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L'Angelo dei Lebbrosi

ANGELO PARATICO da Hong Kong - Il 3 aprile 2015 Gaetano Nicosia, salesiano e noto come l'Angelo dei lebbrosi, ha compiuto 100 anni e un documentario sulla sua vita e sulla sua opera è stato completato da un gruppo di amici - fra i quali l'autore di questo articolo. Abbiamo raccolto in internet circa 2000 euro, che quasi ci son bastati per coprire le spese vive.
L'opera è stata presentata per la prima volta lo scorso 15 settembre 2015 nella storica sede dei salesiani sull'isola di Hong Kong, presenti lo stesso padre Nicosia, il trentino Lanfranco Fedrigotti, provinciale per l'estremo Oriente e il cardinale Joseph Zen. Coincidenza ha voluto che quello è il giorno dedicato alla Madonna Addolorata e, proprio alla Madonna Addolorata il nostro Gaetano Nicosia aveva dedicato il suo lebbrosario - posto sull'isola di Coloane, nella ex colonia portoghese di Macao - nel quale ha spartanamente vissuto dal 1963 al 2011.
Ci siamo dovuti arrangiare, trovando musiche e filmati d'epoca per i quali i diritti d'autore non erano troppo onerosi, e il doppiaggio in lingua inglese lo ha fatto un amico americano. Il risultato finale del nostro lavoro ci pare tutto sommato dignitoso. Verrà mostrato dalle televisioni di Hong Kong e di Macao e, chissà, interesserà pure alla RAI? Questo documento storico, ne siamo convinti, durerà nel tempo come durano nel tempo tutte le opere che sono il frutto dell'amore per il prossimo, dell'onestà e del disinteresse.

Gaetano Nicosia è nato a San Giovanni la Punta in provincia di Catania. Non ha ricordi del padre, il bersagliere Antonino Nicosia, morto sul Carso nel febbraio 1918. Lui e Salvatore, il suo fratello maggiore - 102 anni! - vennero cresciuti dalla madre con la sua misera pensione da vedova di guerra. Nicosia ricorda ancora i sospiri della mamma ogni 4 novembre: "Sí, la vittoria, ma il mio Antonino non torna più!"
A San Giovanni la Punta nacque anche Gabriele Maria Allegra (1907-1976) il francescano che ha tradotto la Bibbia cattolica in cinese, ancora usata ai nostri giorni.
Gaetano e Salvatore vennero mandati nel collegio salesiano di Caltagirone per essere avviati a alla professione di tipografi e fu lì che Gaetano trovò delle riviste salesiane con delle foto di lebbrosi che lo impressionarono moltissimo. Dapprima non volle guardarle ma poi se ne pentì e concluse che sono esseri umani come noi e come tali vanno visti e trattati. In seguito venne inviato a Marsala e poi a Catania e fu lì che volle diventare un missionario, sempre con i lebbrosi in mente. Lo mandarono poi a Gaeta: accompagnato dal fratello ci andò in treno nel 1932. Gli orfani di guerra potevano viaggiare gratis. Nel 1935 fu pronto a partire per la Cina, proprio nell'anno della canonizzazione di Don Bosco. Sbarcò a Hong Kong il 12 novembre 1935. Il responsabile salesiano dei novizi, don Almazan, vedendolo troppo gracile, lo volle subito rispedire in Italia ma intervenne il superiore provinciale, don Carlo Braga (1889-1971) che, vedendolo in lacrime, lo aiutò e lo sostenne permettendogli di restare in terra di missione.
Nel 1939 lo troviamo nella vicina Macao dove s'occupa dei ragazzi d'un orfanotrofio e dopo Pearl Harbour, nel 1941, i giapponesi invasero Hong Kong ma per non irritare il Portogallo - si parlò d'un intervento tedesco sul Giappone: temevano che il Portogallo sarebbe passato con gli Alleati - si fermarono sul confine. L'allora governatore della colonia, Gabriel Mauricio Teixeira, prese la moglie e i figli per mano e andò alla Porta do Cerco sul confine con la Cina, fronteggiando i militari giapponesi in attesa di ordini: come a dire che se volevano passare avrebbero dovuto farlo sui loro corpi.
Gli anni di guerra furono durissimi per Macao, la popolazione passò da 200.000 a più di un milione nel giro di pochi mesi. Vi furono casi di cannibalismo, morti di stenti, assassinii e le strade di notte erano dormitori a cielo aperto. Nicosia ricorda che riuscì a sfamare i suoi 800 ragazzi andando al porto e, d'accordo con il governatore che aveva piena fiducia nei salesiani, prendeva dei sacchi di riso appena scaricati dalle navi provenienti dalla Tailandia e se li portava via. A Macao risiedeva anche don Luigi Montini, cugino del futuro papa Paolo VI e grazie alle sue conoscenze in Vaticano riuscirono a ottenere aiuti per costruire una scuola di agricoltura dove educare i figli dei rifugiati cinesi.
A guerra finita, nel 1946, Nicosia divenne sacerdote e fu trasferito a Hong Kong ma fu solo nel 1963 che poté coronare il suo sogno di curare i lebbrosi.
A Macao esisteva già un campo di segregazione sull'isola di Coloane, con uomini e donne che vivevano in promiscuità come dei selvaggi, generando bambini infettati dal morbo. Nessuno se ne occupava e neppure i medici volevano metterci piede: c'erano solo dei volontari che, con una barca, una volta alla settimana vi scaricavano delle provviste e poi se ne andavano. Nessuno dei lebbrosi veniva curato e molti si suicidavano, disperando nel futuro. Con l'arrivo di Gaetano Nicosia le cose cambiarono radicalmente: il suo primo atto fu di mettere quell'inferno sotto alla protezione di Maria Addolorata e poi vi riportò l'ordine, l'igiene, infondendo fiducia nei disperati, dicendo loro che erano uguali agli altri e che dopo la cura, una volta guariti, sarebbero ritornati alle loro case.
Lo scultore toscano Oseo Acconci, che si era stabilito a Macao negli anni trenta, progettò e costruì una chiesa; lo scultore Francesco Messina inviò un magnifico crocifisso in bronzo alto due metri e sessanta centimetri, che ancora troneggia sulla facciata della chiesa. I frutti del nuovo corso non tardarono ad arrivare: già dal 1970 ben 40 malati erano usciti dal campo, completamente risanati.
Gaetano Nicosia nel frattempo aveva trovato il tempo per fondare una scuola media e un istituto per bambini handicappati che, ancor oggi, funzionano alla perfezione. Molti dei figli di quei lebbrosi sono diventati avvocati, medici e architetti ma non hanno dimenticato il debito di gratitudine nei confronti di questo gracile siciliano con una fede di ferro.

