Gio06212018

Last updateDom, 03 Giu 2018 10pm

Italiani nel Mondo

I truffati INCA/CGIL hanno scritto al Presidente del Senato:

Gentile Presidente, Dott. Pietro Grasso,
il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero (CQIE) ha concluso l’indagine conoscitiva sui patronati che operano all’estero.
Tale indagine venne autorizzata da Lei, nella Sua funzione di Presidente del Senato,  in data 10 ottobre 2014. Il documento conclusivo è stato approvato all'unanimità il 23 marzo 2016.
L’indagine si è occupata altresì della truffa perpetrata dal Patronato INCA con sede a  Zurigo nei confronti e a danno di parecchi pensionati italiani residenti in Svizzera, organizzati ora nel Comitato difesa famiglie, di cui il sottoscritto e'  presidente.
In questo contesto il Ministro Poletti,  nella risposta fornita di proprio pugno al Comitato per le questioni degli italiani all`estero,  al punto n.11,  relativamente alla truffa, rendeva noto quanto segue:
11) “Per quanto concerne le problematiche relative all' INCA Svizzera, è opportuno premettere la sussistenza della competenza del giudice elvetico. (…) Inoltre, a seguito delle segnalazioni pervenute circa i presunti illeciti posti in essere, presso la sede INCA di Zurigo, dal Responsabile Signor Antonio Giacchetta, è stata effettuata, in data 11 novembre 2009, una ispezione straordinaria al fine di verificare la fondatezza di quanto portato a conoscenza di questa Amministrazione.(…). Dalle risultanze ispettive, tuttavia, non sono emerse gravi irregolarità amministrative o violazioni dei compiti istituzionali tali da determinare l'adozione delle misure di cui all'art. 16 "Commissariamento e scioglimento" della legge n. 152/2001.”
Al riguardo, in contrapposizione a quanto affermato dal Ministro Poletti nella nota in questione, si evidenzia che, anche successivamente all'ispezione straordinaria in parola, le truffe presso l’INCA Svizzera proseguirono, poiché gli ispettori inviati all'uopo dal Ministero del Lavoro, vennero muniti nei fatti unicamente del mandato di verifica della attività di statisticazione delle pratiche svolte, ma non di quella amministrativo-contabile, di competenza esclusiva della Guardia di Finanza. In aggiunta, occorre rilevare che il Ministro Poletti pare disconoscere che il Ministero del Lavoro ha facoltà di accertamento di  eventuali irregolarità amministrativo-contabili,  con l'esecuzione di interventi mirati,  tuttavia unicamente sulla sede nazionale del patronato e non sulla associazione estera convenzionata. L'unico organismo preposto a fornire risposte sull'attivita' amministrativo-contabile delle associazioni estere convenzionate, è la presidenza nazionale dell'istituto di patronato con sede sul territorio italiano.
Al punto n. 12 il Ministro Poletti aggiunge:
12) “Certamente agli Istituti di patronato, quali soggetti di diritto privato, è demandata la funzione primaria di controllo sulla attività svolta dai propri dipendenti, come previsto dalla normativa. Su questa materia il Ministero può farsi parte diligente anche per stilare linee guida che contengano le istanze principali che i Patronati stessi intendono assumere nei propri testi comportamentali codificati. In ogni caso eventuali condotte illecite non possono che essere oggetto di valutazione alla luce delle norme penali vigenti nello Stato italiano o, se poste in essere all'estero, dello Stato in cui la violazione è commessa. Per quanto concerne l'INCA, come già riferito, la vicenda è attualmente oggetto di specifica indagine da parte della magistratura elvetica. Al momento l'accesso agli atti che fanno parte dell'istruttoria svizzera non è consentita ai funzionari ministeriali. I'Istituto ha comunque deciso di continuare a svolgere la propria attività in Svizzera al fine di garantire il patrocinio ai propri assistiti e non affievolire la tutela dei lavoratori.”
Relativamente a questo particolare aspetto della vicenda, il Ministro Poletti pare altresì disconoscere che la procedura giudiziaria e' conclusa da tempo in Svizzera, con la condanna dell'INCA al risarcimento dei danni, così come disposto dal  tribunale federale elvetico, in ultima istanza,  nel giugno 2013.
