Mar08222017

Last updateMer, 09 Ago 2017 10am

Italia

Renzi ha vinto le primarie, ma l'Italia ha perso solo tempo

GERARDO PETTA - Per l'Italia, dopo le primarie del PD, non cambierà niente, perché ci troveremo di nuovo Renzi  come  candidato premier del Partito Democratico. L'unica novità  è che si  è liberato, definitivamente, delle ultime scorie del vecchio PCI (tranne nella Circoscrizione estero, dove hanno cambiato solo casacca e  sono diventati  quasi tutti  renziani). Adesso  potrà gestire completamente  il partito  a suo piacimento. Sarebbe meglio, a questo punto,  se Renzi cambiasse addirittura  il nome, perché  ormai questo schieramento politico  di sinistra non ha più nulla,  si è trasformato in tutto e per tutto nel suo  partito personale.
L'Italia,  dalle ultime elezioni politiche  del 2013,  è ferma e  bloccata da questa  lacerante guerra all'interno del PD, prima con la poltrona della segreteria poi con quella di premier, infine con la Riforma Costituzionale, bocciata per fortuna dagli italiani, e ora con la probabile nuova legge elettorale.
Chissà quanto altro tempo perderemo e se si riuscirà, alla fine,  a farne una decente.
Nel frattempo i veri problemi dell'Italia non sono stati affrontati, anzi sono peggiorati con una maggioranza di  governo inefficiente e incapace di svolgere il proprio ruolo nell'interesse degli italiani.
Siamo arrivati al paradosso che gl’ italiani stanno lasciando il proprio paese per cercare fortuna all'estero, soprattutto i giovani, e in Italia stanno arrivando ondate continue  di immigrati che stanno rendendo insicure le nostre città, grazie al buonismo delle forze di governo.
Stiamo precipitando nel caos totale, perché nel nostro paese non esistono più regole da rispettare.Tra poco saranno gli immigrati a dettare legge in Italia, e in   certe realtà  lo stanno già facendo, tanto se le forze dell'ordine li arrestano dopo qualche giorno la nostra  giustizia   li libera. E tutto questo per colpa di chi ci sta governando che, in questa situazione particolare, dovrebbe emanare leggi più severe, rigide  e restrittive  nei confronti di chi delinque e commette gravi reati.
Che tristezza!
Speriamo che, agli inizi  del 2018, il voto che uscirà dalle urne  condanni definitivamente Renzi e la sua coalizione e permetta a una nuova maggioranza politica di rimettere in moto  la nostra economia   con coraggio, più etica, onestà e rispetto della legalità. Solo così si potrà offrire agli italiani e ai nostri  giovani   la speranza di poter iniziare a sognare  di nuovo in  un futuro migliore.

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Il corsaro Renzi, suo papà Tiziano e la ciurma di governo

GERARDO PETTA - Il PD e il gruppo di politici intorno a Renzi stanno tirando solo a campare, discutendo sull'inutilità di quando andare al voto, dimenticandosi dei veri problemi di un'Italia che sta andando a rotoli, in cui i giovani, in particolar modo, non hanno nessuna speranza di futuro, perché 4 su dieci non lavorano.
Per il momento a guidare il nostro paese c'è il quarto premier non eletto dal popolo e ciò la dice lunga su come interpretare questa anomalia politica, tutta italiana. Abbiamo battutto il record, siamo da Guinness dei primati.
La priorità sembra essere la data delle elezioni, cioè prima di giugno, in autunno o a fine mandato, nel febbraio 2018.
Nel frattempo all'interno del Pd c'è una confusione totale, perché
Renzi non sa cosa fare dopo la batosta della sconfitta al Referundum. A dir la verità questa sinistra con Renzi al timone non ha avuto mai idee chiare su come risollevare l'Italia. Ora l'attuale premier è Gentiloni che però da un momento all'altro rischia di saltare pure lui, perché se Renzi decidesse di andare al voto, allora verrebbe sfiduciato dal suo stesso partito.
D'altra parte l'Italia è in balia di una maggioranza di governo incapace di agire per il bene del paese, in quanto frenata dagli interessi personali di Renzi e dalle esigenze dei suoi amici banchieri, industriali e addirittura dei campi da golf.
Nella Circoscrizione estera infine, è peggio ancora, perchè qui il PD su 18 parlamentari ha la stragrande maggioranza degli eletti, ma invece di preoccuparsi delle problematiche degli italiani residenti oltreconfine fa solo gli interessi del partito. E ora che la campagna elettorale è in un certo qual modo già partita, pensano solo alla candidatura e vedere con chi schierarsi, nel caso che Renzi non fosse più il candidato premier. La priorità per gli eletti all'estero è salire sul carro giusto, altrimenti si perderà il treno della candidatura. Per esempio in Svizzera prima dell'avvento di Renzi erano tutti Bersaniani, per poi cambiare casacca al volo. Mi riferisco ai vari Bernasconi e Schiavone, rispettivamente presidente e segretario del PD-Svizzera, per continuare con Da Costa, consigliere CGIE e dulcis in fundo all'ultimo arrivato in casa PD, l'ex M5S Tacconi. Si salva per coerenza solo l'on. Farina che è rimasto fedele alla corrente di minoranza Bersani-Cuperlo.
Purtroppo la classe politica che ci governa è alle prese solo con scandali, divisioni, scissioni annunciate e inchieste. Una delle ultime riguarda addirittura il papino di Renzi che sarebbe accusato di aver aiutato alcuni imprenditori ad aggiudicarsi commesse Consip. Ma ormai nessuno si scandalizza più, come per l’altro papino banchiere della fallita Banca Etruria della ministra Boschi, ora sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio. I veri problemi dell'Italia sono altri, per esempio il lavoro, la sicurezza, la povertà, la disoccupazione giovanile, etc.
Non ci rimane che pregare.
Di questa situazione potrebbe approfittare il centrodestra se riuscisse a trovare un’intesa su un comune programma. Non sarà facile, ma l’occasione c’è. Infatti anche il M5S è in serie difficoltà a causa della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e di molti illustri esponenti di questo movimento, che si stanno dimostrando incapaci di assolvere al compito che si erano preposti. Criticare gli altri è molto più facile che essere propositivi e costruttivi!
Il M5S dovrebbe farsi un serio esame di coscienza.
Personalmente, mi auguro che torni il buonsenso in tutta la classe politica italiana e di sfruttare il tempo che resta, tanto al massimo tra un anno andremo comunque a votare, cercando di scrivere insieme una decente riforma elettorale per poi dare la parola finale al popolo italiano. Non dobbiamo però dimenticarci che la nave Italia non può essere lasciata in balia delle onde di questa crisi economica che ci sta spingendo contro qualche scoglio o alla deriva. È necessario che tutti diano una mano per guidare il nostro paese in acque piu tranquille, altrimenti sarà la fine per tutti e dovremmo dare ragione alle parole di una canzone di Rino Gaetano che diceva:
PCI-PSI, PLI-PRI (Nun te reggae più).
Parole sante, tanto che oggi potrenmmo estenderle a:
PD, NCD, PSI, CpE, CD, ...
Chi vivrà, vedrà.

