Dom12102017

Last updateGio, 30 Nov 2017 1pm

Italiani nel Mondo

I truffati INCA/CGIL hanno scritto al Presidente del Senato:

Gentile Presidente, Dott. Pietro Grasso,
il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero (CQIE) ha concluso l’indagine conoscitiva sui patronati che operano all’estero.
Tale indagine venne autorizzata da Lei, nella Sua funzione di Presidente del Senato,  in data 10 ottobre 2014. Il documento conclusivo è stato approvato all'unanimità il 23 marzo 2016.
L’indagine si è occupata altresì della truffa perpetrata dal Patronato INCA con sede a  Zurigo nei confronti e a danno di parecchi pensionati italiani residenti in Svizzera, organizzati ora nel Comitato difesa famiglie, di cui il sottoscritto e'  presidente.
In questo contesto il Ministro Poletti,  nella risposta fornita di proprio pugno al Comitato per le questioni degli italiani all`estero,  al punto n.11,  relativamente alla truffa, rendeva noto quanto segue:
11) “Per quanto concerne le problematiche relative all' INCA Svizzera, è opportuno premettere la sussistenza della competenza del giudice elvetico. (…) Inoltre, a seguito delle segnalazioni pervenute circa i presunti illeciti posti in essere, presso la sede INCA di Zurigo, dal Responsabile Signor Antonio Giacchetta, è stata effettuata, in data 11 novembre 2009, una ispezione straordinaria al fine di verificare la fondatezza di quanto portato a conoscenza di questa Amministrazione.(…). Dalle risultanze ispettive, tuttavia, non sono emerse gravi irregolarità amministrative o violazioni dei compiti istituzionali tali da determinare l'adozione delle misure di cui all'art. 16 "Commissariamento e scioglimento" della legge n. 152/2001.”
Al riguardo, in contrapposizione a quanto affermato dal Ministro Poletti nella nota in questione, si evidenzia che, anche successivamente all'ispezione straordinaria in parola, le truffe presso l’INCA Svizzera proseguirono, poiché gli ispettori inviati all'uopo dal Ministero del Lavoro, vennero muniti nei fatti unicamente del mandato di verifica della attività di statisticazione delle pratiche svolte, ma non di quella amministrativo-contabile, di competenza esclusiva della Guardia di Finanza. In aggiunta, occorre rilevare che il Ministro Poletti pare disconoscere che il Ministero del Lavoro ha facoltà di accertamento di  eventuali irregolarità amministrativo-contabili,  con l'esecuzione di interventi mirati,  tuttavia unicamente sulla sede nazionale del patronato e non sulla associazione estera convenzionata. L'unico organismo preposto a fornire risposte sull'attivita' amministrativo-contabile delle associazioni estere convenzionate, è la presidenza nazionale dell'istituto di patronato con sede sul territorio italiano.
Al punto n. 12 il Ministro Poletti aggiunge:
12) “Certamente agli Istituti di patronato, quali soggetti di diritto privato, è demandata la funzione primaria di controllo sulla attività svolta dai propri dipendenti, come previsto dalla normativa. Su questa materia il Ministero può farsi parte diligente anche per stilare linee guida che contengano le istanze principali che i Patronati stessi intendono assumere nei propri testi comportamentali codificati. In ogni caso eventuali condotte illecite non possono che essere oggetto di valutazione alla luce delle norme penali vigenti nello Stato italiano o, se poste in essere all'estero, dello Stato in cui la violazione è commessa. Per quanto concerne l'INCA, come già riferito, la vicenda è attualmente oggetto di specifica indagine da parte della magistratura elvetica. Al momento l'accesso agli atti che fanno parte dell'istruttoria svizzera non è consentita ai funzionari ministeriali. I'Istituto ha comunque deciso di continuare a svolgere la propria attività in Svizzera al fine di garantire il patrocinio ai propri assistiti e non affievolire la tutela dei lavoratori.”
Relativamente a questo particolare aspetto della vicenda, il Ministro Poletti pare altresì disconoscere che la procedura giudiziaria e' conclusa da tempo in Svizzera, con la condanna dell'INCA al risarcimento dei danni, così come disposto dal  tribunale federale elvetico, in ultima istanza,  nel giugno 2013.
