Mar10162018

Last updateSab, 22 Set 2018 11am

Elezioni in Francia, Mariotti: Un segnale importante, da anni la Destra Sociale veronese sposa le battaglie di Marine Le Pen"

“Un segnale importante, un voto contro il Palazzo e i tecnocrati. Un vero e proprio boom della destra transalpina. Quello di Marine Le Pen è un dato straordinario, che non può e non deve essere sottovalutato”. Così Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi e punto di riferimento storico della Destra Sociale veronese, commenta i risultati che hanno decretato il trionfo elettorale alle amministrative francesi della “pasionaria” del Fronte nazionale.  “Si tratta di un risultato straordinario, che ha nell’orgoglio nazionale, nella lotta all’Europa dei vincoli burocratici e dell’austerità le sue armi vincenti. Una battaglia che Marine ha ereditato dal padre Jean Marie e che porta avanti nel segno della sovranità nazionale e dello Stato sociale. Una vittoria che deve far riflettere anche e soprattutto la destra italiana, oggi più che mai alla ricerca della sua vera identità e storia. Una destra sempre più divisa, senza leadership, ostaggio ancora di vecchie logiche dettate da colonnelli che negli ultimi anni hanno solamente nuociuto al movimento”. Marine Le Pen era stata ospite a Verona proprio di Mariotti nell’ottobre del 2011. In quell’occasione la leader del Fronte Nazionale, aveva particolarmente apprezzato la buona amministrazione scaligera, ribadendo già allora l’importanza di una corretta gestione delle politiche legate all’immigrazione e l’impegno comune insieme ai “cugini” della destra italiana ed in particolare veronese. “Da anni il nostro movimento segue con estrema attenzione e stima le iniziative di Marine, condividendole e cercando di riproporle anche nel nostro territorio. Un’amicizia, quella che mi lega a Marine Le Pen, che ha l’obiettivo di sensibilizzare gli elettori della destra nostrana sui principi e valori che hanno dettato la schiacciante vittoria in Francia. La destra transalpina si appresta a diventare alle prossime elezioni europee di maggio il primo o il secondo partito, perché ha saputo dare voce al popolo ed in particolare ai giovani, comprendendo i loro problemi quotidiani e proponendo allo stesso tempo idee nuove per risolverli. Un risultato che esprime insofferenza verso la politica tradizionale, un voto di protesta e disperazione contro la disoccupazione dilagante”.

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La battaglia contro l'attentato alla lingua italiana di un'università statale

E' davvero incredibile la decisione di un'università statale italiana, il Politecnico di Milano, di vietare la lingua italiana al suo interno.
Infatto il Politecnico ha adottato dall'anno prossimo l'uso esclusivo della lingua inglese. Come se l'italiano non fosse la lingua ufficiale dello Stato.
Come se l’Università pubblica non fosse pagata dagli italiani, che avranno pure il diritto inalienabile di trasmettere ai loro figli la lingua appresa dai loro padri anche al massimo livello di studi. 
Contro questo tentativo del Politecnico in nome di una malintesa “internazionalizzazione” che in nessun Paese d’Europa s’esprime con la rinuncia alla madrelingua nazionale a beneficio dell’inglese, un centinaio di docenti universitari ha promosso e vinto un ricorso al Tar della Lombardia, sette mesi fa.
Ma il Politecnico ha impugnato al Consiglio di Stato tale sentenza. Una sentenza, quella del Tar, che aveva bocciato con motivazioni durissime la decisione accademica non già – attenzione! – di aggiungere corsi e insegnamenti “anche” in inglese, ma di prevederli “al posto” di quelli in italiano. Non un arricchimento, ma un impoverimento. Non universalità, ma provincialismo. Così la lingua nazionale verrebbe cancellata in un alto ambito pubblico che, al contrario, dovrebbe ben conoscerne e riconoscerne il valore agli occhi del mondo.
La cosa più sorprendente è che a firmare il ricorso al Consiglio di Stato contro l’importante sentenza salva-italiano del Tar, sia stato il ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca in persona e pro tempore.
Bisogna riconoscere che hanno rteagito solo i radicali di Era Onlus-Associazione per la giustizia linguistica, che hanno lanciato una petizione al Ministro, Maria Chiuara Carozza prima e poi Stefania Giannini, di “ritirare la firma”. La questione è semplice: può un ministro che ha giurato fedeltà alla Costituzione della Repubblica italiana, e che rappresenta la cultura del nostro Paese e della sua insostituibile lingua italiana, non immaginare l’”effetto che fa” il suo gesto?
Il Consiglio di Stato aveva negato la sospensiva che il Politecnico di Milano reclamava. Dover difendere l’uso dell’italiano in un’Università pubblica d’Italia.
In vista dell'udienza, Giorgio Pagano, Segretario di Era Onlus-Associazione per la giustizia linguistica, si metteva in sciopero totale della fame e della sete per tentare di convincere in extremis il Ministro a ritirare la sua firme. E poi si presentava puntualmente l'11 marzo davanti all'aula delle udienze del Consiglio di Stato dopo avere perso 6, 3 kg. in tre giorni. Purtroppo ha dovuto constatare che l'auspicata dissociazione del Ministro non era arrivata.
Giorgio Pagano ha sospeso lo sciopero totale della fame e della sete in attesail del giudizio del collegio giudicante del quale, oltre al Dott. Giuseppe Severini, fanno parte l'avv. Roberta Vigotti, il dott. Carlo Mosca, la dott.ssa Gabriella De Michele e il dott. Maurizio Meschino. Ma considera amareggiato: "Cosa ne pensa il Presidente Napolitano di un ministro italiano che giura sulla fedeltà alla Costituzione italiana e scritta in italiano e, nel contempo, si schiera a favore della morte della lingua e della cultura degli italiani?".