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Le elezioni USA viste da New York: Non so se voterò

AUGUSTO SORRISO - Fino a qualche settimana fa la campagna elettorale USA poco mi interessava e tantomeno mi entusiasmava, deciso come ero, vista la pochezza dei due candidati , a non andare a votare. Ancora fino ad oggi questa e' la mia propensione  che poi rispecchia il sentimento comune visto che il 60% degli americani ritiene non qualificati i due contendenti.Le ultime vicende elettorali e i media (senza distinzione alcuna) mi hanno cosi' disgustato  per la loro partigianeria e per le bufale che quotidianamente rifilano agli italiani che mi vedo necessitato ad andare controcorrente e a dire la verità' o perlomeno quella che e' a mio parere  la verità' e  la mia personale visione. Tutti i media si lamentano dello scadimento dei dibattiti su vicende personali anche di poco gusto. Bene , anzi male. Ma chi trascina il dibattito su questi livelli se non le rivelazioni di importanti giornali.Provocano il danno ed attribuiscono lo scadimento a Trump.Devo dire che il miliardario in questi mesi aveva evitato personalismi sulla vita privata della Clinton.Per contro la signora sulla richiesta dei misteri delle mail cancellate , problema  che riguarda la sicurezza nazionale, rispondeva con l'accusa sulle tasse di Trump.Il problema e' che Trump, nonostante il suo temperamento, era diventato troppo forte e sul piano politico non si riusciva a smontarlo . Lo scadimento sul personale e su temi che non asseriscono alla politica, non si possono addebitare a Trump. Mi sembra di riveder Berlusconi ed i suoi avversari. Non potendolo attaccare sul piano politico era più' semplice parlare delle sue tasse e delle sue vicende personali (a volte anche poco decorose).Ma veniamo a Trump. L'ipocrisia per quanto riguarda le sue disgraziate affermazioni sule donne regna sovrana. Chi (uomini o donne) non ha trasceso in privato nelle discussioni sull'altro sesso? Ben pochi! Ma quando si tratta degli altri tutti siamo giudici! L'ultima a poter dire una parola su questo argomento dovrebbe poi essere la signora Clinton che ci dice che Trump anche per queste sue affermazioni sessiste non sarebbe idoneo alla Presidenza. Cosa diceva la stessa del marito? Dice di Clinton l' inviata RAI ":Accusato da più' donne" , Clinton non e' "accusato", ma e' stato condannato a risarcimenti milionari e radiato dall'ordine degli avvocati. Da buona moglie Illary lo difendeva attribuendo alle poco di buono che attentavano alla purezza di Bill tutte le colpe.Ai puritani di oggi poi ricorderei che il più' amato dei Presidenti, Kennedy, non era poi tanto restio a comportamenti poco consoni alla Presidenza.Ma attenzione le cose  che dice Trump (da privato) i due mitici Presidenti le facevano alla Casa Bianca. Pur ritenendo inaccettabili queste frasi credo che le capacita' che distinguono un politico debbano essere altre e Kennedy e Clinton ne sono la dimostrazione. Parliamo poi delle tasse di Trump. Che io sappia non credo abbia pendenze col  non tenero fisco americano se non la presentazione in ritardo (consentita dalla legge) dei redditi 2015. La corrispondente della RAI  dice che Trump ha eluso le tasse se cosi' fosse sarebbe quantomeno indagato. Più' semplicemente Trump ha fatto quello che qualsiasi cittadino contribuente fa: ha usufruito degli sgravi che la legge gli consente.Questi sgravi gli hanno consentito di non pagare tasse per due anni, ma per tutti gli altri ha pagato centinaia di milioni ogni anno. Sfido chiunque a comportarsi diversamente.Diverso e' il discorso sul piano politico. A parer mio si presenta come candidato con idee a volte inaccettabili e discutibili altre confuse e poco chiare e giuste sul piano interno  con poca o nessuna esperienza sul piano internazionale con  proposte di  soluzioni oscillanti e contraddittorie..Non meglio pero' si può' dire della tanto osannata Clinton . Sul piano interno(dopo 20 anni di esperienza politica) si pone come innovatrice avendo lei condiviso scelte disgraziate di Obama che ora dice di voler correggere (vedi il fiasco OBAMACARE sulla sanità). Che dire delle divisioni razziali.  