Il patronato INCA, tuttavia, sceglie la procedura del fallimento, per non indennizzare i propri assistiti - gravemente danneggiati e truffati - chiudendo poi gli  uffici  dell'associazione convenzionata con l'INCA sul territorio elvetico, per riaprirli subito dopo sotto altre sigle.
Pertanto, come certifica il Ministro del lavoro nella propria risposta al CQIE, l'INCA continua ad essere presente in Svizzera, svolgendo la propria attività, tuttavia sotto altra veste ovvero sigla, e continuando a percepire il finanziamento del Ministero del Lavoro, come se nulla fosse accaduto.
Come evidenzia il documento finale approvato dal CQIE, i patronati operano all'estero per il tramite di associazioni locali,  con le quali stipulano convenzioni ad hoc, che tuttavia rappresentano solo una finzione giuridica,  poiché i poteri sono saldamente rinchiusi nelle mani dei patronati nazionali. Infatti, i mandati sono intestati al patronato nazionale, la statistica presentata al Ministero del Lavoro è intestata alla sede romana del patronato, e il finanziamento del dicastero predetto avviene tramite la sede nazionale, la quale poi, oltre a introitare le risorse economiche, provvede a distribuirle come crede. 
In merito, lo stesso Comitato per le questioni degli italiani all`estero, nella sua relazione conclusiva, precisa:
" Sul piano formale i patronati all'estero operano come associazioni a legislazione locale, pertanto sebbene disciplinate dalla norma locale, sono ulteriormente e principalmente coordinate e condizionate da specifiche convenzioni tra le sedi nazionali e le associazioni stesse. Le convenzioni disciplinano e impongono alle associazioni estere obblighi di comportamento ed inoltre disciplinano le modalità organizzative e di modus di statisticazione delle pratiche di qualsiasi natura e attinenti a qualsiasi tipologia di intervento. Malgrado le condizioni delle associazioni sul piano giuridico siano quelle di associazioni libere locali, le sedi nazionali dei patronati utilizzano una gestione diretta sia sul piano operativo che organizzativo.”
Gentile Presidente, a questo punto è d'obbligo la seguente domanda: se la situazione verificatasi in Svizzera presso il patronato INCA fosse avvenuta sul territorio nazionale, in quali responsabilità, civili e penali, sarebbero incappati i responsabili?
Al riguardo il Ministro Poletti, come sopra citato, fornisce una risposta ed essa va nella direzione, in applicazione della Legge n.152/2001, del commissariamento del patronato. Come mai ciò non e' avvenuto nella situazione specifica qui esposta?
Nonostante l'accertamento di siffatti gravi irregolarità ed illeciti, come confermati peraltro dallo stesso Ministro Poletti,  il CQIE approva un  documento finale, nel quale non si fa  accenno alcuno  - quale conclusione dovuta dell'indagine eseguita -  a successivi passi volti all'acquisizione delle effettive responsabilità.  Tali conclusioni mostrano, pertanto,  un limite palese, se non si porranno lo scopo di individuare responsabilità civili e penali grazie alla consegna dei documenti acquisiti alle Autorità Giudiziarie, alla Guardia di Finanza e alla Ragioneria dello Stato. In assenza dei passi successivi,  il lavoro svolto sarà assolutamente privo di effetti.
Gentile Presidente, nella Sua veste di magistrato, Lei ha messo tutta la Sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro piu' giusto. Il Comitato di difesa delle famiglie danneggiate in ordine a diversi  milioni di euro  nella ben nota questione svizzera, Le chiede ora, dinanzi a fatti conclamati e documentati, che l'Istituzione da Lei presieduta continui l'attivita' di accertamento delle responsabilità in essere.
La giustizia deve fare il suo corso. Siamo certi che  Lei mostrera' la dovuta attenzione nei confronti di una richiesta, che Le viene rivolta anche a nome di una platea di pensionati privati dei loro minimi diritti pensionistici.
Gentile Presidente, non deve assolutamente accadere che l'indagine conoscitiva del CQIE sull'operato dei patronati all'estero, condotta con grande equilibrio e sensibilita',  cada nell'oblio e si traduca alla fine, come gia' paventato da uno dei responsabili delle strutture di patronato,  in "un topolino partorito da una montagna".  
Comitato difesa famiglie, il presidente
Marco Tommasini