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Elezioni Trento: Per la prima volta eletto un Consigliere provinciale del MAIE

Giacomo Bezzi: "Sono con Merlo nel MAIE fin dalla sua fondazione" - Ricardo Merlo: "Al via la presenza politico-elettorale del MAIE in territorio italiano"
Tra i primi messaggi giunti al neoeletto consigliere provinciale Giacomo Bezzi,  spicca quello inviatogli da Ricardo Merlo, Presidente del MAIE, che alle "congratulazioni di tutto il Movimento Associativo Italiani all’Estero" ha voluto unire i suoi personali "auguri ad un caro amico".

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Da sabato notte Giorgio Pagano in sciopero di fame e sete per la lingua italiana

"Ho tentato e sto tuttora tentando di convincere la neo-ministro a non avallare con la propria firma la nefandezza del Politecnico di Milano che vuole vietare l'uso della lingua italiana in tutte le lauree magistrali"

GIORGIO PAGANO *- Dalla mezzanotte di sabato ho iniziato uno sciopero totale, della fame e della sete, per l'uso della lingua italiana in Italia.
Martedì 11 marzo ci sarà la prima udienza del Ricorso al Consiglio di Stato n. 5151 del 2013 presentato dal Politecnico di Milano e avallato dal MIUR nella figura del Ministro protempore, perché sia lecito a quel politecnico vietare l'uso della lingua italiana in tutte le lauree magistrali.
Sessanta milioni di italiani in Italia. Ottanta milioni di italiani nel mondo, la maggiore diaspora dopo quella cinese - che, però, hanno una popolazione di oltre un miliardo e trecento milioni - e nessuno in politica, né a destra né a sinistra, ha sentito e sente il bisogno di denunciare la fine che si vuol fal fare al bene immateriale massimo e più prezioso di questi 140 milioni di persone: la lingua e la cultura italiana.
Politici ladri e corrotti che rubano i beni materiali del Paese e ora, rettori e docenti corrotti linguisticamente, che rubano agli italiani i loro beni immateriali.
La neo-ministro Stefania Giannini aveva persino firmato, lo scorso anno, una Lettera aperta dell'Accademia della Crusca e delle Associazioni/Società scientifiche di studiosi di Linguistica italiana e di Scienze del linguaggio indirizzata all'allora ministro Carrozza, contraria alla decisione del Politecnico di Milano ma, da giorni, ho tentato e sto tuttora tentando di convincere la neo-ministro a non avallare con la propria firma la nefandezza del politecnico meneghino: una vera e propria opera, oltre che di discriminazione linguistica di genocidio linguistico nell'istruzione.
L'auspicio è che questo mio sciopero totale della fame e della sete possa contribuire a salvare la lingua italiana nel nostro sistema d'istruzione. Nel contempo abbiamo aperto anche una raccolta di firme in calce ad una mirata petizione sul nostro sito www.eraonlus.org
*Era Onlus-Associazione per la giustizia linguistica

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Intervista esclusiva a Marine Le Pen

I sondaggi in Francia indicano il Front National come primo partito. Il merito è senza dubbio di Marine Le Pen, che ha idee chiare sia per quanto riguarda la politica interna francese che per quanto riguarda l'Europa. Con lei abbiamo parlato proprio di quest'ultimo aspetto