e delle condizioni dei diseredati. Quali sono state le proposte in questi anni di presidenza Obama e quali le soluzioni proposte e portate avanti dalla Clinton.Zero! Non parliamo della politica estera. E' stata per quattro anni Segretario di Stato, Se oggi abbiamo crisi in Siria ed in Libia la Clinton ha grossissime responsabilità' Con il " brillante" Sarkozy ed il "mitico" Napolitano e' stata l'artefice della destabilizzazione della Libia.Quanta ragione aveva il deriso e criticato Berlusconi per i suoi rapporti con Gheddafi e per la sua riluttanza ad intervenire militarmente. La Clinton con le sovvenzioni e l'invio di armi ai ribelli Siriani (ISIS in testa) ha provocato il disastro siriano e tutto quello che ne e' conseguito.Per non parlare dell'attentato all'Ambasciata in Libia portando sulla sua coscienza la morte del suo Ambasciatore.Ultima chicca di una donna bugiarda e spregiudicata  la vicenda delle mail cancellate che ad un cittadino normale sarebbe costata la galera,Una cosa dice giusta Trump : sovvenzioniamo i ribelli siriani che combattono un regime tirannico, ma chi ci garantisce che il rimedio sia migliore della malattia. Il rimedio in ogni caso e' costato mezzo milione di morti milioni di profughi ed il potenziamento dell'ISIS.Con le conseguenze per l'Europa che conosciamo.Chi sono e cosa vogliono questi ribelli? Sono meglio di Hassad? Boh! Condannare la Russia per quello che fa in Europa ed in Medio Oriente e privilegiare il rapporto con il regime dispotico dell'Arabia Saudita e' una doppiezza inaccettabile.Si dice e' " realpolitik", ma questa non può' essere a senso unico.Quindi per tornare alle mie riflessioni poco c'e' da appassionarsi. Certamente non voterei mai per la Clinton. Con Trump non so cosa ci aspetta con la Clinton il disastro interno ed internazionale e' assicurato.Una cosa pero' e' vera. Un Presidente come la Clinton anche se provoca mille guerre ci darebbe il favore dei media e quindi dell'opinione pubblica europea. Trump anche se si dimostrasse capace (tutto da vedere) sarebbe sempre il simbolo di una America invadente ed interessata.Obama ne e' l'esempio. ha destabilizzato mezzo mondo , ma rimane un idolo intoccabile. Oggi un canale pro-Clinton, la NBC, ha riportato un sondaggio su come voterebbero gli Small Business Owners (piccoli imprenditori): 51% Trump 25 Clinton 19 indecisi. Si dice (in modo quasi dispregiativo) questa sia la "pancia" dell'America. Chissà  perché  se si vota Berlusconi o Grillo o Salvini e' la "pancia" se si vota Clinton o una sinistra qualsiasi e' il cervello" Deformazioni di media venduti sempre agli stessi: i potenti veri. Una cosa c'e' da dire su questo strano e spesso impresentabile animale  che e' Trump: e' solo contro tutti: contro i democratici, contro le televisioni , contro i giornali, contro il mondo dello spettacolo contro i poteri forti persino contro i repubblicani,eppure ancora oggi tiene testa a tutti ed ha se non il mio voto la mia simpatia.
Non e' Berlusconi e' invece ,con le dovute differenze più' simile a Grillo. E' l'antisistema che fa paura ai politici di mestiere. Se arriva forse non sarà' un buon Presidente (tutto da dimostrare), ma promette di liberaci dai politici faccendieri di Washington. Obama nel 2008 si presento' contro la Clinton come il ripulitore dei potentati che essa rappresentava, purtroppo si e' adeguato troppo presto al sistema di potere ed ora la difende come nessun Presidente uscente ha mai fatto nei confronti di un candidato del suo partito. Lo scadimento più' avvilente e' che la campagna elettorale dei democratici, Obama in testa, non e' per la Clinton ed i suoi programmi, ma contro Trump le sue gaffes e i suoi difetti privati. Segno di debolezza se questo Trump e' cosi' ben poca cosa  come tutti ci vogliono far ingoiare. Lei ha i soldi (una montagna) di tutti i potentati e dovrà' in qualche modo ringraziarli . Lui ha solo speso i suoi (tanti) soldi e' fara' di testa sua e spero si affidi ad uno staff  che abbia i requisiti che gli mancano (e sono tanti). questo attiene alla sua intelligenza (ma questa non gli fa difetto).
Ci sono ancora tre settimane rimango  molto scettico sul mio andare a votare , ma chissà' forse la "pancia" avrà più' forza del "cervello".

