Mar08222017

Last updateMer, 09 Ago 2017 10am

Italia

La grande opera

LUCIA ABBALLE - La liturgia della solidarietà che la classe politica rispolvera nel marasma degli eventi catastrofici che da diversi anni stanno interessando l’Italia, tende ad esorcizzare la violenza e la crudeltà del ciclone che ha colpito la Sardegna per evitare responsabilità individuali e collettive. Troppo facile decretare lo stato di emergenza, maledire l’eccezionalità dell’evento. Quelle che chiamiamo “calamità naturali” non sono soltanto prodotte dalla furia degli elementi ma sono legate alla responsabilità politica di chi, per dovere d’ufficio, non si occupa della cura del territorio e della sua sicurezza.
Soltanto sei anni fa, nel 2007, fu convocata in Italia la Conferenza governativa sui cambiamenti climatici per elaborare un “Piano nazionale di adattamento e di prevenzione” che ebbe come unico risultato il graduale azzeramento dei fondi per l’apertura di mille cantieri contro il dissesto idrogeologico e per la difesa del suolo. Un mese fa, in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il capo della Protezione civile- Franco Gabrielli- , aveva denunciato l’assenza, in almeno 6 Regioni, di Cdf (Centri Funzionali Decentrati), destinati a coordinare i soccorsi in caso di necessità. Sempre nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati è stata recentemente approvata una risoluzione a firma Realacci in cui si chiede al Governo di stanziare 500 milioni di euro annui per la sicurezza del territorio nazionale.
E cosa dire dei 30 milioni di euro previsti nell’attuale legge di Stabilità per la difesa del suolo? Insomma, di parole ce ne sono state tante così come tante, forse troppe, sono state le catastrofi che hanno sconvolto l’Italia. Non si può sempre liquidare una tragedia archiviandola sotto la categoria dell’eccezionalità perché se da un lato è effettivamente singolare che “in 24 ore sia caduta la pioggia di sei mesi”, dall’altro ci sono stati almeno 15 anni, se non di più, per porre le basi ad una politica ambientale seria e ragionata fondata soprattutto sulla prevenzione.
Se solo il territorio sardo si fosse munito di strumenti necessari a contrastare eventuali emergenze ambientali, oggi le operazioni di intervento sarebbero costate un quinto ma soprattutto non ci sarebbero stati morti. C’è evidentemente un problema culturale e di priorità; è come se le “grandi opere” fossero le sole urbanizzazioni pubbliche e private, le costruzioni di autostrade e di edifici pubblici inclini a soddisfare più il gusto estetico dell’arte plastica che l’ aspetto funzionale della loro realizzazione. Le bonifiche, la cementificazione delle coste e dei fiumi, l’urbanizzazione delle città non si inaugurano con tagli di nastro, non portano voti.
Da tempo si parla di messa in sicurezza del territorio, soprattutto dopo aver assistito inermi alla devastazione di intere città che, a distanza di anni, ne portano ancora i segni. Ma finchè si continuerà a sottovalutare lo stato d’emergenza che, da almeno 15 anni, investe il nostro Paese il rischio di altre “bombe d’acqua” diventa incombente. Lo Stato non interviene, si direbbe, perché non ci sono i soldi, anche se poi in qualche modo i soldi si trovano sempre dopo le catastrofi per rimediare alla meno peggio ai danni. Ma intanto si muore perché non ci sono i soldi o per rispettare i patti con Bruxelles oppure, ancora peggio, perché troppi fondi restano inutilizzati per inefficienze delle Regioni e degli enti locali. Insomma si muore perché non si può spendere a dovere per quella “grande opera” italiana che deve essere la messa in sicurezza del territorio, sia per i rischi idrogeologici che per quelli sismici.
La sicurezza del territorio non soltanto ci precluderebbe di vivere, anche solo da spettatori, episodi tragici come quello che ha sconvolto la Sardegna, ma rilancerebbe l’economia e l’occupazione, fornendo una risposta convincente alla crisi economica.  L’Europa dovrebbe prenderne atto e concedere all’Italia la possibilità di accedere a quei fondi lasciati fuori dal perimetro del deficit pubblico. Certo, questo non servirà a restituire la vita alle vittime, né a risarcire il lutto delle loro famiglie e neppure a cancellare le terribili ore vissute dagli sfollati; ma bisogna pur sempre cominciare da qualche parte per impedire che l’eccezione diventi la regola. Bisogna cominciare a lavorare alla “grande opera” . Questo sì, sarebbe un risultato davvero “eccezionale”.