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Non si paga più il 20% sulle rimesse dall'estero

Il Minìstro Fabrizio Saccomanni cede alle polemiche e chiede la sospensione del provvedimento che dal primo febbraio prevede una maxi ritenuta automatica del 20% sui bonifici provenienti dall’estero. L’Agenzia delle entrate, su richiesta del ministro dell’Economia, ha disposto la sospensione dell’operatività della ritenuta – spiega una nota di via XX Settembre – sottolineando che “gli acconti eventualmente già trattenuti da intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto saranno rimessi a disposizione degli interessati”. La marcia indietro, però, è soltanto temporanea. La stessa Agenzia delle entrate ha infatti precisato che lo stop al prelievo vale fino al primo luglio.
Il provvedimento aveva scatenato da subito un gran polverone. La trattenuta, che lasciava al contribuente l’onere di dimostrare che le somme non avessero natura di “compenso reddituale” per chiedere la restituzione dell’imposta, era finita nei giorni scorsi sotto l’esame di Bruxelles. “Esamineremo se la misura è proporzionata o no”, aveva dichiarato il portavoce del commissario Ue per la Fiscalità, Algirdas Semeta. Pressioni contro la maxi trattenuta erano arrivate anche dalle petizioni lanciate in rete e dalle associazioni di consumatori Adusbef eFederconsumatori, che avevano denunciato “l’ennesimo abuso di potere”.
Si trattava di una norma particolarmente odiosa nei confronti degli italiani all'estero che, da che mondo è mondo, mandano i loro risparmi alle loro famiglie in Patria. Sono soldi guadagnati regolarmente e che quindi sono stati già tassati nel luogo di residenza. Nel dopoguerra le rimesse degli emigrati rappresentarono la seconda voce di entrate del bilancio statale italiano e fu proprio grazie a queste rimesse che l'Italia si risollevò e conobbe il boom economico degli anni '60.
Al Parlamento europeo sono state presentate due interrogazioni,  una a firma Tino Rossi (ora passato al Ppe con Forza Italia) e un'altra a firma Claudio Morganti (rimasto nel gruppo degli euroscettici Eld con il movimento 'Io cambio') mentre nel Parlamento italiano hanno reagito Ricardo Merlo (MAIE) e Laura Garavini (PD), entrambi eletti all'estero.
Appresa la notizia della sospensione del provvedimento, anche i senatori eletti all'estero del Pd in una nota hanno espresso la propria soddisfazione. 

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Colle, non cedere clima avvelenato

Colle, non cedere clima avvelenato
"C'e' chi ha il dovere, per la responsabilita' che gli spetta, di non cedere ad un clima avvelenato, magari per mettersi a riparo da provocazioni che impunemente tendono a colpirlo". Lo afferma Giorgio Napolitano,parlando all'assemblea annuale dell'Anci.

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L'odiosa e stupida tassa del 20% sui trasferimenti dall'estero

GIAN LUIGI FERRETTI - Si pensava che il massimo di discriminazione nei confronti degli italiani nel mondo fosse l'odiosa tassazione come seconda casa delle loro unica abitazione in italia. Non avevamo considerato che al peggio non c'è mai fine ed ecco che il governo ha posto in essere una misura particolarmente odiosa per chi vive all'estero: la tassazione del 20% delle somme inviate in Italia.
Da che mondo è mondo gli emigrati mandano i loro risparmi alle loro famiglie in Patria. Sono soldi guadagnati regolarmente e che quindi sono stati già tassati nel luogo di residenza. Nel dopoguerra le rimesse degli emigrati rappresentarono la seconda voce di entrate del bilancio statale italiano e fu proprio grazie a queste rimesse che l'Italia si risollevò e conobbe il boom economico degli anni '60.
Il mio amico Alberto Piz mi segnala un aneddoto: Il presidente Ciampi, in visita in Veneto,  disse che conosceva Conegliano perché quando era presidente della Banca d'Italia era rimasto stupito dai miliardi che vi arrivavano dalla Germania.
Il fatto è che noi italiani nel mondo siamo srtupidamente innamorati dell'Italia. Fossimo meno fessi da domani apriremmo tutti un conto in Svizzera e non manderemmo più un centesimo in Italia.

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Napolitano, entro 2014 riforme approvate

"C'è l'occasione, oggi, in questo 2013-2014, di giungere a delle conclusioni valide, più o meno comprensive di molteplici necessità". Lo ha detto il presidente Napolitano parlando delle riforme istituzionali oggi a Firenze.