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Prima Merlo, poi Berlusconi e ora Marine Le Pen

GIAN LUIGI FERRETTI - Marine Le Pen, che secondo i sondaggi potrebbe diventare fra qualche mese Presidente della Repubblica Francese, nei giorni scorsi ha affermato, in un'intervista televisiva, la sua intenzione di proporre ai francesi, in caso di elezione, l'uscita dalla moneta unica, precisando però di volerla sostituire con una moneta nazionale, sul modello del franco, e con una moneta comune, come era l' Ecu (Euopean currency unit, moneta scritturale introdotta nel 1979 dal Consiglio europeo), che sarebbe utilizzata per gli scambi intra-europei. Doppia moneta, insomma.
Confesso di non capire gran che di economia e finanza. Perciò rimasi sorpreso quando l'On. Ricardo Merlo parlò di doppia moneta a "Porta a porta". Era stato invitato alla vigilia delle elezioni europee in quanto li MAIE si presentava con la sua lista.
Ad un certo momento Merlo indicò l’introduzione di una moneta parallela o seconda moneta o quasi moneta (gli economisti usano diverse denominazioni), come una delle possibili soluzioni per uscire dallo stallo delle economie di paesi quali Grecia e Italia.
Bruno Vespa lo guardò come se avesse detto di essere stato rapito dagli alieni da piccolo. Gli scappò persino una smorfia di disgusto prima di ignorarlo platealmente per rivolgersi allo "scienziato dell’economia" Bruno Tabacci, che stava ancora ridacchiando di quelle che anch’egli evidentemente considerava le strampalate fantasie di uno che veniva dall’altra parte del mondo.
Sì, rimasi sorpreso e lì per lì pensai che forse a Merlo era sfuggita una castroneria. Però, conoscendo la sua preparazione universitaria ad alto livello (ha anche insegnato economia politica) proprio su questi temi, andai a fare qualche ricerca e mi resi conto che solo due provincialotti come Vespa e Tabacci potevano  accogliere con tanta ignoranza (voce del verbo ignorare) la soluzione indicata da Merlo.
Non conoscevano, neppure per sentito dire, le più avanzate teorie economiche come quella della quasi moneta di  PierGiorgio Gawronski, uno che ha lavorato all’ufficio studi della BNL, all’OCSE, all’UNCTAD e alla “policy unit” della Presidenza del Consiglio. Né era pensabile che sapessero che in altre parti del mondo questa teoria era stata messa in pratica con successo, come ad esempio nel Colorado dove sono stati ufficialmente lanciati da tempo i COjacks.
Da quella puntata di "Porta a porta" passò qualche mese e fu pubblicata la notizia che la Banca Centrale Europea aveva "analizzato uno scenario in cui la Grecia finisce i soldi e comincia a pagare i dipendenti con una seconda moneta virtuale all’interno del blocco dell’euro”.
Passarono altri mesi. L'On. Merlo si incontrò con Silvio Berlusconi per parlare di italiani all'estero. Nel corso del cordiale colloqui il discorso cadde sull'Euro e anche a lui Merlo parlò della "moneta parallela".
Berlusconi, che di economia sicuramente s'intende non foss'altro per essere diventato uno degli uomini più ricchi del mondo e che altrttanto sicuramente può godere dei consigli di fior di economisti, ci riflettè su e poco dopo se ne uscì con la famosa dichiarazione pubblica: "Dobbiamo recuperare parte della nostra sovranità monetaria con una seconda moneta che possa essere stampata da Roma e messa sul mercato che poi ne valuterà il cambio con l’Euro".
E ora, dicevo, la presa di posizione di Marine Le Pen. Chissà che vi non abbiano contribuito certe nostre conversazioni private? Nel qual caso nuovamente ci sarebbe un collegamento con le dichiarazioni di Merlo a Porta a Porta.  Quando la vedrò, il 25 febbraio, glielo chiederò e vi farò sapere. Lo farò sapere soprattutto a Ricardo Merlo.

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NO al Referendum di Renzi il Vendifrottole