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Fieracavalli 2013, Acque Veronesi protagonista al Villaggio del Bambino. Stand, laboratori e giochi dedicati all’acqua

Durante Fieracavalli,  Acque Veronesi - com'è ormai tradizione - è tra i protagonisti del Villaggio del Bambino. “Anche quest’anno - dice il presidente Massimo Mariotti - cercheremo di far conoscere il vero valore dell'acqua, una risorsa vitale ma purtroppo non illimitata".
Per questo, nello spazio dedicato ai più piccoli, la società consortile che gestisce il servizio idrico integrato in 73 Comuni della provincia scaligera, distribuirà materiale informativo e pubblicazioni per i più piccoli, allo scopo di promuovere un uso consapevole delle risorse idriche nelle famiglie e nelle scuole.
I bambini, inoltre, nello spazio di Acque Veronesi, potranno riflettere sul valore inestimabile dell’acqua partecipando ad “Acqua in gioco”, un percorso educativo-ludico sul ciclo dell’acqua che promuove l’uso di quella potabile, l’adozione di buone pratiche quotidiane e il rispetto dell’ambiente marino e fluviale. Le attività di “Acqua in gioco” sono programmate nei giorni 7 e 8 novembre per le scuole e nei giorni 9 e 10 novembre per i bambini accompagnati dai genitori. Anche quest’anno, all’interno dello stand di Acque Veronesi, turisti, visitatori e famiglie potranno inoltre degustare l’acqua del Sindaco.

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Gli emigrati italiani in Argentina hanno regalato all'Italia la compagnia telefonica, l'Italia se la sta svendendo

Edificio dell'ITALCABLE a Buenos Aires (calle s. Martin 318-326) alla fine degli anni '20L'Italcable, da cui Telecom deriva, venne realizzata da un italiano emigrato in Argentina con capitali raccolti fra la comunità italiana in Argentina dalla Camera di Commercio italiana di Buenos Aires
Stefano Pelaggi - Oggi che la Telecom sta per essere svenduta agli spagnoli, vale la pena di ricordare che furono gli italiani emigrati in Argentina a mettere i soldi per realizzare il progetto di Giovanni Carosio e realizzare quell'Italcable che nel 1994 sarebbe diventata Telecom Italia Spa.

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Loro Piceno omaggia la famiglia Borghese

Il 3 novembre l'On. Mario Borghese (MAIE) ed il padre, dott. Rodolfo Borghese (Presidente del Comites di Cordoba) saranno nella città di Loro Piceno, terra d’origine di Adina Antinori, mamma di Rodolfo dove celebreranno la festa dell’Unità d’Italia donando  una targa - omaggio ai loro antenati emigrati  e loro concittadini.
L'On. Mario Borghese sarà insignito come “Cittadino Onorario” dal Sindaco, Daniele Piatti, a cui consegnerà la bandiera argentina e un tipico  poncho.
Il Sindaco pronuncerà parole di benvenuto e Rodolfo e Mario saluteranno con un breve discorso e offriranno un pranzo alle autorità.
Ecco il programma della manifestazione: 
Ore 9  -  Santa Messa nella chiesa di S. Maria in suffragio caduti di tutte le guerre
Ore 10 - Deposizione Corona di alloro Monumento ai caduti
Ore 10,45 -  Inaugurazione della targa commemorativa donata dall'On. Mario Borghese presso la residenza Municipale
Ore 11 -  Consiglio Comunale Straordinario per il conferimento all'On. Borghese della Cittadinanza onoraria presso la residenza Municipale
Presenzieranno: il Corpo Bandistico Lorese, le Associazioni Combattenti, Autorità Militari e Scolaresche

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Tanaliberatutti

Stop agli abusi sui bambini anche grazie alle voci dell´arte. Questo il senso con cui la Chiesa Avventista ha accolto e sostenuto, all´interno della "Campagna 7" e con i fondi dell´Otto per Mille, l´artista Claudia Bellocchi, redattrice de L´Italiano, nella sua riflessione "TANALIBERATUTTI".
L´esposizione è articolata su tre interventi pluridisciplinari: dalla gestualità delle opere su carta, Claudia Bellocchi, infatti, passa al video rendendo incisivo il messaggio attraverso l´animazione delle gouache, sino ad arrivare alla performance per appropriarsi della parola e dello spazio con l´azione dell´attrice Luisa Stagni.
Meglio prevenire piuttosto che curare e l´esposizione di Claudia Bellocchi permette di riflettere sul tema, ponendo anche la questione di un insegnamento cosciente: rendere partecipe il prossimo della conoscenza può essere un´occasione per migliorare l´umanità ed evitare un´altra forma di abuso.
La "Campagna 7 - Stop agli abusi sui bambini" coinvolge 200 Paesi nel mondo e punta a mettere in circolo ogni forma di idea utile ad arginare il dramma degli abusi sui minori: un movimento globale aperto a chiunque voglia impegnarsi a sensibilizzare in ogni forma sul tema.
La rete di amore solidale è già stata lanciata: all´iniziativa hanno già aderito sostenitori fornendo gratuitamente il loro supporto.
La prima tappa dell´esposizione "TANALIBERATUTTI" sarà Roma il 27 Settembre alle ore 18:00 presso lo Spazio espositivo Moto della Mente in Via Monte Giordano 43, per seguire con altre città italiane.
 
