Mer07182018

Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Italia

Sen. Zin: Non voglio avere nulla a che fare con la cena dai toni mafiosi

In merito alla serata-cena di stile mafioso organizzata da Al Dente, il Sen. Claudio Zin ci ha dichiarato di non avere alcun rapporto con questa disdicevole storia, di essere stupito che qualcuno si sia permesso di accostare il suo nome a quello che, nella migliore delle ipotesi, è uno scherzo di pessimo gusto.
Tanto che il senatore, appena venutone a conoscenza, ha inviato un messaggio agli organizzatori per fare togliere il suo nome perché la mafia è una cosa troppo tragicamente seria per scherzarci su.

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Quel pasticciaccio brutto del “SuperInps”

NAZZARENO MOLLICONE - La questione dell’equilibrio finanziario e patrimoniale dei conti dell’INPS, sollevata dal suo presidente Mastrapasqua innanzi alla speciale Commissione Parlamentare bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza (quindi, nella sede più istituzionale che ci sia per questo tipo di Enti), non è solo un “problema contabile” come ci si è affrettati a precisare sia da parte dello stesso Mastrapasqua che del Ministro dell’Economia e del Ministro “vigilante” dell’Ente, ossia Giovannini, che è appunto Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale (spesso lo si dimentica).
Ma la storia è assai lontana, e nasce nella stessa Commissione Parlamentare cui si è rivolto Mastrapasqua. Negli anni scorsi, ed in modo particolare in quelli del Governo Prodi del 2006/2008 (lo stesso che “sequestrò” il trattamento di fine rapporto - la liquidazione - alle aziende per trasferirle all’INPS od, a scelta del lavoratore, ai Fondi di previdenza complementare), l’allora presidente di quella stessa Commissione, la “democratica” Elena Cordoni (proveniente dai “Comunisti Italiani”….), d’intesa con l’ex-ministro del lavoro Tiziano Treu e con una parte dei sindacati (esclusa l’UGL che si oppose sempre fermamente nel corso delle audizioni e dei convegni) propose l’istituzione del cosiddetto “Superinps” : un unico ente nazionale di  previdenza che avrebbe dovuto accorpare tutti gli altri Enti di previdenza pubblica esistenti. Ciò avvenne nel corso del 2011, sotto l’egida del Governo Monti, che stabilì la confluenza nell’Inps dell’Inpdap, l’ente di previdenza per i pubblici dipendenti (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Enti vari); dell’Enpals, ente di previdenza dello spettacolo e dello sport; dell’Ipost, ente di previdenza delle poste; dell’Ipsema, ente di previdenza dei marittimi.
Il pretesto apparente era quello di risparmiare sui costi di gestione, costituiti dai consigli di amministrazione e dei servizi autonomi di contabilità ed informatica: il che poteva essere vero, ma si trattava solo di pochi milioni di euro rispetto a quello che quel progetto nascondeva.
Infatti, da tempo l’Inpdap nascondeva un grosso “buco” la cui copertura veniva rimandata di anno in anno. Infatti, mentre fino ad alcuni anni fa il datore di lavoro “Stato” non si preoccupava di dover versare materialmente e puntualmente, come tutti i datori di lavoro privati, i contributi previdenziali a suo carico per i propri dipendenti perché tanto era la stessa “cassa” a dover pagare poi le pensioni, con la privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico questa omissione cessava. Però lo Stato continuava ugualmente a non versare i propri contributi, fino a far accumulare – come appare dai bilanci dell’INPS – 7.125 milioni di deficit d’esercizio (ossia, differenza tra entrate contributive e pensioni erogate) che, aggiungendosi ai deficit degli anni precedenti, ha fatto cumulare all’INPDAP un deficit patrimoniale di ben 17.394 milioni.
Questo deficit è stato quindi trasferito all’INPS facendogli così dimezzare il suo patrimonio ATTIVO che è passato dai 41.200 milioni del 2011 ai 21.800 milioni del 2012.
Ma al danno si aggiunge anche la beffa, ed in sostanza è questo quello che ha denunciato Mastrapasqua. I versamenti che il Tesoro effettua all’INPS, soprattutto per coprire le spese a carico della fiscalità generale per la cosiddetta “GIAS” (gestione interventi assistenziali e sociali: pensioni minime, ecc.), sono considerati dallo stesso come “anticipi” (ossia, prestiti) e non saldo di un debito!
Quindi, nel bilancio dell’INPS si costituisce una voce passiva relativa al presunto “debito” verso lo Stato, anziché una voce attiva per il credito maturato: come si può facilmente capire, la differenza negativa si raddoppia.
A che serve tutto ciò, il trasferimento dell’INPDAP ed il “prestito” all’INPS? E’ molto semplice spiegarlo: serve al Tesoro per mascherare un debito occulto che appesantirebbe il bilancio statale e farebbe “sforare” verso l’alto quel famigerato “tetto” del 3% imposto dall’Unione Europea. Quindi, quest’operazione – accuratamente studiata dall’”europeista” Monti e confermata da Saccomanni – è parallela all’omissione, nel bilancio dello Stato, dei debiti verso fornitori ed appaltatori (i quali vengono inseriti solo al momento del pagamento, e non al momento della creazione) e dei debiti verso i contribuenti per le imposte da rimborsare, a cominciare dall’IVA: il tutto che si dice superi i 100 miliardi di euro.
Come risolvere la situazione, allora? Innanzitutto, occorre smentire l’allarmismo sulla tenuta dei conti dell’INPS e del sistema pensionistico, perché le pensioni sono – al 90% - pagate con i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori. Però è indispensabile che lo Stato compia due operazioni fondamentali: la prima, è quella di trasformare le sue “anticipazioni” all’INPS in debiti veri e propri eliminando l’ipotesi di recupero di un credito inesistente. La seconda, è quella di pagare innanzitutto regolarmente i contributi sui propri dipendenti, e poi avviare un piano di risanamento pluriennale per il debito pregresso, così come l’INPS consente ai debitori datori di lavoro privati.
Perché se non si fa questo, assisteremo ad un’ennesima “imposta occulta” dello Stato il quale si farebbe pagare dai privati – imprenditori e lavoratori – i contributi che esso non versa….
Infine, vi è la proposta da molti anni avanzata dal sindacato UGL e prima ancora dalla CISNAL, che è quella di separare la previdenza dall’assistenza costituendo due Enti appositi senza confusioni finanziarie: si capirebbe allora che la previdenza, correttamente intesa, è in equilibrio e che è l’assistenza – a carico dello Stato – ad aver bisogno del contributo finanziario del Tesoro.