Da Zurigo intervento nel dibattito sul Referendum
GERARDO PETTA - Non se ne può più di questo governo  Renzi che prima dice una cosa e poi si rimangia tutto,  cambiando idea secondo  quello che  fa più comodo a lui o ai poteri forti che lo sostengono. Ormai l’Italia è diventata   una marionetta  nelle mani  di gente che non ci mette la faccia e specula sul popolo, e sullo scenario internazionale non veniamo  più ascoltati da  nessuno: contiamo come il due di coppe, quando la briscola è a denari.
La Riforma Costituzionale partorita da  Renzi, insieme alla figlia del banchiere Boschi e all’ex comunista Napolitano, è un pastrocchio che non semplifica il funzionamento della macchina dello Stato, bensì  ne riduce addirittura  la sovranità popolare. E questo non lo dice solo l’opposizione, ma anche una buona parte della sinistra… tutti a parte il PD! È una riforma che non serve proprio a niente e mette a rischio quel poco di buono che ci è rimasto!
La data del referendum non è stata ancora fissata e questo la dice lunga sull’opportunismo dell’attuale governo; il prossimo 04 ottobre la Consulta deciderà se approvare o bocciare "l’Italicum", la nuova legge elettorale,  in particolar modo su alcuni punti come l’incostituzionalità del premio di maggioranza o la mancanza di una soglia minima per il ballottaggio.
Siamo nel caos  totale, non si capisce  cosa succederà o come si andrà avanti in Italia; la disoccupazione e  le tasse  non stanno diminuendo, i giovani e intere famiglie sono costretti ad andare all’estero, mentre gli immigrati ci stanno invadendo,  ma il governo Renzi  parla di segnali positivi. Il premier si sta dimostrando solo un "raccontaballe" ed è inviso a molti esponenti della sua stessa maggioranza, che purtroppo alla fine non hanno il coraggio di mandarlo a casa, perché perderebbero la poltrona di parlamentare. Ed è  proprio grazie a questo dettaglio  che Renzi continua a restare in sella al suo governo,  insieme ai suoi amici che ha piazzato nei posti nevralgici della macchina amministrativa  dello Stato. Non  per ultimo alla Rai, dove ha completato il puzzle dei suoi uomini,  in modo che non lo si potrà  criticare in nessun modo.
Mi  sembra quasi di vivere  a Cuba dove i Castro, a parte  la  riapertura  dell’Ambasciata Americana all’Avana, non hanno  cambiato niente, continuando ad  arrestare e imprigionare i dissidenti. Forse tra poco sarà così anche in Italia, in quanto Renzi, grazie ai nuovi responsabili dei Tg, ha fatto rimuovere i giornalisti scomodi, ma in futuro, chi lo sa?, potrebbe anche condannare chi si permettesse di criticare il suo operato di "vendifrottole". Con il nuovo sistema elettorale dell’Italicum chi vince otterrà  il premio di maggioranza con cui potrà governare senza intoppi per 5 anni e cambiare tutte le leggi che desidera. Il premier diventerebbe quasi una specie di dittatore. Infatti il nuovo Parlamento sarebbe formato da soggetti per  2/3 non eletti dal popolo, bensì  nominati dai partiti con i capolista bloccati. Quindi l’Italicum alla fine non è tanto diverso dal precedente sistema elettorale  il "Porcellum",  dichiarato tra l’altro  incostituzionale.
 Pertanto si è perso  tempo, per non cambiare nulla!
Inoltre  i tanti pubblicizzati  risparmi con il nuovo Senato non retribuito, formato da consiglieri regionali e sindaci, sono ridicoli. In pratica si aggirano su scarsi 50 milioni di Euro, ma poi comunque questi nuovi senatori hanno diritto a un rimborso spesa per recarsi a Roma e   bisogna infine  continuare a pagare il fitto di Palazzo Madama, con tutti i suoi dipendenti, dove l’usciere seguirà a percepire circa Euro 10'000 al mese.
E allora non prendiamoci in giro! Era meglio lasciare tutto come prima o eliminare, se si voleva veramente risparmiare,  del tutto il Senato.
Il bicameralismo in questo modo  non viene davvero superato, come dice il governo, bensì reso più confuso creando di sicuro conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato.
Perciò, senza parlare di colore politico di appartenenza, considero questa Riforma Costituzionale non idonea a un paese come l’Italia. La Costituzione rappresenta  le fondamenta su cui  poggia una nazione ed è necessario che alla sua compilazione o alle sue  modifiche partecipino tutte le forze politiche e non come è successo nell’attuale Riforma solo le forze di maggioranza. Altrimenti dobbiamo parlare, come ho accennato precedentemente, di riforma alla cubana o alla bulgara.
L’Italia merita di più  e non l’attuale, pessima Riforma che   permetterà  solo, al furbetto di turno, di poter governare in modo assoluto, senza possibilità di essere messo in discussione dall’opposizione.