Il patronato INCA, tuttavia, sceglie la procedura del fallimento, per non indennizzare i propri assistiti - gravemente danneggiati e truffati - chiudendo poi gli  uffici  dell'associazione convenzionata con l'INCA sul territorio elvetico, per riaprirli subito dopo sotto altre sigle.
Pertanto, come certifica il Ministro del lavoro nella propria risposta al CQIE, l'INCA continua ad essere presente in Svizzera, svolgendo la propria attività, tuttavia sotto altra veste ovvero sigla, e continuando a percepire il finanziamento del Ministero del Lavoro, come se nulla fosse accaduto.
Come evidenzia il documento finale approvato dal CQIE, i patronati operano all'estero per il tramite di associazioni locali,  con le quali stipulano convenzioni ad hoc, che tuttavia rappresentano solo una finzione giuridica,  poiché i poteri sono saldamente rinchiusi nelle mani dei patronati nazionali. Infatti, i mandati sono intestati al patronato nazionale, la statistica presentata al Ministero del Lavoro è intestata alla sede romana del patronato, e il finanziamento del dicastero predetto avviene tramite la sede nazionale, la quale poi, oltre a introitare le risorse economiche, provvede a distribuirle come crede. 
In merito, lo stesso Comitato per le questioni degli italiani all`estero, nella sua relazione conclusiva, precisa:
" Sul piano formale i patronati all'estero operano come associazioni a legislazione locale, pertanto sebbene disciplinate dalla norma locale, sono ulteriormente e principalmente coordinate e condizionate da specifiche convenzioni tra le sedi nazionali e le associazioni stesse. Le convenzioni disciplinano e impongono alle associazioni estere obblighi di comportamento ed inoltre disciplinano le modalità organizzative e di modus di statisticazione delle pratiche di qualsiasi natura e attinenti a qualsiasi tipologia di intervento. Malgrado le condizioni delle associazioni sul piano giuridico siano quelle di associazioni libere locali, le sedi nazionali dei patronati utilizzano una gestione diretta sia sul piano operativo che organizzativo.”
Gentile Presidente, a questo punto è d'obbligo la seguente domanda: se la situazione verificatasi in Svizzera presso il patronato INCA fosse avvenuta sul territorio nazionale, in quali responsabilità, civili e penali, sarebbero incappati i responsabili?
Al riguardo il Ministro Poletti, come sopra citato, fornisce una risposta ed essa va nella direzione, in applicazione della Legge n.152/2001, del commissariamento del patronato. Come mai ciò non e' avvenuto nella situazione specifica qui esposta?
Nonostante l'accertamento di siffatti gravi irregolarità ed illeciti, come confermati peraltro dallo stesso Ministro Poletti,  il CQIE approva un  documento finale, nel quale non si fa  accenno alcuno  - quale conclusione dovuta dell'indagine eseguita -  a successivi passi volti all'acquisizione delle effettive responsabilità.  Tali conclusioni mostrano, pertanto,  un limite palese, se non si porranno lo scopo di individuare responsabilità civili e penali grazie alla consegna dei documenti acquisiti alle Autorità Giudiziarie, alla Guardia di Finanza e alla Ragioneria dello Stato. In assenza dei passi successivi,  il lavoro svolto sarà assolutamente privo di effetti.
Gentile Presidente, nella Sua veste di magistrato, Lei ha messo tutta la Sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro piu' giusto. Il Comitato di difesa delle famiglie danneggiate in ordine a diversi  milioni di euro  nella ben nota questione svizzera, Le chiede ora, dinanzi a fatti conclamati e documentati, che l'Istituzione da Lei presieduta continui l'attivita' di accertamento delle responsabilità in essere.
La giustizia deve fare il suo corso. Siamo certi che  Lei mostrera' la dovuta attenzione nei confronti di una richiesta, che Le viene rivolta anche a nome di una platea di pensionati privati dei loro minimi diritti pensionistici.
Gentile Presidente, non deve assolutamente accadere che l'indagine conoscitiva del CQIE sull'operato dei patronati all'estero, condotta con grande equilibrio e sensibilita',  cada nell'oblio e si traduca alla fine, come gia' paventato da uno dei responsabili delle strutture di patronato,  in "un topolino partorito da una montagna".  
Comitato difesa famiglie, il presidente
Marco Tommasini

