Non si paga più il 20% sulle rimesse dall'estero

Il Minìstro Fabrizio Saccomanni cede alle polemiche e chiede la sospensione del provvedimento che dal primo febbraio prevede una maxi ritenuta automatica del 20% sui bonifici provenienti dall’estero. L’Agenzia delle entrate, su richiesta del ministro dell’Economia, ha disposto la sospensione dell’operatività della ritenuta – spiega una nota di via XX Settembre – sottolineando che “gli acconti eventualmente già trattenuti da intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto saranno rimessi a disposizione degli interessati”. La marcia indietro, però, è soltanto temporanea. La stessa Agenzia delle entrate ha infatti precisato che lo stop al prelievo vale fino al primo luglio.
Il provvedimento aveva scatenato da subito un gran polverone. La trattenuta, che lasciava al contribuente l’onere di dimostrare che le somme non avessero natura di “compenso reddituale” per chiedere la restituzione dell’imposta, era finita nei giorni scorsi sotto l’esame di Bruxelles. “Esamineremo se la misura è proporzionata o no”, aveva dichiarato il portavoce del commissario Ue per la Fiscalità, Algirdas Semeta. Pressioni contro la maxi trattenuta erano arrivate anche dalle petizioni lanciate in rete e dalle associazioni di consumatori Adusbef eFederconsumatori, che avevano denunciato “l’ennesimo abuso di potere”.
Si trattava di una norma particolarmente odiosa nei confronti degli italiani all'estero che, da che mondo è mondo, mandano i loro risparmi alle loro famiglie in Patria. Sono soldi guadagnati regolarmente e che quindi sono stati già tassati nel luogo di residenza. Nel dopoguerra le rimesse degli emigrati rappresentarono la seconda voce di entrate del bilancio statale italiano e fu proprio grazie a queste rimesse che l'Italia si risollevò e conobbe il boom economico degli anni '60.
Al Parlamento europeo sono state presentate due interrogazioni,  una a firma Tino Rossi (ora passato al Ppe con Forza Italia) e un'altra a firma Claudio Morganti (rimasto nel gruppo degli euroscettici Eld con il movimento 'Io cambio') mentre nel Parlamento italiano hanno reagito Ricardo Merlo (MAIE) e Laura Garavini (PD), entrambi eletti all'estero.
Appresa la notizia della sospensione del provvedimento, anche i senatori eletti all'estero del Pd in una nota hanno espresso la propria soddisfazione. 

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