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Francesca Alderisi (FI), alla vigilia della riunione InterComites a NY: Comites, potenziare non rottamare

Alla vigilia della riunione degli InterComites a New York, la senatrice Francesca Alderisi (FI), eletta nella Circoscrizione Estero, ripartizione Nord e Centro America dichiara:
“Seguo da anni la realtà dei Comites nel mondo e credo che per tracciare il loro futuro sia necessario attingere dal passato, potenziare non rottamare. Occorre rafforzare questi importanti organi di rappresentanza, partendo da ciò che già è stato fatto per poter rispondere alle mutate esigenze del presente".
All'incontro, che si terrà sabato 5 maggio alle ore 11, presso il Consolato Generale d'Italia a Park Avenue, saranno presenti, tra gli altri, il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi e il Ministro Plenipotenziario per gli Affari consolari e sociali dell’Ambasciata italiana a Washington, Catherine Flumiani.
La Senatrice ha aggiunto: “Questo incontro, in agenda già da tempo, assume oggi un valore per me particolarmente rilevante, anche alla luce del recente dibattito sulla presunta inutilità dei Comites. Avendo intervistato, ascoltato e dialogato, nel programma di Rai International "Sportello Italia", con molti dei loro rappresentanti, posso testimoniare il valore della loro missione. È importante sottolineare, inoltre, che questi organi sono di supporto agli italiani nel mondo in forma di volontariato".
"La trasformazione delle emigrazioni e l’aumento degli italiani all’estero - ha continuato - sono fattori che devono spingerci ad un’attenzione maggiore per la rappresentanza sul posto dei nostri concittadini. I recenti scambi di vedute sulla funzione di questi organi sono pertanto utili e produttivi, a patto che siano mirati a migliorare la vita dei nostri connazionali anche attraverso il ruolo dei Comites. Sono quindi felice – conclude Alderisi – di poter presto conoscere di persona e ascoltare molti dei Presidenti dei Comites provenienti dagli Stati Uniti che parteciperanno a questo significativo incontro.”

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VOTO ALL’ESTERO: I RISULTATI

Dai primi risultati e parziali la situazione sembra essere la seguente:

EUROPA
In Europa vince il PD e dovrebbe eleggere 1 senatore (Laura GARAVINI) e 2 deputati (Massimo UNGARO e Alessio TACCONI)  
Il centrodestra dovrebbe avere 1 Senatore, Raffaele FANTETTI di FI e 1 deputato, il capolista Simone BILLI della Lega.. 
1 deputato al M5S (Elisa SIRAGUSA) e 1 a +Europa (Alessandro FUSACCHIA)

NORD AMERICA
Vince il centrodestra ed elegge 1 senatore (Francesca ALDERISI) e 1 deputato (Fucsia NISSOLI)
Segue il PD che elegge 1 deputato (Francesca LA MARCA)
Da rimarcare che tutti i parlamentari (2 senatori e 2 deputati) sono donne.

