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Italia

La violenza sulle donne, dal 500 ad oggi, la storia ha smesso di essere maestra…

GEROLAMO DE PALMA - Nel 500 gli animi erano avvezzi e allevati nella violenza, per cui era quasi prassi comune degli uomini di quell’epoca essere dotati di animosità, crudeltà e violenza….allora come ora, ogni giorno assistiamo a che una piccola passione sfoci in un omicidio passionale come se il delitto sia una manifestazione dovuta alla società…quando colti da inibizione o delusione…. Manzoni nell’episodio famoso della monaca di Monza descrive la sua epoca esattamente come oggi l’uomo disegna i suoi crimini, basta un semplice copia e incolla e per i giornalisti l’articolo è pronto, da un lato il progresso e dall’altro un totale macabro regresso….. Una vera e propria crisi di identità forse sollecita dalla povertà che ci sta mangiando vivi ma che non va giustificata ne tanto meno pubblicizzata troppo ma bensì risolta con fermezza legislativa per evitare come spesso accade che diventi una fobia, una regola dell’onore che va difeso, dal medioevo ad oggi sembra che nulla sia cambiato e rimane diffusa questa indole dell’ignoranza costruita sulla debolezza interiore, sull’insicurezza di amore arrivato al capolinea…. Non bisogna mai credere che l’amore sia finito, non bisogna mai voler affondare una relazione altrui desiderando la donna di un altro per due motivi fondamentali per tanti ma non per tutti ossia che il destino pilota delle nostra esistenza ad ogni angolo potrebbe far ritornare a provate tale meraviglioso sentimento ma anche perchè la Donna deve obbligotariemente essere rispettata nelle sue umane scelte dettate dal cuore di cui non solo gli uomini sono ditati come par loro di credere. Non dobbiamo illuderci nel pensare che l’omicidio sia l’esordio della violenza perché quasi sempre esso è l’epilogo della stessa dopo anni di sottomissione morale tra le mura di casae dopo tempo si giunge al bisogno di stroncare in se tale sentimento di ormai solo possessività eliminando quello che prima era il motivo ispiratore di tanti sentimenti profondamente piacevoli intrecciati sulla tela dell’Amore….. Solo compromettendoci tutti nella denuncia e nella reazione forte verso tale sopruso anche fisica dovendo riusciremo a superare questo mal costume reagendo con forza o addirittura con violenza verso chi di tanta crudeltà ne è portatore ingiustificabile..