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Sconfitti i quattro dell'apocalisse

Nella scia della volontà di privilegiare l'accesso alla cittadinanza italiana da parte degli immigrati con lo ius soli a scapito dei richiedenti iure sanguinis, quattro senatori della maggioranza governativa si erano inventati la "cittadinanza ad ostacoli" per i discendenti degli emigrati italiani: aumentatre da 300 a 400 euro l'odiosa tassa sulle domande di cittadinanza e porre un limite per il riconoscimento di questo diritto per i discendenti di italiani alla seconda generazione.
I quattro dell'apocalisse sono:
Sen. Claudio Micheloni, PD
Sen. Renato Turano, PD
Sen. Francesco Giacobbe, PD
Sen. Aldo Di Biagio, Nuovo Centro Destra di Alfano.
Da subito si dichiaravano assolutamente contrari:
Il Sen. Fausto Longo, socialista eletto nella lista del PD
e soprattutto il Sen. Claudio Zin (MAIE), che si è immediatamente attivato ed ha portato al Presidente della Commissione Bilancio, Sen. Giorgio Tonini, le 6.000 firme raccolte in poche ore fra gli italiani all'estero. Si innescava così un'opera di dissuasione che, dopo tutta una nottata di trattative, verso le 5 meno un quarto del mattino, portava il capo dei quattro dell'apocalisse, il Sen. Micheloni, ad arrendersi e ritirare i suoi due emendamenti alla legge di bilancio 2018.
Al Sen. Zin sarà venuto in mente il Bollettino della Vittoria del generale Diaz: "I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza".  In effetti i quattro nemici degli italiani nel mondo si ritrovano con una davvero brutta figura alla vigilia delle elezioni. Faremo in modo che gli elettori non dimentichino e castighino.

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OMAGGIO AI NOSTRI EMIGRATI IN ARGENTINA

A Corvara in Val di Vara l’Ambasciatore dell’Argentina ha scoperto una targa in ricordo di tutti coloro che partirono per l’Argentina
TULLIO ZEMBO - Tutto cominciò con un’intervista per L’ITALIANO di Gian Luigi Ferretti, fondatore ed editore del quotidiano, all’Ambasciatore a Roma della Repubblica Argentina, Tomas Ferrarri. In quell’occasione il diplomatico disse che suo bisnonno Domenico  Ferrari era di Corvara, un paese della Val di Vara in provincia de La Spezia.
E Ferretti raccontò di essere rimasto senza fiato per la sorpresa perchè: “si dà il caso che Corvara sia ad un paio di chilometri da Pignone, da cui proviene il direttore di questo giornale, Tullio Zembo, e ad una ventina di chilometri da Carrodano, dove sono nato io”.
Sorpreso anch’io, da Buenos Aires inviai l’articolo al mio amico Mauro Figoli, che contattò la vicesindaco Brunella Corradi e il Sindaco Massimo Rossi del Comune di Beverino, di cui Corvara oggi è frazione.  Con grande entusiasmo gli amministratori comunali decisero di conferire all’Ambasciatore la cittadinanza onoraria e misero in moto la procedura.