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Quando l'emigrazione era il prolungamento di potenza dell'Italia

E’ uscito il quarto libro della collana di studi storici e sociali sull’emigrazione italiana “Italia nel mondo” coordinata da Gian Luigi Ferretti e Stefano Pelaggi.
La collana, nata su iniziativa del quotidiano “L’Italiano”, si propone di dare spazio a studi e ricerche di carattere storico, politico e sociale sul tema dell'emigrazione. Lo scopo è quello di rendere disponibile ad un pubblico vasto una serie di lavori per favorire la comprensione storica del fenomeno migratorio italiano, le prospettive degli organismi che si occupano degli italiani nel mondo, le possibilità di interazione tra i discendenti italiani e le istituzioni che si occupano della promozione della cultura italiana all’estero e dell'internazionalizzazione dei mercati.

Il titolo del volume è “Colonialismo popolare – L’emigrazione e la tentazione espansionistica italiana in America Latina” ed è incentrato sulla ricerca delle molteplici influenze che contribuirono a creare il mito del “colonialismo popolare”, un modello politico e culturale che riuscì a catturare l’immaginario collettivo di molti italiani e costituì un grande incentivo nella scelta dell’emigrazione transoceanica verso America latina. L’analisi e la genesi storica dell’idea di un espansionismo politico e commerciale nella regione attraverso i flussi migratori hanno costituito i prodromi delle successive spinte coloniali italiane in terra africana. La politica del Regno d’Italia, diretta a costruire e mantenere un continuo rapporto con le comunità oltreoceano, è strettamente collegata alla volontà di sfruttare le stesse in un disegno di espansionismo da attuare tramite un processo di nazionalizzazione culturale ed economico dei paesi dell’America latina. Gli eventi ricostruiti nel volume rappresentano diverse interpretazioni del colonialismo popolare e prassi distinte della Marina militare nella tutela delle comunità italiane all’estero. Alcuni episodi si ascrivono alla volontà del Regno d’Italia di conquistare uno spazio tra le potenze internazionali mentre la difesa degli interessi degli emigranti resta una semplice modalità per alimentare le velleità italiane in politica estera. In altri casi le azioni della Regia Marina si rifanno alle spinte espansionistiche dell’epoca, che interpretano i protagonisti dei flussi migratori come gli epigoni dei mercanti rinascimentali. Il quadro ideologico del colonialismo popolare è illustrato da un’analisi dell’azione della Società Geografica Italiana e dell’industria marittima genovese all’interno del dibattito politico e culturale dell’epoca.

