Dom04302017

Last updateMar, 25 Apr 2017 10pm

Il perché del ricorso al TAR di Roma per il Comites di Basilea e Zurigo

MARCO TOMMASINI (Consigliere Comites Basilea e presidente CDF) -  Per la prima volta nella storia dei Comites è stato inoltrato un ricorso al TAR per salvaguardare la legalità dei Comites. In specifico i requisiti legali dei membri per rappresentare la comunità italiana all’estero. Una prima in assoluto. Non è poco.
I membri dei Comites di Zurigo e Basilea uscenti non sono stati all’ altezza di tutelare e assistere i cittadini truffati dal patronato INCA/ CGIL. Parecchi dei vecchi membri sono transitati ora nei nuovi Comites e l’ esecutivo è rimasto in pratica invariato.
I nuovi-vecchi consiglieri hanno testualmente dichiarato che se ne fregano dei danneggiati della truffa dell’ INCA/ CGIL e che proibiscono ogni discussione in merito. In speciale il Comites di Basilea è situato nello stesso locale e sullo stesso piano dell’ufficio Inca prima chiuso per fallimento e poi riaperto sotto un’ altro nome per eludere il risarcimento degli assistiti truffati. Responsabile dell’ufficio ignobile era contemporaneamente presidente del Comites. 
C’è da meravigliarsi se i consiglieri che fanno parte della lista di maggioranza dei due Comites fanno parte di una struttura della quale la legge ne vieta l’appartenenza per potersi candidare ai Comites. Struttura che supportava la loro elezione ? Ossia il patronato Ital-Uil gemellato con l’ INCA/ CGIL. 
Parliamo della legge che costituisce i Comites. 
La legge prevede che i dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all’ estero, ivi compresi il personale a contratto, nonché quelle che detengono cariche istituzionali sono ineleggibili. I corrispondenti consolari devono essere provvisti di un’autorizzazione ministeriale e dipendono dal Consolato di riferimento. Ossia sono a tutti gli effetti dipendenti dello Stato italiano. La legge è molto chiara. 
Facilmente comprensibile perché la legge escluda i corrispondenti consolari dai Comites tenendo conto tra altri di un principio fondamentale fissato nella costituzione ovvero la garanzia della parità formale di opportunità dell'elettorato passivo allo scopo di eliminare meccanismi distorsivi della competizione elettorale tra i candidati. Il titolare di una carica o di un mandato speciale potrebbe, infatti, utilizzare la propria posizione di supremazia o di poteri del proprio ufficio per esercitare un’indebita interferenza sulla competizione ai fini della raccolta del consenso elettorale nell'ambito della comunità locale, e per questo la legge ne prevede giustamente l’ineleggibilità. Sul sito del consolato di Zurigo tra le funzioni dei corrispondenti consolari si legge che questi in particolare non devono approfittare della loro posizione per effettuare attività di propaganda a qualunque titolo a beneficio proprio o di terzi. Appunto si vuole garantire la parità formale di opportunità. 
La legge prevede l’ ineleggibilità anche per gli amministratori e i legali rappresentanti dei comitati per l’assistenza che ricevono finanziamenti pubblici. Questo vale per gli amministratori e legali rappresentanti di sedi di patronato all’ estero che ricevono finanziamenti pubblici anche se vogliono fare credere l’incontrario. 
In questo caso la legge vuole assicurare un altro principio base di ogni democrazia: la separazione dei poteri. La legge chiede ai Comites che si esprimano sulle iniziative del Consolato e sulle attività dei patronati. Se non ci fosse l’ineleggibilità i dipendenti del Consolato e di patronato di fatto valuterebbero il loro stesso operato. Esecuzione e valutazione concentrati sulla stessa persona. Il seme per attività illecite sarebbe pronto a sbocciare nutrito dalla mancanza di qualsiasi controllo. 
Un esempio clamoroso di come la mancanza della separazione dei poteri possa avere un’ influenza deleteria lo dimostra l’ ignobile truffa del responsabile del patronato INCA/ CGIL e contemporaneamente membro del Comites di Zurigo. Il Comites di Zurigo istaurato per assistere e tutelare i cittadini non è intervenuto per i cittadini rimasti vittime di un loro membro. Nemmeno al Comites di Basilea la truffa è stata mai all’ordine del giorno poiché il presidente contemporaneamente era presidente dell’ INCA/ CGIL di Basilea. Un magna-magna intercomites. 
La lista sostenute dall’ Ital-Uil vicina all’ INCA/ CGIL detiene la maggioranza nei Comites di Basilea a di Zurigo. I membri evitano ogni approfondimento dell’ineleggibilità altrimenti si dovrebbero autoescludere. Chi detiene la maggioranza nel Comites può dichiarare eleggibile chiunque anche un’infame criminale. L’affare della truffa INCA/ CGIL lo insegna. 
In più nel Comites di Basilea sono censurati i verbali, è soppressa ogni iniziativa e ogni argomentazione non conforme alla linea, è zittita ogni differenza con la maggioranza attraverso calunnie e diffamazioni. Tutto è rivolto a fini sconosciuti che non sono quelli dell’assistenza e tutela dei cittadini. 
Queste sono le ragioni che ci ha spinti ad affidarsi al TAR di Roma. Abbiamo promesso tutela e assistenza a chi ci ha eletti. Abbiamo promesso giustizia ai danneggiati dell’INCA/ CGIL. Manterremmo le nostre promesse anche se non piace a chi non vuole osservare la legge. 
Siamo sicuri che i 98% degli italiani residenti all’ estero che non hanno votato per il rinnovo dei comites ci darebbe ragione.

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