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La grande opera

LUCIA ABBALLE - La liturgia della solidarietà che la classe politica rispolvera nel marasma degli eventi catastrofici che da diversi anni stanno interessando l’Italia, tende ad esorcizzare la violenza e la crudeltà del ciclone che ha colpito la Sardegna per evitare responsabilità individuali e collettive. Troppo facile decretare lo stato di emergenza, maledire l’eccezionalità dell’evento. Quelle che chiamiamo “calamità naturali” non sono soltanto prodotte dalla furia degli elementi ma sono legate alla responsabilità politica di chi, per dovere d’ufficio, non si occupa della cura del territorio e della sua sicurezza.
Soltanto sei anni fa, nel 2007, fu convocata in Italia la Conferenza governativa sui cambiamenti climatici per elaborare un “Piano nazionale di adattamento e di prevenzione” che ebbe come unico risultato il graduale azzeramento dei fondi per l’apertura di mille cantieri contro il dissesto idrogeologico e per la difesa del suolo. Un mese fa, in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il capo della Protezione civile- Franco Gabrielli- , aveva denunciato l’assenza, in almeno 6 Regioni, di Cdf (Centri Funzionali Decentrati), destinati a coordinare i soccorsi in caso di necessità. Sempre nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati è stata recentemente approvata una risoluzione a firma Realacci in cui si chiede al Governo di stanziare 500 milioni di euro annui per la sicurezza del territorio nazionale.
E cosa dire dei 30 milioni di euro previsti nell’attuale legge di Stabilità per la difesa del suolo? Insomma, di parole ce ne sono state tante così come tante, forse troppe, sono state le catastrofi che hanno sconvolto l’Italia. Non si può sempre liquidare una tragedia archiviandola sotto la categoria dell’eccezionalità perché se da un lato è effettivamente singolare che “in 24 ore sia caduta la pioggia di sei mesi”, dall’altro ci sono stati almeno 15 anni, se non di più, per porre le basi ad una politica ambientale seria e ragionata fondata soprattutto sulla prevenzione.
Se solo il territorio sardo si fosse munito di strumenti necessari a contrastare eventuali emergenze ambientali, oggi le operazioni di intervento sarebbero costate un quinto ma soprattutto non ci sarebbero stati morti. C’è evidentemente un problema culturale e di priorità; è come se le “grandi opere” fossero le sole urbanizzazioni pubbliche e private, le costruzioni di autostrade e di edifici pubblici inclini a soddisfare più il gusto estetico dell’arte plastica che l’ aspetto funzionale della loro realizzazione. Le bonifiche, la cementificazione delle coste e dei fiumi, l’urbanizzazione delle città non si inaugurano con tagli di nastro, non portano voti.
Da tempo si parla di messa in sicurezza del territorio, soprattutto dopo aver assistito inermi alla devastazione di intere città che, a distanza di anni, ne portano ancora i segni. Ma finchè si continuerà a sottovalutare lo stato d’emergenza che, da almeno 15 anni, investe il nostro Paese il rischio di altre “bombe d’acqua” diventa incombente. Lo Stato non interviene, si direbbe, perché non ci sono i soldi, anche se poi in qualche modo i soldi si trovano sempre dopo le catastrofi per rimediare alla meno peggio ai danni. Ma intanto si muore perché non ci sono i soldi o per rispettare i patti con Bruxelles oppure, ancora peggio, perché troppi fondi restano inutilizzati per inefficienze delle Regioni e degli enti locali. Insomma si muore perché non si può spendere a dovere per quella “grande opera” italiana che deve essere la messa in sicurezza del territorio, sia per i rischi idrogeologici che per quelli sismici.
La sicurezza del territorio non soltanto ci precluderebbe di vivere, anche solo da spettatori, episodi tragici come quello che ha sconvolto la Sardegna, ma rilancerebbe l’economia e l’occupazione, fornendo una risposta convincente alla crisi economica.  L’Europa dovrebbe prenderne atto e concedere all’Italia la possibilità di accedere a quei fondi lasciati fuori dal perimetro del deficit pubblico. Certo, questo non servirà a restituire la vita alle vittime, né a risarcire il lutto delle loro famiglie e neppure a cancellare le terribili ore vissute dagli sfollati; ma bisogna pur sempre cominciare da qualche parte per impedire che l’eccezione diventi la regola. Bisogna cominciare a lavorare alla “grande opera” . Questo sì, sarebbe un risultato davvero “eccezionale”.

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Fiducia: In Parlamento solo il MAIE parla degli italiani all’estero

L’on. Ricardo Merlo chiede interventi urgenti su abolizione IMU, pensioni, Consolati, scuole, Made in Italy e cita Bergoglio: “Umiltà indispensabile per chi fa
Oggi e' stato il giorno in cui il premier Letta si è presentato alle Camere per chiedere la fiducia al suo Governo. Alla Camera dei Deputati il MAIE, rappresentato dal suo presidente on. Ricardo Merlo, ha fatto sentire la voce degli italiani all’estero chiedendo, prima di manifestare la dichiarazione di voto più attenzione verso i connazionali che vivono all’estero, una politica seria a sostegno di tutto il Sistema Italia.

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Fieracavalli 2013, Acque Veronesi protagonista al Villaggio del Bambino. Stand, laboratori e giochi dedicati all’acqua

Durante Fieracavalli,  Acque Veronesi - com'è ormai tradizione - è tra i protagonisti del Villaggio del Bambino. “Anche quest’anno - dice il presidente Massimo Mariotti - cercheremo di far conoscere il vero valore dell'acqua, una risorsa vitale ma purtroppo non illimitata".
Per questo, nello spazio dedicato ai più piccoli, la società consortile che gestisce il servizio idrico integrato in 73 Comuni della provincia scaligera, distribuirà materiale informativo e pubblicazioni per i più piccoli, allo scopo di promuovere un uso consapevole delle risorse idriche nelle famiglie e nelle scuole.
I bambini, inoltre, nello spazio di Acque Veronesi, potranno riflettere sul valore inestimabile dell’acqua partecipando ad “Acqua in gioco”, un percorso educativo-ludico sul ciclo dell’acqua che promuove l’uso di quella potabile, l’adozione di buone pratiche quotidiane e il rispetto dell’ambiente marino e fluviale. Le attività di “Acqua in gioco” sono programmate nei giorni 7 e 8 novembre per le scuole e nei giorni 9 e 10 novembre per i bambini accompagnati dai genitori. Anche quest’anno, all’interno dello stand di Acque Veronesi, turisti, visitatori e famiglie potranno inoltre degustare l’acqua del Sindaco.