Stefano Pelaggi è Dottore di ricerca in Storia dell’Europa presso Sapienza Università di Roma. È vicedirettore del quotidiano L’Italiano, svolge attività di ricerca presso il Centro di Ricerca “Cooperazione con l’Eurasia, il Mediterraneo e l’Africa sub.sahariana” (CEMAS) di Sapienza Università di Roma e presso il Centro Studi Geopolitica.info. Si occupa di migration studies, ha pubblicato numerosi saggi e articoli dedicati ai flussi migratori italiani in America latina e in Europa e alla proiezione coloniale del Regno d’Italia. Autore del volume L’altra Italia. Emigrazione storica e mobilità giovanile a confronto (Edizioni Nuova Cultura, Roma 2011).

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A Sapienza presentazione del volume “Italiani in movimento. Ripensare l’emigrazione italiana in Argentina”

Giovedì 14 Maggio 2015 alle ore 16 si terrà presso la Sala degli Organi collegiali della Sapienza Università di Roma la presentazione del volume di Elena Ambrosetti e Donatella Strangio "Italiani in movimento. Ripensare l’emigrazione italiana in Argentina" uscito per la collana “Italia nel Mondo” coordinata da Stefano Pelaggi e Gian Luigi Ferretti.
Il Prorettore agli Affari generali Antonello Biagini, insieme a Manuel Castello, presidente Accademia Internazionale di Pediatria porteranno i saluti istituzionali dell'Ateneo cui seguiranno una introduzione curata da Giovanna Motta (Sapienza Università di Roma) e le relazioni del senatore del MAIE Claudio Zin, eletto nella circoscrizione Sud America, di Eugenio Marino, responsabile per gli italiani nel mondo del Partito Democratico e di Stefano Pelaggi, vicedirettore del quotidiano L'Italiano.
Interverranno inoltre Andrea Carteny (Delegato del Rettore alla mobilità degli studenti - Sapienza Università di Roma), Domenico Ierardo (Sapienza Università di Roma),  Nadan Petrovic (Sapienza Università di Roma) e Alessandro Pistecchia dell'UNAUR. Saranno presenti le autrici Elena Ambrosetti e Donatella Strangio.

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“Sindacalismo Nazionale” di Nazzareno Mollicone