TANALIBERATUTTI
Inaugurazione venerdì 27 Settembre ore 18:00
Spazio espositivo Moto della Mente
Via Monte Giordano, 43 - 00186 Roma
Tel. 06/6869974
www.motodellamente.it
 
La mostra rimarrà aperta
dal 27 settembre al 12 ottobre 2013
Lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle 19.00
 

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La Comunicazione Semplice

“Non festeggeremo solo un punto di arrivo, ma anche un nuovo inizio. Il mondo sta cambiando molto rapidamente e questo, per chi opera nella formazione e nella comunicazione, si trasforma in una doppia responsabilità poiché significa incidere positivamente sul bene più prezioso che possiede chi ci ascolta: il tempo”.
Con queste parole Andrea Pizzicaroli, presidente dell’Istituto Europeo Terzo Millennio, annuncia ‘La Comunicazione Semplice’, la cerimonia di celebrazione per i dieci anni di attività dell’Istituto.
“Esistono molteplici motivi per festeggiare questi dieci anni di attività – aggiunge il presidente Andrea Pizzicaroli -, tra questi mi piace ricordare come, nonostante la difficile congiuntura economica, l’Istituto riesca a operare e produrre lavoro sul territorio. Abbiamo iniziato in un periodo economicamente più favorevole e, dopo dieci anni, siamo ancora qui, convinti che la crisi possa offrire un’opportunità di cambiamento, se la si affronta rispondendole con la schiena dritta e producendo lavoro serio e di qualità”.
L’Istituto Europeo Terzo Millennio associa oltre cinquecento professionisti in tutta Italia e fornisce consulenza nell’ambito della comunicazione e della formazione a enti pubblici e imprese private.
Ministero delle Politiche agricole, Aeronautica Militare, Comitato Paralimpico, Regione Lazio e Provincia di Roma sono solo alcune delle realtà che, in questi anni, hanno scelto i servizi dell’Istituto Europeo Terzo Millennio.
La cerimonia si svolgerà lunedì 28 ottobre a Roma, a partire dalle 17.30, presso l’Hotel Columbus, in via della Conciliazione 33. Durante l’evento sarà consegnato il premio ‘Comunicazione semplice’ che intende premiare il comunicatore dell’anno e che, per il 2013, è stato conferito a Papa Francesco. Ritirerà il premio il direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Federico Lombardi.
Nel dibattito interverranno Andrea Iacomini, portavoce Unicef, EricaBattaglia, presidente Commissioni Politiche Sociali Roma Capitale, Michele Petrucci, docente Responsabilità sociale d’impresa, Elisabetta Parise, coordinatrice fondazione Formiche Giovani, e Mario Russo, professore della Pontificia Università della Santa Croce. Modererà la giornalista Rai Margherita Basso e concluderà i lavori Andrea Pizzicaroli, presidente dell’Istituto Europeo Terzo Millennio. Seguirà cocktail.

La Comunicazione Semplice
lunedì 28 ottobre 2013 ore 17.30
Hotel Columbus
Via della Conciliazione 33, Roma

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Lo scandalo dell'esclusione di Taiwan dalla Assemblea Mondiale della Sanità