SUD AMERICA
Vince il MAIE, che elegge 1 senatore (Ricardo MERLO) ed 1 deputato (Mario BORGHESE), entrambi riconfermati
Segue USEI che elegge 1 senatore (Adriano CARIO) e 1 deputato (Eugenio SANGREGORIO)
Al PD va 1 deputato (Emilio BECCHI)  ed 1 deputato al centrodestra (Luis Roberto DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA)

ASIA, AFRICA, OCEANIA
Il PD si aggiudica il senatore (il riconfermato  Francesco GIACOBBE) ed il deputato (Nicola Carè)

Se i risultati finali rimarranno questi:
Su 18 parlamentari le donne sono un terzo (6)
Gli eletti per la prima volta sono 13

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FRANCESCA ALDERISI: PORTERO' AL SENATO IL MIO AMORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO

“Ho ascoltato per anni le richieste, le esigenze di chi vive lontano dall’Italia, ne ho raccolto l’immenso amore, non sempre ricambiato, verso l’Italia, ed ora sono pronta a portarle in Senato”: questa la dichiarazione di Francesca Alderisi, neo Senatore della Repubblica, eletta nella Circoscrizione estero ripartizione America settentrionale e centrale, al momento dell’insediamento della XVIII legislatura.
“Inizia oggi, con l'elezione del Presidente del Senato, il mio lavoro, il mio impegno come Senatore, tra emozione e grande determinazione, nella consapevolezza di avere davanti un percorso difficile, con tanto da imparare giorno dopo giorno. Ma ho un’unica certezza: conosco molto bene i nostri connazionali all’estero, non solo per aver condotto per anni “Sportello Italia”, il programma di servizio di Rai International, ma anche perché non ho mai smesso di incontrare le comunità in ogni angolo del mondo. Mi auguro – ha continuato Francesca Alderisi - che in questa legislatura i parlamentari eletti all’estero possano, insieme, far valere il loro peso, affinché si lavori con un unico obiettivo: non dimenticare chi ci ha eletti. Ora che sono entrata in questa prestigiosa sede, sento crescere non solo il mio grande amore verso gli italiani all’estero, la gratitudine per la fiducia che mi hanno dimostrato, ma anche la grande responsabilità di dover amplificare il mio impegno, affinché si ascoltino, anche in Senato, le loro richieste. Una per tutte: il riacquisto della cittadinanza; così come chiedono coloro che sono stati costretti a fare questa dolorosa rinuncia.”

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Voto all’estero: Il grande inciucio

E’ opinione diffusa che dalle urne non uscirà una maggioranza di governo omogenea e che quindi se ne metterà in piedi una eterogenea col famoso inciucio Berlusconi-Renzi.
All’estero dove, come si sa, si vota prima, prima è arrivato l’inciucio, anzi l’inciucione perché è addirittura fra tutto il centrodestra unito (Lista Salvini-Berlusconi-Meloni) e Liberi e Uguali.
In Sud Africa i rappresentanti del centrodestra e dell’estrema sinistra fanno appelli alla comunità per il voto ad Antonio Amatulli (Liberi e Uguali) alla Camera dei Deputati e Salvatore Cristaudi (Salvini-Berlusconi-Meloni) al Senato.
Se a Roma i partiti di riferimento non reagiscono, c’è da pensare che “chi tace acconsente”.

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Voto estero, “un imbroglio in scala industriale”. Porta (Pd) a ItaliaChiamaItalia: “Anomalie nei voti USEI”