Fu così che a marzo di quest’anno l’Ambasciatore Ferrari arrivò da Roma con la moglie Nhu Anh Nguyen per diventare ufficialmente cittadino onorario di Beverino alla presenza di tutte le autorità della zona, dal Prefetto al Vescovo, al Questore, ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza al Consiglio Comunale straordinario.
L’alto diplomatico fu onorato e raccontò commosso di quando, bambino, era seduto col nonno sui gradini davanti alla casa di Jaregui, il paesino vicino a Lujan circondato dalla sterminata pampa argentina e il nonno Domenico gli raccontava di suo padre, che si chiamava anch’egli Domenico, arrivato in Argentina da un paese ancora più piccolo di Jaregui che si chiamava Corvara ed era lontano lontano, in Italia. Ah, l’Italia – sospirava il nonno e guardava l’orizzonte dove terra e cielo si confondevano.

Ed ecco  l’Ambasciatore ha voluto donare alla città una targa che recita: “L’Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia Tomas Ferrari, oriundo di Corvara, in omaggio a tutti gli emigrati italiani in Argentina”.
E ha voluto ritornare di persona, portando con sè la moglie ed  anche il fratello che vive in Argentina per scoprirla ufficialmente.
Naturalmente il Sindaco Rossi ne è stato felicissimo ed ha organizzato una bella cerimonia con bandiere italiane ed argentine, inni nazionali, autorità, bambini della scuola, reduci alpini. Corvara si è vestita da festa per accogliere il
concittadino illustre, nipote di Domenico Ferrari.

Insieme, Ambasciatore e sindaco, hanno piantato un albero d’ulivo per simboleggiare la continuità valoriale tra il passato ed un futuro di pace e fratellanza.
Ma il clou della manifestazione è stato lo scoprimento della targa con i discorsi di Ferrari e di Rossi. Entrambi visibilmente commossi, hanno sottolineato l’importanza delle radici, dei valori trasmessi dei legami profondi tra le generazioni, le famiglie, i popoli, le culture.
    