Allora votiamo NO, NO e di nuovo NO per correggere, modificare  e integrare tutti insieme questa Riforma Costituzionale che dovrà rappresentare il nostro futuro e soprattutto migliorare la macchina amministrativa dello Stato italiano.

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Natale di terrore

Non è un caso che l’attentato di Berlino sia avvenuto proprio a pochi giorni da Natale
LUCIA ABBALLE - Nell’attentato al mercatino di Natale di Berlino si riverberano gli errori e le frustrazioni di un’Europa sempre più incapace di fronteggiare la strategia votata all’odio perseguita dalla maggiore minaccia terroristica per l’Occidente dall’11 settembre in poi. L’offensiva posta in essere dall’Isis ha colpito al cuore dell’Europa, nella Germania divenuta perno attorno al quale ruota la difesa dei valori occidentali. E non è un caso che questo attentato sia avvenuto proprio a pochi giorni da Natale, la festa cristiana che nel simbolo della croce identifica un popolo ed i suoi valori e che la furia omicida del terrorismo islamico, nel nome di Allah, mira a distruggere. Sono questi i casi in cui l’Europa, divenuta oramai una mera sovrastruttura burocratica, funge da moltiplicatore della crisi e, a volte, da capro espiatorio. Tuttavia nella caccia alle streghe, i valori e le tradizioni occidentali continuano a macchiarsi del sangue di innocenti vittime e offrono materiale prezioso per ulteriori mirati attentati terroristici. Gli uomini del Califfato agiscono con una strategia ben precisa, seguendo ordini e seminando terrore. Li anima l’odio per il cristianesimo e per i diritti dell’uomo.
Il fatto che l’Italia e soprattutto la città del Vaticano sino ad oggi siano state risparmiate dalla crudele mattanza del terrorismo è indicatore di una strategia ben precisa; sebbene infatti la propaganda del Califfato inciti i lupi solitari ad attaccare indiscriminatamente chiunque e dovunque, esistono elementi che fanno ipotizzare una regia nella scelta dei bersagli: le indagini più recenti, infatti, rivelano che l’Italia rappresenti una delle principali rotte di ingresso per gli emissari di Al-Baghdadi abituati a muoversi lungo quel percorso balcanico che dalla Turchia arriva alla Grecia, per poi approdare lungo le coste della Penisola. Anche il tunisino ricercato in queste ore e sospettato di essere l’autore della strage di Berlino era sbarcato in Italia nel 2011, ancora minorenne, ed era stato portato a Lampedusa dove aveva partecipato all'incendio del centro di accoglienza. Arrestato, era stato trasferito a Catania e poi a Palermo. Dopo aver scontato la pena di quattro anni di reclusione all'Ucciardone, aveva ricevuto un provvedimento di espulsione ma la Tunisia lo aveva rifiutato. Così, nel 2015 di lui si erano perse le tracce e si era spostato in Germania dove avrebbe compiuto lunedì scorso il folle gesto.
La posizione strategica dell’Italia nell’area del Mediterraneo, quindi, consentirebbe il transito di flussi di denaro destinato ad esponenti jihadisti dell’Europa centrale coinvolti nelle stragi. L’Italia sarebbe troppo importante per la rete logistica dell’organizzazione fondamentalista da non correre il rischio di scatenare la reazione. Si tratta soltanto di uno scenario, ancora privo di riscontri, ma che può fornire un barlume di spiegazione sulla moratoria che finora ci ha risparmiato.
Tra gli obiettivi del terrorismo c’è quello di indurre gli Stati membri ad isolare l’Islam europeo, a diffidare degli immigrati fino ad emarginarli, in modo che sia più facile radicalizzarli per i predicatori del male. È una trappola in cui non dobbiamo cadere soprattutto perché immigrazione e terrorismo sono due fenomeni diversi. Certo, la politica dell’accoglienza fine a sé stessa alla lunga è insostenibile: fare entrare in Italia centinaia di stranieri al giorno senza sapere bene cosa farne crea soltanto confusione ed esasperazione. Pertanto ben venga l’accoglienza volta a salvare vite umane, ad impedire l’arricchimento ai danni dello Stato, a ripristinare un clima di fiducia e solidarietà tra Paesi, ma per la realizzazione di ciò è necessario l’intervento dell’Unione europea. Non sarà facile, ma l’Italia ha il dovere di richiamare i vertici europei ad un atto di responsabilità ed esortarli all’azione. L’Italia deve farlo per tutti quei giovani di una generazione che studia, lavora e fa ricerca e che ha avuto la sola colpa di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Deve farlo per la futura generazione che abiterà quell’Europa dei popoli e dei valori che il terrorismo islamico ha intenzione di distruggere. Deve farlo non chiudendosi in casa ma continuando a vivere il Natale nella sua dimensione spirituale e familiare, delle chiese e dei mercatini; senza negare le tradizioni e l’identità. Imparando a convivere con le proprie paure sino a vincerle.