Voto all’estero, “un imbroglio in scala industriale”. Sono parole pronunciate da Fabio Porta, uno che il meccanismo elettorale con cui votano gli italiani nel mondo lo conosce molto bene.
Deputato Pd, alle Politiche 2018 si è candidato al Senato nella ripartizione estera Sud America, ma questa volta non ce l’ha fatta a conquistare il seggio in Parlamento. Peccato, Porta – comunque la si pensi – è uno valido.
Perché l’onorevole parla di “imbroglio” colossale quando si riferisce al voto dei nostri connazionali residenti oltre confine? Andiamo per gradi.
Alcuni giorni fa il deputato ha annunciato di avere presentato un esposto, come Pd, alla Corte d’Appello. Risulterebbero, a suo dire, “oggettive anomalie” in diversi seggi appartenenti alla circoscrizione consolare di Buenos Aires, Argentina.
Nel comunicato stampa diffuso l’altro giorno Porta non lo dice, ma a colloquio con ItaliaChiamaItalia svela: “I dati anomali riscontrati riguardano i voti dell’USEI”, l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani fondata e presieduta da Eugenio Sangregorio, imprenditore di origine calabrese che vive e lavora a Buenos Aires, ma che nei prossimi anni sarà spesso a Roma, visto che è stato eletto deputato a questo giro, dopo essersi candidato ad ogni elezione dal 2006 ad oggi.
L’USEI in Sud America conquista anche il senatore, eletto Alessandro Cario. E anche questo fatto fa storcere il naso. Secondo quanto riferiscono a ItaliaChiamaItalia fonti argentine, infatti, Cario avrebbe fatto una campagna elettorale all’acqua di rose. Dunque, è il ragionamento di alcuni in queste ore, tutti quei voti non si spiegano. Non solo: Cario non è argentino, ma uruguayano. Di fatto, è il primo eletto all’estero uruguayano della Storia della Repubblica. In Argentina lo conoscono davvero in pochi. Ancora, l’interrogativo: da dove arrivano tutti i voti che ha preso?
La situazione è davvero delicatissima, abbastanza ingarbugliata. Per questo abbiamo contattato l’On. Porta in persona, per approfondire ulteriormente. E lui a ItaliaChiamaItalia ha parlato di numeri che dovrebbero fare riflettere chiunque.

On. Porta, perché dice che le “anomalie” riscontrate riguardano i voti dell’USEI? Su quali dati si basa per fare tale affermazione?
Durante lo scrutinio del voto estero a Castelnuovo di Porto ho potuto vedere con i miei occhi come in diverse sezioni i voti dell’USEI passassero da una media fisiologica del 20% fino ad arrivare all’80%, ovvero da una media di 100-150 voti in alcune sezioni – viste da me, altre me le hanno segnalate – si arriva a 600, 700, 800 voti.

E allora?
Beh, ovviamente questo è molto strano. Da qui nasce l’esposto, che non arriva a nessuna conclusione, ma indica alla Corte d’Appello l’esistenza di alcune anomalie da verificare.

Perché definisce quella differenza di voti una “anomalia”? Magari l’USEI in alcune zone di Buenos Aires ha lavorato molto bene e ha raccolto consensi. No?
Quei numeri dimostrano comunque che qualcosa non torna, che qualcosa non è stato fatto secondo le normali logiche della votazione.

Si spieghi meglio per favore.
Beh, basta guardare i dati. Anche il risultato generale dell’USEI è altrettanto anormale, visto che passano dai 45mila voti del 2013 – di cui quasi 25mila provenienti dal Brasile grazie alle candidature di Edoardo Pollastri e Renata Bueno, e dunque al netto di quelli brasiliani in Argentina ne prese 20mila – ai 65mila di oggi, 60mila nella sola Argentina e il resto praticamente tutto in Brasile, se togliamo qualche voto avuto in Uruguay.
Anche questo mi pare un dato abnorme, è una situazione inversa a quella che successe con Juan Esteban Caselli (ex senatore PdL, ndr), passato da 60mila a 6mila voti. In quell’occasione abbiamo avuto la prova dei suoi voti inesistenti.

In quanti seggi, secondo le informazioni in suo possesso, sarebbe stata registrata questa “abnorme” differenza di voti?
In almeno una decina di seggi, tra quelli che ho potuto seguire io direttamente e quelli che mi sono stati segnalati. Ovviamente questi sono quelli che abbiamo individuato, ma mi immagino che la Corte d’Appello vorrà fare una verifica quanto meno su tutti i seggi di Buenos Aires, se non dell’Argentina intera.

