Dom07222018

Last updateDom, 15 Lug 2018 10am

Da sabato notte Giorgio Pagano in sciopero di fame e sete per la lingua italiana

"Ho tentato e sto tuttora tentando di convincere la neo-ministro a non avallare con la propria firma la nefandezza del Politecnico di Milano che vuole vietare l'uso della lingua italiana in tutte le lauree magistrali"

GIORGIO PAGANO *- Dalla mezzanotte di sabato ho iniziato uno sciopero totale, della fame e della sete, per l'uso della lingua italiana in Italia.
Martedì 11 marzo ci sarà la prima udienza del Ricorso al Consiglio di Stato n. 5151 del 2013 presentato dal Politecnico di Milano e avallato dal MIUR nella figura del Ministro protempore, perché sia lecito a quel politecnico vietare l'uso della lingua italiana in tutte le lauree magistrali.
Sessanta milioni di italiani in Italia. Ottanta milioni di italiani nel mondo, la maggiore diaspora dopo quella cinese - che, però, hanno una popolazione di oltre un miliardo e trecento milioni - e nessuno in politica, né a destra né a sinistra, ha sentito e sente il bisogno di denunciare la fine che si vuol fal fare al bene immateriale massimo e più prezioso di questi 140 milioni di persone: la lingua e la cultura italiana.
Politici ladri e corrotti che rubano i beni materiali del Paese e ora, rettori e docenti corrotti linguisticamente, che rubano agli italiani i loro beni immateriali.
La neo-ministro Stefania Giannini aveva persino firmato, lo scorso anno, una Lettera aperta dell'Accademia della Crusca e delle Associazioni/Società scientifiche di studiosi di Linguistica italiana e di Scienze del linguaggio indirizzata all'allora ministro Carrozza, contraria alla decisione del Politecnico di Milano ma, da giorni, ho tentato e sto tuttora tentando di convincere la neo-ministro a non avallare con la propria firma la nefandezza del politecnico meneghino: una vera e propria opera, oltre che di discriminazione linguistica di genocidio linguistico nell'istruzione.
L'auspicio è che questo mio sciopero totale della fame e della sete possa contribuire a salvare la lingua italiana nel nostro sistema d'istruzione. Nel contempo abbiamo aperto anche una raccolta di firme in calce ad una mirata petizione sul nostro sito www.eraonlus.org
*Era Onlus-Associazione per la giustizia linguistica

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