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Prima Merlo, poi Berlusconi e ora Marine Le Pen

GIAN LUIGI FERRETTI - Marine Le Pen, che secondo i sondaggi potrebbe diventare fra qualche mese Presidente della Repubblica Francese, nei giorni scorsi ha affermato, in un'intervista televisiva, la sua intenzione di proporre ai francesi, in caso di elezione, l'uscita dalla moneta unica, precisando però di volerla sostituire con una moneta nazionale, sul modello del franco, e con una moneta comune, come era l' Ecu (Euopean currency unit, moneta scritturale introdotta nel 1979 dal Consiglio europeo), che sarebbe utilizzata per gli scambi intra-europei. Doppia moneta, insomma.
Confesso di non capire gran che di economia e finanza. Perciò rimasi sorpreso quando l'On. Ricardo Merlo parlò di doppia moneta a "Porta a porta". Era stato invitato alla vigilia delle elezioni europee in quanto li MAIE si presentava con la sua lista.
Ad un certo momento Merlo indicò l’introduzione di una moneta parallela o seconda moneta o quasi moneta (gli economisti usano diverse denominazioni), come una delle possibili soluzioni per uscire dallo stallo delle economie di paesi quali Grecia e Italia.
Bruno Vespa lo guardò come se avesse detto di essere stato rapito dagli alieni da piccolo. Gli scappò persino una smorfia di disgusto prima di ignorarlo platealmente per rivolgersi allo "scienziato dell’economia" Bruno Tabacci, che stava ancora ridacchiando di quelle che anch’egli evidentemente considerava le strampalate fantasie di uno che veniva dall’altra parte del mondo.
Sì, rimasi sorpreso e lì per lì pensai che forse a Merlo era sfuggita una castroneria. Però, conoscendo la sua preparazione universitaria ad alto livello (ha anche insegnato economia politica) proprio su questi temi, andai a fare qualche ricerca e mi resi conto che solo due provincialotti come Vespa e Tabacci potevano  accogliere con tanta ignoranza (voce del verbo ignorare) la soluzione indicata da Merlo.
Non conoscevano, neppure per sentito dire, le più avanzate teorie economiche come quella della quasi moneta di  PierGiorgio Gawronski, uno che ha lavorato all’ufficio studi della BNL, all’OCSE, all’UNCTAD e alla “policy unit” della Presidenza del Consiglio. Né era pensabile che sapessero che in altre parti del mondo questa teoria era stata messa in pratica con successo, come ad esempio nel Colorado dove sono stati ufficialmente lanciati da tempo i COjacks.
Da quella puntata di "Porta a porta" passò qualche mese e fu pubblicata la notizia che la Banca Centrale Europea aveva "analizzato uno scenario in cui la Grecia finisce i soldi e comincia a pagare i dipendenti con una seconda moneta virtuale all’interno del blocco dell’euro”.
Passarono altri mesi. L'On. Merlo si incontrò con Silvio Berlusconi per parlare di italiani all'estero. Nel corso del cordiale colloqui il discorso cadde sull'Euro e anche a lui Merlo parlò della "moneta parallela".
Berlusconi, che di economia sicuramente s'intende non foss'altro per essere diventato uno degli uomini più ricchi del mondo e che altrttanto sicuramente può godere dei consigli di fior di economisti, ci riflettè su e poco dopo se ne uscì con la famosa dichiarazione pubblica: "Dobbiamo recuperare parte della nostra sovranità monetaria con una seconda moneta che possa essere stampata da Roma e messa sul mercato che poi ne valuterà il cambio con l’Euro".
E ora, dicevo, la presa di posizione di Marine Le Pen. Chissà che vi non abbiano contribuito certe nostre conversazioni private? Nel qual caso nuovamente ci sarebbe un collegamento con le dichiarazioni di Merlo a Porta a Porta.  Quando la vedrò, il 25 febbraio, glielo chiederò e vi farò sapere. Lo farò sapere soprattutto a Ricardo Merlo.

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