La Casa Editrice “Pagine”, nella sua collana “I libri del Borghese”, ha pubblicato l’opera “Sindacalismo Nazionale: storia narrata da un protagonista” di Nazzareno Mollicone che offre un’informazione ed una visione - diversa da quelle consuete - del mondo sindacale riferendosi a quello definito “nazionale”, rappresentato dalla confederazione “Cisnal” e dalla sua attuale erede “Unione Generale del Lavoro”, Ugl: organizzazioni che hanno un’origine legata alla destra politica, e che per questo motivo sono state trascurate dalla storiografia,  pur avendo avuto un ruolo importante ed in alcune occasioni determinante.
L’autore parla con cognizione di causa, essendo una persona che ha vissuto ed operato per oltre mezzo secolo in quell’ambiente partecipando direttamente a decine di vertenze sindacali aziendali e nazionali con le controparti datoriali e governative.
Il libro, di ben 300 pagine, reca l’introduzione del prof. Giuseppe Parlato il quale sottolinea come nell’esperienza sindacale dell’autore e dell’organizzazione da lui rappresentata in tante occasioni ci sia sempre stato un riferimento costante alla tutela ed al miglioramento del cosiddetto “Stato sociale” a prescindere dall’impronta politica dei governi che lo hanno attuato, insieme ad una difesa delle imprese aventi un ruolo strategico ed insostituibile nella produzione nazionale, nel solco del filone del sindacalismo nazionale teorizzato da Filippo Corridoni e delle stesse norme della Costituzione repubblicana, colpevolmente inapplicate dai governi.
Un altro elemento costante dell’esposizione dell’autore sull’attività e le proposte del sindacalismo nazionale è quello della “partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese”, prevista  già da una specifica legge approvata nell’Italia settentrionale durante la guerra, recepita dall’articolo 46 della Costituzione repubblicana, applicata con determinate modalità operative in Germania, indicata come prospettiva in “avvisi comuni” delle Parti Sociali italiane ed in deleghe (inattuate) al governo.
Nel libro vi è anche una parte dedicata alle problematiche degli “Italiani all’estero” di cui l’autore si è molto interessato prima collaborando con il “CTIM” e con l’on. Tremaglia, e poi partecipando – in rappresentanza del sindacato – al CGIE.
In definitiva, questo libro di Mollicone – al di là dell’aspetto relativo alla sua personale esperienza – è anche una guida pratica per conoscere la politica sociale effettuata in Italia (con alti e bassi, con risultati positivi o negativi per il mondo del lavoro) negli ultimi sessant’anni confrontandola in modo assolutamente critico e negativo con l’attuale politica di liberismo incontrollato che la dirigenza dell’Unione Europea sta recependo su imitazione del sistema capitalistico-finanziario nordamericano con la conseguenza di provocare recessione, deindustrializzazione, disoccupazione, precarizzazione del lavoro, attenuazione delle protezioni sociali.
Però a questo riguardo non mancano nel libro critiche alle attuali organizzazioni sindacali che, vittime della loro burocratizzazione, non hanno saputo reagire in modo efficace alle politiche neoliberiste promosse dagli ultimi governi nazionali, e non hanno neanche svolto un’efficace azione formativa nei confronti delle nuove generazioni le quali - pur essendo soggette a lavori precari e sottopagati - hanno però passivamente recepito la visione individualista ed edonista della società (propagandata dai mass-media) anziché battersi in nome della solidarietà sociale.
E’ un libro che, oltre che agli storici, servirà anche a studenti e studiosi di scienze sociali ed economiche per conoscere quello che è avvenuto nel mondo del lavoro in Italia dagli inizi del novecento ad oggi e per renderli consci delle tendenze negative, anche per l’economia nazionale, che già si stanno manifestando e che influiranno negativamente nel prossimo futuro.

“Sindacalismo Nazionale: storia raccontata da un protagonista”
di Nazzareno Mollicone con prefazione di Giuseppe Parlato – 18 Euro 
Edizioni “I libri del Borghese”
Via G. Serafino 8 – 00136 Roma         e/mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Insediato il Comites di Chicago

Ieri sera si è' insediato il nuovo Comites di Chicago 2015 alla  presenza del Console Generale Adriano Monti e del Vice Console Marco Graziosi. E' stato eletto Presidente Luigi Sciortino, Coordinatore del MAIE e Vice Presidente Carlo Vaniglia, Coordinatore del C.T.I.M.  Segretario: Pietro Lorenzini.

Nella foto del 2004 a Chicago: Luigi Sciortino è il penultimo da sinistra. Il secondo da sinistra è Gian Luigi Ferretti e, accanto a lui a destra, Filippo Foti che è deceduto qualche giorno fa a 105 anni

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Il Maie ospite d’onore in Romania

Il 4 giugno il MAIE sarà ospite d’onore alle celebrazioni per i 150 dalla nascita della Camera di Commercio di Prahova in Romania che avranno luogo nel Casinò di Sinaia.
E’ prevista la presenza dei membri del Corpo Diplomatico accreditati in Romania, rappresentanti delle istituzioni dell’amministrazione pubblica centrale e locale, delle istituzioni finanziarie-bancarie ed altre personalità.
Ci sarà un concerto con il soprano Diana Gheorghe e con il tenore Alin Stoica, accompagnati dall’orchestra Momentum e seguirà un dinner cocktail.
Il MAIE sarà rappresentato da Anna Mastrogiacomo, Vicecoordinatrice per l’Europa, e dal Coordinatore MAIE in Romania, dott.Gaetano Vernarelli.
Anna Mastrogiacomo risiede a Stoccarda, è molto impegnata nel sociale e organizza eventi culturali in collaborazione con enti ed istituzioni volti all’integrazione dei connazionali in Germania.
Come Vicecoordinatrice del MAIE Europa è attivissima nell’organizzazione del movimento su tutto il continente.
Il dott. Gaetano Vernarelli è Presidente del Circolo Imprenditori Italiani in Romania.