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Consultazioni di Napolitano: Messaggio chiaro e forte del MAIE

On. Franco Bruno (MAIE-API): “Fondamentale un programma serio di politica per gli Italiani all'estero"  
Incaricato dal Presidente Merlo in rappresentanza del MAIE, l'On. Franco Bruno (MAIE-API) ha incontrato il Presidente Napolitano nell'ambito delle consultazioni con i partiti presenti in Parlamento. Per l'ennesima volta il MAIE é stato l'unico dei partiti presenti in Parlamento a sollevare, davanti al Presidente della Repubblica, la problematica e la necessità di una politica  per gli italiani all'estero: “Ho presentato al Presidente della Repubblica le riflessioni della nostra componente parlamentare” ha dichiarato il deputato della componente MAIE-API Franco Bruno, al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 
“Evidenziando in premessa che il corpo elettorale italiano è formato anche dalla eccezionale risorsa di lavoratori, imprenditori, pensionati, giovani che sono italiani ma vivono all'estero. Abbiamo riscoperto questa realtà unica al mondo, con le sue potenzialità, l'abbiamo iscritta nella Costituzione, ma è tempo di attribuire alla nostra vasta comunità all'estero gli strumenti per concorrere veramente all'azione di governo, alla coesione sociale e al rilancio economico e competitivo dell'Italia nel Mondo.
Oggi si profila un nuovo Governo di ampia coalizione, la cui maggioranza sarà formata da forze di sinistra, di centro e di centro-destra.
Se si vuole che il Governo risulti più incisivo del precedente, occorre che la fiducia del Parlamento venga attribuita sulla base di un programma chiaro e definito che fornisca una forte legittimazione parlamentare e per noi diventa  fondamentale un programa serio ed  efficace di politica per gli italiani all'estero che cominci con l'evitare le chiusure e i declassamenti dei Consolati nelle Regioni del mondo dove la nostra collettivitá e presente”
Appare anche opportuno chiarire, all'atto della fiducia, se le riforme della legge elettorale e della Costituzione dovranno essere approvate da una maggioranza più ampia di quella politica o potranno essere adottate da maggioranze differenti” ha concluso il Deputato  Bruno.

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Grillo, Costituzione non è carta da culo

"La Costituzione non è carta da culo". Lo scrive Beppe Grillo su Twitter, nel rinviare alcomunicato stampa del gruppo M5S al Senato, pubblicato sul suo blog dopo il via libera nell'Aula di Palazzo Madama al ddl costituzionale del governo che disegna l'iter delle riforme. Con il voto favorevole a quel testo, sostengono i senatori M5S,"Pdmenoelle e Pdl riescono a violentare l'articolo 138 della Costituzione".

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Nuova sparata di Razzi: «Kim Jong Un è un moderato»

Antonio Razzi, segretario della commissione esteri del Senato, a La Zanzara su Radio 24, ha commentato la condanna a morte dello zio del leader nordcoreano Kim Jong Un, che secondo alcune notizie sarebbe stato sbranato da cani affamati.
Razzi, ex Idv eletto all'estero poi in tandem con Domenico Scilipoti nell’operazione “Responsabili”, è ora senatore di Forza Italia eletto in Abruzzo e macina gaffe su gaffe
«Kim Jong Un è un moderato. Non è un dittatore, è un moderato. E sta cercando di portare un po' di democrazia in quel Paese».
Secondo il senatore Razzi, «lo zio stava organizzando un complotto per far fuori il nipote. E il nipote, siccome è più intelligente, se n'è accorto e l'ha fregato all'ultima curva».
«KIM JONG UN AMA L'ITALIA». Razzi, che ha effettuato diversi viaggi in Corea del Nord, ha riferito che il dittatore coreano «ama moltissimo l'Italia. Io non lo vedo come un dittatore. Sembra un vecchio democratico cristiano».
Ma non si è fermato qui il senatore del Pdl, che si è espresso anche in merito alla minaccia atomica coreana: «Io non ho mai visto una bomba atomica a Pyongyang», ha asserito. E a proposito della pena di morte applicata in Corea del Nord, Razzi ha chiosato: «C'è anche in America».

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Evade Iva, assolto causa crisi

Evade Iva, assolto causa crisi

Un imprenditore milanese, accusato di aver evaso l'Iva per 180mila euro, è stato assolto dal Gup di Milano Carlo De Marchi che ha accolto la tesi della difesa, la quale sosteneva che l'imputato ''non aveva versato all'erario l'imposta, a causa della difficile situazione economica dell'impresa''. L'uomo, titolare di un'azienda informatica, è stato prosciolto perché ''il fatto non costituisce reato'', ossia perché, sosteneva la difesa, mancava la ''volontà di omettere il versamento''.

