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Last updateGio, 12 Ott 2017 5pm

I fondi umanitari utilizzati per lo stipendio del ministro!

Così funziona in Svezia: dimissioni immediate
ANTONELLA TIOZZO LUNDIN (Svezia) - A fine settembre 2013 si é dimessa Gunilla Carlssom, ministro per la Cooperazione e lo sviluppo. Ufficialmente ha dichiarato che in accordo col capo di Stato Reifeldt, desiderava cambiare incarico dopo 7 anni allo stesso ministero. Alcune settimane dopo si é venuto a sapere che lo stipendio che percepiva veniva pagato con i soldi degli aiuti, cioé dal denaro che avrebbe dovuto andare ai poveri. Negli ultimi 4 anni il suo stipendioe quello di un collaboratore, sono stati pagati con i fondi destinati ai poveri. Ora in Svezia, molti gridano allo scandalo dicendo che il denaro raccolto per i poveri e destinato ai paesi in via di sviluppo é stato usurpato.
il giornalista Nils Resare che ha indagato sulla questione, racconta che la decisione del governo di tagliare i fondi destinati al pagamento degli stipendi del ministro risale al 2009, anche se é stato fatto in modo che nessuno se ne accorgesse! Lui spiega che lo stipendio del ministro è stato pagato normalmente e poi é stato prelevato lo stesso importo dal bilancio degli aiuti, facendolo confluire come entrata nel bilancio di stato. In 4 anni sono stati pagati per il ministro Carlsson e per il segretario di stato, oltre 20 milioni di euro, soldi sottratti dagli aiuti!
Il ministro degli esteri Carl Bildt, che ne aveva la responsabilitá amministrativa, in un’intervista disse che questa sia una normale prassi, mentre l’ecologista Bodil Ceballos, ministro dei verdi, pensa che il governo abbia sbagliato e ritiene che tutti i ministri debbano essere pagati dal governo, con una voce di spesa destinata a loro e che la voce di spesa egli aiuti non possa essere utilizzata per altro.
La conseguenza di tale comportamento alquanto furbacchione del governo di centro-destra é che ai poveri vanno meno soldi, ma che il governo invece ufficialmente dimostra di destinare delle cifre elevate. Il socialdemocretico Kenneth G Forslund é ancora piú critico per questa situazione e ribatte al ministro degli esteri Carl Bildt sottolineando che il fondo previsto epr una determinata voce dovrebbe essere usato unicamnete per tale voce, in questo caso per aiutare i poveri e gli oppressi e in questa categoria i ministri di certo non rientrano.
I fondi di aiuto sono pensati per sostenere le popolazioni dei paesi poveri con cibo, cure mediche, istruzione.  Ma negli ultimi anni, il denaro preventivato dal governo per questa voce di spesa, é stato troppo spesso utilizzato per altro come per esempio per le spese dei rifugiati politici e degli immigrati in Svezia, o per l’affitto delle ambasciate di governo nel mondo (mesi fa abbiamo assistito ad un dibattito in materia). Questo secondo Bo Forsberg dell’organizzazione per gli aiuti Diaconia, il quale non sembra sorpreso del comportamento di questo governo che prevede voci di bilancio per aiuti umanitari ma che poi la utilizza utilizza per altri costi politici che non hanno nulla a che fare con ció per cui era stato previsto. Lui pensa che questo sistema sia solo una parte di un modello che si ripeterá per nascondere spese governative che verrebbero criticate dagli altri partiti in sede di bilancio.

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Londra: Terzo Congresso del MAIE Europa in clima di grande entusiasmo

Prossimo appuntamento a Stoccarda
"Nessun partito è in grado di radunare così tanta gente un sabato pomeriggio a Londra (ma neppure in altri luoghi d'Europa) per discutere di politica per gli italiani nel mondo"

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La crisi dei quotidiani italiani nel mondo

In un anno sono passati da 8 a 4 a causa dei costi proibitivi di stampa e distribuzione
Chi non capisce molto di editoria, vede magari che i quotidiani in lingua italiana all'estero percepiscono contributi pubblici (in tutto il mondo civile la stampa è sovvenzionata) e si immagina proprietari di giornali che si arricchiscono vivendo felici e contenti. Se così fosse, ci sarebbe la corsa a fondare nuovi giornali in ogni parte del globo. Ma, siccome così non è, assistiamo ad un triste, inarrestabile stillicidio di chiusure.

I numeri sono drammaticamente esplicativi.

Un anno fa i quotidiani italiani nel mondo erano 8: uno in Europa: La Voce del popolo (Croazia), due in Nord America: America Oggi (USA) - Il Corriere Canadese (Canada) , tre in Sud America: La Voce d'Italia (Venezuela) - Gente d'Italia (Uruguay) - L'Italiano (Argentina), 2 in Australia: Il Globo (Melbourne) e La Fiamma (Sidney).

Oggi sono esattamente la metà (4): La Voce del Popolo (Croazia) al suo 69mo anno di vita, America Oggi (USA - esce assieme a Repubblica)) al suo 26mo anno, Gente d'Italia (Uruguay - esce assieme al quotidiano uruguayano Republica)), al suo 14mo anno e L'Italiano (Argentina) al suo 7mo anno.

Il Corriere Canadese ha sospeso le pubblicazioni nel maggio 2013. Recentemente la testata è stata acquistata dall'ex ministro Joe Volpe che vorrebbe tentare di rilanciarla. La Voce d'Italia (Venezuela) è solo online da luglio 2012, Il Globo e La Fiamma, entrambi di proprietà dell'Italian Media Corporation, sono diventati bisettimanali (escono lunedì e giovedì).

