di loro. Ma un cittadino italiano in gravi difficoltà economiche, se risiede fuori dei confini, viene discriminato e abbandonato a se stesso. Può letteralmente morire di fame come, ad esempio, alcuni connazionali in Venezuela come denunciato al CGIE dal nostro Collevecchio.
Il MAIE chiede, anzi pretende che lo Stato italiano tratti i suoi cittadini allo stesso modo senza fare differenza fra poveri e poveri, fra chi vive al di qua e chi al di là del confine. E invita tutti gli eletti all’estero a fare pressioni in tal senso sulla maggioranza e sul governo.

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Merlo (MAIE) dà inizio alla battaglia

Il 7 aprile ci saranno proteste davanti ai consolati in tutta l'Amerci Latina
Per il 7 aprile il MAIE lancia una giornata di lotta per i diritti degli italiani all'estero in tutta l'America Latina. Lo ha annunciato il Presidente del Movimento, On. Ricardo Merlo, al periodico italiano in Brasile "Insieme". L'On. Merlo spiega che sarà il primo passo di una serie di azioni che includeranno anche azioni legali collettive attualmente in fase di studio.
"Non ha importanza se di fronte ai consolati ci saranno quaranta, cinquanta o un migliaio di persone; la cosa importante è che stiamo cominciando la mobilitazione in tutta l'America Latina contro il tipo di servizio che la settima potenza mondiale sta offrendo ai cittadini,  una vergogna " - ha detto Merlo -"Vogliamo fare capire che l'attuale governo, che ha praticamente distrutto la rete consolare italiana, devecambiare rotta."
Secondo il parlamentare, funzionari e consoli sono "vittime tanto quanto noi", con le strutture che hanno non possono fare un lavoro all'altezza delle esigenze minime. Nella stessa situazione sono consoli e vice consoli onorari, agenti consolari e corrispondenti che "non hanno i mezzi per lavorare", dice Merlo.
In Brasile, si stanno organizzando manifestazioni in città come San Paolo, Curitiba, Porto Alegre, Recife e Rio de Janeiro. In Argentina a Buenos Aires, Mendoza, Rosario, Cordoba E poi in Repubblica Dominicana, in Costa Rica, in Messico, a Panama ed a Montevideo in Uruguay. In totale in 25 sedi perché "dopo quattro anni di questo governo è una vergogna, nulla è stato fatto; al contrario hanno distrutto la  rete consolare. Sarà un segnale forte questa mobilitazione, tutti nello stesso giorno"
Merlo spiega che l'obiettivo è il rafforzamento urgente della rete consolare per la dignità dei cittadini, dei diplomatici, degli agenti diplomatici e dei dipendenti, oltrechè dei consoli onorari e degli agenti consolari. "Ci fanno pagare una tassa di 300 euro [per ogni processo di riconoscimento della cittadinanza] e i servizi sono disastrosi," sottolinea il parlamentare.
Il Presidente del MAIE fa notare che stiamo parlando dell' Italia, la settima potenza mondiale, che lascia i suoi rappresentanti diplomatici in condizioni di lavoro inaccettabili: uffici aperti due o tre volte alla settimana e una rete di volontari onorari che si sacrificano finendo per tirare fuori di tasca propria i soldi per coprire le spese di base. E "i consolati sono l'immagine d'Italia all'estero", ha detto Merlo.
L'On. Merlo sottolinea poi che "uno dei paesi più colpiti è il Brasile" e fa una critica dura e aperta per quello che lui chiama un "paradosso": i tre parlamentari eletti residenti in Brasile (dei sei dal Sud America), "hanno sostenuto e continuano a sostenere incondizionatamente la politica degli ultimi governi, compreso questo. Hanno dato, e continuano a dare, il loro voto di fiducia.  Parlano, inventano... ma sono dalla parte del governo, sono il governo ".
"Sarebbe molto bello - ha osservato -  se a queste manifestazioni partecipassero anche quelli del PD perché questo è un problema che riguarda tutti; però sono il partito di governo".
"Cominciamo - spiega Merlo - con la mobilitazione. Il Maie chiama a raccolta associazioni, comitati, cittadini. "Molti di loro hanno già aderito." Anche se saranno 40, 50, 500 persone a partecipare, la cosa importante sarà il fatto politico". Sarà, come detto Merlo, la prima di una serie di azioni.
Merlo ha poi commentato le recenti decisioni della giustizia italiana che ha dato ragione alle vittime delle fila per le pratiche di cittadinanza condannando il governo italiano anche a pagare le spese. è la riprova che il diritto alla cittadinaza è chiaro e certo. Il pradosso - ha continuato - è che quel 30% dei 300 euro per le pratiche di cittadinanza, che ultimamente è stato detto che ritornerà ai consolati, in realtà finirà per finanziare il pagamento delle spese di giudizio.
Ha anche detto che il Maie sta studiando modi per garantire il diritto di cittadinanza anche attraverso azioni legali: "Stiamo studiando un'iniziativa legale. Una class action, di cui non posso ancora parlare perché è in fase di studio. Abbiamo fatto e faremo iniziative parlamentari perchè questo governo è insensibile. Anche in questo caso, un altro paradosso è che il governo che più ha colpito gli italiano-brasiliani è supportato da tutti i parlamentari eletti in Brasile. Suona come uno scherzo. Ma quando qualcuno dà il suo voto di fiducia ad un governo, vuol dire che sta accettando tutto ciò che quel governo fa ".

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