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Comites New York: buona affermazione di Sorriso (MAIE)

Ecco i risultati:
LISTA UNITA                             2.308
Eletti
1. Antonino FERRARA                  804
2. Mary Antonietta ABATE            637
3. Augusto SORRISO                   592
4. Luca DI GIACOMO                   555
5. Quintino CIANFAGLIONE         553
6. Salvatore FRONTERRE'           474
7. Paoio RIBAUDO                        459
8. Antonino TROIA                        389
8. Luigi (detto Gino) FERRARO    389
10. Angelo MESSINA                    383
11. Francesco Nicola TOTINO      323
12. Luigi SOLIMEO                       302 .

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Gli Italiani nel mondo ad Expo 2015

Gian Luigi Ferretti, presidente di "Italiani nel Mondo per Expo 2015", impossibilitato per motivi di salute a partecipare alla serata di gala alla Casa degli Atellani - La Vigna di Leonardo, ha delegato a rappresentare l'associazione il presidente onorario, l'Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta Fabio Massimo Cantarelli.
La serata di presentazione del progetto per Expo 2015, condotta dalla giornalista della RAI Daniela Vergara, ha visto gli interventi anche di Nicola Cilento della Giunta Esecutiva di Confindustria, di Matteo Gasparato, UIR-Unione Interporti Riuniti, di Laura Rossi, presidente di Welcome Italy, di Rocco Pozzulo della Federazione Italiana Cuochi e della nutrizionista Sara Farnetti.
L'Ambasciatore Cantarelli ha spiegato il grande valore aggiunto rappresentato dai quasi 4 milioni di cittadini e circa 70 milioni di oriundi italiani nel mondo. Concetto che è stato ripreso da tutti gli altri oratori.
Al termine 50 Chef d'eccellenza, coordinati dallo Chef Alessandro Circiello, hanno presentato una straordinaria degustazione di piatti di tutte le regioni italiane accompagnati da intrattenimento musicale con arpe e violini e da un'esibizione di tango.

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Sei volumi per le Migrazioni alla Sapienza

Il 26 febbraio, alle ore 17, presso la Sapienza Università di Roma (Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula A Dipartimento di Storia, 2° Piano), organizzato dai docenti Flavia Cristaldi e Stefano Pelaggi, si svolge l’interessante focus “Voci d’Autore. Sei volumi per le Migrazioni”, la presentazione incrociata di sei libri sulle migrazioni, nel senso che ciascun autore presenta il volume di un altro. Una kermesse che permette di aprire più finestre di riflessione sui temi dell’emigrazione e dell’immigrazione. L’evento si apre con il saluto dell’Ateneo, affidato al Prorettore Antonello Biagini, e al direttore del Dipartimento Paolo Di Giovine. Queste che seguono le pubblicazioni e i corrispondenti Autori (o curatori), mentre resta la sorpresa di conoscere al momento chi autore presenterà che cosa: Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (Tiziana Grassi), Rapporto Italiani nel Mondo (Delfina Licata), Andarsene sognando (Eugenio Marino), E andarono per mar a piantar vigneti. Gli italiani nel Rio Grande do Sul (Flavia Cristaldi), Emigrazione e colonialismo in America Latina (Stefano Pelaggi), Percorsi migratori della contemporaneità (Silvia Aru, Andrea Corsale, Marcello Tanca). Lo sguardo di Autori prestigiosi su un così ampio campo di trattazione non mancherà di stimolare interessi ed approfondimenti in tema di migrazioni. Coordina Goffredo Palmerini.