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Gli emigrati italiani in Argentina hanno regalato all'Italia la compagnia telefonica, l'Italia se la sta svendendo

Edificio dell'ITALCABLE a Buenos Aires (calle s. Martin 318-326) alla fine degli anni '20L'Italcable, da cui Telecom deriva, venne realizzata da un italiano emigrato in Argentina con capitali raccolti fra la comunità italiana in Argentina dalla Camera di Commercio italiana di Buenos Aires
Stefano Pelaggi - Oggi che la Telecom sta per essere svenduta agli spagnoli, vale la pena di ricordare che furono gli italiani emigrati in Argentina a mettere i soldi per realizzare il progetto di Giovanni Carosio e realizzare quell'Italcable che nel 1994 sarebbe diventata Telecom Italia Spa.

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Loro Piceno omaggia la famiglia Borghese

Il 3 novembre l'On. Mario Borghese (MAIE) ed il padre, dott. Rodolfo Borghese (Presidente del Comites di Cordoba) saranno nella città di Loro Piceno, terra d’origine di Adina Antinori, mamma di Rodolfo dove celebreranno la festa dell’Unità d’Italia donando  una targa - omaggio ai loro antenati emigrati  e loro concittadini.
L'On. Mario Borghese sarà insignito come “Cittadino Onorario” dal Sindaco, Daniele Piatti, a cui consegnerà la bandiera argentina e un tipico  poncho.
Il Sindaco pronuncerà parole di benvenuto e Rodolfo e Mario saluteranno con un breve discorso e offriranno un pranzo alle autorità.
Ecco il programma della manifestazione: 
Ore 9  -  Santa Messa nella chiesa di S. Maria in suffragio caduti di tutte le guerre
Ore 10 - Deposizione Corona di alloro Monumento ai caduti
Ore 10,45 -  Inaugurazione della targa commemorativa donata dall'On. Mario Borghese presso la residenza Municipale
Ore 11 -  Consiglio Comunale Straordinario per il conferimento all'On. Borghese della Cittadinanza onoraria presso la residenza Municipale
Presenzieranno: il Corpo Bandistico Lorese, le Associazioni Combattenti, Autorità Militari e Scolaresche

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Tanaliberatutti

Stop agli abusi sui bambini anche grazie alle voci dell´arte. Questo il senso con cui la Chiesa Avventista ha accolto e sostenuto, all´interno della "Campagna 7" e con i fondi dell´Otto per Mille, l´artista Claudia Bellocchi, redattrice de L´Italiano, nella sua riflessione "TANALIBERATUTTI".
L´esposizione è articolata su tre interventi pluridisciplinari: dalla gestualità delle opere su carta, Claudia Bellocchi, infatti, passa al video rendendo incisivo il messaggio attraverso l´animazione delle gouache, sino ad arrivare alla performance per appropriarsi della parola e dello spazio con l´azione dell´attrice Luisa Stagni.
Meglio prevenire piuttosto che curare e l´esposizione di Claudia Bellocchi permette di riflettere sul tema, ponendo anche la questione di un insegnamento cosciente: rendere partecipe il prossimo della conoscenza può essere un´occasione per migliorare l´umanità ed evitare un´altra forma di abuso.
La "Campagna 7 - Stop agli abusi sui bambini" coinvolge 200 Paesi nel mondo e punta a mettere in circolo ogni forma di idea utile ad arginare il dramma degli abusi sui minori: un movimento globale aperto a chiunque voglia impegnarsi a sensibilizzare in ogni forma sul tema.
La rete di amore solidale è già stata lanciata: all´iniziativa hanno già aderito sostenitori fornendo gratuitamente il loro supporto.
La prima tappa dell´esposizione "TANALIBERATUTTI" sarà Roma il 27 Settembre alle ore 18:00 presso lo Spazio espositivo Moto della Mente in Via Monte Giordano 43, per seguire con altre città italiane.
 