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Intervista esclusiva a Marine Le Pen

I sondaggi in Francia indicano il Front National come primo partito. Il merito è senza dubbio di Marine Le Pen, che ha idee chiare sia per quanto riguarda la politica interna francese che per quanto riguarda l'Europa. Con lei abbiamo parlato proprio di quest'ultimo aspetto

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Sondaggio ABC ECONOMICS: l’Euroscetticismo tra gli italiani domiciliati nel Regno Unito

Stefano Fugazzi di ABC Economics, che abbiamo recentemente incontrato al Congresso MAIE a Londra, con il supporto logistico di volontari e l’assistenza tecnica dell’unità di ricerca di Scenari Economici, ha sondato l’opinione di oltre 1.000 nostri connazionali domiciliati nel Regno Unito su un tema di attualità: la permanenza dell’Italia nella moneta unica. È la prima volta in assoluto che gli italiani all’estero vengono interpellati sulla questione.

Principali conclusioni
Il 54% degli italiani residenti nel Regno Unito è favorevole all’uscita del nostro Paese dall’Euro. La percentuale scende al 51% se si escludono dal campione gli astensionisti e gli indecisi.
L’elettorato grillino è quello con l’atteggiamento più critico nei confronti della moneta unica (l’84% è favorevole all’uscita dall’Euro) seguito da quello di centrodestra (70%), centro (38%) e centrosinistra (18%).
Il 62% degli elettori attualmente indecisi o senza alcuna simpatia politica è favorevole alla restaurazione della divisa nazionale.
Il 29% degli italiani residenti nel Regno Unito sosterrebbe un partito o un movimento avente come obiettivo primario l’uscita dalla moneta unica.
 

Disaggregazione dei dati
dati 1

dati 2

Considerazioni finali - In linea con le attese, la componente euroscettica è più accentuata tra i nostri connazionali all’estero rispetto a quelli residenti in Italia.

Approfondimento – Il sondaggio sull’Euro di Scenari Economici (ottobre 2013)
Tra le possibili spiegazioni vi è la presenza nel campione di connazionali trasferitosi nel Regno Unito nel corso dell’ultimo biennio a causa della stretta del mercato del lavoro in Italia e delle incertezze economiche e politiche.
Non deve pertanto sorprendere né l’alta percentuale di astensionismo, il vero termometro della (s)fiducia della cittadinanza nei confronti delle istituzioni, né il “feeling” tra euroscetticismo e astensionismo.
Per quanto riguarda l’orientamento politico, l’evidenza storica dimostra quanto dinamica sia l’opinione degli italiani residenti all’estero, molto di più di quanto lo sia entro i confini nazionali.