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SMEMORANDA

ANTONIO BRUZZESE* - La campagna elettorale incalza. Si ripetono liturgie, bugie , promesse che non potranno essere mantenute.
Centinaia gli emendamenti “mance” alla Legge di Stabilità.
Nel voto all’ estero è quasi certo il ripetersi di azioni truffaldine arcinote e documentate. Acquisto di schede da votare, stampa di migliaia di buste in “privato”, anche con colori leggermente diversi, così come la grammatura difforme dall’ originale. Avvenne esattamente così nel 2006, 2008 e 2013.
Votarono in ogni tornata non più di un milione e duecentomila residenti all’estero. Le schede “libere” ammontano a 3 milioni e mezzo. Esse vengono pagate, raccolte e in molti casi votate per conto di elettori che non ricevono la scheda.
Spero che tali fenomeni delinquenziali siano corretti. E’ una delle condizioni della nostra inaffidabilità, ragione per cui nei rapporti internazionali non contiamo nulla. L’inaffidabilità riguarda anche gli italiani all’estero Essi dovrebbero opporsi ad assecondare le pratiche svolte dai vari faccendieri, salvo non lamentarsi di non avere credibilità e considerazione.
Spero che si corra ai ripari altrimenti il diritto del voto all’estero non ha molto senso.
Si finge di non sapere, visto che i 18 parlamentari della circoscrizione estero, rappresentano un buon bottino per il potere politico. Conquistare e usare. Il  merito non interessa. Gli stessi parlamentari, elettti già dal 2006 sono i maggiori responsabili dello scadimento del valore del voto. Hanno votato di tutto con un arretramento costante riguardo a diritti conquistati già dalla fine degli anni 90. Nel merito, il bilancio dopo 11 anni è assai deludente. Non si avverte nessun segno di difesa per gli italiani all’estero. Nel tempo si sono persi vari pezzi: cultura, lingua , diritti sociali, un susseguirsi di tagli con dei veri e propri paradossi.
Se un italiano vuole rientrare in Patria ed è in una condizione di povertà, deve soggiornare almeno 10 anni prima  di accedere all’assegno sociale. Egoismi, errori si notano ogni giorno. Segnalo il caso dell’ ex ambasciatore del Messico con un guadagno - si dice - di 19 mila euro al mese, un milione di euro all’anno per le lussuose sedi dell’Ambasciata, ma che ha lasciato morire di stenti un connazionale anziano e malato che aveva chiesto 350 euro di prestito per rientrare in Italia.
Gli immigrati sono trattati meglio anche senza lavorare. I parlamentari non hanno fatto un fiato rispetto alla discussione sulla revisione della reversibilità. Sarebbe un colpo durissimo in particolare alle donne e un impulso ad un aumento della povertà.
OGGI, in Italia  i poveri sono 9 milioni di cui 5 in povertà totale. Nulla sui conti silenti - almeno 20 anni di contributi-un mese in meno e non hai diritto a nulla, i contributi versati totalmente persi. I parlamentari all’estero hanno sempre votato tutti i peggioramenti compreso l’allungamento dell ‘età pensionabile.
Tanti ordini del giorno, interrogazioni, chiacchiere- fatti nessuno. Oggi promettono l’aumento delle pensioni all’estero. Una pagliacciata che prevede anche il ponte sullo stretto di Messina che compare ad ogni tornata elettorale.     
Il voto dovrebbe essere espresso solo nei Consolati, Ambasciate, Istituti di Cultura, Comites , scuole e Istituzioni locali. Basta con questa truffa .
A mio parere dovrebbe essere negata la terza candidatura. I risultati sono estremamente negativi. La possibilità di candidare residenti in Italia è un errore ma nel contesto generale è una “pagliuzza” .
In queste settimane ritorna la discussione su un ipotetico accordo tra Maeci e Patronari.
Sia i Patronati che il Min. Esteri ( Maeci  sotto segretario Mario Giro) e autorevoli parlamentari sostengono un ampliamento dei servizi da parte del Patronato.
Ricordo che con l’On. Tremaglia – anno 2000 - elaborammo un documento dopo che l’ufficio giuridico del Min. Esteri fornì il suo parere. Nessuna illusione di poter svolgere  servizi consolari che la legge non permette. Meno male ! Immagino documenti e servizi delicati in mano a faccendieri o ai Patronati non all’altezza sul piano professionale. Non è il loro mestiere. Il Maeci vedo che non ha memoria. Il documento in questione recita:
Legge 30 marzo 2001 n. 152 art. 11. Enti di Patronato. Attività di supporto alle Autorità diplomatico Consolari.
Il documento venne protocollato il  2 ottobre 2002 è firmato dal vice Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie Stefano Ronca.
La prima parte si occupa di come non creare confusione e illusioni, ruoli e prerogative
La seconda, elenca i possibili ambiti di collaborazione con i Patronati, segnalati dagli uffici Consolari all’estero, e i prevede 15 punti oggetto della possibile collaborazione.
Dall’assistenza giudiziaria a quella carceraria fino alla materia passaporti dove si potrà solo aiutare gli utenti in una forma limitata per il reperimento della documentazione comunque concordata con gli uffici consolari.
In allegato il documento in questione.
Il problema vero è che i Consolati  sono stati ridotti all’osso. Solo grazie alla volontà e capacità dei dipendenti si riesce comunque ad avere un buon livello di servizi.
L’idea illusoria di surrogare i Consolati con i Patronati è una pura provocazione
Per gli smemorati ricordo che il Senato ha condotto una indagine sui patronati all’estero- circa 3 anni, costi elevati- le conclusioni sono da codice penale.
L’on. Micheloni disse di avere delle “bombe” nel cassetto , forse si trattava di quelle fritte con lo zucchero.
Il dubbio fu : tutto alla procura o commissione di inchiesta ? Naturalmente ne l’una ne l’altra.
Come se non bastasse osservo nelle legge finanziaria un emendamento che dovrebbe dare più soldi ai Patronati.
Un colpo di testa. Dalle bombe al premio. Si pensa alle candidature da riproporre. Io ti do e tu mi dai. In questo contesto è stato ritirato l’emendamento per 50 assunzioni al Min. Esteri. E’ solo per migliorare la capacità del Maeci ma non porta voti.                
Prego prendere nota  che nell’attività all’estero si ruba più di prima, sedi e funzionari inesistenti, punteggi gonfiati, clonazione delle pratiche, le stesse  in italia e all’estero. Delittuoso è il compito del Min. del Lavoro. I controlli non si fanno più e l’uccellino ci dice che l’attività ispettiva viene in parte appaltata a az. Privata che non fa i controlli, visto che costano. Anche se si incassa poco- meglio non spendere.
Scomparsa la questione dei pensionati truffati a Zurigo nell’ufficio Inca. Perche’ non si è approfondita la ragione per cui chi materialmente ha truffato i pensionati aveva accesso agli armadi e ai  timbri del Consolato di Zurigo ? Quando saranno risarciti i pensionati ? La conduzione dell’Inca non all’altezza di un sindacato come la Cgil.                  
Ricordo di essere firmatario di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Preciso che più volte ho  presentato proposte di riforma del Patronato, con l’intento di salvaguardare l’Istituzione Patronato ma non la sua immoralità dilagante.
Il Maeci dovrebbe fare i conti con le conclusioni della Commissione di indagine del Senato senza farsi confondere con operazioni equivo dentro una campagna elettorale tra le peggiori della nostra storia
*Pres. Insieme Argentina - Pres. Onorario Circolo Pertini Rosario