Secondo lei cosa può essere successo?
Non credo che l’anomalia abbia preso vita in consolato. Dopo le denunce del passato, ministero e diplomatici sono sempre più rigidi nelle loro procedure.

Dove sarebbe il trucco, se c’è?
Per capire cosa è successo andrei a verificare tramite i database la tracciabilità del voto, ovvero se gli elettori di quelle sezioni hanno davvero ricevuto il plico elettorale e dunque espresso il proprio voto. Perché se dovesse essere verificato – e mi pare che tecnicamente la cosa sia possibile, con il codice a barre e con la cronologia della spedizione dei plichi – che qualche elettore non ha ricevuto il plico ma il suo voto risulta comunque inserito in una di quelle sezioni, questo dimostrerebbe che quel plico non è pervenuto e che probabilmente qualcuno ha votato al posto dell’elettore.

Ora che intenzioni avete?
Quando ci sono numeri di questo genere, il minimo è chiedere una verifica. Siccome ancora lo scrutinio non è stato formalmente chiuso, la Corte d’Appello si deve ancora pronunciare, per adesso non diciamo altro e aspettiamo la decisione.

E poi?
Vedremo, saputa la decisione finale, se andare avanti per altre strade.

Quali decisioni potrebbe prendere la Corte?
Ribadisco che al momento non esiste alcuna indagine, solo una segnalazione alla Corte d’Appello, che potrà decidere che è tutto regolare, potrà decidere l’annullamento del voto in una ripartizione o in tutta la circoscrizione estero, o altre misure, magari solo semplici osservazioni o contestazioni. Per questo dico che non bisogna far altro che aspettare la deliberazione finale della Corte. A seconda di ciò che deciderà, non escludo che si debba percorrere la strada della denuncia penale. E poi non dimentichiamoci che ci sarà la giunta per le elezioni di Camera e Senato, che ha l’ultima parola per convalidare le elezioni di deputati e senatori.

Perché sta facendo tutto questo?
Nell’interesse di un voto estero sempre più a rischio credo sia opportuno far venire alla luce le diverse anomalie con l’obiettivo di individuare correttivi che mettano in sicurezza il voto dei nostri connazionali. Questo diventa sempre più un obbligo morale, per noi che ci occupiamo di italiani nel mondo.

Non fate la battaglia come Pd per un seggio in più?
Niente affatto. Lo facciamo per denunciare un fatto che secondo noi va verificato. Poi, chiaro, tutto ciò ci dovrebbe portare anche a individuare correttivi per mettere in sicurezza il voto estero una volta per tutte.

Dal 2006, da quando esiste il voto degli italiani nel mondo, denunce ci sono sempre state. E’ sempre finito tutto a tarallucci e vino. Perché questa volta dovrebbe essere diverso?
E’ vero, l’atteggiamento istintivo sarebbe quello di dire “va beh, cose del genere sono sempre successe, non è mai cambiato nulla”. La situazione politica in generale è cambiata. Non è più la prima volta, nemmeno la seconda, quando qualcuno poteva dire “stiamo collaudando” il sistema. Ormai abbiamo votato quattro volte, senza contare i referendum. L’opinione pubblica è molto più sensibilizzata dagli articoli dei giornali, dai servizi in tv. In generale c’è un atteggiamento di discredito rispetto al voto estero.

C’è il rischio che qualcuno voglia buttare via il bambino con l’acqua sporca?
Secondo me se non si interviene si rischia. Anche perché partiti come M5S e Lega, che definiamo vincitori di queste elezioni, non hanno mai nascosto i propri dubbi sul voto estero e su questo sistema elettorale. Bisognerebbe intervenire se si vuole difendere il voto estero, se no il rischio è che qualcuno arrivi e dica che non ci sono correttivi che tengano, che il voto estero va abolito. Non credo si possa continuare a lungo così, abbiamo visto che gli episodi si moltiplicano invece di diminuire. Se oltre al costo per lo Stato del voto estero c’è anche l’imbroglio in scala industriale, sarebbe bene fare qualcosa e farlo presto, lo dico nel nostro interesse di italiani all’estero.