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La faccia nascosta di Hillary

ANGELO PARATICO - La stampa di tutto il mondo aveva anticipato alcuni passi del libro di Dolly Kyle - una signora che è stata confidente, amica, amante di William Jefferson (Bill) Clinton - intitolato ‘Hillary. The Other Woman.’ L’ho ricevuto ieri, fresco di stampa e mi sono buttato a leggerlo.
La dedica è per ‘tutti coloro che hanno sofferto abusi sessuali e violenza carnale’. L’autrice sa bene di cosa parla, essendo stata violentata nel 1964 da un amico di Bill, a 16 anni. L’introduzione è di David P. Shippers, che fu pubblico ministero nel comitato parlamentare per l’impeachment di Bill Clinton. Questa è la sua chiusa: “La potenzialità del ‘vota per uno e prendi due’ è ciò che rende questo libro un testo che va assolutamente letto da ogni cittadino che intenda votare a novembre e che tenga al risultato finale. Né i Clinton né il vasto golfo dei loro sostenitori apprezzeranno quanto leggeranno qui; sicuramente monteranno la loro solita campagna di menzogne, mezze verità e attacchi personali nei confronti dell’autrice, Dolly Kyle. Facciano pure. Non c’è dubbio nella mia mente che ogni affermazione riportata in questo libro è assolutamente veritiera e precisa.”
L’immagine di Hillary che emerge da quest’opera ricorda un po’ Cesare Borgia visto dal Machiavelli, ma in versione femminile: una donna spietata, bugiarda, miscredente, vendicativa, determinata. Eppure pensiamo che, fin quando i suoi interessi personali collimeranno con gli interessi degli Stati Uniti, pur abusando e calpestando le leggi, farà crescere la nazione americana e, una volta morta, potrà sedere nel Walhalla a fianco di Giulio Cesare, Gengis Khan e Adolf Hitler. Bill, suo marito, come Pier Soderini, verrà respinto all’entrata, al grido: “Ch’inferno anima sciocca? Va’ su nel limbo fra gli altri bambini.”
Dolly e Bill si conobbero quando lui aveva 14 anni e lei 12: fu un ‘colpo di fulmine’ come dice l’autrice in italiano, essendo italiana per parte di madre. Lei era una ragazzina di buona famiglia, studiosissima, pianista di valore e Bill, affascinato, cominciò a chiamarla ‘pretty girl’ bella bambina. Oggi è una bella signora bionda dagli occhi azzurri, scrittrice e avvocato di successo e molto impegnata nel sociale, offrendo assistenza legale gratuita ai poveri.
Dolly Kyle in tutti questi anni non è stata solo una partner di Bill, ma lo ha amato d’un amore materno e, nonostante tutto, lo ama ancora, pur ritenendolo un pervertito sessuale, traumatizzato dalle sue esperienze infantili e bisognoso di assistenza psichiatrica. È cosa nota e accettata che chi subisce abusi durante l’infanzia diventa spesso a sua volta uno che abusa gli altri, qualora non vengono sciolti tutti quei nodi che si porta nella propria mente inconscia. Non si tratta di una biografia, né di un testo scandalistico bensì di un memorandum politico e di un concentrato d’odio rivolto verso una donna: Hillary Rodham Clinton, vista come la personificazione del demonio e descritta, dopo che Bill gliela presentò fuori da un aeroporto, come fisicamente rivoltante, malvestita, maleodorante e coperta di peluria, anche se da quel giorno lontano, dobbiamo ammetterlo, si è data da fare con cerette, sarti e profumi.  Già alla fine degli anni ottanta Bill ammise in sua presenza di aver fatto sesso con circa duemila ragazze, spesso minorenni e senza preservativo e, un fatto che l’autrice non conosceva, in qualche caso ricorrendo allo stupro. A Hillary della protezione in gomma sul pene del marito importa poco, perché fecero sesso solo per dovere al fine di generare Chelsea e presentare all’elettorato una immagine di normale famiglia americana.
I giovani ignorano molti dei nomi e dei casi che videro coinvolto Bill e solo chi ha una certa età, come chi scrive, ricordano vecchie storie che stranamente oggi non vengono più rivangate: come il caso di Juanita Broaddrick, che nel 1978 fu ripetutamente violentata dal giovane governatore dell’Arkansas, Bill Clinton. I Clinton hanno usato egregiamente i media perché oggi la maggior parte delle persone ricordano solo Monica Lewinsky, ma Gennifer Flowers, Paula Corbin Jones, Marla Crider, Linda Tripp, Kathleen Willey, Sally Miller Perdue, Elisabeth Ward Gracen, Bobbie Ann Williams, Lencola Sullivan, Beth Coulson e tante altre sono state completamente dimenticate. Le vittime innominate furono certamente molte di più, soprattutto fra le giovani studentesse che ebbero Bill Clinton come docente di Legge presso l’Università dell’Arkansas. Quando scoppiavano le grane, Bill si ritirava con l’atteggiamento di quel cacciatore che si difese dicendo: “Ho dovuto farlo, l’anatra ha sparato per prima” e poi lasciava a Hillary il lavoro sporco di pulire e spegnere la luce.
Kyle e Bill si sono visti e sentiti per decenni, sino a quando Bill vinse le elezioni presidenziali nel 1992. Il nomignolo che i due davano a Hillary era ‘la Guardiana’ perché il suo compito fu sempre quello di sistemare i guai che suo marito combinava usando la parte del corpo che va dalla cintola in giù: lei s’occupava di rimettere i cocci insieme, negando le asserzioni delle vittime, pagandole, minacciandole, ridicolizzandole e se questo non bastava, scatenando contro di loro una vera e proprio campagna denigratoria. Usava abitualmente dei detective privati che aveva assunto, non per aver prove della conclamata infedeltà di Bill, ma per contenere e neutralizzare le sue vittime.
Hillary viene descritta come una bugiarda patologica e seriale che crede alle proprie storie a tal punto che potrebbe passare un test alla macchina della verità. Epiche certe sue menzogne, come quella di essere stata fatta oggetto di tiro dai cecchini una volta atterrata in Bosnia, una storia che raccontò varie volte condita in molte salse, fin quando fu dimostrato che era una sua fantasia, come lo erano tutte le balle che raccontò sulla vicenda di Bengazi o il fatto che il padre la chiamò Hillary in onore del conquistatore dell’Everest: smise di dirlo solo quando le mostrarono che lei era nata sei anni prima di quell’epica ascesa. Ama ripetere di aver sempre avuto a cuore il tema femminile nel proprio paese, quando in realtà ha sempre avuto a cuore la soppressione degli abusi fatti dal marito sulle donne.
Scrive l’autrice: “È ironico che Hillary possa intimidire e minacciare le vittime del marito ma è incapace di gestire una vera guerra, perché non è una donna adulta e matura con il carattere e la moralità sufficiente per prendere delle importanti decisioni basate su giudizi oggettivi. Questa mancanza non è accettabile per un comandante in capo delle forze armate con un dito sul grilletto atomico...Non possiede una base morale ma possiede solo interesse personale e una forte sete di potere. Questo è l’incubo ricorrente di Hillary derivante dalla propria incapacità di affrontare gli abusi di suo padre durante la propria infanzia...deve mentire anche quando non ce n’è bisogno, come risposta automatica. Non si sente mai ‘buona abbastanza’ per gli standard del suo defunto genitore, quindi continuerà a mentire, a costruire balle, riscrivere la storia, vista attraverso le spesse lenti delle sue deficienze. Continuerà ad attaccare ogni donna, o uomo che avrà la forza di contrastarla. Hillary ha incontrato la sua perfetta metà in Bill Clinton, un uomo emotivamente e psicologicamente guasto.”
Che effetto avrà questo libro sull’elettorato, ci chiediamo? Nessuno, zero. Perché i Clinton non la quereleranno. L’autrice possiede lettere, foto anche nastri registrati e dunque la sua posizione è inattaccabile. I media dopo aver accennato alla storia delle sue duemila donne, la ignoreranno, oppure vi faranno degli accenni obliqui mettendo in dubbio la sua credibilità e dicendo che è una che sta dalla parte di Donald Trump. Ecco, Trump.  Dopo la vergognosa uscita di scena di un uomo perbene come Bernie Sanders, Hillary è invulnerabile, e il suo motto potrebbe essere simile a quello adottato da Cesare Borgia: “Aut Hillary, aut nihil".

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Per fortuna i sondaggi continuano a sbagliare