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Il PD è contro il voto all’estero e a favore del voto agli immigrati

Forse potranno stupirsi coloro che non erano fra i combattenti (non molti a onore del vero) per il voto agli italiani all’estero guidati da Mirco Tremaglia.
Sì, potranno stupirsi coloro che non sanno, o non ricordano (in effetti se ne parla poco), che per oltre mezzo secolo ci fu la feroce opposizione delle due maggiori forze politiche: la Democrazia Cristiana e soprattutto il Partito Comunista Italiano.
Io non mi stupisco affatto nell’ascoltare oggi il senatore Nicola Latorre, esponente di primo piano del PD, che di quel PCI è l’erede, lasciarsi scappare di bocca quello che il suo partito pensa veramente del voto agli italiani all’estero.
Il sen. Latorre ha detto testualmente:
“Io sono contrario al voto degli italiani all’estero. Ritengo sia un errore. Avrebbero molto più diritto di voto quelli che non sono italiani ma vivono in Italia da molti anni e pagano le tasse in Italia e contribuiscono ai fondi pensione”.
Forse non a caso questa affermazione viene fatta lo stesso giorno in cui alla Camera viene votata una legge elettorale che introduce la regola per cui anche un residente in Italia si può candidare nella circoscrizione Estero.
L’impressione forte è che si sia ufficialmente aperta la caccia al voto degli italiani nel mondo e che molto rapidamente il PD, che su questa linea non avrà difficoltà a trovare l’assistenza di altre forze, prima fra tutti quella dei 5 stelle, riuscirà finalmente a:
a)   annullare il voto agli italiani all’estero, che non pagano le tasse ecc.;
b)   dare il dritto di voto agli immigrati.
E a quel punto non servirà nulla protestare. A chi proverà a farlo verrà risposto: “D’altronde noi lo avevamo detto chiaramente. Non avete sentito le dichiarazioni del Sen. Latorre?”

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Personaggi italiani in Europa: Anna Mastrogiacomo