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Sen. Zin: Non voglio avere nulla a che fare con la cena dai toni mafiosi

In merito alla serata-cena di stile mafioso organizzata da Al Dente, il Sen. Claudio Zin ci ha dichiarato di non avere alcun rapporto con questa disdicevole storia, di essere stupito che qualcuno si sia permesso di accostare il suo nome a quello che, nella migliore delle ipotesi, è uno scherzo di pessimo gusto.
Tanto che il senatore, appena venutone a conoscenza, ha inviato un messaggio agli organizzatori per fare togliere il suo nome perché la mafia è una cosa troppo tragicamente seria per scherzarci su.

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Usa: trovato diamante giallo da 4 carati

Usa: trovato diamante giallo da 4 carati
Una ragazzina di 14 anni di OklahomaCity, di nome Tana Clymer, ha trovato un diamante giallo delle dimensioni di una caramella durante un viaggio al Crater of Diamonds State Park, in Arkansas.

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Quel pasticciaccio brutto del “SuperInps”

NAZZARENO MOLLICONE - La questione dell’equilibrio finanziario e patrimoniale dei conti dell’INPS, sollevata dal suo presidente Mastrapasqua innanzi alla speciale Commissione Parlamentare bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza (quindi, nella sede più istituzionale che ci sia per questo tipo di Enti), non è solo un “problema contabile” come ci si è affrettati a precisare sia da parte dello stesso Mastrapasqua che del Ministro dell’Economia e del Ministro “vigilante” dell’Ente, ossia Giovannini, che è appunto Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale (spesso lo si dimentica).
Ma la storia è assai lontana, e nasce nella stessa Commissione Parlamentare cui si è rivolto Mastrapasqua. Negli anni scorsi, ed in modo particolare in quelli del Governo Prodi del 2006/2008 (lo stesso che “sequestrò” il trattamento di fine rapporto - la liquidazione - alle aziende per trasferirle all’INPS od, a scelta del lavoratore, ai Fondi di previdenza complementare), l’allora presidente di quella stessa Commissione, la “democratica” Elena Cordoni (proveniente dai “Comunisti Italiani”….), d’intesa con l’ex-ministro del lavoro Tiziano Treu e con una parte dei sindacati (esclusa l’UGL che si oppose sempre fermamente nel corso delle audizioni e dei convegni) propose l’istituzione del cosiddetto “Superinps” : un unico ente nazionale di  previdenza che avrebbe dovuto accorpare tutti gli altri Enti di previdenza pubblica esistenti. Ciò avvenne nel corso del 2011, sotto l’egida del Governo Monti, che stabilì la confluenza nell’Inps dell’Inpdap, l’ente di previdenza per i pubblici dipendenti (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Enti vari); dell’Enpals, ente di previdenza dello spettacolo e dello sport; dell’Ipost, ente di previdenza delle poste; dell’Ipsema, ente di previdenza dei marittimi.
Il pretesto apparente era quello di risparmiare sui costi di gestione, costituiti dai consigli di amministrazione e dei servizi autonomi di contabilità ed informatica: il che poteva essere vero, ma si trattava solo di pochi milioni di euro rispetto a quello che quel progetto nascondeva.
Infatti, da tempo l’Inpdap nascondeva un grosso “buco” la cui copertura veniva rimandata di anno in anno. Infatti, mentre fino ad alcuni anni fa il datore di lavoro “Stato” non si preoccupava di dover versare materialmente e puntualmente, come tutti i datori di lavoro privati, i contributi previdenziali a suo carico per i propri dipendenti perché tanto era la stessa “cassa” a dover pagare poi le pensioni, con la privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico questa omissione cessava. Però lo Stato continuava ugualmente a non versare i propri contributi, fino a far accumulare – come appare dai bilanci dell’INPS – 7.125 milioni di deficit d’esercizio (ossia, differenza tra entrate contributive e pensioni erogate) che, aggiungendosi ai deficit degli anni precedenti, ha fatto cumulare all’INPDAP un deficit patrimoniale di ben 17.394 milioni.
Questo deficit è stato quindi trasferito all’INPS facendogli così dimezzare il suo patrimonio ATTIVO che è passato dai 41.200 milioni del 2011 ai 21.800 milioni del 2012.
Ma al danno si aggiunge anche la beffa, ed in sostanza è questo quello che ha denunciato Mastrapasqua. I versamenti che il Tesoro effettua all’INPS, soprattutto per coprire le spese a carico della fiscalità generale per la cosiddetta “GIAS” (gestione interventi assistenziali e sociali: pensioni minime, ecc.), sono considerati dallo stesso come “anticipi” (ossia, prestiti) e non saldo di un debito!
Quindi, nel bilancio dell’INPS si costituisce una voce passiva relativa al presunto “debito” verso lo Stato, anziché una voce attiva per il credito maturato: come si può facilmente capire, la differenza negativa si raddoppia.
A che serve tutto ciò, il trasferimento dell’INPDAP ed il “prestito” all’INPS? E’ molto semplice spiegarlo: serve al Tesoro per mascherare un debito occulto che appesantirebbe il bilancio statale e farebbe “sforare” verso l’alto quel famigerato “tetto” del 3% imposto dall’Unione Europea. Quindi, quest’operazione – accuratamente studiata dall’”europeista” Monti e confermata da Saccomanni – è parallela all’omissione, nel bilancio dello Stato, dei debiti verso fornitori ed appaltatori (i quali vengono inseriti solo al momento del pagamento, e non al momento della creazione) e dei debiti verso i contribuenti per le imposte da rimborsare, a cominciare dall’IVA: il tutto che si dice superi i 100 miliardi di euro.
Come risolvere la situazione, allora? Innanzitutto, occorre smentire l’allarmismo sulla tenuta dei conti dell’INPS e del sistema pensionistico, perché le pensioni sono – al 90% - pagate con i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori. Però è indispensabile che lo Stato compia due operazioni fondamentali: la prima, è quella di trasformare le sue “anticipazioni” all’INPS in debiti veri e propri eliminando l’ipotesi di recupero di un credito inesistente. La seconda, è quella di pagare innanzitutto regolarmente i contributi sui propri dipendenti, e poi avviare un piano di risanamento pluriennale per il debito pregresso, così come l’INPS consente ai debitori datori di lavoro privati.
Perché se non si fa questo, assisteremo ad un’ennesima “imposta occulta” dello Stato il quale si farebbe pagare dai privati – imprenditori e lavoratori – i contributi che esso non versa….
Infine, vi è la proposta da molti anni avanzata dal sindacato UGL e prima ancora dalla CISNAL, che è quella di separare la previdenza dall’assistenza costituendo due Enti appositi senza confusioni finanziarie: si capirebbe allora che la previdenza, correttamente intesa, è in equilibrio e che è l’assistenza – a carico dello Stato – ad aver bisogno del contributo finanziario del Tesoro.

