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Il Ministro degli esteri a Marcinelle offende la memoria dei nostri emigrati in nome della lotta contro il sovranismo

GIAN LUIGI FERRETTI - Qualche giorno fa ho manifestato la mia sorpresa per il fatto che il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi avesse deciso di andare a Marcinelle impedendo di fatto la partecipazione del Sottosegretario Merlo che pure ha la delega per gli italiani all’estero.
Qualcuno mi ha detto che la spiegazione sarebbe da ricercare nel fatto che il Ministro degli Esteri italiano  risiederebbe a Bruxelles. Ma non credo sia questo il vero motivo.
Credo che alla base ci sia un malinteso di fondo.
Io c’ero a Marcinelle, come tutti gli 8 di agosto, fin dai tempi in cui ci ritrovavamo in 3 al Bois du Cazier: Mirko Tremaglia, Bruno Zoratto ed io. C’ero, quest’anno con gli amici dell’UGL con i quali abbiamo installato davanti alla miniere 262 sagome bianche.
Caso mai non c’erano ben 16 dei 18 parlamentari eletti all’estero. Si sa, agosto è il mese delle ferie…
Siccome c’ero ho ascoltato con le mie orecchie quanto affermato da Moavero Milanesi che ha parlato esclusivamente in francese quando anche gli oratori belgi cercavano perlomeno di pronunciare qualche frase in italiano vista la peculiarità dell’evento che, purtroppo, ha una forte impronta italiana.
Il Ministro degli Esteri ha dichiarato, chiaro e forte, di essere a Marcinelle per celebrare la “Journéè du sacrifice sur le travail” (Giornata del sacrificio sul lavoro). Testuale. Altro che Giornata del Sacrificio del Lavoro ITALIANO NEL MONDO”. Di italiani ha parlato solo per dire che anch’essi erano emigranti come quelli che arrivano con i barconi. Lo ha ripetuto in tutte le salse e giustamente i capogruppo in Parlamento di Lega e Fratelli d’Italia lo hanno bacchettato per il paragone offensivo. Mi è parso che anche il senatore di Forza Italia Fantetti (uno dei due eletti all’estero presenti) non fosse contento delle affermazioni di Moavero Milanesi.
Ho avuto l’impressione che questo strano personaggio, già ministro del governo Monti prima e del governo Letta poi, non sia cosciente di quale tipo di governo faccia parte quando l’ho sentito stigmatizzare i rigurgiti di sovranismo e di nazionalismo e magnificare il radioso futuro dell’Unione Europea.
Ma, si sa, il personaggio col doppio cognome, famoso per avere combattuto contro la scrivania di Mussolini, è stato imposto da Mattarella e probabilmente risponde solo a lui. Ecco, l’ho detto e spero che la Procura non apra un fascicolo col mio nome per avere osato criticare il Presidente della Repubblica.

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