MASSIMO MASTROLONARDO - Puntualmente, all’ avvicinarsi delle elezioni, si parla di Italiani all’ estero. Quanti sono, cosa fanno, se ritornano in Italia.
Negli ultimi anni c’è una nuova emigrazione di “cervelli in fuga”, di giovani in cerca di una nuova patria e di una nuova fortuna. Ma gli italiani all’ estero sono tantissimi e ben inseriti nel tessuto sociale dei vari Paesi che li hanno adottati.
Oggi parleremo con il Cavaliere Anna Mastrogiacomo, in Germania da circa 25 anni. Andata via da Napoli, sua terra natale, per inseguire un amore prima un sogno poi.
Anna Mastrogiacomo si è dedicata da sempre anima e corpo all’ Italia che emigra e soprattutto all’ Italia che risiede in Germania
Moltissime sono state le attività e i progetti da lei promossi attraverso le Missioni, le diverse associazione e enti locali.
In prima linea negli ambienti che contano, per difendere il Made in Italy, spesso contraffatto, valorizzando gli italiani oltre confine, promozionando  lingua , cultura , arte e tradizioni e promuovendo il dialogo tra le istituzioni italiane e quelle locali nell’ambito dell’integrazione.
Anna Mastrogiacomo è stata insignita a gennaio 2017 del titolo onorifico di Cavaliere  “Al Merito della Repubblica Italiana”  conferita dal Presidente della Repubblica  avendo avuto il privilegio di farsi conoscere a livello Nazionale(Italia) ed  Internazionale.
Impegnata da sempre anche politicamente, viene eletta come consigliere nel direttivo locale  del partito tedesco  CDU ,  nel 2013  il presidente del MAIE on. Ricardo Merlo la nomina Coordinatrice della Germania;  prima Vicecoordinatrice  e poi Coordinatrice del MAIE Europa.  Anna Mastrogiacomo come detto, vive a Stoccarda  ideatrice di eventi culturali che coinvolgono la comunità italiana e realtà ed autorità in Europa  che  favoriscono  una maggiore vicinanza degli usi e costumi delle Nazioni “ospitanti” nel reciproco rispetto.

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Legge elettorale e italiani all'estero

Il Sen. Micheloni non le manda a dire ai suoi compagni del PD
SEN. CLAUDIO MICHELONI - Non è certo cosa semplice approvare una nuova legge elettorale quando la legislatura volge al termine: gli interessi di parte, e di cortissimo respiro, trovano maggiori spazi per imporsi, nonostante la tormentata vicenda degli ultimi anni dovrebbe suggerire, se non imporre, senso di responsabilità e attenzione alla qualità della nostra democrazia.
Per esprimere un giudizio complessivo sulla nuova legge preferisco attendere il suo arrivo al Senato.
C'è tuttavia una novità, intervenuta dopo il passaggio in commissione alla Camera, che riguarda direttamente la circoscrizione estero, dunque i milioni di cittadini italiani residenti fuori dal Paese:
"Gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all'estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero."
Si tratta indubbiamente di un cambiamento storico: prevedere la possibilità di collocare nella circoscrizione estero candidati residenti in Italia, infatti, significa contraddire radicalmente la logica, le finalità e il significato della legge sul voto degli italiani all'estero.
Nei dieci anni abbondanti che sono trascorsi dalla prima applicazione della legge, in effetti, abbiamo assistito a diversi tentativi di aggirare questa regola fondamentale: tentativi terminati con inchieste penali, quando scoperti, o avvolti nel silenzio compiacente di quanti si curano esclusivamente dei propri interessi di ceto e non dei diritti dei cittadini che pretendono di rappresentare.
A chi può interessare una circoscrizione estero nella quale si possono candidare quei politici della madrepatria che non abbiano trovato collocazioni alternative? A chi, se non a quelle segreterie di partito che, non contente di continuare a sottrarsi a un diretto e limpido giudizio popolare, giungono oggi a sovvertire il senso di una norma approvata con oltre 50 anni di ritardo sul dettato costituzionale?
Mi colpisce il silenzio assordante con cui tale modifica è stata accolta sin qui, con le sole eccezioni del segretario generale del CGIE Schiavone e dell'onorevole Fedi, e prima di loro del senatore Di Biagio.
Mi colpisce, ma non mi stupisce, dato che nessuno aveva trovato nulla da obiettare quando, pochi mesi fa, il Partito Democratico, in occasione delle sue ultime primarie, aveva cancellato la medesima regola. Nonostante le mille assicurazioni secondo le quali si trattava di un'eccezione circoscritta, decisi di rinunciare a partecipare alle liste per le primarie, per un motivo molto semplice: non si gioca con i principi.
Ritengo gravemente sbagliato trattare questa vicenda in termini politicisti, quasi fosse una questione ordinaria, da valutare come un più o un meno all'interno di una trattativa, preoccupandosi della candidabilità degli italiani all'estero in Italia, o vantando lo straordinario risultato di aver evitato una modifica ancora più estesa. Se qualcuno getta immondizia nel giardino di casa mia, cerco di impedirlo o mi consolo pensando che qualcun altro voleva trasformarlo direttamente in una discarica?
L'ottusità è più pericolosa della malafede. Come si può ignorare che con questa modifica si aggiungerebbe, alle diverse delusioni degli ultimi anni, l'amarezza di una umiliazione definitiva delle ragioni storiche, morali, economiche e culturali che hanno portato all'introduzione della circoscrizione estero?
È una domanda aperta, che pongo a me stesso, a chi ha parlato e soprattutto a chi tace.
Spero che ciascuno di noi, rappresentanti degli italiani all'estero, trovi il coraggio e la dignità di esprimersi: il silenzio e l'ipocrisia non salveranno nessuno.