FABIO MASSIMO CANTARELLI - In questi giorni, a Ginevra, nel corso della annuale Assemblea Mondiale della Sanità (AMS), è avvenuto qualcosa che suscita sorpresa, indignazione e sconcerto.
La Cina ha preteso e imposto l'esclusione di Taiwan da tale Assemblea per proprie ragioni politiche, pubblicamente dichiarate, di avversione al governo taiwanese democraticamente eletto nel 2016.
Un fatto inaudito, anzitutto perché radicalmente contrario a quanto stabilito nell'atto costitutivo della AMS nel quale è solennemente stabilito che l'Assemblea Mondiale della Sanità, e la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che da essa dipende, operano (oggi dobbiamo dire: dovrebbero) per la esclusiva finalità della tutela e della promozione della salute del genere umano, al di fuori di qualunque motivazione politica, razziale, religiosa ed economica.
La motivazione politica dell'ostracismo nei confronti di Taiwan è altresì evidente  - e perciò scandalosa e inaccettabile -   a motivo del fatto che, dal 2009 al 2016, Cina e Taiwan hanno tranquillamente convissuto nell'ambito della AMS e a Pechino questo andava bene perché a Taipei c'era un governo di colore diverso dall'attuale.
A Ginevra si è ugualmente recato il Ministro della Sanità taiwanese che ha avuto, fuori dalla sede della AMS, incontri bilaterali con i colleghi Ministri di 31 Paesi e con i vertici di 28 organizzazioni internazionali che operano nel campo della salute e della cooperazione. Molte voci, durante i lavori dell'Assemblea, si sono levate a sostegno di Taiwan e, tra queste, quelle dei Ministri della Sanità degli Stati Uniti, di Australia, Germania, Canada e di numerosi altri paesi asiatici, africani e latino-americani.
Dall'Italia, trenta parlamentari di tutti i partiti di maggioranza e di opposizione - tra i quali il Presidente della Commisisone Esteri della Camera On. Cicchitto, il Presidente del Gruppo di amicizia bilaterale Sen. Malan, i Vice Presidenti  On. Galperti e Sen. Divina, il Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Senato Sen. Marinello, il Capogruppo della Lega al Senato Sen. Centinaio - si sono rivolti ai Ministri Alfano e Lorenzin affinchè anche l'Italia
esprimesse una chiara e logica posizione a difesa della apoliticità della AMS/OMS e di solidarietà al popolo taiwanese.
Va ricordato che Taiwan è un paese di 23 milioni di abitanti (la popolazione, in Europa, della Romania) che vivono in pace e libertà, cittadini di una democrazia tra le più progredite dal punto di vista dei diritti civili, politici, religiosi e sindacali; cittadini artefici della 18^ economia mondiale il cui interscambio con l' Unione Europea ha superato i 45 mld di Euro annui dei quali oltre 4 mld con l'Italia.
A questo proposito, è proprio di questi giorni la buona notizia che, dopo un lungo lavoro in cui si è distinto il parlamentare parmigiano On. Giuseppe Romanini, componente del Gruppo interparlamentare di amicizia italo-taiwanese, Taiwan ha finalmente revocato l'ancora esistente divieto di importazioni di carne suine italiane, aprendo così al prosciutto italiano le porte di quel mercato dove il reddito pro-capite è tra i più alti al mondo.
Anche questi elementi  - insieme al fatto che dagli scali aerei e portuali dell'Isola transitano, annualmente, 60 milioni di persone -  danno la misura della assurdità della decisione della AMS di piegarsi al diktat cinese: come se le malattie, i virus, le epidemie  - umane e animali -  conoscessero confini territoriali o colorazione politica dei governi...siamo ad un livello di insensatezza tanto grave quanto ridicolo.
Infine, è penoso apprendere  - vedasi AsiaNews, agenzia delle Pontificie Missioni Estere, del 22 Maggio scorso:http://www.asianews.it/notizie-it/La-Cina-ottiene-l%E2%80%99esclusione-di-Taiwan-dall%E2%80%99Oms-40804.html -  di scandalose spese per viaggi e soggiorni di funzionari dell'OMS, tra i quali in primo luogo l'uscente Direttore Generale, che ha terminato il suo mandato l'altro ieri dopo 11 anni, guarda caso cinese.  Ad esempio, nel 2016, sono stati spesi 201 milioni in biglietti aerei e alloggi a fronte di 71 per la lotta all'AIDS e alla Epatite e di 61 contro la Malaria.
I paesi contribuenti della AMS/OMS dovrebbero pretendere  - oltre al rispetto dello Statuto e al rifiuto di imposizioni politiche, per interesse di parte, che portano alla discriminazione di un intero popolo, quello taiwanese, perchè ha votato in modo non gradito agli attuali governanti di Pechino -  anche maggiore sobrietà, modestia  e trasparenza nell'utilizzo dei fondi destinati a tali organizzazioni. 

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Fiducia: In Parlamento solo il MAIE parla degli italiani all’estero

L’on. Ricardo Merlo chiede interventi urgenti su abolizione IMU, pensioni, Consolati, scuole, Made in Italy e cita Bergoglio: “Umiltà indispensabile per chi fa
Oggi e' stato il giorno in cui il premier Letta si è presentato alle Camere per chiedere la fiducia al suo Governo. Alla Camera dei Deputati il MAIE, rappresentato dal suo presidente on. Ricardo Merlo, ha fatto sentire la voce degli italiani all’estero chiedendo, prima di manifestare la dichiarazione di voto più attenzione verso i connazionali che vivono all’estero, una politica seria a sostegno di tutto il Sistema Italia.