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Post 'Ku Klux Klan unica via', assolto

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Un insegnante veneziano,Sebastiano Sartori, è stato assolto con formula piena dalcollegio del Tribunale per la frase "il Ku Klux Klan è l'unicavia" postata su Facebook in riferimento agli stranieri.

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Sondaggio ABC ECONOMICS: l’Euroscetticismo tra gli italiani domiciliati nel Regno Unito

Stefano Fugazzi di ABC Economics, che abbiamo recentemente incontrato al Congresso MAIE a Londra, con il supporto logistico di volontari e l’assistenza tecnica dell’unità di ricerca di Scenari Economici, ha sondato l’opinione di oltre 1.000 nostri connazionali domiciliati nel Regno Unito su un tema di attualità: la permanenza dell’Italia nella moneta unica. È la prima volta in assoluto che gli italiani all’estero vengono interpellati sulla questione.

Principali conclusioni
Il 54% degli italiani residenti nel Regno Unito è favorevole all’uscita del nostro Paese dall’Euro. La percentuale scende al 51% se si escludono dal campione gli astensionisti e gli indecisi.
L’elettorato grillino è quello con l’atteggiamento più critico nei confronti della moneta unica (l’84% è favorevole all’uscita dall’Euro) seguito da quello di centrodestra (70%), centro (38%) e centrosinistra (18%).
Il 62% degli elettori attualmente indecisi o senza alcuna simpatia politica è favorevole alla restaurazione della divisa nazionale.
Il 29% degli italiani residenti nel Regno Unito sosterrebbe un partito o un movimento avente come obiettivo primario l’uscita dalla moneta unica.
 

Disaggregazione dei dati
dati 1

dati 2

Considerazioni finali - In linea con le attese, la componente euroscettica è più accentuata tra i nostri connazionali all’estero rispetto a quelli residenti in Italia.