Perdendo la metà dei suoi quotidiani all'estero, l'Italia è diventata più povera, ha perso molto. Perché i quotidiani italiani nel mondo sono il collegamento tra l'Italia e le sue comunità, il veicolo principale dell’internazionalizzazione del prodotto italiano e del made in Italy, lo strumento di preservazione e diffusione della lingua italiana.

Che fare? Il quotidiano più giovane di tutti, L'Italiano, sta tentando la strada della comunicazione globale già percorsa da testate illustri specie negli USA. Al tradizionale cartaceo, che serve la zona a più alta concentrazione di italiani al mondo (la Gran Buenos Aires dove vivono quasi 400mila connazionali) ha affiancato la possibilità di sfogliare in abbonamento le edizioni del giornale sui tablet e sui computer. Ha infatti un'App sull'Apple Store per iPad ed Iphone e su apparati Android è leggibile con il medesimo sistema con il quale è leggibile su computer. E naturalmente ha anche un suo portale sul web.

Per quanto riguarda la strategia editoriale, L'Italiano ha scelto di essere il quotidiano "locale" della grande comunità italiana di Buenos Aires ed è ormai diventato il punto focale delle attività legate all'italianità. Solo nell'ultimo mese il giornale è stato adottato come strumento didattico nei corsi di lingua italiana dell'Istituto di Cultura ed è stato co-organizzatore di eventi culturali, scientifici e gastronomici di grande successo.

 
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Domani a Londra il Terzo Congresso del MAIE Europa

Domani a Londra il MAIE Europa celebrerà il suo terzo Congresso in appena un anno di vita.

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Rapporto Migrantes 2013: Contributo di Stefano Pelaggi

Il Vice Direttore de L'ITALIANO ha scritto: "La comunità italiana in Crimea"

“Tutta la strada da Kerch al Kazakistan è irrigata di lacrime e di sangue dei deportati o costellata dai nostri morti, non hanno né tombe, né croci” (Giulia Giacchetti Boico)

Sin dal XVI secolo un ristretto numero di italiani si trasferirono in Russia, presso le corti di Mosca e Pietroburgo. Solo intorno al 1875 si può riscontrare l'inizio di un vero e proprio fenomeno migratorio, prima di questi anni gli avventurieri, i mercanti e gli artisti che arrivano in Russia sono gli epigoni degli italiani di ventura e della emigrazione d'élite di stampo levantino. La comunità italiana di Mosca e Pietroburgo di fine Ottocento, analogamente a quanto avveniva nelle città del Vicino Oriente e dell'Asia Minore, non costituiva un corpo separato dalla società russa.

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Non sono stati inglesi ad uccidere giovane italiano

L’incrocio sulla strada, qualche parola di troppo , figlia di troppo alcool ( o droga chissà) e l’inseguimento poi fino a casa, dove è stato picchiato a morte: è morto così un giovane di 19 anni Joele Leotta, di Nibionno (Lecco), da poco trasferitosi in Inghilterra per lavoro.

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L'ITALIANO a "Buenos Aires celebra ITALIA"

Domani, domenica 6 ottobre, decine di migliaia di persone si riverseranno su Avenida de Mayo all'altezza di Bolivar per festeggiare l'Italia e gli italiani. 
"Buenos Aires celebra ITALIA" si chiama la più grande festa italiana del mondo, organizzata dal Governo della città di Buenos Aires assieme a Feditalia (Federeazione delle Associazioni Italiane in Argentina).
Come è ormai tradizione da diversi anni, la zona più prestigiosa della capitale sarà inondata di musica, gastronomia, mostre, danze, rievocazioni…in un tripudio di tricolore.
Ci sranno una cinquantina di stand, fra i quali quello de L'ITALIANO, centralissimo, dove i visitatori troveranno il numero fresco di stampa del giornale italiano di Buenos Aires con messaggi di saluti dell'Ambasciatore, del Console generale, dei parlamentari, dai massimi dirigenti di Feditalia e Fediba.

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Francesca Alderisi partecipa alla 69. Parata del Columbus Day

Anche quest'anno Francesca Alderisi  partecipa alla parata del Columbus Day di New York.
"Per me il Columbus Day costituisce un appuntamento al quale sono molto affezionata e del quale mi sono innamorata anni fa quando partecipai per la prima volta nel 2007. Un momento per incontrare tanti telespettatori e lettori del mio blog ProntoFrancesca. Un'occasione per sentirmi ancora più italiana".
Quest'anno la conduttrice televisiva per anni alla guida del programma televisivo di Rai Internazionale Sportello Italia sfilerà con La Scuola d'Italia Guglielmo Marconi.
"Una doppia emozione essere alla piu' grande parata italiana oltreoceano e potere testimoniare attraverso la mia presenza l'importanza delle scuole che insegnano la lingua italiana all'estero.  La lingua e' l'identità di un paese, un patrimonio da conservare e tramandare alle nuove generazioni di origine italiana".

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Seconda conferenza del ciclo presso la scuola di Postgrado degli avvocati di Buenos Aires

Continua il programma del Ciclo di Conferenze nella scuola di Postgrado del Collegio pubblico degli avvocati di Buenos Aires (Calle Juncal 931) col patrocinio dell'Ambasciata, del Consolato generele e de L'ITALIANO.
Lunedì 30 settembre alle 9:30 ci sarà la seconda conferenza dal titolo "Le pensioni Inps e le pensioni complementari private - Il futuro delle pensioni italiane - La pesificazione delle pensioni Inps".

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