ItaliaChiamaItalia ha provato, senza successo, a raggiungere telefonicamente i vertici dell’USEI, in Argentina, per ascoltare e riportare la loro versione. Contiamo di poterlo fare presto.

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Nasce UGL-Italiani nel Mondo

Giovedì 22 e Venerdi 23 febbraio al Centro Congressi di Roma EUR  “La Nuvola” si celebrerà il IV Congresso dell’UGL, la confederazione sindacale del centrodestra, al quale parteciperà un migliaio di delegati eletti nei Congressi di categoria e territoriali in tutta Italia e saranno ospiti personalità istituzionali e politiche. Ci saranno inoltre importanti ospiti stranieri invitati dal Responsabile delle Relazioni Internazionali della Confederazione sindacale, Gian Luigi Ferretti, che inoltre annuncia la costituzione di UGL-Italiani nel Mondo, che vede fra i soci costituenti anche Nazzareno Mollicone, già Consigliere del CGIE. L’atto costitutivo recita: “L'associazione ha lo scopo primario del mantenimento dell’identità nazionale degli italiani nel mondo e della rivendicazione e la difesa dei diritti fondamentali dei connazionali espatriati, con l’intento di fornire loro tutta l’assistenza necessaria anche attraverso l’individuazione di servizi a loro supporto”.

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La neo eletta Senatrice Francesca Alderisi ringrazia Tremaglia

"Questo risultato rappresenta per me la conseguenza di un lungo cammino costruito negli anni, passo dopo passo, sia in televisione attraverso i programmi "Sportello Italia" e “Cara Francesca” sia attraverso tantissimi incontri con le comunità italiane nel mondo in cui ho approfondito le tante tematiche di loro interesse. Ho lavorato con il cuore da sempre, anche quando il Senato non era nemmeno nei miei pensieri e con lo stesso cuore mi impegnerò a rappresentare i nostri connazionali che vogliono mantenere vivo e reale il contatto con l’Italia.”
Con queste parole, Francesca Alderisi, storica conduttrice di Rai Italia, commenta il risultato elettorale che l’ha portata a conquistare il seggio al Senato con 10.994 preferenze, nella coalizione di centrodestra,  Circoscrizione Estero, Ripartizione America Settentrionale e Centrale.
"Sono profondamente commossa nell’avere l’ennesima conferma di quanto sia ancora forte il legame che mi unisce ai tantissimi italiani e discendenti nel mondo che per anni mi hanno seguito con affetto. Per me  più che fare promesse che poi non potrò mantenere, è importante dare voce in Parlamento a chi vive lontano dall'Italia. Tra le molte richieste ed esigenze dei nostri connazionali oltreoceano, l’ottenimento della cittadinanza ha un significato particolarmente importante poichè rappresenta un segno d’identità. Chi è nato italiano deve essere riconosciuto tale e di questo ne farò una battaglia personale. In queste ore sono in tantissimi a congratularsi ed augurarmi buon lavoro. Da parte mia un ringraziamento ai vertici di Forza Italia, in particolare al Sen.Vittorio Pessina, Responsabile Nazionale del dipartimento italiani all'estero di FI, al Sen. Lucio Malan che ha particolarmente creduto in questa mia candidatura, all’Onorevole Fucsia Nissoli con la quale ho condiviso la campagna elettorale ed alla quale vanno le mie più sincere congratulazioni per avere riconfermato con successo la sua nomina alla Camera dei Deputati ed a Pasquale Paparella, Coordinatore Nazionale Canada, che ha sostenuto la nostra candidatura. Un ringraziamento speciale a Massimo Magliaro, Direttore storico di Rai International che nell’anno 2000 mi ha dato la possibilità di entrare a fare parte di un importante progetto editoriale dedicato ai nostri connazionali. La mia vittoria è quella di un gruppo di lavoro che ha capito quanto siano speciali gli italiani nel mondo. Non posso non rivolgere un affettuoso pensiero al Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, più volte intervistato e che in questi anni ha rappresentato per me una guida spirituale importante.”
Francesca Alderisi conclude il suo messaggio citando una frase detta dallo stesso Ministro Tremaglia durante una delle tante conferenze da lui organizzate “Onoriamo uomini e donne che vivono e lavorano all'estero e che rappresentano un patrimonio di inestimabile valore, una ricchezza che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare sempre nel nome dell'italianità.”