Approfondimento – Il sondaggio sull’Euro di Scenari Economici (ottobre 2013)
Tra le possibili spiegazioni vi è la presenza nel campione di connazionali trasferitosi nel Regno Unito nel corso dell’ultimo biennio a causa della stretta del mercato del lavoro in Italia e delle incertezze economiche e politiche.
Non deve pertanto sorprendere né l’alta percentuale di astensionismo, il vero termometro della (s)fiducia della cittadinanza nei confronti delle istituzioni, né il “feeling” tra euroscetticismo e astensionismo.
Per quanto riguarda l’orientamento politico, l’evidenza storica dimostra quanto dinamica sia l’opinione degli italiani residenti all’estero, molto di più di quanto lo sia entro i confini nazionali.

Approfondimento – Risultati Elezioni Politiche 2013 nella Ripartizione Europa – Regno Unito
Questo dinamismo è in parte dovuto al sistema elettorale vigente nella Circoscrizione Estero che, al contrario dell’Italia, prevede il voto di preferenza. La presenza di candidati attivi e conosciuti sul territorio e la loro successiva adesione a formazioni politiche rivali sono elementi in grado di spostare gli equilibri e quindi l’orientamento al voto (il passaggio di molti esponenti del PdL Europa alle liste centriste a partire dal 2010 ne è esempio).
Le recenti vicende interne a Scelta Civica e Udc (“Con Monti per l’Italia”) confermano questo dinamismo, con una parte dell’elettorato centrista che sta progressivamente riconfluendo nel centrodestra e nel centrosinistra.
Si segnala infine la buona performance del Movimento 5 Stelle nel Regno Unito. Sono tre gli elementi che stanno agevolando l’ascesa dei grillini all’estero: il flusso migratorio degli under 30 dall’Italia, il malcontento popolare nei confronti dell’establishment politico e la riorganizzazione sul territorio del Movimento.

Nota metodologica - Per ottenere un campione aderente all’universo di riferimento, e quindi il più variegato possibile, lo staff ha preferito provvedere alla raccolta dei dati contattando università, oratori, circoli culturali, locali, imprenditori, commercianti e professionisti.
I questionari con risposte incomplete o contradditorie (per es. “sono contrario all’uscita dall’euro” e “sosterrei un movimento euroscettico”) sono stati esclusi.

Autore della ricerca – Stefano Fugazzi
Con la collaborazione di Scenari Economici
***
L’autore della ricerca vuole ringraziare tutte le persone che hanno contribuito attivamente alla raccolta dei dati
***
La suddetta ricerca è disponibile anche in lingua inglese (LINK) e sul portale Scenari Economici (LINK)

 

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Indagati i 9 capigruppo Regione E-R

Nell'inchiesta della Procura diBologna sui fondi del consiglio regionale dell'Emilia-Romagna sono indagati tutti e nove i capigruppo dell'attuale legislatura (cominciata nel 2010). A quanto si apprende, l'accusa per tutti è peculato. Si tratta quindi dei politici che guidano i gruppidi Pd, Pdl, Idv, Lega Nord, Fds, M5S, Sel-Verdi, Udc e gruppo Misto.
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Lettera aperta ai Consiglieri Cgie sul caso dei pensionati truffati