Approfondimento – Risultati Elezioni Politiche 2013 nella Ripartizione Europa – Regno Unito
Questo dinamismo è in parte dovuto al sistema elettorale vigente nella Circoscrizione Estero che, al contrario dell’Italia, prevede il voto di preferenza. La presenza di candidati attivi e conosciuti sul territorio e la loro successiva adesione a formazioni politiche rivali sono elementi in grado di spostare gli equilibri e quindi l’orientamento al voto (il passaggio di molti esponenti del PdL Europa alle liste centriste a partire dal 2010 ne è esempio).
Le recenti vicende interne a Scelta Civica e Udc (“Con Monti per l’Italia”) confermano questo dinamismo, con una parte dell’elettorato centrista che sta progressivamente riconfluendo nel centrodestra e nel centrosinistra.
Si segnala infine la buona performance del Movimento 5 Stelle nel Regno Unito. Sono tre gli elementi che stanno agevolando l’ascesa dei grillini all’estero: il flusso migratorio degli under 30 dall’Italia, il malcontento popolare nei confronti dell’establishment politico e la riorganizzazione sul territorio del Movimento.

Nota metodologica - Per ottenere un campione aderente all’universo di riferimento, e quindi il più variegato possibile, lo staff ha preferito provvedere alla raccolta dei dati contattando università, oratori, circoli culturali, locali, imprenditori, commercianti e professionisti.
I questionari con risposte incomplete o contradditorie (per es. “sono contrario all’uscita dall’euro” e “sosterrei un movimento euroscettico”) sono stati esclusi.

Autore della ricerca – Stefano Fugazzi
Con la collaborazione di Scenari Economici
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L’autore della ricerca vuole ringraziare tutte le persone che hanno contribuito attivamente alla raccolta dei dati
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La suddetta ricerca è disponibile anche in lingua inglese (LINK) e sul portale Scenari Economici (LINK)

 

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Colle, non cedere clima avvelenato

Colle, non cedere clima avvelenato
"C'e' chi ha il dovere, per la responsabilita' che gli spetta, di non cedere ad un clima avvelenato, magari per mettersi a riparo da provocazioni che impunemente tendono a colpirlo". Lo afferma Giorgio Napolitano,parlando all'assemblea annuale dell'Anci.

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Lettera aperta ai Consiglieri Cgie sul caso dei pensionati truffati