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Un viaggio alla scoperta del mondo della nuova emigrazione

9Colonne sta realizzando una  web serie che porta alla scoperta del mondo dei cittadini italiani in Gran Bretagna nel dopo Brexit. “Cartoline dall’altra Italia - Italiani Brexit”, questo il nome della serie, gode del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie.
Si tratta di un viaggio alla scoperta del mondo della nuova emigrazione: riallaccia i contatti con i giovani connazionali che hanno deciso di provare un’esperienza all'estero, per voglia o per necessità, mantenendo con le loro testimonianze quel filo indivisibile che li lega all'Italia. Propone con cadenza bisettimanale una nuova videointervista, visibile sul sito 9colonne.it o sul canale Youtube di Nove Colonne e su tutto il circuito del MAECI.
Questa la prima puntata. E questa la seconda

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FRANCESCA ALDERISI DALLA 73° PARATA DEL COLUMBUS DAY DI NEW YORK RIVOLGE UN PENSIERO A RAI ITALIA

Francesca Alderisi, popolare conduttrice televisiva per gli italiani nel mondo, ha partecipato alla famosa parata del Columbus Day di New York svoltasi come ogni anno il secondo lunedì di ottobre.
Accolta come sempre dall’affetto di tantissimi telespettatori di Rai Italia, la conduttrice ha percorso  la famosa Fifth Avenue insieme alla band italiana dei Rudy Valentino e i Baleras, dando vita a un vivace momento di intrattenimento musicale che si è concluso con una  performance sul red carpet, live su Abc Channel 7.
“Si è trattato di un appuntamento per me ancor più speciale poichè è la decima Parata del Columbus Day alla quale prendo parte. Un’occasione unica per potere riabbracciare moltissimi telespettatori di Rai Italia che continuano a chiedermi come mai da più di un anno non mi vedano in tv ”.
Da giugno 2016 il programma “Cara Francesca” è stato chiuso e da allora Francesca Alderisi continua instancabilmente a incontrare molti nostri connazionali all’estero per mantenere sempre vivo il suo rapporto con il pubblico che la segue da moltissimi anni e accrescere la sua conoscenza in tema di emigrazione.
Arrivata a Rai International nell’anno 2000, ha condotto per più di mille e duecento puntate il famoso programma di servizio “Sportello Italia” e poi per due edizioni la rubrica  “Cara Francesca...”.
“Sono molto delusa che da più di un anno l’attuale Direttore di Rai Italia, Piero Corsini, non mi abbia contattato per valutare la possibilità di un mio ritorno in tv magari con un nuovo format televisivo, alla luce dell’esperienza e grande popolarità acquisita nei tanti anni dedicati ai nostri connazionali nel mondo. Allo stesso tempo sono fiduciosa di potere instaurare nuovamente un dialogo costruttivo e creativo non appena ci sarà un cambio ai vertici di questa struttura molto importante per i nostri connazionali nel mondo e alla quale mi sento molto legata.”

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