Pronto a dimettermi se non se ne parlerà in Assemblea
GIAN LUIGI FERRETTI - Cari Colleghi del CGIE,
credo che tutti voi conosciate, almeno per sentito dire, la tragedia di un centinaio di pensionati italiani derubati di tutto quanto, al termine della loro dura vita lavorativa da emigrati, avrebbero dovuto percepire per potere trascorrere una serena vecchiaia. Per intenderci, come se in Italia gli avessero tolto la liquidazione.
La domanda che vi faccio è: Ne avete mai sentito parlare al Cgie? No, vero?
E non vi sembra strano che l'organismo che si occupa di tutto quanto ha attinenza con gli italiani all'estero non abbia mai, non dico stigmatizzato quanto è successo, ma almeno espresso una parola di conforto ai poveri anziani emigrati, dato loro una pacca sulle spalle?
Non sarà perchè il farabutto che li ha derubati era il responsabile del patronato INCA/CGIL a Zurigo ed il misfatto è avvenuto negli uffici dell'INCA/CGIL, quella stessa INCA/CGIL che se ne è subito lavata le mani: "Arrangiatevi, prendetevela con Antonio Giacchetta. Noi non c'entriamo"?
Intanto confesso che è anche colpa anche mia e del mio maledetto senso delle istituzioni. Sono stato il primo e uno dei pochissimo a scrivere articoli su articoli subendo attacchi subdoli, minacce ed amenità del genere. Figuriamoci quindi se non avrei voluto interessare il Cgie. Eppure procedere ritenevo giusto "per via gerarchica" sensibilizzando prima di tutto il Comitato di Presidenza di cui sono membro, però è stata una mission impossible.  Anche all'ultimo CdP il Segretario generale Elio Carozza ha impedito ancora una volta che si parlasse del caso. Lo ha fatto con arroganza, supponenza e fastidio ripetendo come un mantra che ci sono processi in corso. Allo stesso modo per anni non avremmo dovuto parlare di Marcinelle in attesa d sentenze.
I poveretti, abbandonati da tutti al loro destino, hanno però trovato un giornale svizzero (svizzero, non d'emigrazione) che li ha aiutati ad intentare una causa contro il patronato nella Confederazione Elvetica ed hanno vinto ogni grado di giudizio con l'INCA/CGIL che ogni volta si intestardiva a fare ricorso. Ora che la condanna è diventata definitiva e non più ulteriormente appellabile, l'INCA/CGIL ha scelto di chiudere la sua struttura in Svizzera per non pagare il dovuto. Comportamento incredibilmente vergognoso per un'organizzazione ricchissima.
Poi finalmente la scorsa settimana Rai 3, il canale da sempre d'ispirazione del maggior partito di sinistra, ha dedicato la trasmissione "Mi manda Raitre" al loro caso e lo ha fatto con professionalità ed obiettività. Guardatevi il filmato della puntata (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-11a4bc9d-0faa-4e01-a28c-755f8444669d.html) ed ascoltate le conclusioni dell'esperto: in base agli articoli 243 e 249, l'INCA/CGIL nazionale dovrebbe risarcire il danno arrecato da chi dirigeva una sua diramazione estera.
L'INCA/CGIL, invitata ad esporre le sue ragioni, ha preferito lasciare la sedia vuota. Comprensibile, non avrebbe certo potuto ripetere sciocchezze e calunnie tipo quelle che fanno circolare alcuni: "Erano i pensionati stessi ad affidare i loro risparmi al Giacchetta nella speranza di avere alti interessi". Anche perchè Antonio Giacchetta, reo confesso, mai, né durante gli interrogatori nè nella lettera di scuse pubbliche ai truffati, ha addotto a sua difesa tale argomento.
Mi dispiace che si tratti di un patronato. Con tutto il male che io possa pensare dell'intromissione pesante dei patronati nel voto all'estero (anche se, si sa, di conflitto di interessi si può parlare solo per Berlusconi o al massimo per la Cancellieri), non è certo il caso di chiedere l'abolizione di organizzazioni che comunque forniscono servizi agli emigrati in un momento in cui vengono chiusi a raffica i Consolati.
Mi dispiace poi che il patronato si chiami INCA/CGIL perchè c'è il rischio, nel criticarne l'operato, di essere accusato di speculazione politica. Così non è, ma purtroppo c'è tutto un ambiente che, per riflesso di appartenenza politica, si sente in dovere di fare quadrato a difesa di qualunque cosa a prescindere.
Dunque ne ha parlato persino Rai 3 e so che altre trasmissioni, altri media importanti ne parleranno.
E il CGIE? Preferisce discutere dei massimi sistemi ma non occuparsi di oltre cento famiglie di emigrati che hanno avuto rovinata la vita? Lo dico anche in senso letterale, il cuore di qualcuno non ha retto. Non voglio neppure pensare che qualcuno voglia a tutti i costi tirarla per le lunghe nella macabra attesa che la maggior parte degli interessati tolga il disturbo così da limitare il danno della restituzione del maltolto che inevitabilmente ci dovrà essere.
Pertanto vi chiedo, cari Colleghi, di unirvi a me per richiedere con forza e determinazione che l'Assemblea Generale di fine mese dedichi uno spazio all'orribile vicenda. Magari si potrebbero invitare i rappresentanti dei truffati e quelli dell'INCA/CGIL per chiarire la situazione ed impostare un dibattito. 
Io sono notoriamente uno strenuo e testardo difensore dell'istituzione del CGIE, ma vi confesso che mi sento sempre più a disagio in questo CGIE ed ora la goccia sta facendo traboccare il vaso; se verrà impedito da una maggioranza prevaricatrice che l'Assemblea Generale possa discutere questo caso, allora ne trarrò le conseguenze e uscirò dal Cgie sbattendo la porta con grande clamore.
In attesa delle vostre reazioni, vi saluto molto cordialmente.
Gian Luigi Ferretti

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Renzi, non parlare solo a reduci passato

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"Abbiamo spesso dato l'idea di essere interessati a parlare soprattutto a chi c'era già: non basta più, se mai è bastato.

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