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Violata la par condicio durante il Festival: Spot di Fiorella Mannoia per candidato PD

Il candidato del MAIE in Nord e Centro America Leonardo Metalli denuncia un gravissimo comportamento lesivo della par condicio elettorale durante il Festival di Sanremo, il programma italiano più seguito nel mondo. “Ieri sera è accaduta una cosa gravissima per il regolare svolgimento della campagna elettorale all’estero  - dice Metalli giornalista Rai in aspettativa come candidato del MAIE alle elezioni nella circoscrizione Centro e Nord America - il candidato del PD, Pasquale Nestico è apparso in uno spot promozionale della cantante Fiorella Mannoia (che sarà in concerto negli USA il 23 Febbraio). Lo spot è stato trasmesso ripetutamente, ma va in onda più volte al giorno da almeno una settimana. Ora lo abbiamo visto con grande sorpresa persino durante gli spazi pubblicitari del Festival di Sanremo. Avvertirò Fiorella Mannoia, artista che stimo prof ondamente, che sta facendo propaganda elettorale per il PD durante il Festival di Sanremo probabilmente a sua insaputa.”
“Tutto questo viola in maniera clamorosa la par condicio elettorale, peraltro, durante una trasmissione popolare che ha milioni di telespettatori in tutto il mondo. Un fatto di gravità inaudita che potrebbe mettere in discussione il risultato elettorale in questa ripartizione estero”- Metalli ha detto di riservarsi tutte le azioni legali a protezione dei suoi diritti, oltre ad aver attivato tutti i canali istituzionali – Agcom, Vigilanza Rai, Rai Italia e Rai Parlamento per bloccare questa campagna elettorale scorretta e iniqua.
"Siamo in attesa di una risposta chiara sulle responsabilità di questo comportamento. – ha aggiunto il coordinatore del MAIE in Nord e Centro America, Ricky Filosa. Pur notando la scarsa visibilità riservata, in questa fase della campagna elettorale, ai movimenti politici presenti solo nella circoscrizione estero che sono parte del Parlamento italiano -  4 tribune elettorali su Rai Italia, noi del MAIE abbiamo accettato le regole stabilite con la delibera della  Commissione del 9 gennaio 2018, e  ci siamo attenuti alle disposizioni.
Ieri avevamo avuto la conferma della possibilità di partecipare ad una  tribuna elettorale per il centro e Nord America, programmata  lunedì 12 febbraio.
Ma proprio nel corso di questa notte (in Italia) mentre Rai Italia trasmetteva il Festival di Sanremo –il programma italiano più seguito in tutto il mondo – abbiamo ricevuto decine di segnalazioni dai nostri sostenitori, che ci hanno inviato la  registrazione dello spot abusivo con il candidato del PD Pasquale Nestico all’interno della pubblicità della cantante Fiorella Mannoia. “Chissà se lo sai” cara Fiorella, che stai facendo pubblicità indiretta al PD durante il Festival di Sanremo. Speriamo di averti avvisata in tempo. Speriamo che ora non cominci uno scaricabarile tra chi avrebbe dovuto controllare la par condicio. Ci aspettiamo dal Presidente della Commissione della Vigilanza Rai, Roberto Fico (M5S), una risposta chiara e provvedimenti sanzionatori e compensatori per il danno ormai determinato.”

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