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Ma che facevano Emmanuel Macron e Brigitte Trogneux nel 1992?

ANGELO PARATICO - Nessuno osa chiedere a Emmanuel Macron (39) se face sesso con la propria insegnante e attuale moglie, Brigitte Trognuex (64) quando lui aveva 15 anni e lei era la sua quarantenne insegnante d’arte drammatica. Eppure tutti se lo stanno domandando.
Persino i tabloid non si spingono tanto lontani ma immaginiamo cosa sarebbe successo se si fosse verificato il caso contrario: di un Macron di 64 anni che sedusse la propria allieva, Brigitte Trogneaux quando lei aveva 15 anni.
La ricca e sofisticata Trogneux racconta di aver respinto le avances del suo allievo per un certo tempo, ma alla fine divorziò dal proprio marito, e padre dei loro tre figli e si trasferì a Parigi per stargli vicina. I due si posarono nel 2007.
  I media di tutto il mondo presentano questa passione come una prova dello spirito indipendente e coraggioso di Macron, una cosa che fa ridere, giacché lui pare dipendere dalla compagna, che è stata e continua a essere la sua principale consigliera. Questo strano rapporto vien presentato dai suoi compagni di partito come un qualche cosa di epico e favoloso, invece che di un possibile caso di abuso di minore.
Questo caso ricorda, per certi aspetti, quello di Mary Kay Letourneau, l’insegnante californiana che divenne famosa nel 1997 quando fu ingravidata dal proprio studente tredicenne, Vili Fualaau. Quando dico che ricorda quel caso, intendo dire come un esempio di insegnante che ha una relazione con un giovane studente, che dura e poi sfocia in un matrimonio. Infatti, dopo qualche anno in galera per violenza carnale, i due si sposarono nel 2005 e hanno avuto altri figli.
Ora Brigitte Togneaux sta cercando di scrollarsi di dosso la fama di essere un cougar come dicono in slang gli americani per definire le donne che seducono i ragazzini. Uno che conosce bene Macron ha dichiarato al New York Times che: “La sua storia d’amore è stata un’audace presa di posizione che ha formato il suo carattere. Grazie a ciò si è temprato, diventando capace di by-passare gli ostacoli, in un paese dove il successo è costruito passo dopo passo, questo suo decisionismo lo fa sembrare più un uomo d’affari che un uomo politico”.
La Associated Press riporta le parole di Olivier Mongin, uno scrittore e amico di Macron, il quale dice che: “È uno che ha sempre preso rischi nella vita, scegliendo di corteggiare la Togneaux senza il consenso dei propri genitori. C’è una scuola di vita qui, qualcosa di duro…”
Che esista qualcosa di duro lo sospettiamo, anche se nessuno pare volerlo ammettere. Si dice che lei all’inizio tentò di respingere le avances del focoso allievo, ma alla fine ne fu conquistata: “Mi chiamava ogni momento…piano piano vinse tutte le mie resistenza in un modo che ha dell’incredibile, con la pazienza”. Capiamo signora, il suo è il paese di Madame Bovary, mentre il nostro è il paese di Malizia!
Ma vi ricordate voi quando eravate quindicenni? Io sì, e mi vedo come un bamboccio ignorante e pieno di problemi, a differenza di molte delle ragazzine nostre coetanee che erano più sveglie. Non voglio paragonare Macron con uno come me, lui fu certamente un genio precoce, maturato in fretta, anche se pare evidente che il rapporto di dipendenza era il suo, ed era lei, Brigitte, a segnare la rotta sulla mappa, dopo aver intuito le potenzialità di quel ragazzo, una cosa che verosimilmente continua a fare anche oggi.
Brigitte Macron è ancora un bella donna e possiamo immaginare quanto attraente fu a 40 anni, ma il loro rapporto non è certamente basato non sulla semplice attrazione sessuale, altrimenti non sarebbe sfociato in un matrimonio e in un rapporto forte che dura ancor oggi. Non sono mai stati condotti studi psicologi su questo tipo di relazioni, che molto raramente durano nel tempo, inoltre non possediamo dati sulla infanzia di Macron per poter azzardare delle conclusioni, ma crediamo che esistano pochi dubbi su quale sia la vera mente politica, la vera personalità forte in questa coppia e quale fu la natura del loro rapporto, prima del raggiungimento dei 18 anni da parte di Macron.

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