Giova dare ora un breve cenno sulle opere oggetto di presentazione e sugli Autori. A cominciare dal Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (SER ItaliAteneo e Fondazione Migrantes, 2014), opera monumentale la cui idea progettuale si deve a Tiziana Grassi, curato dalla stessa con Delfina Licata, Enzo Caffarelli, Gian Carlo Perego e Mina Cappussi.. Il volume si articola in 1.500 pagine con oltre 700 lemmi-articoli, 160 box di approfondimento, 17 appendici monotematiche, 500 illustrazioni a colori e in bianco e nero ed è il frutto del lavoro di 169 autori, nella maggior parte dei casi docenti universitari e rappresentanti di istituzioni e associazioni impegnate nell’ambito delle migrazioni italiane all’estero, supervisionati da un consiglio scientifico di 50 esperti che rappresentano l’Italia e numerose altre nazioni. Il Dizionario Enciclopedico racconta una pagina fondativa della storia italiana quale è stata la Grande Emigrazione tra Ottocento e  Novecento e che giunge fino ai nostri giorni con decine di migliaia di italiani che continuano a muoversi verso altre terre. Una pagina fatta di coraggio, di sacrifici, di sogni e conquiste e che ha visto partire oltre 27 milioni di connazionali, che oggi esprimono un portato di circa 80 milioni di oriundi. Il taglio del Dizionario è scientifico, i testi sono opera di studiosi esperti che hanno approfondito quasi ogni aspetto possibile del grande tema dell’Emigrazione italiana con gli strumenti analitici, le fonti accreditate, i richiami bibliografici in una prospettiva transdisciplinare. Tiziana Grassi è nata a Taranto, vive e lavora a Roma. Giornalista, ricercatrice e studiosa di migrazioni, è stata autrice di programmi televisivi di servizio per gli Italiani all’estero a Rai International e consulente di programmi culturali per Rai Uno. Laureata in Lettere Moderne, si interessa di Emigrazione-Immigrazione e di sociologia della comunicazione. Collabora con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e ha insegnato in un Master post laurea presso il Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dello stesso Ateneo. Ha pubblicato diversi volumi di saggi e poesie. E’ stata ideatrice del progetto e appassionata anima motrice del Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo. 

Rapporto Italiani nel Mondo (Fondazione Migrantes, Tau Edizioni, 2014). Giunto alla sua IX edizione, il Rapporto è un punto di riferimento essenziale per chiunque abbia necessità di approcciare le tematiche dell’emigrazione italiana. Il volume, curato da Delfina Licata, consta di 47 approfondimenti elaborati da 55 autori dall’Italia e dall’estero. E’ uno strumento culturale che si propone di trasmettere informazioni, nozioni, conoscenze sull’emigrazione italiana di ieri e di oggi, attraverso un linguaggio semplice ed immediato. L’intento di questa annuale fatica editoriale della Fondazione Migrantes è quello di mettere a disposizione del pubblico più vasto un testo che parli, in termini strutturali, di un aspetto fondamentale della “Storia di un Paese e della Storia di un popolo”, qual è l’emigrazione italiana, delle vicissitudini sociali, economiche, politiche, ma anche dei tanti problemi affrontati dai migranti in un mondo in costante e veloce cambiamento. Delfina Licata, ricercatrice sociale. Caporedattore del Rapporto Italiani nel Mondo, per la Fondazione Migrantes, ne è curatrice dal 2006, sin dalla prima edizione. È da diversi anni attenta studiosa delle tematiche legate alla mobilità umana e, in particolare, all’emigrazione italiana all’estero e all’immigrazione in Italia. Autrice e co-autrice di numerose pubblicazioni, di diversi saggi e articoli su volumi e riviste scientifiche, compreso il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo, della quale opera ha tenuto il Coordinamento scientifico.

“Andarsene sognando” (Cosmo Iannone Editore, 2014) di Eugenio Marino è un volume che racconta l’emigrazione italiana attraverso la canzone. In molti si sono occupati della canzone italiana, anche personaggi del mondo della politica, ma in pochi hanno sviscerato il tema dell’emigrazione nella canzone. Eugenio Marino ricostruisce in questo libro la storia dell’emigrazione attraverso la canzone: il genere che probabilmente più della letteratura, della storiografia e della politica ha trattato il grande esodo italiano. E consegna a lettori e studiosi un’opera utile, completa e trasversale a tutti i generi musicali, per poter riflettere e avvicinarsi con serietà e rigore alle nostre comunità nel mondo e a un tratto portante della nostra identità nazionale, qual è l’emigrazione. Dal canto popolare dei movimenti migratori interni di tipo stagionale alle canzoni dei giovani “cervelli in fuga” diffuse su Youtube, passando per le canzoni di lotta, leggere, gastronomiche e del cantautorato italiano: un excursus nella storia della canzone italiana e dell’emigrazione che ricostruisce e rintraccia gli snodi fondamentali e le svolte, richiamando alla mente i principali protagonisti della storia della musica leggera italiana. Eugenio Marino è nato a Crotone nel 1973. Vive e lavora a Roma, dove si è laureato in Lettere Moderne con una tesi sui rapporti tra letteratura e canzone italiana d'autore, nello specifico su De André, Guccini e De Gregori. E’ responsabile del settore Italiani nel Mondo del Partito Democratico. Ha pubblicato tre libri e scritto numerosi articoli in tema di emigrazione.