GIAN LUIGI FERRETTI - Per fortuna sondaggisti e commentatori hanno sbagliato di nuovo. Per fortuna? Fortuna di chi? Mia, per esempio. Puntando sulla Brexit e su Trump ho vinto una discreta sommetta.
Adesso sto cercando un bookmaker che accetti scommesse sull’esito del nostro Referendum. Non su chi vincerà, troppo scontato. Voglio invece puntare sull’entità della vittoria del NO perché non credo assolutamente che la differenza fra le due posizioni sia di pochi punti e credo che l’esito finale sarà da 60 a 40 a 70 a 30.
Sondaggisti e commentatori sbagliano alla grande perché non vivono fra la gente normale. Forse si limitano a gironzolare attorno ai Palazzi invece di andare al bar, sugli autobus affollati,  nei luoghi di lavoro.
Ma in fondo perché dovrebbero preoccuparsi dell’opinione popolare gli intelligentoni radical-chic? Tanto loro sono una razza superiore. Se in Gran Bretagna vince la Brexit, gridano che le elezioni vanno rifatte. Se vince Trump scendono in piazza a manifestare contro la maggioranza che lo ha votato. L’avete sentita Hillary quando finalmente si è degnata di presentarsi in pubblico dopo la sconfitta? Ha detto sì ai suoi supporter: “Dobbiamo accettare questo risultato e dobbiamo dare la possibilità a Trump di governare”. Ma si è affrettata a precisare: “Voi rappresentate il meglio dell'America”, quindi gli altri sarebbero il peggio. Ecco l’arroganza e la puzza sotto il naso di chi è convinto che chi vota in modo diverso sia un baluba populista di razza inferiore.
Cosa c’entra tutto questo con il Referendum? C’entra perché del quesito, dei paragrafi e commi degli articoli in realtà non frega niente quasi a nessuno.
Non serve a nulla riempire formulari con domande e risposte, bisogna “respirare” gli umori della gente e la gente –giusto o sbagliato che sia - oggi vuole punire Renzi.
Ci sono momenti in cui un personaggio è talmente in sintonia con il suo popolo che gli viene perdonato tutto.  Trump lo ha capito e durante un comizio in Iowa ebbe a dire: "Potrei stare in mezzo alla Fifth Avenue e sparare a qualcuno e non perderei neanche un voto".
Per contro un personaggio che ha deluso e quindi ha perso il rispetto verrà avversato  qualunque meraviglia possa inventarsi. Figuriamoci se commette l’errore madornale ed irreparabile di manifestare che il suo avvenire politico dipende dall’esito della votazione.
A parte la schiera, sempre più sottile, dei suoi “innamorati” che voterebbero SI anche all’amputazione obbligatoria di una gamba, tutti gli altri innalzano il muro del NO, soprattutto molti italiani nel mondo - li frequento da parecchi decenni e quindi li conosco bene - che l’amputazione la subirebbero davvero con l’eliminazione di tutti i senatori eletti all’estero.
Come con le ciliegie, una sorpresa tira l’altra e, dopo il Referendum, sarà la volta delle Presidenziali in Austria e poi in Francia.
Sì, il mondo sta cambiando e sondaggisti e commentatori non se ne accorgono. Per fortuna.

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Renzi, gli amici, i ministri e i loro “compagni” di merenda

GERARDO PETTA - Ormai siamo al paradosso, il nostro premier e suoi ministri pensano solo ai loro interessi personali.
Renzi, dopo l’ultimo episodio del compagno della Ministro Guidi, ha confermato di essere  un personaggio a cui non interessano le problematiche  reali che i cittadini italiani devono affrontare quotidianamente, ma i desideri delle   lobby finanziarie italiane ed estere, capeggiate da gruppi di affaristi senza scrupoli, che esercitano pressioni sul sistema bancario e finanziario per influenzare le scelte del governo a favore degli amici e dei compagni  dei ministri.
D’altra parte è stato sempre così, chi ha i soldi decide e comanda. Solo che ultimamente si è superato ogni limite di favoritismi che sta mettendo in pericolo la nostra democrazia.
In effetti Renzi, ogni tanto, fa vedere che alza la voce, ma al di fuori dei confini italiani non conta niente, non è assolutamente uno “statista” che in Europa prendono in considerazione.
Tutto questo è stato possibile grazie anche all’inconsistenza delle forze  di opposizione  che, divise da profonde e interne guerre intestine, hanno permesso a Renzi di impadronirsi dell’Italia, senza il consenso popolare.
Oggi, il nostro “abusivo” premier, ha perso molti consensi iniziali che l’avevano osannato   come il  nuovo “deus ex machina” che avrebbe risolto  tutti i nostri problemi.
A dir la verità, i problemi li ha risolti, ma quelli personali di suo padre e del padre del suo braccio destro, la ministro Boschi e ora anche del compagno dell’altra  ministro Guidi.
Con Renzi la situazione economica italiana non è per niente  migliorata, i  giovani  sono costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro, mentre Renzi sta sistemando tutti i suoi amici nei posti nevralgici dell’amministrazione Italia.
Ma Renzi continua ad  autoelogiarsi  dei suoi inesistenti, ottimi risultati raggiunti in politica estera, sul problema dell’immigrazione, sulla falsa  ripresa economica, sulla buona scuola, sulla sicurezza interna ed altro, ma questa è solo becera propaganda alla sua persona e al suo Partito (anti) Democratico.
Nel nostro bel paese non funziona più niente, basta guardare la rete stradale delle città con buche dappertutto, ma soprattutto ci si sente insicuri  in casa propria.
La piccola criminalità ha preso il sopravvento, la fanno da padroni perché, mentre le forze dell’ordine fanno il loro lavoro arrestandoli, la giustizia italiana li rimette in libertà per assurdi cavilli, in attesa di processo.  E così fanno perdere le loro tracce, continuando a delinquere.
Ma Renzi dove vive?
La realtà, però, è che l’Italia è allo sbando!
Infine  è  nauseante  quando in televisione vediamo il suo esercito  di “pappagalli” parlamentari che   lo esaltano e si compiacciono   per i fittizi   risultati raggiunti dall’attuale governo.
Non ci resta, per il nostro bene, che andare il più presto possibile al voto, è l’unica via d’uscita, per liberarci di ministri affaristi, difesi dal  premier  Renzi e affidarci alle urne  per cercare di  ritornare  una Nazione  vincente  e  rispettata  in Europa.
Aspettare il  termine naturale del 2018  per tornare a votare  è un suicidio politico, economico e sociale per l’Italia.

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