Pronto a dimettermi se non se ne parlerà in Assemblea
GIAN LUIGI FERRETTI - Cari Colleghi del CGIE,
credo che tutti voi conosciate, almeno per sentito dire, la tragedia di un centinaio di pensionati italiani derubati di tutto quanto, al termine della loro dura vita lavorativa da emigrati, avrebbero dovuto percepire per potere trascorrere una serena vecchiaia. Per intenderci, come se in Italia gli avessero tolto la liquidazione.
La domanda che vi faccio è: Ne avete mai sentito parlare al Cgie? No, vero?
E non vi sembra strano che l'organismo che si occupa di tutto quanto ha attinenza con gli italiani all'estero non abbia mai, non dico stigmatizzato quanto è successo, ma almeno espresso una parola di conforto ai poveri anziani emigrati, dato loro una pacca sulle spalle?
Non sarà perchè il farabutto che li ha derubati era il responsabile del patronato INCA/CGIL a Zurigo ed il misfatto è avvenuto negli uffici dell'INCA/CGIL, quella stessa INCA/CGIL che se ne è subito lavata le mani: "Arrangiatevi, prendetevela con Antonio Giacchetta. Noi non c'entriamo"?
Intanto confesso che è anche colpa anche mia e del mio maledetto senso delle istituzioni. Sono stato il primo e uno dei pochissimo a scrivere articoli su articoli subendo attacchi subdoli, minacce ed amenità del genere. Figuriamoci quindi se non avrei voluto interessare il Cgie. Eppure procedere ritenevo giusto "per via gerarchica" sensibilizzando prima di tutto il Comitato di Presidenza di cui sono membro, però è stata una mission impossible.  Anche all'ultimo CdP il Segretario generale Elio Carozza ha impedito ancora una volta che si parlasse del caso. Lo ha fatto con arroganza, supponenza e fastidio ripetendo come un mantra che ci sono processi in corso. Allo stesso modo per anni non avremmo dovuto parlare di Marcinelle in attesa d sentenze.
I poveretti, abbandonati da tutti al loro destino, hanno però trovato un giornale svizzero (svizzero, non d'emigrazione) che li ha aiutati ad intentare una causa contro il patronato nella Confederazione Elvetica ed hanno vinto ogni grado di giudizio con l'INCA/CGIL che ogni volta si intestardiva a fare ricorso. Ora che la condanna è diventata definitiva e non più ulteriormente appellabile, l'INCA/CGIL ha scelto di chiudere la sua struttura in Svizzera per non pagare il dovuto. Comportamento incredibilmente vergognoso per un'organizzazione ricchissima.
Poi finalmente la scorsa settimana Rai 3, il canale da sempre d'ispirazione del maggior partito di sinistra, ha dedicato la trasmissione "Mi manda Raitre" al loro caso e lo ha fatto con professionalità ed obiettività. Guardatevi il filmato della puntata (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-11a4bc9d-0faa-4e01-a28c-755f8444669d.html) ed ascoltate le conclusioni dell'esperto: in base agli articoli 243 e 249, l'INCA/CGIL nazionale dovrebbe risarcire il danno arrecato da chi dirigeva una sua diramazione estera.
L'INCA/CGIL, invitata ad esporre le sue ragioni, ha preferito lasciare la sedia vuota. Comprensibile, non avrebbe certo potuto ripetere sciocchezze e calunnie tipo quelle che fanno circolare alcuni: "Erano i pensionati stessi ad affidare i loro risparmi al Giacchetta nella speranza di avere alti interessi". Anche perchè Antonio Giacchetta, reo confesso, mai, né durante gli interrogatori nè nella lettera di scuse pubbliche ai truffati, ha addotto a sua difesa tale argomento.
Mi dispiace che si tratti di un patronato. Con tutto il male che io possa pensare dell'intromissione pesante dei patronati nel voto all'estero (anche se, si sa, di conflitto di interessi si può parlare solo per Berlusconi o al massimo per la Cancellieri), non è certo il caso di chiedere l'abolizione di organizzazioni che comunque forniscono servizi agli emigrati in un momento in cui vengono chiusi a raffica i Consolati.
Mi dispiace poi che il patronato si chiami INCA/CGIL perchè c'è il rischio, nel criticarne l'operato, di essere accusato di speculazione politica. Così non è, ma purtroppo c'è tutto un ambiente che, per riflesso di appartenenza politica, si sente in dovere di fare quadrato a difesa di qualunque cosa a prescindere.
Dunque ne ha parlato persino Rai 3 e so che altre trasmissioni, altri media importanti ne parleranno.
E il CGIE? Preferisce discutere dei massimi sistemi ma non occuparsi di oltre cento famiglie di emigrati che hanno avuto rovinata la vita? Lo dico anche in senso letterale, il cuore di qualcuno non ha retto. Non voglio neppure pensare che qualcuno voglia a tutti i costi tirarla per le lunghe nella macabra attesa che la maggior parte degli interessati tolga il disturbo così da limitare il danno della restituzione del maltolto che inevitabilmente ci dovrà essere.
Pertanto vi chiedo, cari Colleghi, di unirvi a me per richiedere con forza e determinazione che l'Assemblea Generale di fine mese dedichi uno spazio all'orribile vicenda. Magari si potrebbero invitare i rappresentanti dei truffati e quelli dell'INCA/CGIL per chiarire la situazione ed impostare un dibattito. 
Io sono notoriamente uno strenuo e testardo difensore dell'istituzione del CGIE, ma vi confesso che mi sento sempre più a disagio in questo CGIE ed ora la goccia sta facendo traboccare il vaso; se verrà impedito da una maggioranza prevaricatrice che l'Assemblea Generale possa discutere questo caso, allora ne trarrò le conseguenze e uscirò dal Cgie sbattendo la porta con grande clamore.
In attesa delle vostre reazioni, vi saluto molto cordialmente.
Gian Luigi Ferretti

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Napolitano, entro 2014 riforme approvate

"C'è l'occasione, oggi, in questo 2013-2014, di giungere a delle conclusioni valide, più o meno comprensive di molteplici necessità". Lo ha detto il presidente Napolitano parlando delle riforme istituzionali oggi a Firenze.

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Elezioni Trento: Per la prima volta eletto un Consigliere provinciale del MAIE

Giacomo Bezzi: "Sono con Merlo nel MAIE fin dalla sua fondazione" - Ricardo Merlo: "Al via la presenza politico-elettorale del MAIE in territorio italiano"
Tra i primi messaggi giunti al neoeletto consigliere provinciale Giacomo Bezzi,  spicca quello inviatogli da Ricardo Merlo, Presidente del MAIE, che alle "congratulazioni di tutto il Movimento Associativo Italiani all’Estero" ha voluto unire i suoi personali "auguri ad un caro amico".

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Grillo, Costituzione non è carta da culo

"La Costituzione non è carta da culo". Lo scrive Beppe Grillo su Twitter, nel rinviare alcomunicato stampa del gruppo M5S al Senato, pubblicato sul suo blog dopo il via libera nell'Aula di Palazzo Madama al ddl costituzionale del governo che disegna l'iter delle riforme. Con il voto favorevole a quel testo, sostengono i senatori M5S,"Pdmenoelle e Pdl riescono a violentare l'articolo 138 della Costituzione".

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