TANALIBERATUTTI
Inaugurazione venerdì 27 Settembre ore 18:00
Spazio espositivo Moto della Mente
Via Monte Giordano, 43 - 00186 Roma
Tel. 06/6869974
www.motodellamente.it
 
La mostra rimarrà aperta
dal 27 settembre al 12 ottobre 2013
Lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle 19.00
 

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La Comunicazione Semplice

“Non festeggeremo solo un punto di arrivo, ma anche un nuovo inizio. Il mondo sta cambiando molto rapidamente e questo, per chi opera nella formazione e nella comunicazione, si trasforma in una doppia responsabilità poiché significa incidere positivamente sul bene più prezioso che possiede chi ci ascolta: il tempo”.
Con queste parole Andrea Pizzicaroli, presidente dell’Istituto Europeo Terzo Millennio, annuncia ‘La Comunicazione Semplice’, la cerimonia di celebrazione per i dieci anni di attività dell’Istituto.
“Esistono molteplici motivi per festeggiare questi dieci anni di attività – aggiunge il presidente Andrea Pizzicaroli -, tra questi mi piace ricordare come, nonostante la difficile congiuntura economica, l’Istituto riesca a operare e produrre lavoro sul territorio. Abbiamo iniziato in un periodo economicamente più favorevole e, dopo dieci anni, siamo ancora qui, convinti che la crisi possa offrire un’opportunità di cambiamento, se la si affronta rispondendole con la schiena dritta e producendo lavoro serio e di qualità”.
L’Istituto Europeo Terzo Millennio associa oltre cinquecento professionisti in tutta Italia e fornisce consulenza nell’ambito della comunicazione e della formazione a enti pubblici e imprese private.
Ministero delle Politiche agricole, Aeronautica Militare, Comitato Paralimpico, Regione Lazio e Provincia di Roma sono solo alcune delle realtà che, in questi anni, hanno scelto i servizi dell’Istituto Europeo Terzo Millennio.
La cerimonia si svolgerà lunedì 28 ottobre a Roma, a partire dalle 17.30, presso l’Hotel Columbus, in via della Conciliazione 33. Durante l’evento sarà consegnato il premio ‘Comunicazione semplice’ che intende premiare il comunicatore dell’anno e che, per il 2013, è stato conferito a Papa Francesco. Ritirerà il premio il direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Federico Lombardi.
Nel dibattito interverranno Andrea Iacomini, portavoce Unicef, EricaBattaglia, presidente Commissioni Politiche Sociali Roma Capitale, Michele Petrucci, docente Responsabilità sociale d’impresa, Elisabetta Parise, coordinatrice fondazione Formiche Giovani, e Mario Russo, professore della Pontificia Università della Santa Croce. Modererà la giornalista Rai Margherita Basso e concluderà i lavori Andrea Pizzicaroli, presidente dell’Istituto Europeo Terzo Millennio. Seguirà cocktail.

La Comunicazione Semplice
lunedì 28 ottobre 2013 ore 17.30
Hotel Columbus
Via della Conciliazione 33, Roma

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Per la tv di Stato norvegese i cannoli sono “i dolci della mafia”

Sul sito web della tv di Stato norvegese Nrk il classico cannolo siciliano viene definito tranquillamente “il dolce della mafia”, dando così dimostrazione che i luoghi comuni sono veramente duri a morire.
Non bastavano la “pizza mafia” o la “pizza padrino”, a dare corpo a stereotipi ridicoli con cui si cibano ancora milioni di persone. La caduta di stile (ma quale stile? ndr) questa volta arriva direttamente dalla Norvegia, un Paese che consideriamo evoluto dove il sito della televisione di Stato (Norsk Rikskringkasting-Nrk), accanto ad altre ricette italiane, pubblica anche quella dei cannoli siciliani.
Nulla di male fino a questo punto, soltanto che come titolo si legge: “il dolce della mafia, ovvero i cannoli” (Mafiakaker eller cannoli, ndr). Un lettore, Giovanni Diaferia, ha segnalato il tutto al Giornale di Sicilia, che mette in risalto lo stereotipo veramente di cattivo gusto. Una pessima uscita, dal momento che la tv norvegese è recidiva dal momento che già nel 2014, in un altro articolo, parlava dei cannoli come “dolce della mafia”.
L’ambasciatore italiano in Norvegia, dice il quotidiano, è già stato avvertito e si attende la risposta della tv di Stato norvegese. Per voi chiederanno scusa o ripeteranno un’altra volta la prodezza? 

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