Nel volume “E andarono per mar a piantar vigneti . Gli italiani nel Rio Grande do Sul” (Fondazione Migrantes, Tau Edizioni, 2015), freschissimo di stampa, Flavia Cristaldi esplora l’emigrazione italiana nel sud del Brasile. A distanza di 140 anni dalle prime partenze organizzate dall’Italia e dai primi arrivi nel Rio Grande do Sul, il volume ripercorre attraverso gli occhi di una geografa italiana i percorsi dei migranti indagando quei comportamenti e quelle strategie che hanno portato alla creazione in terra brasiliana di nuovi territori caratterizzati da elementi di italianità. Ponendo al centro del discorso la valorizzazione delle tradizionali tecniche vitivinicole, riproposte e riadattate al contesto brasiliano dai migranti, Flavia Cristaldi indaga l’azione dei contadini e delle loro famiglie nella costruzione di quei paesaggi segnati dall’uva e dal vino che ancora oggi raccontano le origini degli abitanti. L’appartenenza all’Italia e alla sua discendenza informano così il territorio, lo caratterizzano nei segni e nei valori culturali, ne determinano le forme e l’uso, raccontando al mondo il piacere di poter bere un bicchiere di vino di cui ogni goccia fa esplodere nella memoria e nell’inconscio l’epopea dei migranti italiani e delle loro conquiste. Flavia Cristaldi è professore associato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza e docente nei moduli di Geografia Umana e Geografia delle Migrazioni. È Consigliere della Società Geografica Italiana e membro del Comitato Scientifico del Rapporto Italiani nel Mondo e del Dizionario Enciclopedico delle migrazioni Italiane nel Mondo. Ha pubblicato più di 120 volumi e articoli in prestigiose sedi nazionali e internazionali, con una speciale attenzione ai temi delle migrazioni.

“Emigrazione italiana e colonialismo in America Latina”, di Stefano Pelaggi, è un testo di prossima pubblicazione ed è incentrato sui tentativi del Regno d'Italia di coniugare i flussi migratori con le esigenze di politica estera e  commerciale del paese. L’espansionismo in America latina è il prodromo delle forze che qualche decennio dopo porteranno il paese in Eritrea e in Libia, questa dinamica risponde al desiderio italiano di ottenere una statura internazionale ma soprattutto una volontà di sopravvivenza alle strategie politiche protezionistiche delle altre potenze europee. L’analisi si sofferma sulle azioni della Regia Marina in difesa delle comunità italiane nella regione, sul ruolo di un gruppo di studiosi della Società Geografica Italiana nella creazione di un ambiente culturalmente favorevole ai fini espansionistici e su alcune opere letterarie dedicate all'America Latina che segnarono l’immaginario collettivo. Stefano Pelaggi è Dottore di ricerca in “Storia dell’Europa” presso l’Università di Roma La Sapienza. Vice direttore del quotidiano L’Italiano, si occupa di emigrazione e relazioni internazionali. E’ autore di numerosi saggi ed articoli su tematiche storiche e geopolitiche. Svolge attività di ricerca e docenza presso La Sapienza Università, l’IULM di Milano e l’Università Niccolò Cusano di Roma.

Il volume “Percorsi migratori della contemporaneità” (CUEC editrice, 2014), a cura di Silvia Aru - Andrea Corsale - Marcello Tanca, è un interessante lavoro con qualificati contributi scientifici di numerosi studiosi e ricercatori in tema di migrazioni, con particolare attenzione a forme, pratiche e territori del fenomeno migratorio. Interessanti approfondimenti nei campi della mobilità e delle dinamiche socio territoriali; su provenienza, destinazione, tempi e modalità dell’emigrazione; infine, riguardo l’immigrazione in Italia, l’altro e l’altrove nel contesto italiano. L’umanità, osservava Vidal de la Blache, è un “fenomeno in movimento”: la storia del mondo è storia di mobilità e di migrazioni. Il volume raccoglie gli esiti delle Giornate di studi “Migrazioni e sviluppo locale nell'area mediterranea. Esperienze di ricerca a confronto” e del Seminario “Migrazioni e processi di interazione culturale”, svoltisi entrambi nel 2012 presso la Facoltà di Studi Umanistici dell'Università di Cagliari. Silvia Aru, Andrea Corsale e Marcello Tanca, curatori  del volume, sono ricercatori presso il Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari

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